{"id":87064,"date":"2026-03-10T09:31:37","date_gmt":"2026-03-10T09:31:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=87064"},"modified":"2026-03-10T09:31:38","modified_gmt":"2026-03-10T09:31:38","slug":"pierfranco-bruni-un-viaggio-tra-mito-letteratura-e-il-legame-tra-poesia-e-filosofia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=87064","title":{"rendered":"Pierfranco Bruni. Un viaggio tra mito letteratura e il legame tra poesia e filosofia\u00a0"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1000168153.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"731\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1000168153-731x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-87065\" style=\"width:243px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1000168153-731x1024.jpg 731w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1000168153-214x300.jpg 214w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1000168153-768x1075.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1000168153.jpg 1087w\" sizes=\"(max-width: 731px) 100vw, 731px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em>Franca De Santis\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Un viaggio nella scrittura di Pierfranco Bruni \u00e8 un percorso in un mosaico onirico in cui il tempo \u00e8 una memoria che riconcilia il passato con il presente restando sempre fedele alle sue origini.<\/p>\n\n\n\n<p>Pierfranco Bruni nasce in Calabria, archeologo, \u00e8 stato direttore del Ministero dei Beni Culturali, studioso di minoranze linguistiche, esperto di letterature mediterranee, ma soprattutto \u00e8 scrittore che tratta la parola come anthropologia del sacro. Il suo cammino supera duecento titoli, tra poesia, romanzo, saggio, critica. Ha scavato Pirandello, Pavese, Alvaro, Pasolini, De Andr\u00e9, senza mai abbandonare il filo del viaggio, della memoria, della nostalgia e del mito.<\/p>\n\n\n\n<p>La poesia \u00e8 per Bruni il primo luogo dove memoria e sogno toccano la stessa ferita. Tra i libri pi\u00f9 noti: _Via Carmelitani_, _Viaggioisola_, _Per non amarti pi\u00f9_, _Fuoco di lune_, _Canto di Requiem_, _Ulisse \u00e8 ripartito_, _Ti amer\u00f2 fino ad addormentarmi nel rosso del tuo meriggio_, _Asm\u00e0 e Shadi_, _Alla soglia della profezia_. Sino a&nbsp; _ In percezione di sorriso_.<\/p>\n\n\n\n<p>Qui il viaggio non \u00e8 spostamento geografico, \u00e8 metafora dell\u2019esistere: partire per scoprire che il ritorno \u00e8 impossibile, amare per accettare che l\u2019amore resta ferita luminosa, misurare il tempo come si sfogliano i petali di una margherita. Bruni rifiuta il realismo puro, lo chiama cronaca; sceglie il simbolo, perch\u00e9 apre al mistero, alla metafisica, al sacro. Ogni verso diventa luogo di contatto tra il visibile e l\u2019invisibile. Il viaggio nel misterioso tra vita e linguaggi&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel romanzo Bruni porta la stessa tensione lirica. _Paese del vento_, _Claretta e Ben_, _L\u2019ultima primavera_, _E dopo vennero i sogni_, _Quando fioriscono i rovi_, _Il mare e la conchiglia_, _La bicicletta di mio padre_, _Che il dio del Sole sia con te_, _La pietra d\u2019Oriente_, _Il sortilegio della speranza_, _Il ladro di profumi_: sono tappe di un pellegrinaggio nel Mediterraneo, inteso come geografia fisica e spirituale. Si pensi anche allo struggente _La donna che guarda il mare_. Un testo del 2025 fortemente lirico e meraviosamente incisivo in aspettoli di scrittura metafisica.<\/p>\n\n\n\n<p>La storia compare, da Aldo Moro a Pasolini a De Andr\u00e9, ma sempre filtrata da una coscienza mitica. La sua prosa \u00e8 elegante, rifugge la cronaca, cerca l\u2019intreccio tra letteratura, favola, sciamanesimo, alchimia. Il lettore trova personaggi che vivono sogni e ossessioni, ma riconosce sempre un paesaggio interiore in cui la Sicilia, la Calabria, il mare, diventano specchi dell\u2019anima.<\/p>\n\n\n\n<p>Pierfranco Bruni \u00e8 stato critico antiaccademico, ha scritto su Pavese, Pirandello, Alvaro, Quasimodo, Ungaretti, Vittorini. Il saggio che ne riassume la visione \u00e8 _Mediterraneo. Percorsi di civilt\u00e0 nella letteratura contemporanea_, dove il mito non \u00e8 ornamento ma chiave di lettura del tempo. Altri testi importanti: _Il cantico del sognatore mediterraneo_ (De Andr\u00e9), _Letteratura e sciamanesimo_, _Poesia e poeti nella metafora del viaggio_, _L\u2019armonia dell\u2019onirico_. Per Bruni la filosofia non \u00e8 sistema, \u00e8 inquietudine vissuta: diventa indagine su identit\u00e0, memoria, nostalgia. Presiede il Centro Studi \u201cFrancesco Grisi\u201d, ha raccolto premi e riconoscimenti nazionali e internazionali, \u00e8 tradotto in pi\u00f9 lingue. Numerosi sono i suoi libri dedicato al religioso e alla sacro. Si pensi al suo libro su San Paolo o al recente San Francesco d&#8217;Assisi dopo essersi occupato di San Francesco di Paola.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni opera di Bruni pu\u00f2 essere letta come tappa di un labirinto mediterraneo. Il viaggio non \u00e8 mai solo spostamento fisico, \u00e8 ricerca dell\u2019alterit\u00e0, di quel punto dove Oriente e Occidente smettono di opporsi e diventano respiro comune. La nostalgia non \u00e8 rimpianto: \u00e8 forza motrice, energia che spinge verso un centro assente. Il sacro non si mostra con dogmi, ma come presenza silenziosa in gesti quotidiani: un bicchiere posato, il colore del cielo prima della notte, l\u2019eco di una preghiera dimenticata. La poesia diventa rito, il romanzo diventa mito riscritto, il saggio diventa meditazione. Bruni stesso ha detto: _La letteratura senza sogno non avrebbe senso perch\u00e9 sogno e viaggio conducono verso il mito_. Questa frase, semplice e totale, sintetizza cinquant\u2019anni di scrittura, dal primo _Ritagli di tempo_ (1975) ad _A cena con Hegel_ (2026).<\/p>\n\n\n\n<p>Pierfranco Bruni \u00e8 voce unica. Chi lo legge non trova cronaca o dottrina, trova una mappa interiore dove ogni parola \u00e8 pietra miliare. Il suo Mediterraneo \u00e8 lingua viva, luogo dove parola, mito e filosofia si intrecciano. E il lettore ne esce cambiato, come dopo un pellegrinaggio che non promette risposte ma solo domande pi\u00f9 vere.<\/p>\n\n\n\n<p>C&#8217;\u00e8 da dire che per parlare di Pierfranco Bruni non basta elencare soltanto titoli. Bisogna accostarsi alle sue frasi, a quei versi che funzionano come pietre miliari nel cammino di oltre cinquant\u2019anni di scrittura.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei suoi libri di poesia ritorna spesso l\u2019immagine dell\u2019isola. Bruni scrive infatti che la poesia \u00e8 \u201cisola\u201d dalla quale poter osservare il buio perfetto e sa benissimo che anche nella perfezione del buio si immerge, come in una marea, un angolo di luce. Non \u00e8 una metafora ornamentale: \u00e8 il suo modo di dire che la scrittura nasce dal margine, da un luogo separato ma affacciato sull\u2019aperto. Da l\u00ec si guarda il mondo, si accoglie il dolore e lo si trasforma in ontologia del respiro.<\/p>\n\n\n\n<p>Il tempo \u00e8 un\u2019altra ossessione che diventa frase concreta. In _In percezione di sorriso_ annota: \u00abIl tempo srotola i giorni. Tra le dita si legano a far nodo. Sembrano fili sottili che da un porto giungono in mare aperto\u00bb. Non \u00e8 cronologia, \u00e8 esperienza tattile: i giorni non passano, si aggrovigliano, e la nostalgia diventa \u00abla finestra sempre aperta come se fosse una finestra affacciata su un mare in cui gli orizzonti si toccano anche se sono invisibili\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra i versi pi\u00f9 citati, quello che apre il libro del 2009: \u00abTi amer\u00f2 fino ad addormentarmi nel rosso del tuo meriggio\u00bb. \u00c8 una dichiarazione che non suona romantica in senso comune, ma liturgica: l\u2019amore \u00e8 veglia che si spegne solo quando il giorno diventa pieno, quando la luce \u00e8 cos\u00ec intensa da coincidere con l\u2019abbandono.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei testi narrativi affiorano pensieri che hanno la densit\u00e0 di aforismi. Bruni ha detto, a proposito della letteratura, che \u00abla letteratura senza sogno non avrebbe senso perch\u00e9 sogno e viaggio conducono verso il mito\u00bb. E ancora, parlando della propria poetica: \u00abI pensieri che si trasformano in versi, ovvero in poesia\u00bb. Frase semplice, ma che ribalta la retorica: non \u00e8 il poeta che sceglie il verso, \u00e8 il pensiero che, arrivato a una certa densit\u00e0, non pu\u00f2 che farsi verso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quando commenta il proprio lavoro pi\u00f9 doloroso, _In percezione di sorriso_, lo definisce \u00abuno spaccato di un uomo e del mondo\u00bb, specificando che si tratta di un libro che non avrebbe mai voluto scrivere, perch\u00e9 nasce dalla perdita della sorella Giulia. Qui il pensiero si fa etico: la scrittura non \u00e8 scelta estetica ma esposizione necessaria.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Queste frasi e questi versi mostrano la cifra di Bruni: il mito che si fa quotidiano, la metafisica che si ancora a un gesto preciso, il dolore che diventa forma. Non sono citazioni da collezione, sono nodi in una rete coerente, dove poesia, romanzo e saggio si tengono insieme. Dunque, un viaggio nella spiritualit\u00e0 dello scrittore che pone al centro la metafisica dell&#8217;esistenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Per capire Bruni bisogna ascoltare i suoi versi e seguire i suoi incontri con altri autori, perch\u00e9 i libri che ha scritto sono anche dialoghi ostinati con voci diverse, da Kafka a Pavese, da Brasillach a Sgalambro.<\/p>\n\n\n\n<p>Il verso che spesso ritorna \u00e8 tratto da _Ti amer\u00f2 fino ad addormentarmi nel rosso del tuo meriggio_ (2009): *Ti amer\u00f2 fino ad addormentarmi nel rosso del tuo meriggio*. Non \u00e8 dichiarazione sentimentale, \u00e8 promessa di resistenza: amare finch\u00e9 la luce \u00e8 cos\u00ec piena da confondersi con il sonno, cio\u00e8 con la soglia dell\u2019oblio. Qui si sente la lezione di Pavese, che Bruni ha studiato a lungo: l\u2019amore \u00e8 casa che brucia, luogo che salva e condanna. Nei suoi saggi su Pavese, Bruni sottolinea la solitudine mediterranea che diventa mito; la sua poesia riprende quel filo, ma lo intreccia con la nostalgia islamica di _Asm\u00e0 e Shadi.<\/p>\n\n\n\n<p>Con Kafka il rapporto \u00e8 di specchio deformante. Bruni ha scritto contributi su _\u00bbIl processo\u00bb_ e sulla metamorfosi come figure dell\u2019esilio interiore. Nei suoi racconti \u2013 _Paese del vento_, _L\u2019ultima primavera_ \u2013 i personaggi si muovono in spazi burocratici o familiari che diventano labirinti kafkiani, ma Bruni aggiunge sempre una breccia di luce sciamanica: la letteratura pu\u00f2 nominare l\u2019assurdo e insieme offrire un canto. \u00c8 qui che dialoga con Camus: ha curato letture de _\u00bbLo straniero\u00bb_, individuando in Meursault non l\u2019apatia ma la fedelt\u00e0 a un sole che non mente. Bruni scrive che *la poesia \u00e8 \u201cisola\u201d dalla quale poter osservare il buio perfetto*, e questa isola \u00e8 anche quella di Camus, roccia dove l\u2019uomo misura la propria finitezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Il confronto con Robert Brasillach \u00e8 pi\u00f9 tagliente. Bruni lo ha studiato per capire la seduzione e la bellezza che si compromette con l\u2019ideologia. Ne _\u00bbIl sortilegio della speranza\u00bb_ si avverte questa attenzione: i personaggi sono spesso tentati dalla forma pura, dalla retorica che incanta, ma Bruni li conduce a scoprire il prezzo. \u00c8 riflessione etica, non storica: la letteratura deve confessare quando la lingua si fa complice.<\/p>\n\n\n\n<p>Su Giuseppe Berto, Bruni torna anche ne _\u00bbLa bicicletta di mio padre\u00bb: l\u2019ossessione del male oscuro, il corpo che parla prima della coscienza. Bruni vi legge una metafisica della fragilit\u00e0, vicina alla propria meditazione sulla perdita, come in _In percezione di sorriso_, dove scrive: *\u00bbIl tempo srotola i giorni. Tra le dita si legano a far nodo\u00bb*. \u00c8 frase che si pu\u00f2 accostare a Berto: tempo che non guarisce ma intreccia ferite.<\/p>\n\n\n\n<p>Casanova entra nel suo immaginario con _\u00bbLa pietra d\u2019Oriente\u00bb_. Non \u00e8 il libertino, \u00e8 il viaggiatore che trasforma l\u2019erotismo in rito di conoscenza. Bruni accoglie questa visione: il desiderio diventa ponte tra Oriente e Occidente, tema costante nel _\u00bbCanto del sognatore mediterraneo\u00bb_ dedicato a De Andr\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>Manlio Sgalambro \u00e8 altro polo: filosofo del pessimismo ironico. Bruni lo cita per opposizione. Dove Sgalambro smonta ogni illusione, Bruni cerca un resto di luce. Appunto:*\u00bbla nostalgia \u00e8 finestra sempre aperta su un mare in cui gli orizzonti si toccano\u00bb*. \u00c8 il suo modo di rispondere al nichilismo: anche nella perfezione del buio entra un angolo di luce.<\/p>\n\n\n\n<p>D\u2019Annunzio, studiato in _\u00bbFuturismo \u2013 Oltre i Futuristi D\u2019Annunzio. Io ho quel che ho donato\u00bb_ (2013). Bruni non celebra l\u2019estetismo dannunziano, lo interroga: la parola come potere, come eccesso, come rischio di perdita di sangue etico. Nei suoi romanzi evita quel rischio, preferisce una lingua che arde ma non consuma.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutte queste presenze tornano, come gi\u00e0 si sottolineava, nei suoi titoli: _\u00bbUlisse \u00e8 ripartito\u00bb_ (il viaggio incessante), _\u00bbFuoco di lune\u00bb_ (la luce riflessa, non propria), _\u00bbAlla soglia della profezia\u00bb_ (attesa senza certezza). Bruni costruisce cos\u00ec un pensiero poetico: la letteratura \u00e8 il luogo dove Kafka, Camus, Brasillach, Berto, Casanova, Sgalambro, D\u2019Annunzio, Pavese si siedono alla stessa tavola, e lui li ascolta, prende appunti, e risponde con versi che sanno di sale e di sonno, di respiro e di cammin<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Franca De Santis\u00a0 Un viaggio nella scrittura di Pierfranco Bruni \u00e8 un percorso in un mosaico onirico in cui il [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[22,1],"tags":[],"class_list":["post-87064","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-libros-y-revistas-literatura","category-sin-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/87064","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=87064"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/87064\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87066,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/87064\/revisions\/87066"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=87064"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=87064"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=87064"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}