{"id":87167,"date":"2026-03-13T09:05:16","date_gmt":"2026-03-13T09:05:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=87167"},"modified":"2026-03-13T09:05:16","modified_gmt":"2026-03-13T09:05:16","slug":"custodire-chi-cura-dentro-il-fenomeno-della-violenza-contro-gli-operatori-sanitari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=87167","title":{"rendered":"CUSTODIRE CHI CURA: DENTRO IL FENOMENO DELLA VIOLENZA CONTRO GLI OPERATORI SANITARI"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Intervista a Patrizio Rossi, dirigente Inaildi\u00a0<strong>Sivia Gambadoro<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/IMG_2822.jpeg\"><img decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1000\" data-id=\"87168\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/IMG_2822.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-87168\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/IMG_2822.jpeg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/IMG_2822-230x300.jpeg 230w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/IMG_2821.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"650\" height=\"440\" data-id=\"87169\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/IMG_2821.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-87169\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/IMG_2821.jpg 650w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/IMG_2821-300x203.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p><em><br>La violenza non \u00e8 una fatalit\u00e0: pu\u00f2 essere significativamente ridotta attraverso strategie integrate che agiscono sulla cultura organizzativa, sulla progettazione degli spazi, sui sistemi di mediazione, sulla tutela psicologica e su un investimento solido nelle risorse umane\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Un\u2019analisi a pi\u00f9 strati, che va oltre la cronaca dell\u2019aggressione e scava nelle dinamiche organizzative, sociali e ambientali che trasformano i luoghi di cura in contesti potenzialmente ostili. Oggi 12 marzo,&nbsp;in occasione della Giornata nazionale contro la violenza sugli operatori sanitari e socio-sanitari,&nbsp;abbiamo&nbsp;intervistato&nbsp; il dottor Patrizio Rossi, Sovrintendente sanitario centrale Inail, che ci guida attraverso numeri,&nbsp;<\/strong><strong>responsabilit\u00e0 e leve di prevenzione.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/ci3.googleusercontent.com\/meips\/ADKq_NZ8MTn-aEcXdOM2nDSL_twNCS0YOP_1kj0T-C-5dZoSW0eUF9ihyPXEhE-4R4IaB6wvGwtAVsb9xF3TRwpHr0t27J9tLDvAhUWJhtxQj1X5Bv7s2cEA7lon-CA4z6NiMXp7bRN19SrthhXBTqfkahOrRbYjL3hk=s0-d-e1-ft#https:\/\/www.lafrecciaweb.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Patrizio-Rossi-e1773298107622-230x300.jpeg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Dott. Rossi, partiamo dai dati: qual \u00e8 oggi la dimensione reale della violenza in sanit\u00e0?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La dimensione \u00e8 tutt\u2019altro che marginale. Nel corso del 2024 l\u2019Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie (ONSEPS), di cui l\u2019Inail \u00e8 componente, ha registrato un coinvolgimento di oltre 22.000 operatori tra medici, infermieri, tecnici, educatori e operatori socio\u2011sanitari in episodi di aggressione nelle diverse aree assistenziali. Quello delle aggressioni \u00e8 un fenomeno radicato, non episodico, che attraversa tutta la filiera dell\u2019assistenza, i numeri esprimono molto pi\u00f9 di singoli episodi di aggressione: delineano un problema sistemico, capace di incidere direttamente sulla qualit\u00e0 del lavoro e sulla sicurezza delle cure. Gli episodi di violenza \u2013 dai quali conseguono lesioni fisiche&nbsp; e\/o psichiche con assenza dal lavoro o pregiudizio permanente alla salute della persona \u2013 sono tutelati dall\u2019Inail come infortunio sul lavoro o malattia professionale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quali contesti risultano pi\u00f9 esposti e perch\u00e9<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I servizi di emergenza\u2011urgenza, unitamente ai reparti con elevato carico clinico e rilevanti dinamiche relazionali come psichiatria e geriatria, rappresentano i contesti con maggiore suscettibilit\u00e0 al verificarsi di episodi aggressivi. Qui si combinano il ridotto tempo di cura (motivato dall\u2019elevato carico assistenziale e dal basso numero di operatori sanitari), l\u2019imprevedibilit\u00e0 clinica, la pressione emotiva della persona assistita e dei familiari.<br>\u00c8 un triangolo critico in cui l\u2019ansia, l\u2019attesa, la percezione di vulnerabilit\u00e0 e, in molti casi, le stesse condizioni cliniche dei pazienti, frequentemente connotate da instabilit\u00e0, disorientamento o compromissione cognitiva, concorrono ad amplificare le tensioni, che possono manifestarsi in forme di aggressivit\u00e0 sia verbale sia fisica. L\u2019aspetto pi\u00f9 rilevante, tuttavia, \u00e8 l\u2019effetto a catena che tali episodi innescano: anche un singolo atto aggressivo pu\u00f2 deteriorare la relazione di cura, incrinando il rapporto medico\u2011paziente e alimentando un clima di sfiducia; episodi reiterati, invece, possono generare un senso di insicurezza negli operatori, con il rischio di indurre condizioni patologiche come il burnout e di compromettere, di conseguenza, la qualit\u00e0 e la continuit\u00e0 della presa in carico dei pazienti successivi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Lei parla di fenomeno sistemico: quali sono gli strumenti pi\u00f9 efficaci per affrontarlo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La risposta pi\u00f9 efficace \u00e8 una risposta multilivello. La formazione \u00e8 essenziale: permette agli operatori di riconoscere indicatori precoci di rischio, utilizzare strumenti comunicativi adeguati ed evitare l\u2019escalation. Tuttavia, non \u00e8 sufficiente, perch\u00e9 la violenza non nasce solo dal comportamento individuale del paziente o dall\u2019interazione improvvisa con il professionista.<br>\u00c8 il risultato di un intreccio complesso che coinvolge spazi fisici, carichi di lavoro, organizzazione dei servizi, cultura istituzionale e aspettative sociali. Per questo la prevenzione deve essere articolata in interventi primari, secondari e terziari. In contesti caratterizzati da pressione organizzativa elevata, infatti, aumenta la probabilit\u00e0 che si generino dinamiche conflittuali.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Entriamo nel merito: cosa significano interventi di prevenzione primaria in un contesto sanitario?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Gli interventi di prevenzione primaria si focalizzano sulle condizioni che possono favorire l\u2019insorgere di tensioni, intervenendo sui fattori che predispongono all\u2019emergere di dinamiche conflittuali. Un elemento fondamentale \u00e8 la promozione di una cultura del rispetto, sostenuta da una comunicazione chiara e trasparente rivolta ai cittadini, che li aiuti a orientarsi all\u2019interno dei percorsi assistenziali, a comprendere le modalit\u00e0 di accesso ai servizi e ad acquisire una percezione informata e consapevole dei tempi di erogazione delle prestazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>In questa stessa prospettiva si colloca la necessit\u00e0 di rendere pienamente operative le misure di tutela previste dalla Legge n. 113\/2020 e di affrontare con un approccio strutturale le difficolt\u00e0 organizzative, come la carenza di personale, il turnover e la continuit\u00e0 dei servizi, che possono influire sulla capacit\u00e0 delle \u00e9quipe di gestire situazioni complesse.<\/p>\n\n\n\n<p>Un ulteriore pilastro riguarda la corretta valutazione dei rischi attraverso il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), strumento essenziale per individuare i punti di vulnerabilit\u00e0 all\u2019interno delle strutture e orientare l\u2019adozione di misure preventive mirate e proporzionate.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, un ruolo determinante \u00e8 svolto dal layout degli spazi: progettare ambienti sicuri significa favorire la visibilit\u00e0, garantire vie di fuga, rendere leggibili i percorsi e predisporre sistemi di allerta e di sorveglianza nelle aree pi\u00f9 sensibili. Un ambiente ben concepito non elimina completamente il rischio, ma lo riduce in modo significativo, contribuendo ad accrescere il senso di sicurezza e protezione degli operatori sanitari.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Passiamo agli interventi di prevenzione secondaria: quali elementi la caratterizzano?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Gli interventi di prevenzione secondaria si concentrano sulla capacit\u00e0 di riconoscere tempestivamente le situazioni a rischio, cos\u00ec da intervenire prima che si trasformino in episodi di aggressivit\u00e0 conclamata. In questo ambito, la formazione assume una connotazione altamente specialistica: non si limita alla trasmissione di nozioni teoriche, ma mira a sviluppare competenze operative fondate sull\u2019analisi dei comportamenti predittivi, sulla lettura dei segnali precoci di alterazione relazionale, sulla modulazione della comunicazione in condizioni di tensione e sull\u2019impiego di tecniche strutturate di de\u2011escalation. Si tratta dunque di percorsi formativi orientati alla pratica, calibrati sui contesti maggiormente esposti e finalizzati a rafforzare la capacit\u00e0 degli operatori di prevenire l\u2019escalation attraverso interventi tempestivi e proporzionati.<\/p>\n\n\n\n<p>Un elemento innovativo, gi\u00e0 introdotto in alcune realt\u00e0 sanitarie come quelle dell\u2019emergenza\u2011urgenza, \u00e8 la presenza della figura del facilitatore: un professionista con competenze specifiche nella mediazione e nella gestione dei conflitti. La sua funzione risulta particolarmente preziosa nei setting ad alta intensit\u00e0 emotiva, poich\u00e9 consente di intercettare precocemente potenziali criticit\u00e0 e di intervenire prima che la dinamica interazionale degeneri.<\/p>\n\n\n\n<p>La natura neutrale e specializzata di questa figura offre un supporto concreto agli operatori, che spesso si trovano a fronteggiare simultaneamente esigenze cliniche complesse e manifestazioni di disagio relazionale da parte degli utenti o dei loro familiari. Se adeguatamente riconosciuta e sistematizzata all\u2019interno dell\u2019organizzazione, tale figura potrebbe rappresentare un autentico valore aggiunto, fungendo da ausilio strutturale nei processi assistenziali e contribuendo in modo significativo alla prevenzione delle situazioni conflittuali e al contenimento delle escalation.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Qual \u00e8 invece il ruolo degli interventi di prevenzione terziaria?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Gli interventi di prevenzione terziaria riguardano prevalentemente ci\u00f2 che accade dopo l\u2019aggressione. Sono passaggi fondamentali, perch\u00e9 influenzano la volont\u00e0 dell\u2019operatore di segnalare l\u2019episodio e la percezione di essere tutelato dall\u2019organizzazione. Comprendono il supporto psicologico, l\u2019assistenza medico-legale, la presa in carico nelle procedure amministrative e la revisione organizzativa che permette di evitare la reiterazione dell\u2019evento.<br>Un sistema che sostiene l\u2019operatore, che lo ascolta e che agisce concretamente, rafforza il senso di sicurezza e contribuisce in modo decisivo alla raccolta delle segnalazioni, che sono la base per comprendere e affrontare il fenomeno in modo strutturato.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Esistono iniziative o strumenti specifici che Inail ha messo in campo per sostenere gli operatori sanitari esposti o vittime di aggressioni?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>S\u00ec, negli ultimi anni l\u2019Inail ha sviluppato un insieme articolato di iniziative che si integrano con le tre dimensioni della prevenzione e rafforzano la tutela degli operatori sanitari. In primo luogo, \u00e8 stato attivato un servizio di sostegno psicologico dedicato ai lavoratori infortunati o ammalati a causa del lavoro, disponibile presso tutti gli ambulatori dell\u2019Istituto; tale servizio ha supportato anche numerosi operatori sanitari vittime di aggressioni, offrendo un accompagnamento specialistico nei momenti immediatamente successivi all\u2019evento e durante il percorso di rientro.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Inail ha inoltre promosso un piano di formazione nazionale, articolato in corsi regionali specificamente dedicati alla conoscenza e gestione delle aggressioni. Dopo una fase iniziale di sperimentazione, accompagnata da una verifica di efficacia con esito positivo, il programma \u00e8 stato implementato in modo capillare e prevede anche una fase di re\u2011training periodico per consolidare le competenze acquisite.<\/p>\n\n\n\n<p>Un ulteriore strumento operativo \u00e8 rappresentato dal flusso di segnalazione degli eventi sentinella, tra i quali rientrano gli episodi di aggressione ai danni del personale sanitario; tale sistema consente un monitoraggio approfondito delle dinamiche e offre una base informativa essenziale per orientare interventi mirati.<\/p>\n\n\n\n<p>Sul versante della prevenzione primaria, l\u2019Istituto ha inoltre elaborato una proposta di rimodulazione del layout degli spazi sanitari, finalizzata a garantire condizioni di maggiore tutela per operatori sanitari e socio\u2011sanitari attraverso interventi progettuali ispirati alla sicurezza ambientale.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, l\u2019Inail conduce un monitoraggio costante del fenomeno, anche mediante survey strutturate rivolte al proprio personale sanitario e socio\u2011sanitario, strumenti che permettono di intercettare criticit\u00e0 emergenti e di comprendere il vissuto degli operatori, affinando cos\u00ec i modelli predittivi e l\u2019efficacia degli interventi di prevenzione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Dott. Rossi, in definitiva: la violenza nei confronti degli operatori sanitari \u00e8 davvero prevenibile<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La prevenzione \u00e8 possibile, e non si tratta di un auspicio astratto. Non siamo di fronte a una fatalit\u00e0 n\u00e9 a un fenomeno ineluttabile. \u00c8 un obiettivo realistico, purch\u00e9 si adotti un approccio basato su evidenze e su un\u2019analisi rigorosa del fenomeno. Lo studio sistematico degli episodi, delle loro ricorrenze e dei contesti in cui si verificano permette infatti di individuare pattern ricorrenti e fattori predittivi utili a intervenire prima che le situazioni degenerino. La violenza non \u00e8, appunto, una fatalit\u00e0: pu\u00f2 essere significativamente ridotta attraverso strategie integrate che agiscono sulla cultura organizzativa, sulla progettazione degli spazi, sui sistemi di mediazione, sulla tutela psicologica e su un investimento solido nelle risorse umane. Ma serve soprattutto una capacit\u00e0 di lettura strutturata dei dati, perch\u00e9 solo ci\u00f2 che si conosce in profondit\u00e0 pu\u00f2 essere prevenuto in modo efficace. \u00c8 un approccio che richiede coerenza, metodo e soprattutto la consapevolezza che sicurezza degli operatori e qualit\u00e0 delle cure sono due facce della stessa medaglia.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quindi proteggere chi cura \u00e8 anche un modo per proteggere la qualit\u00e0 dei servizi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Assolutamente s\u00ec. E direi di pi\u00f9: tutelare gli operatori significa anche riconoscere che l\u2019analisi del fenomeno \u00e8 parte integrante della qualit\u00e0 assistenziale. Attraverso sistemi di monitoraggio costante, la raccolta delle segnalazioni e lo studio delle dinamiche che precedono l\u2019aggressione, le organizzazioni possono sviluppare modelli predittivi capaci di orientare decisioni gestionali, politiche di personale e interventi mirati. In altre parole, conoscere la violenza in modo strutturato consente di anticiparla e di modellare ambienti di lavoro pi\u00f9 sicuri, che favoriscono decisioni cliniche pi\u00f9 efficaci e una maggiore continuit\u00e0 delle cure.<\/p>\n\n\n\n<p>Proteggere chi cura, dunque, non \u00e8 solo un atto etico: \u00e8 una strategia che rafforza la qualit\u00e0 dell\u2019assistenza e la fiducia dei cittadini. Ed \u00e8 una responsabilit\u00e0 plurale, che chiama in causa istituzioni, organizzazioni sanitarie e comunit\u00e0, tutte coinvolte nella costruzione di luoghi di cura realmente protettivi, dove chi assiste possa lavorare con serenit\u00e0 e chi riceve cure appropriate possa sentirsi accolto e accompagnato.<\/p>\n\n\n\n<p>D\u2019altronde, \u00e8 proprio nei momenti di maggiore fragilit\u00e0 che la persona manifesta non soltanto un bisogno di cure, ma anche un bisogno profondo di attenzione, di ascolto e di protezione: esigenze che possono essere soddisfatte solo in un sistema capace di tutelare, in modo integrato, sia chi cura sia chi \u00e8 curato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista a Patrizio Rossi, dirigente Inaildi\u00a0Sivia Gambadoro La violenza non \u00e8 una fatalit\u00e0: pu\u00f2 essere significativamente ridotta attraverso strategie integrate [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[44,49],"tags":[],"class_list":["post-87167","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-entrevistas","category-salud"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/87167","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=87167"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/87167\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87170,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/87167\/revisions\/87170"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=87167"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=87167"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=87167"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}