{"id":87225,"date":"2026-03-14T02:13:54","date_gmt":"2026-03-14T02:13:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=87225"},"modified":"2026-03-14T02:19:28","modified_gmt":"2026-03-14T02:19:28","slug":"serena-conduce-operaclassica-eco-italiano-5064","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=87225","title":{"rendered":"Serena conduce operaclassica eco italiano"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Screenshot-1233.png\"><img decoding=\"async\" width=\"255\" height=\"253\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Screenshot-1233.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-86659\" style=\"width:160px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Screenshot-1233.png 255w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Screenshot-1233-150x150.png 150w\" sizes=\"(max-width: 255px) 100vw, 255px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong>L\u201988\u00b0 Festival del Maggio Musicale Fiorentino e il mosaico di collaborazioni<br>del \u201cMaggio aperto\u201d<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Svelata l\u2019immagine del Festival con il manifesto di Georg Baselitz<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il Sovrintendente Carlo Fuortes: \u201cUn Festival che abita la citt\u00e0: dal segno rivoluzionario di Baselitz alla sinergia con le eccellenze musicali fiorentine, il Maggio si conferma officina di arte e pensiero\u201d.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Al via la rassegna che vede protagonisti Amici della Musica di Firenze, Scuola di Musica di Fiesole, Conservatorio Cherubini, Accademia del Fortepiano, Tempo Reale, Gamo, L\u2019Homme Arm\u00e9 e l&#8217;Istituto Lulli.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tra le novit\u00e0 del cartellone \u201cUna Traviata da cortile\u201d di e con Alessandro Baricco.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>I biglietti per gli appuntamenti di \u201cMaggio aperto\u201d sono in vendita <u>a partire dal 13&nbsp;marzo 2026<\/u><\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Firenze, 13 marzo 2026 \u2013 <\/em>Il Festival del Maggio Musicale Fiorentino che giunge alla sua 88\u00b0 edizione varando ufficialmente il triennio di direzione musicale del maestro <strong>Daniele Gatti<\/strong>, presenta il mosaico di collaborazioni con le maggiori istituzioni del territorio che compongono il \u201cMaggio aperto\u201d, il manifesto ufficiale del Festival e gli appuntamenti \u201cextra\u201d della programmazione<em>.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIl Maggio Musicale Fiorentino nasce come&nbsp;Festival della citt\u00e0 e \u201cMaggio aperto\u201d&nbsp;riporta questa idea alla sua forma pi\u00f9 viva: la musica che incontra la citt\u00e0 e le sue istituzioni. E anche il manifesto di questo Festival, del grande artista Georg Baselitz, non \u00e8 solo un\u2019immagine, ma un vero e proprio manifesto culturale e artistico, una dichiarazione di libert\u00e0 e di ribaltamento dei canoni &#8211; dichiara il sovrintendente <strong>Carlo Fuortes<\/strong> &#8211; Cos\u00ec come Einstein ha rivoluzionato i paradigmi della fisica e Baselitz quelli della visione, il nostro Festival vuole essere uno spazio dove la tradizione dialoga costantemente con il futuro. Questa tensione verso la scoperta anima anche la rassegna &#8216;Maggio aperto&#8217;: un progetto che trasforma il Teatro nel cuore di un ecosistema musicale straordinario di collaborazioni che rappresenta un valore peculiare della nostra Citt\u00e0, una filiera culturale unica, una sinergia con pochissimi altri paragoni in Italia. Aprire le nostre sale, la Grande, la Mehta, la sala Orchestra, la sala Coro e la sala Regia, alle pi\u00f9 prestigiose realt\u00e0 del territorio \u00e8 un atto di restituzione e di condivisione che rende il Maggio una necessaria casa comune e il centro del dialogo tra il Teatro e il territorio. E cos\u00ec, per essere parte integrante della programmazione che arricchisce e completa l\u201988\u00b0 Festival ringrazio per la partecipazione e la presenza &#8211; e li cito in ordine cronologico &#8211; gli <strong>Amici della Musica di Firenze<\/strong>&nbsp;, <strong>G.A.M.O<\/strong>., <strong>L\u2019Homme Arm\u00e9<\/strong>, <strong>L\u2019Accademia del Fortepiano<\/strong>, <strong>Il Conservatorio Cherubini<\/strong>, <strong>La Scuola di Musica di Fiesole<\/strong>, <strong>L\u2019Istituto Lulli<\/strong>, <strong>Tempo Reale <\/strong>istituzioni con le quali offriremo un percorso musicale che spazia dalla polifonia rinascimentale, celebra il genio di Beethoven e giunge alle avanguardie elettroniche. E ci&nbsp;sar\u00e0 un\u2019altra importante novit\u00e0 in calendario, verr\u00e0 proposto \u201c<strong>Una Traviata da cortile<\/strong>\u201d, spettacolo di e con <strong>Alessandro Baricco, <\/strong>in&nbsp;collaborazione con Universit\u00e0 di Firenze e con il sostegno di Unicoop Firenze.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Il Sovrintendente <strong>Carlo Fuortes<\/strong>&nbsp;ha presentato il mosaico di collaborazioni con le maggiori istituzioni del territorio e il manifesto ufficiale dell\u201988\u00aa edizione, frutto della feconda collaborazione con il <strong>Museo Novecento<\/strong> e il suo direttore <strong>Sergio Risaliti<\/strong>. L\u2019immagine porta la firma di uno dei giganti dell\u2019arte contemporanea mondiale, <strong>Georg Baselitz<\/strong> che ha scelto per il Maggio un soggetto di profonda suggestione: Albert Einstein colto nell&#8217;atto di suonare il violino. L\u2019opera, caratterizzata dal celebre \u00abcapovolgimento\u00bb della figura tipico dell\u2019artista, \u201ctrasforma lo scienziato in un\u2019icona della creativit\u00e0 pura, unendo musica e scienza in un segno rapido e nervoso che sfida le certezze e invita a nuove prospettive\u201d spiega <strong>Sergio Risaliti.<\/strong>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Se queste otto istituzioni compongono adesso il calendario del \u201cMaggio aperto\u201d, nella programmazione gi\u00e0 annunciata lo scorso giugno era gi\u00e0 presente nel calendario del Festival la collaborazione con <strong>l\u2019ORT, Orchestra regionale Toscana<\/strong> che con il direttore <strong>Diego Ceretta<\/strong>&nbsp;torna nel nostro teatro per un concerto, il 9 giugno, assieme al <strong>Coro del Maggio<\/strong> e ai solisti dell\u2019<strong>Accademia del Maggio<\/strong>. Una novit\u00e0 nel Festival \u00e8 invece rappresentata dal concerto diretto da <strong>Sir Antonio Pappano<\/strong>, che il 24 maggio sar\u00e0 alla guida dell\u2019<strong>Orchestra Giovanile Italiana<\/strong> in un programma che accosta due lavori di grande impatto. L\u2019apertura \u00e8 affidata al Concerto n. 1 in re minore op. 15 per pianoforte e orchestra di Johannes Brahms, con la presenza solistica del pianista <strong>Alexander Lonquich<\/strong>, mentre nella seconda parte si traccia il grandioso affresco della Sinfonia in re minore n. 5 op. 47 di Dmitrij \u0160ostak\u00f3vi\u010d. L\u2019Orchestra Giovanile \u00e8 anche presente in \u201cMaggio aperto\u201d, nell&#8217;ambito del quale terr\u00e0 un secondo concerto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>IL MAGGIO APERTO<\/u><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019avvio di \u201cMaggio aperto\u201d \u00e8 affidato alla prestigiosa collaborazione con la storica istituzione \u201c<strong>Gli Amici della Musica<\/strong>\u201d con la quale \u00e8 previsto a partire dal&nbsp;24 aprile&nbsp;un ciclo di sei concerti (a seguire il 28,&nbsp;il 30 aprile, il 5, 9 (ore 16),&nbsp;21 maggio alle ore 20&nbsp;presso la sala Coro) \u201cBeethoven 199\u201d che anticipa le celebrazioni per i 200 anni dalla morte del grande compositore tedesco.<\/p>\n\n\n\n<p>Verr\u00e0 proposta l\u2019esecuzione integrale dei suoi quartetti con le esecuzioni del&nbsp;Quator Van Kuijk, del&nbsp;Fibonacci String Quartet, del&nbsp;Quator Adorno, dell\u2019Aviv Quartet, del&nbsp;Quartet Integra,&nbsp;Quartetto Nous. A questo proposito il direttore artistico degli Amici della Musica,&nbsp;<strong>Andrea Lucchesini<\/strong>&nbsp;ha commentato: \u00abLa musica di Beethoven \u00e8 una presenza costante nelle sale da concerto, ma certamente nel 2027 il bicentenario della morte del genio di Bonn porter\u00e0 ad un profluvio di programmazione dell\u2019opus beethoveniano. Gli Amici della Musica di Firenze giocano d\u2019anticipo e propongono \u201cBeethoven 199\u201d, un ciclo integrale dei quartetti per archi che si inserisce nel cartellone dell\u201988\u00b0 Maggio Musicale Fiorentino realizzando una preziosa coproduzione. Sei complessi formati da musicisti preparatissimi e provenienti da vari paesi del mondo hanno accolto l\u2019invito degli Amici della Musica a comporre il programma del loro concerto in modo da giungere all\u2019esecuzione integrale dei 16 quartetti.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo i primi quattro concerti degli Amici della Musica,&nbsp;mercoled\u00ec 6 maggio alle 20&nbsp;in sala Regia&nbsp;prosegue la collaborazione tra <strong>G.A.M.O.<\/strong> e il Maggio con un programma che mette in dialogo alcune traiettorie fondamentali della musica del Novecento storico con la sensibilit\u00e0 della creazione contemporanea, con pagine di Edgard Var\u00e8se, Osvaldo Coluccino del quale, in prima esecuzione a Firenze, sar\u00e0 presentato&nbsp;<em>Onda, spora \u2013 Atopica<\/em>&nbsp;(2003) per nove strumenti e Paul Hindemith. <strong>Francesco Gesualdi<\/strong> direttore di G.A.M.O. ha voluto ringraziare con soddisfazione e \u201cautentico orgoglio\u201d il Maggio per l\u2019invito a partecipare alla programmazione. \u201cLa collaborazione con il Maggio rappresenta una relazione storica e significativa&nbsp;\u2013 ha sottolineato Gesualdi &#8211;&nbsp;che nel contesto di Maggio Aperto trova un rinnovato slancio e una prospettiva particolarmente preziosa. Siamo profondamente onorati che il Teatro abbia voluto riconoscere nel GAMO una realt\u00e0 storica a cui affidare la cura di progetti dedicati alla musica classica contemporanea in ambito cameristico. Auspico che questa collaborazione possa offrire al pubblico occasioni di ascolto stimolanti e significative, contribuendo a valorizzare la musica del nostro tempo all\u2019interno di un\u2019istituzione cos\u00ec prestigiosa.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Dalle sonorit\u00e0 contemporanee espresse da G.A.M.O. si viene catapultati indietro nel tempo, mercoled\u00ec 13 maggio alle 20&nbsp;in sala Coro, con&nbsp;<strong>L\u2019Homme Arm\u00e9<\/strong>&nbsp;in un laboratorio madrigalistico monografico dedicato a Claudio Monteverdi condotto da&nbsp;<strong>Fabio Lombardo<\/strong>&nbsp;dal titolo \u201cO dolcezze amarissime d\u2019Amore\u201d, Monteverdi, i poeti, e le alterne vicende dell\u2019amore. Il programma comprende una scelta di brani tratti dai vari libri di madrigali (il Terzo, il Quinto, il Sesto, il Settimo) che Monteverdi pubblic\u00f2 tra il 1592 e il 1619, per un&#8217;esplorazione delle \u00abnuove musiche\u00bb e della drammatizzazione degli affetti.&nbsp;<strong>Renato Baldassini<\/strong>&nbsp;ha puntualizzato il programma del Concerto ricordando anche le passate collaborazioni col Maggio: \u201cLe collaborazioni che si sono realizzate nelle passate edizioni, con l\u2019esecuzione dei concerti \u201cIn terra Pax\u201d nel 2024 e \u201cLume alla terra\u201d nel 2025, hanno presentato tesori musicali meravigliosi, come quelli di compositori quali Josquin e Isaac, Monteverdi e Gabrieli, pietre miliari nella storia della musica, svelati ad un pubblico numeroso, ammirato, in certi casi sorpreso da tanta bellezza. Per questa edizione del Festival L\u2019Homme Arm\u00e9 presenta un programma monografico dedicato a Claudio Monteverdi con pagine elaborate sulle diverse sfaccettature dell\u2019amore, restituite attraverso il \u201cfiltro\u201d monteverdiano e di alcuni poeti contemporanei\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Gioved\u00ec 14 maggio, in&nbsp;sala Orchestra&nbsp;alle 20, inizia il ciclo di cinque concerti con&nbsp;<strong>L\u2019Accademia del Fortepiano Bartolomeo Cristofori<\/strong>. Le altre date in calendario sono il&nbsp;19,&nbsp;il 26 maggio&nbsp;il 3 e&nbsp;il 9 giugno. Si alterneranno cinque protagonisti si cinque fortepiani originali:&nbsp;il 14 maggio&nbsp;<strong>Roberto Prosseda<\/strong>; il 19&nbsp;<strong>Olga Pashchenko<\/strong>, il 26&nbsp;<strong>Wolfgang Brunner<\/strong>,&nbsp;il 3 giugno&nbsp;<strong>JinJu&nbsp;<\/strong>e il 9&nbsp;<strong>Yuan Sheng<\/strong>. La rassegna, un progetto di&nbsp;<strong>Stefano Fiuzzi<\/strong>, s\u2019intitola \u201cDa Paesi e popoli lontani\u2026\u201d e prende spunto dal celebre ciclo pianistico \u201cVon fremden L\u00e4ndern und Menschen\u201d di Robert Schumann, evocando un viaggio musicale attraverso culture, stili e tradizioni nazionali differenti. Ognuno dei cinque interpreti \u00e8 stato invitato a costruire un programma evocativo che, prendendo ispirazione dal titolo schumanniano, renda omaggio alla propria cultura musicale di riferimento o a una specifica tradizione nazionale. L\u2019idea \u00e8 quella di trasformare ogni concerto in una sorta di \u201critratto musicale\u201d, nel quale repertorio, stile e strumento storico dialogano per restituire al pubblico una prospettiva viva e autentica sulla musica dell\u2019Ottocento europeo. I programmi scelti comprenderanno musiche di Mozart, Beethoven, Schumann, Mendelssohn, Chopin, Fanny Hensel e Glinka, offrendo cos\u00ec un ampio percorso attraverso il repertorio pianistico tra classicismo e romanticismo, esplorato attraverso il timbro e le peculiarit\u00e0 espressive dei pianoforti d\u2019epoca. Il presidente dell\u2019Accademia del Fortepiano&nbsp;<strong>Mauro Campus<\/strong>&nbsp;ha dichiarato: \u201cL\u2019anno scorso la collaborazione tra ABC e il Maggio ha superato il traguardo dei dieci anni. Non \u00e8 soltanto una ragione di orgoglio: \u00e8, prima di tutto, un indicatore di vitalit\u00e0 istituzionale. Quando due istituzioni musicali e culturali scelgono di dialogare nel tempo, inscrivendo il loro rapporto nella durata, danno forma concreta a un dovere civico prima ancora che artistico. In un\u2019epoca in cui il confronto tende a irrigidirsi e le arti stesse talvolta si ripiegano entro confini sempre pi\u00f9 stretti &#8211; estetici, disciplinari, in definitiva politici &#8211; il segnale che il Maggio offre nel mantenere e rafforzare questa collaborazione \u00e8 di segno opposto: apertura, permeabilit\u00e0, incontro. Un incontro non astratto, ma radicato nella citt\u00e0, nelle sue associazioni musicali, nelle molte realt\u00e0 che ne alimentano la vitalit\u00e0 culturale. Per questo \u00e8 con particolare soddisfazione che presentiamo la nuova tappa della collaborazione tra l\u2019Accademia del Fortepiano e il Maggio. Quest\u2019anno essa offre al pubblico del Festival un ciclo di cinque concerti. Il programma attraversa con naturale eleganza un repertorio ampio e, al tempo stesso, restituisce a questi brani la loro concreta dimensione storica: la possibilit\u00e0 di ascoltarli nel suono degli strumenti per i quali furono concepiti.&nbsp;Che questo segno di dialogo e di apertura trovi spazio anche nell\u2019ottantottesima edizione del Festival del Maggio, conferma la natura profondamente corale della manifestazione e ribadisce una convinzione semplice: il dialogo tra le arti non \u00e8 un ornamento del Festival, ma una delle condizioni che ne rendono possibile l\u2019esistenza. In fondo, \u00e8 proprio nello spazio del dialogo che la musica realizza, nella pratica, la propria vocazione democratica.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Il futuro della musica \u00e8 rappresentato dalle sue fucine pi\u00f9 prestigiose:&nbsp;<strong>La scuola di Musica di Fiesole<\/strong>&nbsp;e il&nbsp;<strong>Conservatorio Cherubini.<\/strong>&nbsp;Sabato 30 maggio alle 20&nbsp;in sala Coro, parte il primo appuntamento con Il&nbsp;<strong>Conservatorio di Musica Luigi Cherubini di Firenze<\/strong>. Il secondo seguir\u00e0,&nbsp;sempre in sala Coro&nbsp;alle 20,&nbsp;venerd\u00ec 12 giugno. I programmi dei due concerti del Conservatorio non sono stati ancora definiti ma presenteranno importanti composizioni del repertorio classico. Gli ensemble dei giovani musicisti saranno selezionati dalle classi di Musica da camera e di Musica d\u2019insieme per strumenti ad arco. La presidente del Conservatorio,&nbsp;<strong>Rosa Maria Di Giorgi<\/strong>&nbsp;ha dichiarato: \u201cQuesti due concerti siglano una conferma della collaborazione tra le due Istituzioni giunta al terzo anno: il Conservatorio \u00e8 orgoglioso di presentare al pubblico del Festival del Maggio musicisti che sono vicini o giunti al termine del loro percorso di studi con una formazione che testimonia il livello di eccellenza raggiunto dal Cherubini nell\u2019ambito delle Istituzioni AFAM.\u201d Assieme alla presidente, il direttore del Conservatorio Giovanni Pucciarmati ha sottolineato che: \u201c\u00c8 una preziosa opportunit\u00e0 per gli studenti del Conservatorio vicini alla professione di esibirsi in un contesto di rilievo internazionale e di mettersi alla prova nelle condizioni migliori. Non capita tutti i giorni di avere la possibilit\u00e0 di suonare nelle Sale del Teatro: gi\u00e0 questa esperienza offre agli studenti una concentrazione unica per la performance.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Domenica 31 maggio alle ore 20&nbsp;l\u2019<strong>Orchestra Giovanile Italiana<\/strong> torna a suonare in sala Mehta &#8211; dopo il concerto diretto da Antonio Pappano nell&#8217;ambito del Festival &#8211; per il ciclo \u00abMaggio aperto\u00bb. A dirigere l&#8217;OGI il giovane e lanciatissimo <strong>Dayner Tafur-D\u00edaz<\/strong> in un caleidoscopico programma, nel quale alla luminosa scrittura di <em>Kauyumari<\/em> e <em>Antr\u00f3polis<\/em> della compositrice messicana Gabriela Ortiz si accompagnano le caratteristiche sonorit\u00e0 della <em>Cuban Ouverture<\/em> di George Gershwin, per giungere alla visionaria e immensa <em>Symphonie fantastique<\/em> di Hector Berlioz. Cos\u00ec si esprime <strong>Anna Maria Meo<\/strong>, sovrintendente della Scuola di Musica di Fiesole: \u201cLa Scuola di Musica di Fiesole ringrazia il Maggio Musicale Fiorentino per aver accolto l&#8217;Orchestra Giovanile Italiana nel calendario dell\u201988\u00b0 Festival. Il primo concerto vedr\u00e0 sul podio Sir Antonio Pappano che, dopo una affettuosa visita alla Scuola, si \u00e8 detto felice di lavorare con l&#8217;OGI e con il nostro direttore artistico Alexander Lonquich solista al pianoforte; il secondo concerto, nell&#8217;ambito di \u00abMaggio aperto\u00bb, promuove l&#8217;incontro tra i valenti musicisti della Giovanile e l&#8217;altrettanto giovane direttore peruviano Dayner Tafur-D\u00edaz, che senz&#8217;altro dar\u00e0 loro energia ed entusiasmo. La Scuola di Musica di Fiesole \u00e8 presente anche in altri due appuntamenti del ciclo, con alcune delle migliori formazioni cameristiche fiesolane che condivideranno con gli ascoltatori musiche di grande fascino, alcune delle quali di raro ascolto.\u201d Come ha affermato la Sovrintendente, la Scuola di Musica di Fiesole \u00e8 presente anche in due appuntamenti del ciclo \u201cMaggio aperto\u201d, cosicch\u00e9 alcune delle migliori formazioni cameristiche fiesolane potranno condividere con gli ascoltatori musiche di grande fascino, alcune delle quali di raro ascolto. Alla prestigiosa Scuola sono affidati infatti altri due concerti cameristici con formazioni di quartetto dei talentuosi allievi dei corsi superiori; domenica 7 giugno alle ore 20 in Sala Coro in un programma incentrato sulla calda voce del clarinetto tra Romanticismo e Novecento, con pagine di Francis Poulenc, Felix Mendelssohn-Bartholdy e Igor\u2019 Stravinskij, cui si accosta l\u2019intima e meditativa scrittura del Quintetto in si minore per clarinetto e archi op. 115 di Johannes Brahms. Sabato 13 giugno alle 20 sempre in sala Coro, tre smaglianti saxofoni aprono il secondo concerto cameristico a cura della Scuola di Musica di Fiesole, con musiche dei compositori americani Marc Mellits e Chris Evan Hass. Il Quartetto Oblaka prosegue il concerto, con il drammatico Quartetto per archi n. 8 in do minore op. 110 di \u0160ostak\u00f3vi\u010d dedicato \u201calle vittime del fascismo e della guerra\u201d e il Quartetto in re maggiore Hob.III:42 op. 33 n. 6, l\u2019ultimo dei cosiddetti \u201cprussiani\u201d di Haydn.<\/p>\n\n\n\n<p>La sala Mehta ospita l\u2019<strong>Istituto Giovanni Battista Lulli <\/strong>con <strong>Samuele Lastrucci<\/strong> alla guida dell\u2019Orchestra <strong>Modo Antiquo e del Coro dei Musici del Gran Principe<\/strong>, l&#8217;appuntamento \u00e8 gioved\u00ec 11 giugno alle ore 20 per \u201cLe Grand Th\u00e9\u00e2tre de Dieu: Splendori del barocco sacro francese nel tricentenario di Michel-Richard de Lalande\u201d un concerto di musica sacra a cavallo tra Sei e Settecento, un\u2019indagine estetica sulla produzione devozionale del <em>Grand Si\u00e8cle<\/em> volta a restituire al grande pubblico una generazione di autori cresciuta all&#8217;ombra del magistero di Lulli e oggi ingiustamente poco frequentata in Italia. Tra le composizioni di Michel-Richard de Lalande, S\u00e9bastien de Brossard e Jean Gilles anche una di Federico Maria Sardelli \u201cJesu dulcis memoria\u201d composta nel 2019 e dedicata al suo discepolo Lastrucci.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiude la programmazione del Maggio aperto&nbsp;il&nbsp;20 giugno alle ore 20&nbsp;in sala Orchestra,&nbsp;<strong>Tempo Reale-Maggio Elettrico<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Tempo Reale Electroacoustic Ensemble celebra l&#8217;eredit\u00e0 del movimento Fluxus. Fluxus Tree \u00e8 un progetto che mette al centro l\u2019eredit\u00e0 del movimento Fluxus, una delle avanguardie pi\u00f9 radicali e influenti del Novecento, capace di trasformare l\u2019atto musicale in gesto, relazione, azione quotidiana, ascolto espanso. Fluxus ha ridefinito il ruolo dell\u2019interprete, l\u2019idea stessa di partitura e il confine tra arte e vita, proponendo un approccio aperto, ludico e profondamente democratico al fare musicale. Il progetto esplora questo patrimonio attraverso partiture che nascono direttamente dall\u2019esperienza Fluxus &#8211; come le azioni performative di Yoko Ono o gli eventi sonori di Giuseppe Chiari &#8211; e attraverso opere di artisti che hanno condiviso con Fluxus spirito, pratiche e visioni, come Toshi Ichiganagi e John Cage. Ne emerge una mappa di connessioni, risonanze e influenze reciproche che racconta la vitalit\u00e0 di un\u2019idea estetica ancora oggi capace di orientare la ricerca musicale contemporanea. Il concerto in sala Orchestra prende forma come un percorso improvvisativo che attraversa istruzioni aperte, grafie e azioni sonore. Accanto al suono, anche lo spazio performativo diventa un parametro della performance: la relazione tra i musicisti e lo spazio stesso, cos\u00ec come quella con il pubblico, si ridefinisce continuamente, rompendo la consuetudine di una separazione netta tra chi ascolta e chi agisce. In questo intreccio di radici \u2014 fluxus e post-fluxus \u2014 il Tempo Reale Electroacoustic Ensemble attualizza un pensiero che continua a nutrire pratiche sperimentali, teatrali e collettive della scena contemporanea.&nbsp;<strong>Francesco Giomi<\/strong>&nbsp;commenta a proposito: \u201cFluxus torna oggi attuale come modello di pratica musicale capace di fondere intermedialit\u00e0, partecipazione e quotidiano, offrendo una risposta critica e ludica alla spettacolarizzazione digitale dell\u2019arte sonora contemporanea.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p><strong><u>EXTRA<\/u><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono importanti novit\u00e0 \u201cextra\u201d nel cartellone del Festival: la prima che verr\u00e0 presto annunciata e inserita in calendario \u00e8 rappresentata dalla proposta del progetto teatrale e musicale \u201c<strong>Una Traviata da cortile<\/strong>\u201d, ideato e narrato&nbsp;<strong>Alessandro Baricco, <\/strong>realizzato in collaborazionecon <strong>l\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Firenze <\/strong>e con il sostegno di<strong> Unicoop Firenze<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Viene riproposto nel corso del Festival,&nbsp;il 13 giugno alle ore 18&nbsp;in sala Mehta,&nbsp;il concerto&nbsp;<strong><em>Rothko Chapel<\/em><\/strong>, per Soprano, Alto, Coro, Viola, Celesta, Percussioni, di Morton Feldman, una delle opere pi\u00f9 intense e concettualmente radicali della musica del secondo Novecento. Gi\u00e0 eseguito nel mese di marzo in sala Orchestra su iniziativa di <strong>Palazzo Strozzi<\/strong> \u2013 in collaborazione con il Maggio e la sua Accademia &#8211; in occasione della mostra \u201cRothko a Firenze\u201d (dal 14 marzo al 23 agosto 2026) propone un\u2019esperienza di dialogo profondo tra suono, spazio e silenzio, in stretta risonanza con l\u2019opera di Mark Rothko. Dirige l\u2019Ensemble corale dell\u2019Accademia del Maggio Musicale Fiorentino il direttore del Coro del Maggio&nbsp;<strong>Lorenzo Fratini<\/strong>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel corso del Festival, poi, il 7 maggio alle ore 19 in Sala Coro si terr\u00e0 l\u2019ultima delle tre <em>masterclass<\/em> aperte al pubblico e organizzate in sinergia con l\u2019Accademia del Maggio. Protagonista della lezione con i giovani talenti dell\u2019accademia \u00e8 il soprano <strong>Eleonora Buratto<\/strong> che affronter\u00e0 con gli allievi, arie di Verdi, Mozart, Massenet. Le masterclass si inseriscono nel percorso formativo dell\u2019Accademia del Maggio, che da sempre affianca alla didattica un\u2019intensa attivit\u00e0 di confronto con artisti di riconosciuta esperienza. In questa occasione, tali momenti di studio vengono condivisi con il pubblico, secondo una pratica diffusa in numerose istituzioni musicali internazionali, dove la dimensione pubblica della masterclass assume un valore formativo e divulgativo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 20 e 21 maggio in Sala Mehta, il Festival accoglie una tappa attesissima del tour europeo di <strong>Ludovico Einaudi<\/strong>. Il concerto, che segue la pubblicazione dell&#8217;album \u201cSolo Piano\u201d (Decca, 27 febbraio 2026), ripercorre trent&#8217;anni di una carriera leggendaria. In una dimensione intima ed essenziale, Einaudi eseguir\u00e0 i suoi brani pi\u00f9 iconici &#8211; da <em>Nuvole Bianche<\/em> a <em>Experience<\/em> &#8211; accanto a successi recenti come <em>Adieux<\/em> e all&#8217;inedito <em>Memory One<\/em>. Un viaggio solitario sugli 88 tasti che conferma Einaudi come uno dei compositori pi\u00f9 influenti della scena contemporanea mondiale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong><u><br><br><br>OLTRE IL SIPARIO<\/u><\/strong><strong>: incontri, lezioni, approfondimenti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per il ciclo di incontri \u201cOltre il sipario\u201d organizzato dal Maggio per approfondire le opere e i concerti in cartellone prima della loro messa in scena \u00e8 offerta una serie di appuntamenti pensati per guidare il pubblico alla scoperta dei capolavori in cartellone attraverso l\u2019ascolto guidato e l\u2019approfondimento storico.<\/p>\n\n\n\n<p>In occasione dell&#8217;esecuzione integrale delle Sinfonie di Ludwig van Beethoven affidata a <strong>Daniele Gatti<\/strong>, <strong>Giovanni Bietti<\/strong> terr\u00e0 due lezioni in Sala Coro alle ore 11. Il 21 giugno l\u2019analisi si concentrer\u00e0 sulle Sinfonie dalla n. 1 alla n. 6, mentre il 28 giugno il percorso si concluder\u00e0 con l\u2019introduzione alle Sinfonie n. 7, n. 8 e n. 9. Un&#8217;occasione preziosa per esplorare l&#8217;evoluzione del genio di Bonn. Ingresso: 5 euro.<\/p>\n\n\n\n<p>In collaborazione con Il Foyer \u2013 Amici della Lirica di Firenze, sono in programma due conferenze nel Foyer di Galleria alle ore 16.30 dedicate a due titoli operistici del Festival. L\u2019 8 maggio, <strong>Alberto Batisti<\/strong> presenter\u00e0 \u201cVerdi e l\u2019insostenibile leggerezza del Ballo\u201d, un\u2019indagine sulle sfumature drammatiche e brillanti di <em>Un ballo in maschera<\/em>. Il 10 giugno, <strong>Martino Ruggero Dondi<\/strong> curer\u00e0 l\u2019incontro \u201cL\u2019antico in scena: Giulio Cesare di H\u00e4ndel\u201d, dedicato alla magnificenza del barocco h\u00e4ndeliano.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 12 maggio alle 17, presso il Foyer di Galleria verr\u00e0 presentato il volume edito da Zecchini: \u201cGiacomo Meyerbeer, la gloria e il disprezzo! Vita, opere, fortuna\u201d. All&#8217;incontro parteciperanno l\u2019autore <strong>Maurizio Modugno<\/strong> insieme a <strong>Giancarlo Landini<\/strong> e <strong>Giovanni Vitali<\/strong>, per riscoprire la figura di un compositore che ha segnato un&#8217;epoca della storia del teatro musicale. L\u2019ingresso per le conferenze e la presentazione del libro \u00e8 libero fino a esaurimento dei posti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>PREZZI DEI BIGLIETTI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Amici della Musica \u2013 sala Coro, posto Unico 15 euro<\/p>\n\n\n\n<p>G.a.m.o. \u2013 sala Regia, posto unico 10 euro<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Homme Arm\u00e8 \u2013 sala Coro, posto unico 15 euro<\/p>\n\n\n\n<p>Accademia del Fortepiano -sala Orchestra, posto unico 15 euro<\/p>\n\n\n\n<p>OGI, Pappano \u2013 sala Mehta, settore A 40 euro, settore B 20 euro<\/p>\n\n\n\n<p>Conservatorio \u2013 sala Coro, posto unico 10 euro<\/p>\n\n\n\n<p>OGI, Tafur D\u00ecaz \u2013 sala Mehta, poso unico 15 euro<\/p>\n\n\n\n<p>Scuola di Musica di Fiesole, Quartetti \u2013 sala Coro posto unico 10 euro<\/p>\n\n\n\n<p>Istituto Lulli \u2013 sala Mehta, posto unico 15 euro<\/p>\n\n\n\n<p>Tempo Reale \u2013 sala Orchestra, posto unico 10 euro<\/p>\n\n\n\n<p>Masteclass Buratto \u2013 sala Coro, posto unico 10 euro<\/p>\n\n\n\n<p>Concerto Einaudi \u2013 sala Grande, primo settore \u201cgold\u201d 115 euro, primo settore 103,50 euro, secondo settore 92 euro, terzo settore 80,50 euro, palchi 63,25 euro; galleria 46 euro<\/p>\n\n\n\n<p>foto<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Coro-I-Musici-del-Gran-PrincipeLastrucci_COPY-Leonardo-Casalini.-.jpeg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" data-id=\"87226\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Coro-I-Musici-del-Gran-PrincipeLastrucci_COPY-Leonardo-Casalini.--1024x683.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-87226\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Coro-I-Musici-del-Gran-PrincipeLastrucci_COPY-Leonardo-Casalini.--1024x683.jpeg 1024w, 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