{"id":87519,"date":"2026-03-18T22:20:23","date_gmt":"2026-03-18T22:20:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=87519"},"modified":"2026-03-18T22:20:23","modified_gmt":"2026-03-18T22:20:23","slug":"de-andre-battiato-una-canzone-che-recupera-la-poesia-tra-testo-e-musica-in-un-mediterraneo-profondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=87519","title":{"rendered":"De Andr\u00e9-Battiato. Una canzone che recupera la poesia tra testo e musica in un Mediterraneo profondo\u00a0"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1000202414.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1000202414-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-87520\" style=\"width:344px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1000202414-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1000202414-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1000202414-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1000202414-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1000202414-1536x1536.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/1000202414-2048x2048.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em>Pierfranco Bruni\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Sarebbe possibile un confronto tra Fabrizio De Andr\u00e9 e Franco Battiato? Compito molto complesso e arduo. Io accetto il rischio soprattutto perch\u00e9 in entrambi la poesia \u00e8 riferimento fondamentale oltre e dentro i linguaggi. Anche dovr\u00f2 parlarne in una conferenza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Allora vediamo un p\u00f2.&nbsp; Entrambi depongono il potere della lirica nella metafora dei linguaggi. Li leggo senza biografia, come reperti disposti a tavola. La poesia \u00e8 isola dalla quale poter osservare il buio perfetto.<\/p>\n\n\n\n<p>Faccio alcuni esempi.<\/p>\n\n\n\n<p>De Andr\u00e9 nomina emarginati,&nbsp; prostitute, ladri, santi confusi, ma li nomina senza redenzione, come si annota l\u2019usura di un muro. Penso a \u00abBocca di Rosa\u00bb. \u00c8 nventario di gesti (pane, invidia, arroganza di paese), non difesa del popolo. Ancora si pensi a&nbsp; \u00abIl testamento di Tito\u00bb.&nbsp; Cancella il tradimento ma serba la constatazione, e la cadenza gentile \u00e8 l\u2019angolo di letizia che nasce dalla sottrazione del perdono.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La lingua resta dialettale o arcaica. Quel tanto che basta perch\u00e9 il sostantivo non diventi slogan. Qui si sente la lezione dei menestrelli, l\u2019ascesi dello sciamano che racconta la ferita per consegnarla fuori dal villaggio. De Andr\u00e9 sospende il giudizio. Accoglie lo scandalo sintattico, mantiene la soglia. C&#8217;\u00e8 da precisare che nell&#8217;ultimo De Andr\u00e9 di \u00abAnime salve\u00bb c&#8217;\u00e8 lo scrittore&nbsp; Alvaro Mutis.<\/p>\n\n\n\n<p>Battiato muove da un altro scavo. La forma \u00e8 la scuola siciliana ed elettronica. Il gesto \u00e8 analogo.&nbsp; Penso a \u00abLa cura\u00bb. Elenca verbi all\u2019infinito. \u00c8 quasi una ricetta monastica. La voce melodica non consola. Misura distanza. Ecco:&nbsp; \u00abCentro di gravit\u00e0 permanente\u00bb. Prende formule sufi e le appoggia su synth, ma l\u2019io resta ospite, non possessore. Anche lui pratica la perfetta letizia capovolta. Gioia povera che nasce dal vuoto di immagine, dal frammento gnostico che non pretende conversione.&nbsp; Ma poi c&#8217;\u00e8 l\u2019incontro con Manlio Sgalambro che va oltre la ricerca musicale soltanto ed entra in un intreccio filosofico.<\/p>\n\n\n\n<p>La differenza brilla nella luce. De Andr\u00e9 tratta la polvere dei cortili. Battiato tratta la polvere delle sfere. Entrambi custodiscono il buio senza spegnerlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il confronto diventa parallelo quando li accosto alla pratica dell\u2019ascesi. Ovvero uso una metafora:&nbsp; il \u00abmenestrello\u00bb genovese spoglia la ballata per lasciar passare il vento dei vinti, il mistico catanese spoglia il mantra per lasciar passare il bianco acustico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uno si&nbsp; affida alla consonanza narrativa. L\u2019altro nella sospensione modale. L\u2019uno fa parlare i marginali. L\u2019altro fa tacere il soggetto in terza persona. Ma l\u2019operazione \u00e8 identica.&nbsp; &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ridurre in altri termini&nbsp; il repertorio che regge il silenzio, depositando l\u2019etica in elenco di atti (proteggere, portare, lasciare).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>De Andr\u00e9 e Battiato diventano cos\u00ec custodi della stessa soglia. Inventari minimi che addestrano all\u2019incontro senza occupazione. Isola, buio perfetto, angolo di luce.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La formula vale per entrambi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ascesi in genovese sa mare e in siciliano di conventi, purch\u00e9 la parola accetti di levare peso e di non chiudere il varco. Il varco del pensiero.<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma sia De Andr\u00e9 che Battiato hanno una forte formazione letteraria. Dalla cultura francese a quella araba e persiana. Restano due viaggi in un Mediterraneo profondo.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pierfranco Bruni\u00a0 Sarebbe possibile un confronto tra Fabrizio De Andr\u00e9 e Franco Battiato? Compito molto complesso e arduo. 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