{"id":87640,"date":"2026-03-23T21:24:13","date_gmt":"2026-03-23T21:24:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=87640"},"modified":"2026-03-23T21:24:14","modified_gmt":"2026-03-23T21:24:14","slug":"serena-conduce-operaclassica-eco-italiano-5087","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=87640","title":{"rendered":"Serena conduce operaclassica eco italiano"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Screenshot-280-2.png\"><img decoding=\"async\" width=\"432\" height=\"117\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Screenshot-280-2.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-87641\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Screenshot-280-2.png 432w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Screenshot-280-2-300x81.png 300w\" sizes=\"(max-width: 432px) 100vw, 432px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong>comunicato stampa<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Con il progetto musicale INHERITANCE, il 27-28 marzo,<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Paolo Fresu incontra, per la prima volta, l\u2019Orchestra del Teatro Lirico<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>per la Stagione concertistica 2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Venerd\u00ec 27 marzo alle 20<\/strong> (turno A) e <strong>sabato 28 marzo alle 19<\/strong> (turno B) \u00e8 in programma il quinto, attesissimo, appuntamento della <strong>Stagione concertistica 2026<\/strong> del Teatro Lirico di Cagliari che prevede due serate assolutamente straordinarie, uniche e probabilmente irripetibili: <strong>Paolo Silvestri<\/strong> (Genova, 1960), compositore, arrangiatore, direttore d\u2019orchestra e pianista che da molti anni sperimenta l\u2019incontro di linguaggi differenti coniugando il <em>jazz<\/em> e la musica contemporanea con le tradizioni musicali popolari di tutto il mondo, <strong>debutta<\/strong> a Cagliari dirigendo un importante progetto intitolato <strong>INHERITANCE<\/strong>: il dialogo, per la <strong>prima volta<\/strong>, dell\u2019<strong>Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari<\/strong> con <strong>Paolo Fresu<\/strong> (Berchidda\/Sassari, 1961) e con una serie di prestigiosi musicisti che, in qualit\u00e0 di ospiti-solisti, danno lustro alle due serate previste come <strong>Antonello Salis<\/strong>, <strong>Elena Ledda<\/strong>, <strong>Roberto Cipelli<\/strong>, <strong>Tino Tracanna<\/strong>, <strong>Attilio Zanchi<\/strong>, <strong>Ettore Fioravanti<\/strong>, <strong>Bebo Ferra<\/strong>, <strong>Paolino Dalla Porta<\/strong>, <strong>Stefano Bagnoli<\/strong>, <strong>Alessio Atzori<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>La storia musicale di Paolo Fresu parte ai princ\u00ecpi degli anni Ottanta da Cagliari e a Cagliari ritorna con un repertorio pensato appositamente per la Citt\u00e0 e per il suo Teatro, con una produzione sicuramente impegnativa, ma davvero unica per creativit\u00e0 e qualit\u00e0, e con composizioni originali, scelte tra le tante scritte in quasi mezzo secolo di storia artistica, che coinvolgono, oltre all\u2019Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari, gruppi e solisti che lo hanno accompagnato in questi decenni e che sono profondamente legati al musicista berchiddese grazie alla Sardegna, alla musica e all\u2019amicizia. Un lungo racconto che, con <strong>INHERITANCE<\/strong>, scrive un nuovo capitolo proiettato verso il futuro.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Lo spettacolo ha una durata complessiva di 1 ora e 30 minuti circa e non prevede l\u2019intervallo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>I posti in teatro sono identificati, come sempre, per ordine (platea, prima e seconda loggia) e per settore (giallo, rosso e blu). Ad ogni settore corrisponde un prezzo, secondo il diverso valore dei posti.<\/p>\n\n\n\n<p>Da <strong>marted\u00ec 16 dicembre 2025<\/strong> si possono acquistare i <strong>biglietti<\/strong> per tutti gli spettacoli della Stagione concertistica; lo stesso servizio \u00e8 possibile anche <em>online<\/em> attraverso il circuito di prevendita www.vivaticket.it.<\/p>\n\n\n\n<p>Ai disabili (con disabilit\u00e0 al 100%) e ai loro eventuali accompagnatori, sono applicate riduzioni del 50% sull\u2019acquisto di biglietti, mentre ai giovani <em>under<\/em> 30 sono applicate riduzioni del 30%. Ulteriori agevolazioni sono previste per gruppi organizzati.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Prezzi biglietti<\/strong>: platea \u20ac 40 (settore giallo), \u20ac 35 (settore rosso), \u20ac 30 (settore blu); I loggia \u20ac 35 (settore giallo), \u20ac 30 (settore rosso), \u20ac 25 (settore blu); II loggia \u20ac 15 (settore unico).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La Biglietteria del Teatro Lirico \u00e8 aperta luned\u00ec, marted\u00ec, mercoled\u00ec, venerd\u00ec e sabato dalle 9 alle 13, gioved\u00ec dalle 16 alle 20 e, nei giorni di spettacolo, anche da due ore prima dell\u2019inizio, unicamente per operazioni legate allo spettacolo stesso. \u00c8 chiusa, invece, i giorni festivi e i luned\u00ec successivi alle domeniche di spettacolo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant\u2019Alenixedda, 09128 Cagliari, telefono 0704082230 &#8211; 0704082249, <a href=\"mailto:biglietteria@teatroliricodicagliari.it;\">biglietteria@teatroliricodicagliari.it<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.teatroliricodicagliari.it\/\">www.teatroliricodicagliari.it<\/a>. Servizio promozione culturale: educational@tldc.it. Il Teatro Lirico di Cagliari si pu\u00f2 seguire anche su Facebook, Twitter, YouTube, Instagram, Linkedin.<\/p>\n\n\n\n<p>La Direzione si riserva di apportare al programma le modifiche che si rendessero necessarie per esigenze tecniche o per cause di forza maggiore. Eventuali modifiche al cartellone saranno indicate nel sito internet del teatro www.teatroliricodicagliari.it.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Paolo Fresu &#8211; <em>Tromba, flicorno, effetti<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La banda del paese e i maggiori premi internazionali, la campagna sarda e i dischi, la scoperta del <em>jazz<\/em> e le mille collaborazioni, l\u2019amore per le piccole cose e Parigi. Esiste davvero poca gente capace di mettere insieme un tale abbecedario di elementi e trasformarlo in un\u2019incredibile e veloce crescita stilistica. Paolo Fresu c\u2019\u00e8 riuscito proprio in un paese come l\u2019Italia dove &#8211; per troppo tempo &#8211; la cultura <em>jazz<\/em> era conosciuta quanto Shakespeare o le tele di Matisse, dove Louis Armstrong \u00e8 stato poco pi\u00f9 che fenomeno da baraccone d\u2019insane vetrine sanremesi e Miles Davis scoperto \u201cnero\u201d e bravo ben dopo gli anni di massima creativita. La \u201cmag\u00eca\u201d sta nell\u2019immensa naturalezza di un uomo che, come pochi altri, \u00e8 riuscito a trasportare il pi\u00f9 profondo significato della sua, appunto magica, terra nella pi\u00f9 preziosa e libera delle arti. A questo punto della sua fortunata e lunga carriera, non serve pi\u00f9 enumerare incisioni, premi ed esperienze varie che l\u2019hanno imposto a livello internazionale e che fanno ecumenicamente amare la sua musica: dentro al suono della sua tromba c\u2019\u00e8 la linfa che ha dato lustro alla <em>nouvelle vague<\/em> del <em>jazz<\/em> europeo, la profondit\u00e0 di un pensiero non solo musicale, la generosit\u00e0 che lo vuole nel posto giusto al momento giusto ma, soprattutto, l\u2019inesauribile passione che lo sorregge da sempre. Il presente di Paolo Fresu e &#8211; come al solito &#8211; turbinoso, degno dell\u2019artista onnivoro e creativo che tutti riconoscono in lui. Oggi (a parte un affascinante lato letterario che \u00e8 sfociato nella pubblicazione di alcuni lavori editoriali e la prestigiosa consegna della Laurea \u201cHonoris Causa\u201d dell\u2019Universita Milano-Bicocca nonch\u00e8 quella puramente musicale del nobile Berklee College of Music newyorkese) \u00e8 fatto del suo storico quintetto, alla boa dei quattro decenni di stima reciproca, ma anche quello del quartetto \u201cDevil\u201d unito da vent\u2019anni, oppure del suo nuovo trio con due realt\u00e0 del <em>jazz<\/em> contemporaneo quali Dino Rubino e Marco Bardoscia, oppure infine del sorprendente \u201cHeroes\u201d, omaggio a David Bowie ove collabora con gli affermati nomi di Petra Magoni e Christian Meyer e con alcuni della <em>new wave jazz<\/em> italiana quali Francesco Diodati, Francesco Ponticelli e Filippo Vignato. Non sono da dimenticare importanti collaborazioni internazionali quali il fortunato sodalizio in duo con Uri Caine o altri grandi nomi quali Carla Bley, Steve Swallow o Ralph Towner che hanno fatto da ponte all\u2019ingresso del nome di Paolo Fresu nell\u2019<em>entourage<\/em> della celebrata e nobile etichetta ECM, per la quale sono stati pubblicati altri notevoli lavori discografici. Il suo presente pi\u00f9 attuale lo vede attivo, in ottica piu esterofila, in trio con Richard Galliano e il pianista svedese Jan Lundgren (\u201cMare Nostrum\u201d) e in diverse nuove avventure con importanti nomi dell\u2019<em>entourage<\/em> jazzistico contemporaneo quali, fra i tanti, Omar Sosa, Jaques Morelenbaum, Trilok Gurtu, Lars Danielsson, Eivind Aarset, Arild Andersen. Interessanti sono poi i progetti con alcuni grandi nomi del mondo letterario e teatrale italiano (Mariangela Gualtieri, Ascanio Celestini, Lella Costa, Stefano Benni, Alessandro Bergonzoni, Giuseppe Battiston), la frequentazione del mondo teatrale stesso quale primo interprete grazie ai lavori prodotti dal Teatro Stabile di Bolzano fra i quali il successo delle <em>pi\u00e8ce<\/em> \u201cTempo di Chet\u201d, \u201cTango Macondo\u201d e \u201cKind of Miles\u201d oltre, infine, a una nuova serie di piccole ma importanti collaborazioni con la musica \u201cintelligente\u201d delle frange popolari italiane oppure dell\u2019elettronica. Musica per il Cinema e \u201cprogetti speciali\u201d, come il suo straordinario \u201ca solo\u201d teatrale, chiudono il cerchio insieme alla piccola, grande e folle avventura che l\u2019ha portato a festeggiare nel 2011 i suoi 50 anni con 50 concerti, in 50 giorni consecutivi, con 50 formazioni e progetti diversi di giorno in giorno in 50 capolavori paesaggistici della sua Sardegna. Non da meno anche il bel progetto dedicato invece al suo importante 60\u00b0 compleanno, complice la Bologna che \u00e8 ormai divenuta, al pari di Parigi, uno dei suoi luoghi di riferimento. Manca all\u2019appello anche l\u2019importante serie di progetti dedicata a diversi aspetti del mondo \u201cclassico\u201d <em>tout-court<\/em> che, grazie a lavori <em>ad hoc<\/em>, sta riservando belle sorprese con musicisti capaci di \u201cguardare avanti\u201d oppure, infine, il bellissimo nuovo lavoro di promozione che sta portando avanti nei confronti di molti giovani leoni dell\u2019<em>entourage<\/em> jazzistico contemporaneo attraverso le possibilit\u00e0 offerte loro grazie alla sua etichetta \u201cT\u01d4k Music\u201d costruita per guardare al futuro e ormai diventata una realt\u00e0 di riferimento anche a livello internazionale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Paolo Fresu Devil Quartet (Bebo Ferra, Paolino Dalla Porta, Stefano Bagnoli)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nato dalle ceneri dell\u2019amato \u201cAngel Quartet\u201d, glorificato da tanti successi continentali durante il corso degli anni Novanta del secolo scorso, proprio da quell\u2019esperienza ha trovato rinnovata linfa creativa e, dopo un energetico inizio prettamente \u201celettrico\u201d, ha scelto di seguire l\u2019idea tutta di Paolo Fresu di un nuovo senso di musica \u201cmeticciata\u201d o, come la definisce lui stesso, \u201c<em>melange<\/em>\u201d. L\u2019operazione, per niente facile, \u00e8 addivenuta ad un intelligentissimo completamento, quando, proponendo quello che sembrava essere stato il gruppo sostanzialmente piu \u201celettrico\u201d del <em>jazz<\/em> italiano di quegli anni, ha proposto, nel successivo album \u201cCarpe Diem\u201d, una versione completamente acustica dell\u2019espressione musicale, ribaltando canoni e anche le sonnolente abitudini di molti critici che trovano semplice etichettare velocemente un progetto. L\u2019idea semplicemente \u201cnuova\u201d di Paolo Fresu fu dunque quella di dare seguito alla storia della formazione, spiazzando la consuetudine e proponendo, in quell\u2019occasione, un progetto decisamente diverso dai precedenti che, proprio nel fatto di essere suonato con strumenti completamente acustici, trov\u00f2 il suo punto di forza. Successo ovviamente inimmaginabile che ha ulteriormente rafforzato l\u2019impressionante forza creativa di un quartetto che, come scrissero alcuni attenti recensori, almeno in Europa non aveva eguali. Col tempo, in questi ultimi anni di \u201clive adventures\u201d, il progetto \u00e8 stato capace di recuperare anche le venature elettriche originarie che da sempre fanno amare questo incredibile quartetto. La capacit\u00e0 primaria di questi nuovi \u201cdiavoli\u201d \u00e8 dunque quella di intrecciare linguaggi ed energia come davvero pochi altri. I dialoghi di Paolo Fresu con tre autentici assi dell\u2019<em>Italian style<\/em> (termine coniato dal musicologo Vittorio Franchini) restano dunque quelli di altissimo livello qualitativo al quale il gruppo ci aveva abituato. La sostanza jazzistica viene traslata in territori decisamente creativi, sia nei momenti mossi che in quelli pi\u00f9 propriamente lirici o melodici. I termini non sono cambiati e, insieme alla consueta vera arte di un Paolino Dalla Porta in sistematico stato di grazia e all\u2019incredibile inventiva di uno Stefano Bagnoli assurto ormai nel <em>gotha<\/em> dei <em>drummer<\/em> contemporanei, si aggiunge la versione semplicemente perfetta del <em>modus<\/em> del fraseggio di Bebo Ferra, sempre pi\u00f9 vicino alle soglie dell\u2019olimpo chitarristico moderno. Di Paolo Fresu, infine, bisogna far notare che sembra avere il dono della quasi infallibilit\u00e0, proponendo il suo unico suono a disposizione di un lavoro che sembra essere stato creato per rispondere con i fatti alla celebre massima di Fedor Dostoevskij, per il quale \u201csolo la bellezza salver\u00e0 il mondo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Paolo Fresu Quintet <\/strong><strong>(Roberto Cipelli, Tino Tracanna, Attilio Zanchi, Ettore Fioravanti)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il quintetto di Paolo Fresu nasce nel 1984 per volont\u00e0 di Paolo Fresu e Roberto Cipelli e oggi fa, a pieno diritto, parte della storia del moderno <em>jazz<\/em> italiano, festeggiando &#8211; con la stessa originale formazione &#8211; i quarant&#8217;anni di vita, cosa assai rara nell\u2019intera storia della musica afroamericana. Dopo varie forme, diviene gruppo odierno a cavallo fra il 1984 e il 1985 con la registrazione di \u201cOstinato\u201d per la \u201cSplasc(h) Records\u201d e si consacra come uno dei gruppi di punta del <em>jazz<\/em> italiano con il disco \u201cInner Voices\u201d assieme al sassofonista americano Dave Liebman (1986). Da allora svolge un\u2019intensa attivit\u00e0 concertistica e discografica oltre che didattica. Infatti il gruppo si propone spesso come \u201cgruppo docente\u201d che d\u00e0 forma a seminari interattivi su stili e strutture del jazz, visti dall\u2019interno dell\u2019esperienza di gruppo (Seminari di Nuoro, Victoria School of Arts di Melbourne, Matera). Importante e unica poi, a questo riguardo, la straordinaria esperienza delle \u201cCinque giornate del Jazz\u201d tenutasi nel corso della stagione invernale 2005-2006 alla Sala Monteverdi del Conservatorio di Musica di Bolzano, in collaborazione con la Ripartizione Cultura della locale Provincia Autonoma. Dall\u2019esperienza \u00e8 poi stato pubblicato un libro con annesso dvd per \u201cAuditorium Edizioni\u201d di Milano. Tutti gli elementi della formazione hanno precise e importanti esperienze didattiche tuttora in corso: Roberto Cipelli \u00e8 titolare della cattedra di pianoforte <em>jazz<\/em> al Conservatorio di Musica di Trento, dove \u00e8 anche responsabile di dipartimento nonch\u00e9, dal 2014, direttore dei Seminari Jazz di Nuoro. Attilio Zanchi e Tino Tracanna sono titolari della cattedra di Musica Jazz al Conservatorio di Musica di Milano, mentre Ettore Fioravanti lo \u00e8 della stessa cattedra al Conservatorio di Musica di Frosinone. Diversi progetti hanno inoltre visto il Quintetto partecipe a esperienze multimediali tra il jazz e le altre arti (teatro, cinema, poesia, danza). Nel 1990 il gruppo vince il premio \u201cTop jazz\u201d della rivista specializzata \u201cMusica jazz\u201d come miglior gruppo del <em>jazz<\/em> italiano e come miglior disco (Premio \u201cArrigo Polillo\u201d, disco \u201cLive in Montpellier\u201d) e ogni anno \u00e8 ai primi posti con le proprie produzioni discografiche. Da segnalare una menzione della rivista americana \u201cCadence\u201d che, nel 1985 indic\u00f2 \u201cOstinato\u201d come uno dei pi\u00f9 interessanti dischi dell\u2019anno. Il progetto \u201cConcerto Piccolo &#8211; Suite in 7 appuntamenti per Grande Orchestra e piccolo gruppo\u201d \u00e8 il lavoro che consacra i primi dieci anni di vita del Quintetto attraverso le composizioni del gruppo, rivisitate ed arrangiate da Bruno Tommaso per Orchestra d\u2019archi e Big Band, presentato a Matera, Roccella Jonica e Berchidda in contemporanea con l\u2019uscita dell\u2019ottavo cd edito dalla \u201cSplasc(h) Records\u201d, dal titolo \u201cEnsalada Mistica\u201d. Spesso il gruppo prende forma di Sestetto (dal 1991 in occasione del disco \u201cOssi di Seppia\u201d) con la presenza del polistrumentista Gianluigi Trovesi che prende naturalmente parte anche al cd \u201cEnsalada Mistica\u201d o dal 1996 con il sassofonista belga Erwin Vann, con il quale \u00e8 stato inciso \u201cWanderlust\u201d per la Bmg\/Rca francese. Il gruppo ha tenuto concerti nelle pi\u00f9 importanti citta e festival sia italiani che stranieri di ogni continente, registrando spesso per radio e televisioni internazionali. Il disco \u201cNight on the City\u201d inciso per la francese \u201cOwl\u201d vince il Premio \u201cChoc\u201d per l\u2019anno 1995 della rivista francese specializzata \u201cJazzman\u201d e fa guadagnare a Paolo Fresu i premi dell\u2019Academie du Jazz di Parigi e il prestigioso \u201cDjango d\u2019Or\u201d come miglior musicista <em>jazz<\/em> d\u2019Europa. Il libro \u201c49 Composizioni\u201d raccoglie inoltre tutto il repertorio del gruppo registrato per l\u2019etichetta discografica \u201cSplasc(h) Record\u201d. Quasi a festeggiare il XX anno di attivit\u00e0, il 2004 \u00e8 stato un anno \u201cimportante\u201d per il quintetto: una serie di incisioni per la \u201cBlue Note\u201d (cadenzate sino al 2008) ne hanno celebrato la creativit\u00e0, la freschezza e la longevit\u00e0. Si \u00e8 raggiunto un nuovo importante traguardo: quello dei 40 anni di attivit\u00e0 comune. Si continua a cercare conferme ma non sembra proprio che ci sia un esempio simile in tutta la storia del <em>jazz<\/em> moderno: nessun quintetto \u00e8 arrivato a compiere i quaranta anni di vita in comune con la stessa formazione originale! Per avvicinarsi ai vari importanti compleanni il quintetto ha dato alle stampe nel 2010 (quale primo numero della nuovissima etichetta discografica di Paolo Fresu) un doppio lavoro che ha fatto registrare un autentico <em>record<\/em> di vendite e un rinnovato interesse &#8211; specialmente internazionale &#8211; attorno a questa straordinaria unione di geniali musicisti. Poi, nel 2014, il nuovissimo capitolo si chiama invece \u201c30!\u201d ovvio riferimento ai tre decenni d\u2019arte in comune. Infine, nel 2024, i quaranta compleanni vengono festeggiati con un nuovissimo lavoro discografico intitolato \u201cRepens\u201d. Sarebbe stato facile pubblicare un classico \u201cbest\u201d o \u201cGreatest hits\u201d che dir si voglia e invece Paolo Fresu ha scelto la pi\u00f9 corretta avventura jazzistica, nella forma di libera improvvisazione, capace, ancora una volta, di testimoniare la qualit\u00e0 e lo spessore artistico di questa formazione. Lunga vita a questa incredibile formazione! Molti sostengono: \u201cPaolo ha tanti incredibili progetti ma&#8230; il quintetto resta sempre il quintetto!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Elena Ledda &#8211; <em>Voce<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nata a Selargius (Cagliari) e a sedici anni intraprende gli studi di canto al Conservatorio di Musica di Cagliari. Nonostante la spiccata predisposizione alla lirica, la cantante selargina preferisce dedicarsi alla musica <em>folk<\/em> e nel 1979 realizza il suo primo album in lingua sarda, \u201cAmmentos\u201d, in collaborazione con il musicista Mauro Palmas, con il quale fonda la <em>band<\/em> \u201cSuonofficina\u201d. Nel 1984, Elena Ledda pubblica il secondo album dal titolo \u201cIs Arrosas\u201de inizia a prendere parte alla trasmissione televisiva locale, \u201cSardegna canta\u201d, di cui per un anno interpreta la sigla. Questa partecipazione sul canale regionale ha fatto crescere sempre di pi\u00f9 la sua popolarita nell\u2019Isola, ma Elena Ledda non si \u00e8 chiusa nel regionalismo esasperato e continua ad esplorare e ricercare nuove evoluzioni musicali, arrivando a collaborare anche con l\u2019arpista svizzero Andreas Vollenweider. Negli anni Novanta pubblica \u201cIncanti\u201de inizia a girare il mondo con le sue esibizioni, raggiungendo un notevole successo anche in campo internazionale e diventando la voce femminile della Sardegna, dopo Maria Carta. Nel 2000 pubblica il disco intitolato \u201cMare Mannu\u201d e, nel 2005, \u201cAmargura\u201d. Due anni piu tardi, nel 2007, vince il Premio \u201cCitt\u00e0 di Loano\u201dper il miglior disco di musica popolare e riceve la Targa \u201cLuigi Tenco\u201d per il miglior disco in dialetto, con la canzone \u201cRosa Resolza\u201dregistrata insieme a un altro <em>big<\/em> della musica sarda, Andrea Parodi. Negli anni successivi pubblica i dischi \u201cLive at Jazz in Sardegna\u201d e \u201cCantendi a Deus\u201d. Elena Ledda, nel corso della carriera, ha collaborato con grandi artisti come il cantautore genovese Fabrizio De Andr\u00e8, il trombettista sardo Paolo Fresu, il trombettista e compositore statunitense di <em>jazz<\/em> Lester Bowie, il trombettista Don Cherry, la cantante israeliana Noa, il conterraneo Andrea Parodi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Notrasa &#8211; <em>Electronics<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNotrasa\u201d \u00e8 il nome del nuovo progetto di Alessio Atzori (Mynerdpride, Everybody tesla) che nasce dalla sua somiglianza con un certo \u201cRasa\u201d di Torino con cui veniva confuso spesso. Notrasa \u00e8 un progetto basato sul campionamento di dischi che costano poco al mercatino dell\u2019usato che girano al contrario su un giradischi per produrre <em>beat<\/em> storti e sporchi. I suoi brani parlano delle case in cui sono stati composti, delle persone che ci hanno abitato, che hanno prodotto inconsapevolmente i suoni presenti nei brani stessi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 stata fondata nel 1933 e ha consolidato, negli anni, un fecondo rapporto con i maggiori direttori italiani, tra cui Tullio Serafin, Vittorio Gui, Antonino Votto, Guido Cantelli, Franco Ferrara, Franco Capuana, Willy Ferrero, e con compositori quali Ottorino Respighi, Ildebrando Pizzetti, Ermanno Wolf Ferrari, Riccardo Zandonai, Alfredo Casella. Risalgono agli anni \u201850-\u201960 le apparizioni sul podio di Lorin Maazel, Lovro von Matacic, Claudio Abbado, Sergiu Celibidache, Riccardo Muti, e le collaborazioni con Gioconda De Vito, Leonid Kogan, Henryk Szering, Andr\u00e9s Navarra, Dino Ciani, Maria Tipo, Nikita Magaloff, Wilhem Kempff, Martha Argerich. In questi ultimi anni l\u2019Orchestra ha collaborato, tra gli altri, con direttori come Lorin Maazel, Georges Pr\u00eatre, Emmanuel Krivine, Mstislav Rostropovich, Ton Koopman, Iv\u00e1n Fischer, Frans Br\u00fcggen, Carlo Maria Giulini, Gennadi Rozhdestvensky, Rafael Fr\u00fchbeck de Burgos, Neville Marriner, Christopher Hogwood, Hartmut Haenchen e con solisti come Martha Argerich, Aldo Ciccolini, Kim Kashkashian, Viktoria Mullova, Misha Maisky, Truls M\u00f8rk, Sabine Meyer, Yuri Bashmet, Salvatore Accardo. Dal 1999 al 2005 G\u00e9rard Korsten ha ricoperto il ruolo di direttore musicale e ha, fra l\u2019altro, diretto in prima esecuzione nazionale, <em>Die \u00e4gyptische Helena<\/em> di Richard Strauss, <em>Euryanthe<\/em> di Weber e <em>A Village Romeo and Juliet<\/em> di Delius, mentre nella stagione 2007-2008 George Pehlivanian \u00e8 stato direttore ospite principale. Negli ultimi anni l\u2019Orchestra ha collaborato regolarmente con Lorin Maazel, compiendo nel 1999 una <em>tourn\u00e9e<\/em> in Europa ed eseguendo con successo una serie di concerti. Nel 2002 ha rappresentato l\u2019Italia nella rassegna \u201cItalienische Nacht\u201d, organizzata dalla Bayerischer Rundfunk al Gasteig di Monaco di Baviera e trasmessa in diretta dalla radio bavarese. Nel 2005 ha suonato in un concerto in onore del Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi. Nel 2010 ha partecipato al 98\u00b0 Festival di Wiesbaden con <em>Lucia di Lammermoor<\/em> per la direzione di Stefano Ranzani e la regia di Denis Krief, riscuotendo un grande successo. Recentemente, nell\u2019ambito di un progetto di internazionalizzazione del Teatro Lirico di Cagliari, realizzato e promosso in collaborazione con l\u2019Unione Europea, il Governo Italiano e la Regione Sardegna, l\u2019Orchestra \u00e8 stata invitata dalla New York City Opera per l\u2019esecuzione di <em>La campana sommersa<\/em> di Respighi, ricevendo il plauso del pubblico e della critica. Negli ultimi anni, anche nell\u2019ambito della rassegna \u201cCinque passi nel Novecento\u201d, ha eseguito, in prima assoluta, composizioni per orchestra che il Teatro Lirico di Cagliari ha commissionato a compositori come Sylvano Bussotti, Giorgio Tedde, Azio Corghi, Fabio Nieder, Alberto Colla, Carlo Boccadoro, Franco Oppo, Francesco Antonioni, Ivan Fedele, Michele Dall\u2019Ongaro, Filippo Del Corno, Vittorio Testa, Sergio Rendine, Orazio Sciortino. Per la casa discografica Dynamic ha inciso opere in prima esecuzione in Italia, quali: <em>Die Feen<\/em> di Wagner, <em>Dalibor<\/em> di Smetana, (premiate, rispettivamente, da \u201cMusica e Dischi\u201d quale miglior disco operistico italiano del 1997, e da \u201cOp\u00e9ra International\u201d col \u201cTimbre de Platine\u201d &#8211; gennaio 2001), <em>\u010cerevi\u010dki<\/em> e <em>Opri\u010dnik<\/em> di \u010cajkovskij, <em>Die \u00e4gyptische Helena<\/em> di Richard Strauss, <em>Euryanthe<\/em> di Weber, <em>Alfonso und Estrella<\/em> di Schubert, <em>Hans Heiling<\/em> di Marschner, <em>Ch\u00e9rubin<\/em> di Massenet, <em>Lucia di Lammermoor<\/em> di Donizetti. Ha inciso, inoltre, <em>Goyescas<\/em> di Granados e <em>La vida breve<\/em> di De Falla, <em>La Passione secondo Giovanni<\/em> di Bach, <em>La sonnambula<\/em> di Bellini, <em>I Shardana<\/em> di Porrino per la Dynamic, <em>Don Pasquale<\/em> per Rai Trade e <em>La leggenda della citt\u00e0 invisibile di Kite\u017e e della fanciulla Fevronija<\/em> di Rimskij-Korsakov per Naxos. Per la Rai ha registrato, nel 1998, <em>La Boh\u00e8me<\/em> trasmessa in tutto il mondo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Antonello Salis &#8211; <em>Fisarmonica<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Fisarmonicista, pianista e organista, inizia la carriera musicale suonando in Sardegna, sua terra di origine, nelle balere e, in seguito, in gruppi <em>rock<\/em>. Nel 1973 ad Alghero forma, col bassista Riccardo Lay e il batterista Mario Paliano, i Cadmo, trio a cavallo tra <em>rockprogressive <\/em>e <em>free jazz<\/em>. Trasferitosi a Roma il trio incide due album \u201cBoomerang\u201de \u201cFlying over Ortobene mount in july seventy-seven\u201d,con la partecipazione del sassofonista Massimo Urbani. Al \u201cMusic Inn\u201d di Roma Antonello Salis incontra importanti musicisti stranieri, Charles Mingus, Ornette Coleman, Dexter Gordon, e giovani musicisti della scena <em>jazz<\/em> romana, come Maurizio Giammarco, Massimo Urbani, Enzo Pietropaoli, Roberto Gatto, Tommaso Vittorini. Nel famoso <em>jazz club<\/em> capitolino si esibisce col quartetto del contrabbassista Marcello Melis, per entrare in seguito in contatto e collaborare, nei primi anni Ottanta, col trombettista afro-americano Lester Bowie e l\u2019Art Ensemble of Chicago. Nel 1977 entra a far parte dell\u2019organico orchestrale \u201cGrande Elenco Musicisti\u201ddiretto da Tommaso Vittorini. L\u2019anno seguente incide, per la serie \u201cJazz From Italy\u201din duo con Mario Schiano, altra figura di rilievo del <em>free jazz<\/em> capitolino, l\u2019album \u201cOld Fashioned\u201d. In seguito, collabora coi fisarmonicisti Richard Galliano, Gianni Coscia e Marcel Azzola Nel 1995 fonda, col trombettista Paolo Fresu e il contrabbassista Furio Di Castri, il trio P.A.F. con cui tiene numerosi concerti, tra cui quello a Capodistria (Slovenia) e pubblicato nel 1996, e incide nel 2004 il lavoro discografico \u201cMorph\u201d.Musicista curioso ed eclettico, Antonello Salis, suona in svariati contesti, <em>jazz<\/em>, <em>rock<\/em> e <em>pop<\/em>, partecipando a progetti che includono teatro, danza e cinema. Inoltre ha collaborato con musicisti quali: Fabrizio Bosso, Sandro Satta, Enrico Rava, Gianluca Petrella, Michele Rabbia, Han Bennink, Pat Meheny, Hamid Drake, Bobby Watson, Richard Bona, Don Pullen.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Paolo Silvestri &#8211; <em>Direttore<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Compositore, arrangiatore, direttore d\u2019orchestra e pianista, da molti anni sperimenta l\u2019incontro di linguaggi differenti coniugando il <em>jazz<\/em> e la musica contemporanea con le tradizioni musicali popolari di tutto il mondo. Ha realizzato numerosi progetti con orchestre sinfoniche componendo e arrangiando musiche per importanti musicisti come: Enrico Rava, Gato Barbieri, Jimmy Cobb, Stefano Bollani, Paolo Fresu, Fabrizio Bosso, Kenny Wheeler, John Taylor, Kenny Werner, Tony Scott, Javier Girotto, Enrico Pieranunzi, Roberto Gatto e con importanti cantanti come: Ivano Fossati, Elio, Dulce Pontes, Sergio Cammariere, Gino Paoli, Ornella Vanoni, Barbara Casini, Peppe Servillo, Maria Pia De Vito. Per realizzare i suoi programmi ha diretto le prestigiose orchestre sinfoniche delle seguenti citta e teatri: Regio di Torino, Maggio Musicale Fiorentino, Carlo Felice di Genova, Petruzzelli di Bari, Regionale Toscana, Arturo Toscanini, Haydn di Trento e Bolzano, Roma Sinfonietta, Padova e del Veneto, Sinfonica Siciliana, Camerata Strumentale Pratese, Roma e del Lazio, Filarmonica Marchigiana, Provincia di Bari, Bellini di Catania, Tito Schipa di Lecce, Vittorio Emanuele di Messina, Magna Grecia di Taranto, Repubblica di San Marino, Accademia Filarmonica della Scala. Ha un <em>ensemble<\/em> e un\u2019orchestra a proprio nome e dirige spesso orchestre <em>jazz<\/em> e <em>big band<\/em> italiane e straniere come ad esempio: WDR Big Band di Colonia, Orchestra Jazz della Sardegna, Kick\u2019n Sticks big band di Mannheim, Civica Jazz Band di Milano, Orchestra Jazz del Mediterraneo, Colours Jazz Orchestra, Italian Jazz Orchestra di Forli, Bansigu Big Band di Genova. Ha composto 20 colonne sonore di film sia per il cinema che per la televisione e ha composto musiche per pi\u00f9 di cento spettacoli teatrali, musicali e di danza, prodotti in gran parte dal Teatro dell\u2019Archivolto di Genova. Ha inoltre composto molte musiche per importanti campagne pubblicitarie e per programmi televisivi e ha insegnato nei conservatori di musica di Trento, Milano, Como, Alessandria, Bologna, Ferrara e Adria.<\/p>\n\n\n\n<p><a><\/a>Cagliari, 23 marzo 2026<\/p>\n\n\n\n<p>Pierluigi Corona<\/p>\n\n\n\n<p>Responsabile Ufficio Stampa<\/p>\n\n\n\n<p>Teatro Lirico di Cagliari, via Efisio Cao di San Marco, 09128 Cagliari &#8211; Italia telefono +39 0704082209 &#8211; <a href=\"mailto:stampa@teatroliricodicagliari.it\">stampa@teatroliricodicagliari.it<\/a> &#8211; <a href=\"http:\/\/www.teatroliricodicagliari.it\/\">www.teatroliricodicagliari.it<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>foto<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Antonello-Salis-foto-Roberto-Cifarelli.jpg\"><img 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