{"id":87672,"date":"2026-03-24T14:33:03","date_gmt":"2026-03-24T14:33:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=87672"},"modified":"2026-03-24T14:33:18","modified_gmt":"2026-03-24T14:33:18","slug":"la-linea-strategica-delleuropa-dallo-stretto-di-hormuz-la-via-per-la-de-escalation","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=87672","title":{"rendered":"La linea strategica dell\u2019Europa: dallo Stretto di Hormuz la via per la de-escalation"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Carlo Di Stanislao<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/descarga-3.jpeg\"><img decoding=\"async\" width=\"225\" height=\"225\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/descarga-3.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-87673\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/descarga-3.jpeg 225w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/descarga-3-150x150.jpeg 150w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p><br>\u200b\u00bb<em>La pace non \u00e8 l&#8217;assenza di guerra, ma una virt\u00f9, uno stato d&#8217;animo, una disposizione alla benevolenza, alla fiducia, alla giustizia.\u00bb \u2014 Baruch Spinoza<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>\u200bIl 2026 si sta delineando come l&#8217;anno del \u00abgrande bivio\u00bb per l&#8217;ordine mondiale. Mentre i venti di guerra tra l&#8217;amministrazione Trump, Israele e la Repubblica Islamica dell&#8217;Iran soffiano con una violenza senza precedenti verso il Golfo Persico, emerge una voce dissonante, ferma e inaspettatamente coesa: quella dell&#8217;Europa. La posta in gioco non \u00e8 solo la stabilit\u00e0 di un braccio di mare largo appena 21 miglia nautiche nel suo punto pi\u00f9 stretto, ma la tenuta stessa del sistema internazionale basato sulle regole e sulla cooperazione multilaterale.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">\u200b<strong>Il ritorno dell\u2019Europa responsabile: dal G7 al \u00abdocumento dei Sei\u00bb<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>\u200bDi fronte all\u2019escalation della guerra ingaggiata dagli Stati Uniti e da Israele contro l\u2019Iran, l\u2019Europa ha mostrato un inatteso segnale di responsabilit\u00e0 e coesione strategica. Il formato&nbsp;<strong>E4<\/strong>&nbsp;\u2013 che vede schierate Italia, Francia, Germania e Regno Unito \u2013 con il fondamentale sostegno del Canada, ha assunto una posizione autonoma rispetto alla linea marcatamente bellicista di Donald Trump e del governo Netanyahu. Questa postura non \u00e8 un semplice atto di dissenso politico, ma una riaffermazione della centralit\u00e0 del diritto internazionale come unico argine al caos globale.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bAl vertice G7, il riformato asse delle principali leadership europee ha sostenuto con vigore il ritorno alla&nbsp;<strong>Risoluzione 1701<\/strong>&nbsp;per il Libano, chiedendo la cessazione immediata delle ostilit\u00e0 e la stabilizzazione regionale. Si \u00e8 trattato di un formale \u00abaltol\u00e0\u00bb alla progressione militare di Israele. Parallelamente, il 19 marzo, sei Paesi \u2013 Italia, Francia, Germania, Regno Unito, Olanda e Giappone \u2013 hanno sottoscritto una dichiarazione congiunta sullo Stretto di Hormuz, segnando una netta presa di distanza dalla postura offensiva americana.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bGli europei sono stati estremamente accorti nel non estendere la missione difensiva&nbsp;<strong>Aspides<\/strong>, evitando di cadere nella trappola narrativa secondo cui sarebbe l&#8217;Iran l&#8217;unico violatore del diritto internazionale. Sebbene Teheran abbia interdetto il traffico marittimo, \u00e8 un fatto documentato che il Paese sia stato messo di fronte all&#8217;aggressione armata in assenza di una legittimazione internazionale (<em>Statement Regarding the Use of Force Against Iran<\/em>, ASIL, 2 marzo 2026). In questo scenario, l&#8217;interdizione di Hormuz e gli attacchi alle basi americane nell&#8217;area appaiono come misure di difesa estrema, seppur problematiche. Il documento europeo condanna gli attacchi, ma introduce un elemento decisivo: la disponibilit\u00e0 a garantire la sicurezza della navigazione \u00e8 subordinata alla&nbsp;<strong>cessazione delle ostilit\u00e0<\/strong>. Non si parla di missioni offensive, ma di una postura politica funzionale a riaprire la via diplomatica.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">\u200b<strong>Il regime giuridico dello Stretto di Hormuz e i limiti all\u2019interdizione<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>\u200bLo Stretto di Hormuz rappresenta uno snodo nevralgico per l&#8217;intera economia del pianeta: vi transita circa il&nbsp;<strong>20\u201325% del commercio mondiale di petrolio<\/strong>. La geografia dello stretto, con le coste iraniane a nord e quelle dell\u2019Oman e degli Emirati Arabi Uniti a sud, impone che ogni nave debba necessariamente attraversare le acque territoriali di questi Stati. Tuttavia, tale prossimit\u00e0 territoriale non conferisce allo Stato costiero il potere di interrompere unilateralmente il traffico internazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bIl regime degli stretti si fonda sul principio del&nbsp;<strong>\u00abtransit passage\u00bb<\/strong>&nbsp;(passaggio di transito), declinato anche come \u00abpassaggio inoffensivo\u00bb dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare del 1982 (<strong>UNCLOS<\/strong>, art. 37-44). Questo \u00e8 un principio di diritto consuetudinario che vincola anche nazioni che non hanno ratificato il trattato, come gli Stati Uniti e l&#8217;Iran. La Corte Internazionale di Giustizia, fin dal caso&nbsp;<em>Corfu Channel<\/em>&nbsp;(1949), ha chiarito che gli Stati costieri hanno l&#8217;obbligo di non ostacolare il passaggio e di garantire la sicurezza della navigazione, notificando eventuali pericoli come le mine navali.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bTuttavia, il quadro cambia drasticamente in un contesto di conflitto armato. Come sottolinea la dottrina di&nbsp;<strong>Natalino Ronzitti<\/strong>&nbsp;(<em>Diritto internazionale dei conflitti armati<\/em>, 2022), il diritto del mare si integra con il diritto dei conflitti: la libert\u00e0 di navigazione non pu\u00f2 essere sospesa arbitrariamente, ma pu\u00f2 subire limitazioni temporanee se queste sono strettamente necessarie alla&nbsp;<strong>legittima difesa<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">\u200b<strong>Legittima difesa e interdizione: il caso iraniano nella \u00abzona grigia\u00bb<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>\u200bL\u2019attuale crisi presenta un elemento critico: l\u2019Iran \u00e8 oggetto di attacchi armati sistematici nell\u2019ambito di una \u00abguerra preventiva\u00bb che il diritto internazionale non riconosce come ammissibile. Ai sensi dell\u2019<strong>articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite<\/strong>, la legittima difesa \u00e8 consentita solo di fronte a un attacco armato gi\u00e0 sferrato o concretamente imminente.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bDopo bombardamenti mirati contro vertici politico-militari e infrastrutture strategiche che hanno coinvolto la popolazione civile, Teheran ha reagito con misure di interdizione e attacchi alle basi statunitensi. In questa prospettiva, l\u2019Iran pu\u00f2 sostenere che l\u2019uso dello Stretto di Hormuz da parte di forze ostili costituisca una minaccia diretta alla propria integrit\u00e0 territoriale. Ci troviamo in una \u00abzona grigia\u00bb del diritto: l&#8217;interdizione \u00e8 problematica per il commercio pacifico, ma pu\u00f2 essere considerata, in circostanze estreme, una misura difensiva legittima, similmente a quanto accaduto nelle Falkland (1982) o durante le guerre del Golfo del 1991 e 2003.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bUn focus essenziale va posto sulla disciplina delle&nbsp;<strong>mine navali<\/strong>. Il loro uso \u00e8 regolamentato dal&nbsp;<em>Protocollo II della CCW<\/em>&nbsp;e dal&nbsp;<em>Manuale di Sanremo<\/em>&nbsp;(1994). \u00c8 fatto divieto di impiegare mine \u00abvaganti\u00bb o non controllabili, poich\u00e9 colpiscono in modo indiscriminato. L&#8217;Europa deve imporre con fermezza che l&#8217;eventuale uso di mine da parte iraniana sia sempre segnalato e controllabile, nel rispetto delle norme umanitarie, per non trasformare un atto di difesa in un crimine contro la navigazione civile.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">\u200b<strong>La scelta europea: una \u00abexit strategy\u00bb tra diplomazia regionale e Onu<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>\u200bLa prudenza europea nasce dalla consapevolezza che un intervento navale armato rischierebbe di essere percepito come parte dell\u2019azione ostile contro l\u2019Iran, portando a una delegittimazione giuridica e a un&#8217;escalation incontrollata. L\u2019Italia e i partner europei \u2013 valorizzando l\u2019intesa sancita dal&nbsp;<strong>Trattato del Quirinale<\/strong>&nbsp;tra Roma e Parigi \u2013 hanno evitato missioni di forza prive di mandato ONU, che potrebbero esporre gli Stati ospitanti basi NATO a pesanti responsabilit\u00e0 internazionali e ritorsioni.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bLa linea strategica \u00e8 chiara: costruire una soluzione multilaterale. Anche nel mondo arabo cresce il malcontento; basti pensare alle parole del magnate emiratino&nbsp;<strong>Khalaf Al Habtoor<\/strong>, che ha ammonito il presidente Trump sui danni collaterali di una guerra non scelta dai Paesi del Golfo. L&#8217;Europa deve dunque farsi promotrice di una cooperazione estesa, coinvolgendo il \u00abGlobal South\u00bb per approdare alle Nazioni Unite con una proposta dirompente.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bPer superare l\u2019eventuale veto statunitense al Consiglio di Sicurezza, la strada \u00e8 quella della Risoluzione&nbsp;<strong>\u00abUniting for Peace\u00bb<\/strong>&nbsp;presso l\u2019Assemblea Generale. La proposta deve imperniarsi su tre passaggi chiave:<\/p>\n\n\n\n<ol class=\"wp-block-list\">\n<li>\u200bIl\u00a0<strong>cessate il fuoco<\/strong>\u00a0immediato coordinato da un team di negoziatori imparziali.<\/li>\n\n\n\n<li>\u200bIspezioni urgenti dell\u2019<strong>AIEA<\/strong>\u00a0sulla questione nucleare per disinnescare i pretesti bellici.<\/li>\n\n\n\n<li>\u200bUn programma guidato dal\u00a0<strong>Comitato ONU per i Diritti Umani<\/strong>\u00a0per affrontare la repressione interna in Iran, svincolandola dalle logiche di cambio di regime forzato.<\/li>\n<\/ol>\n\n\n\n<p>\u200bIn conclusione, stavolta i giuristi e i diplomatici non possono che plaudire alla fermezza dell\u2019Europa. La strategia di una \u00abPeace through Law\u00bb, teorizzata da&nbsp;<strong>Hans Kelsen<\/strong>&nbsp;nel 1944, torna a essere l\u2019unica via credibile. La pace non si persegue con la forza indiscriminata, ma attraverso la riaffermazione di un diritto che sia uguale per tutti, anche nel cuore tempestoso dello Stretto di Hormuz.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Tutte l\u2019opinioni versati nel sito correspondono solo a chi la manifesta. Non e necessariamente l\u2019opinione della Direzione<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carlo Di Stanislao \u200b\u00bbLa pace non \u00e8 l&#8217;assenza di guerra, ma una virt\u00f9, uno stato d&#8217;animo, una disposizione alla benevolenza, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[35],"tags":[],"class_list":["post-87672","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-opiniones"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/87672","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=87672"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/87672\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87674,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/87672\/revisions\/87674"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=87672"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=87672"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=87672"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}