{"id":87973,"date":"2026-03-26T23:14:56","date_gmt":"2026-03-26T23:14:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=87973"},"modified":"2026-03-26T23:14:58","modified_gmt":"2026-03-26T23:14:58","slug":"serena-conduce-operaclassica-eco-italiano-5104","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=87973","title":{"rendered":"Serena conduce operaclassica eco italiano"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/TRP-24-Marchio-Teatro-Regio-Parma_Blu-2.png\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"724\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/TRP-24-Marchio-Teatro-Regio-Parma_Blu-2-1024x724.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-87974\" style=\"width:184px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/TRP-24-Marchio-Teatro-Regio-Parma_Blu-2-1024x724.png 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/TRP-24-Marchio-Teatro-Regio-Parma_Blu-2-300x212.png 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/TRP-24-Marchio-Teatro-Regio-Parma_Blu-2-768x543.png 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/TRP-24-Marchio-Teatro-Regio-Parma_Blu-2-1536x1086.png 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/TRP-24-Marchio-Teatro-Regio-Parma_Blu-2-2048x1448.png 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">GRIGORY SOKOLOV<\/h1>\n\n\n\n<p>In programma la Sonata n. 4 op. 7 e le <em>Sei bagatelle<\/em>, op. 126 di Ludwig van Beethoven e la Sonata in si bemolle maggiore D 960 di Franz Schubert<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Teatro Regio di Parma<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>marted\u00ec 7 aprile 2026, ore 20.30<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Uno degli appuntamenti pi\u00f9 attesi della Stagione Concertistica del Teatro Regio di Parma, realizzata da Societ\u00e0 dei Concerti di Parma, grazie al sostegno del Comune di Parma, del Ministero della Cultura, di Fondazione Cariparma e al contributo di Sinapsi Group e Chiesi Group, \u00e8 senza dubbio il concerto di <strong>marted\u00ec 7 aprile 2026, ore 20.30<\/strong> con il pianista <strong>Grigory Sokolov<\/strong>. In programma la Sonata n. 4 op. 7 e le <em>Sei bagatelle<\/em>, op. 126 di Ludwig van Beethoven e la Sonata in si bemolle maggiore D 960 di Franz Schubert.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cConsiderato uno dei pi\u00f9 grandi interpreti viventi, Sokolov \u00e8 figura quasi leggendaria, la cui arte trascende la mera esecuzione per trasformare ogni concerto in un&#8217;esperienza rivelatrice e indimenticabile dichiara <strong>Giampaolo Bandini<\/strong>, direttore artistico della Societ\u00e0 dei Concerti di Parma\u201d. La sua carriera \u00e8 stata costellata da riconoscimenti sin dalla vittoria al Concorso Internazionale \u010cajkovskij di Mosca nel 1966, a soli sedici anni. Da allora, ha scelto un percorso artistico lontano dai clamori mediatici, concentrandosi esclusivamente sulla sua musica, rifiutando interviste e limitando al minimo le registrazioni in studio, preferendo l&#8217;autenticit\u00e0 e l&#8217;irripetibilit\u00e0 del concerto dal vivo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cGrigory Sokolov &#8211; prosegue Bandini &#8211; non \u00e8 solo un pianista con una tecnica titanica, ma filosofo dello strumento, interprete che dedica infinite ore allo studio e alla meditazione su ogni singolo brano, svelando profondit\u00e0 e connessioni nascoste nel repertorio. I suoi concerti sono eventi unici, caratterizzati da programmi spesso svelati solo a ridosso dell&#8217;esibizione, ma sempre scelti con una cura meticolosa e una visione complessiva che supera le singole composizioni. La sua forza comunicativa \u00e8 quasi mistica: Sokolov crea un&#8217;atmosfera di totale concentrazione, dove il tempo sembra dilatarsi e ogni nota assume un peso specifico, una risonanza che va oltre il suono stesso. Il pubblico non \u00e8 ascoltatore, ma partecipa con lui a un rito sonoro, un viaggio interiore guidato da un artista che riesce a toccare le corde pi\u00f9 profonde dell&#8217;anima. Ogni frase \u00e8 intrisa di un significato profondo, ogni pausa \u00e8 carica di tensione, ogni climax \u00e8 travolgente. Assistere a un concerto di Sokolov significa vivere un&#8217;esperienza catartica, un incontro con la bellezza assoluta e la verit\u00e0 della musica, un evento che lascia un&#8217;impronta indelebile nella memoria\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBeethoven ha scritto l&#8217;op. 7 nell&#8217;anno in cui \u00e8 nato Schubert e Schubert ha scritto la Sonata D 960 due mesi prima di morire, un anno dopo la morte di Beethoven, mentre le <em>Bagatelle<\/em> op. 126 chiudono nel 1825 il catalogo pianistico di Beethoven, scrive <strong>Giuseppe Martini<\/strong>. Siamo cio\u00e8 di fronte a tre passaggi cardinali che diventano anche formali, poich\u00e9 con le <em>Bagatelle<\/em> Beethoven ha letteralmente dissolto quella forma-sonata che aveva caratterizzato un&#8217;epoca grandiosa (che oggi chiamiamo classica) e che nel giro di ventisette anni era stata da lui stesso esplorata e smontata fino alle estreme possibilit\u00e0. La soluzione trovata da Beethoven \u00e8 il ciclo di pezzi brevi, ognuno compiuto in s\u00e9, eppure tutti legati fra loro per atmosfera, Stimmung dicono i tedeschi, ricomponendo nel senso ci\u00f2 che \u00e8 stato smontato nella forma. Soluzione da lui stessa suggerita sul manoscritto (\u00abCiclus von Kleinigkeiten\u00bb, ciclo di bazzecole, piccolezze, bagatelle appunto), soluzione che chiude i conti col passato e apre una porta sul futuro: senza le <em>Bagatelle<\/em> op. 126 non avremmo i cicli pianistici di Schumann\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEppure non \u00e8 con l&#8217;op. 126 che si chiude il classicismo (n\u00e9, come pensava Thomas Mann, con la Sonata op. 111 di Beethoven), visto che la Sonata D 960 di Schubert \u00e8 un gesto ancora pi\u00f9 audace: pur rimanendo nella struttura sonatistica, ora i temi non hanno pi\u00f9 la forza di svilupparsi, si riverberano attraverso tonalit\u00e0 lontane in una rassegnazione agrodolce per la fine del tutto. Sempre per\u00f2 incanto leggero, in un suono contenuto e danzante dove precipitano quei mondi viennesi che Schubert aveva tanto amato, il Lied, il valzer, il Momento musicale\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>[\u2026] \u201cMa tonalit\u00e0, forma, sonorit\u00e0 sono tutta materia consegnata al tribunale della storia della musica, dove si pesano le responsabilit\u00e0 che ciascuno porta ai destini dell&#8217;arte. Altro \u00e8 la poesia dei suoni. La proterva esuberanza del primo movimento dell&#8217;op. 7 con tutte quelle ottave, quei trilli, quelle volatine, quelle percussioni cos\u00ec virtuosistiche non riesce a nascondere un&#8217;incontenibile necessit\u00e0 di imporre la propria vitalit\u00e0, ma ecco che di colpo, nel Largo, irrompe lo spirito che s&#8217;interroga: sono soliloqui, silenzi, voci che si oppongono, e un pensiero che tortuoso cerca di liberarsi dalle proprie ossessioni. Forse \u00e8 il recitativo di un teatro immaginario. Certo \u00e8 che dopo le cose sembrano tutte pi\u00f9 leggere eppure delicate, ci si muove lievi come la paura di rovinare un fiore, con qualche sussulto, qualche reticenza, e ogni tanto i sospiri della serenit\u00e0, che nel rond\u00f2 diventano divertimento brillante, gusto per la sorpresa, tensione giocosa\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQuanto \u00e8 pi\u00f9 drammatico per\u00f2 il teatro di Schubert. Nella Sonata in si bemolle maggiore, si discorre delle cose ultime con la pacatezza di un parlare a fior di labbra. \u00c8 una meditazione attonita, come di coloro che vedono la profondit\u00e0 delle cose mentre intonano sottovoce una cantilena dell&#8217;infanzia. Qualche volta il cielo si rischiara, ma dura pochissimo. Risuonano colori rarefatti e sembrano evocare recessi ignoti dello spirito. Alla fine, quando meno te lo aspetti, arriva una danza ma il tono resta pacato, e ti accorgi che quella che sembrava una liberazione non \u00e8 che la profezia di uno sfacelo, recitata per\u00f2 con l&#8217;ingenuit\u00e0 di una canzoncina popolare. Diversa per\u00f2 dall&#8217;ingenuit\u00e0 fresca delle <em>Bagatelle<\/em> di Beethoven. Qui basta chiudere gli occhi ed \u00e8 come avvertire le sensazioni forti di quando si era bambini, una favola, un rimbrotto, una preghiera, quelle profondit\u00e0 assoluta che si trova sono nelle cose semplici\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>PARTNER E SPONSOR<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>La Stagione del Teatro Regio di Parma \u00e8 realizzata grazie al contributo di<\/em> Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna, Comune di Parma, Reggio Parma Festival. <em>Major partner <\/em>Fondazione Cariparma. <em>Main<\/em> <em>partner <\/em>Chiesi. <em>Cultural partner <\/em>Cr\u00e9dit Agricole. <em>Media partner<\/em> Mediaset Publitalia \u201980.<em> Main sponsor <\/em>iren, Barilla. <em>Sponsor <\/em>Agugiaro e Figna, Ce.P.I.M., Grasselli, La Giovane, Mutti, Opem, GloveICT, Amoretti, GHC, Poliambulatorio Dalla Rosa Prati, Drill Pac, Rainieri. <em>Mobility partner <\/em>Tep. <em>Security partner <\/em>Metronotte. <em>Wine partner <\/em>Oinoe.<em> Educational partner<\/em> Parmalat. <em>Fair Play partner<\/em> Zebre. <em>Identity Partner<\/em> Parma Calcio.<em> Radio Ufficiale<\/em> Radio Monte Carlo. <em>Con il contributo di <\/em>Ascom Confcommercio Parma Fondazione, Ascom Parma Confcommercio, Camera di Commercio dell\u2019Emilia, Fondazione Monteparma. <em>Legal counselling <\/em>Villa&amp;Partners. <em>Con il supporto di<\/em> \u201cParma, io ci sto!\u201d. <em>I concerti sono realizzati grazie al contributo di <\/em>Sinapsi Group. <em>Sostenitori tecnici<\/em> Ds Solutions, Teamwork, Graphital. <em>Partner artistici e istituzionali <\/em>Casa della Musica, Coro del Teatro Regio di Parma, Conservatorio \u201cArrigo Boito\u201d, Societ\u00e0 dei Concerti di Parma, La Toscanini. <em>Il Teatro Regio aderisce a <\/em>Parma Citt\u00e0 Climate Neutral 2030<em>, <\/em>ATIT, AGIS<em>, <\/em>Comitato per la Salvaguardia dell\u2019Arte del Canto Lirico Italiano, Fedora, Opera Europa, Opera Vision, Emilia taste, nature &amp; culture.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>BIGLIETTERIA DEL TEATRO REGIO DI PARMA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Biglietti da 8 a 40 euro. Riduzioni per ragazzi fino a 17 anni accompagnati da un familiare adulto, under 35, over 65 e per gli abbonati alla Societ\u00e0 dei Concerti di Parma.<\/p>\n\n\n\n<p>Strada Giuseppe Garibaldi, 16\/A &#8211; 43121 Parma Tel. +39 0521 203999<\/p>\n\n\n\n<p>biglietteria@teatroregioparma.it orari di apertura: marted\u00ec, gioved\u00ec e sabato 10:00 &#8211; 13:00; mercoled\u00ec e venerd\u00ec 10:00 &#8211; 13:00, 16:00 &#8211; 18:00 e un\u2019ora e mezza prima dello spettacolo.<strong><br><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Teatro Regio di Parma<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>marted\u00ec 7 aprile 2026, ore 20.30<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Pianoforte<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Grigory Sokolov<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>LUDWIG VAN BEETHOVEN<\/strong> (1770-1827)<\/p>\n\n\n\n<p><em>Sonata n. 4, op. 7 in mi bemolle maggiore<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Allegro molto e con brio<\/p>\n\n\n\n<p>Largo con gran espressione<\/p>\n\n\n\n<p>Allegro \u2013 Minore<\/p>\n\n\n\n<p>Rondo. Poco Allegretto e grazioso<\/p>\n\n\n\n<p><em>Sei bagatelle<\/em>,<em> op. 126<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>1. Andante con moto. Cantabile e compiacevole<\/p>\n\n\n\n<p>2. Allegro<\/p>\n\n\n\n<p>3. Andante. Cantabile e grazioso<\/p>\n\n\n\n<p>4. Presto<\/p>\n\n\n\n<p>5. Quasi allegretto<\/p>\n\n\n\n<p>6. Presto. Andante amabile e con moto<\/p>\n\n\n\n<p><strong>FRANZ SCHUBERT<\/strong> (1797-1828)<\/p>\n\n\n\n<p><em>Sonata, in si bemolle maggiore, D 960<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Molto moderato<\/p>\n\n\n\n<p>Andante sostenuto<\/p>\n\n\n\n<p>Scherzo. Allegro vivace con delicatezza<\/p>\n\n\n\n<p>Allegro ma non troppo<\/p>\n\n\n\n<p><a>Parma, 26 marzo 2026<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Paolo Maier<\/p>\n\n\n\n<p><em>Responsabile Comunicazione istituzionale, Ufficio Stampa, Archivio<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Teatro Regio di Parma strada Garibaldi, 16\/A, 43121 Parma \u2013 Italia<\/p>\n\n\n\n<p>Tel. +39 0521 203969<\/p>\n\n\n\n<p>p.maier@teatroregioparma.it<\/p>\n\n\n\n<p>stampa@teatroregioparma.it<\/p>\n\n\n\n<p>www.teatroregioparma.it<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/teatroregioparma\"><\/a>&nbsp;<img decoding=\"async\" width=\"20\" height=\"20\" src=\"\" alt=\"Immagine\">&nbsp;<img decoding=\"async\" width=\"20\" height=\"20\" src=\"\">&nbsp;<img decoding=\"async\" width=\"35\" height=\"24\" src=\"\" alt=\"youtube\"><br><strong>APPROFONDIMENTI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questo programma &#8211; scrive <strong>Giuseppe Martini<\/strong>, \u00e8 una chiara dimostrazione di livello pressoch\u00e9 accademico delle sorti magnifiche ma non necessariamente progressive della musica di et\u00e0 classica e in particolare della dissoluzione della sua forma principe che fu quella della Sonata. Passino per intanto le analogie armoniche dei loro piani tonali, e sia detto qui di striscio senza complicarla troppo: la Sonata op. 7 di Beethoven e la Sonata D. 960 di Schubert usano le loro rispettive tonalit\u00e0 d&#8217;impianto (mi bemolle maggiore e si bemolle maggiore) per tutti i movimenti tranne il secondo; nel terzo movimento di entrambe il Trio \u00e8 nella tonalit\u00e0 parallela di quella di base (mi bemolle minore e si bemolle minore); la tonalit\u00e0 del Largo della Sonata di Beethoven \u00e8 in rapporto con quella degli altri movimenti per un intervallo di terza (minore discendente), e in rapporto di terza (maggiore discendente) sono fra loro le sei Bagatelle, e si badi che i rapporti di terza sono stati fra i prediletti di Schubert, vedi i <em>Momenti musicali<\/em> e la <em>Fantasia Wanderer<\/em>; e infine il finale della Sonata di Beethoven ha un teatrale arresto improvviso su un si bemolle, che l&#8217;avvicina al mondo della Sonata di Schubert.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto troppo complicato? Non badate. Pensate invece che Beethoven ha scritto l&#8217;op. 7 nell&#8217;anno in cui \u00e8 nato Schubert e Schubert ha scritto la Sonata D 960 due mesi prima di morire, un anno dopo la morte di Beethoven, mentre le <em>Bagatelle<\/em> op. 126 chiudono nel 1825 il catalogo pianistico di Beethoven. Siamo cio\u00e8 di fronte a tre passaggi cardinali che diventano anche formali, poich\u00e9 con le <em>Bagatelle<\/em> Beethoven ha letteralmente dissolto quella forma-sonata che aveva caratterizzato un&#8217;epoca grandiosa (che oggi chiamiamo classica) e che nel giro di ventisette anni era stata da lui stesso esplorata e smontata fino alle estreme possibilit\u00e0. La soluzione trovata da Beethoven \u00e8 il ciclo di pezzi brevi, ognuno compiuto in s\u00e9 eppure tutti legati fra loro per atmosfera, Stimmung dicono i tedeschi, ricomponendo nel senso ci\u00f2 che \u00e8 stato smontato nella forma. Soluzione da lui stessa suggerita sul manoscritto (\u00abCiclus von Kleinigkeiten\u00bb,ciclo di bazzecole, piccolezze, bagatelle appunto), soluzione che chiude i conti col passato e apre una porta sul futuro: senza le <em>Bagatelle<\/em> op. 126 non avremmo i cicli pianistici di Schumann.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure non \u00e8 con l&#8217;op. 126 che si chiude il classicismo (n\u00e9, come pensava Thomas Mann, con la Sonata op. 111 di Beethoven), visto che la Sonata D 960 di Schubert \u00e8 un gesto ancora pi\u00f9 audace: pur rimanendo nella struttura sonatistica, ora i temi non hanno pi\u00f9 la forza di svilupparsi, si riverberano attraverso tonalit\u00e0 lontane in una rassegnazione agrodolce per la fine del tutto. Sempre per\u00f2 incanto leggero, in un suono contenuto e danzante dove precipitano quei mondi viennesi che Schubert aveva tanto amato, il Lied, il valzer, il Momento musicale.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco. Proprio a uno di quei pezzi come i <em>Momenti musicali<\/em> o ancora meglio i <em>Klavierst\u00fccke<\/em> schubertiani somiglia il terzo movimento della Sonata op. 7 di Beethoven, con le sue passionali terzine ascendenti. E per forza: in questa Sonata Beethoven individua un mondo idillico e un poco salottiero che diventer\u00e0 caratteristico di Schubert e che peraltro ritrover\u00e0 ancora nella Sonata op. 28. Ci sta. Era un buon periodo per Beethoven, ospitato a Vienna dal principe Lichnowsky e mezzo innamorato della contessa \u00abBabette\u00bb Keglevicsvon Buzin, a cui dava lezioni di pianoforte e dedic\u00f2 la Sonata. La dimensione idillica \u00e8 ovviamente nel tono espressivo, con improvvise apparizioni di tenerezze, con l&#8217;introversa cantabilit\u00e0 del Largo, con la dilatazione del primo movimento per via di idee secondarie che alla fine l&#8217;hanno fatta diventare la pi\u00f9 lunga Sonata di Beethoven dopo l&#8217;op. 106.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma tonalit\u00e0, forma, sonorit\u00e0 sono tutta materia consegnata al tribunale della storia della musica, dove si pesano le responsabilit\u00e0 che ciascuno porta ai destini dell&#8217;arte. Altro \u00e8 la poesia dei suoni. La proterva esuberanza del primo movimento dell&#8217;op. 7 con tutte quelle ottave, quei trilli, quelle volatine, quelle percussioni cos\u00ec virtuosistiche non riesce a nascondere un&#8217;incontenibile necessit\u00e0 di imporre la propria vitalit\u00e0, ma ecco che di colpo, nel Largo, irrompe lo spirito che s&#8217;interroga: sono soliloqui, silenzi, voci che si oppongono, e un pensiero che tortuoso cerca di liberarsi dalle proprie ossessioni. Forse \u00e8 il recitativo di un teatro immaginario. Certo \u00e8 che dopo le cose sembrano tutte pi\u00f9 leggere eppure delicate, ci si muove lievi come la paura di rovinare un fiore, con qualche sussulto, qualche reticenza, e ogni tanto i sospiri della serenit\u00e0, che nel rond\u00f2 diventano divertimento brillante, gusto per la sorpresa, tensione giocosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Quanto \u00e8 pi\u00f9 drammatico per\u00f2 il teatro di Schubert. Nella Sonata in si bemolle maggiore, si discorre delle cose ultime con la pacatezza di un parlare a fior di labbra. \u00c8 una meditazione attonita, come di coloro che vedono la profondit\u00e0 delle cose mentre intonano sottovoce una cantilena dell&#8217;infanzia. Qualche volta il cielo si rischiara, ma dura pochissimo. Risuonano colori rarefatti e sembrano evocare recessi ignoti dello spirito. Alla fine, quando meno te lo aspetti, arriva una danza ma il tono resta pacato, e ti accorgi che quella che sembrava una liberazione non \u00e8 che la profezia di uno sfacelo, recitata per\u00f2 con l&#8217;ingenuit\u00e0 di una canzoncina popolare. Diversa per\u00f2 dall&#8217;ingenuit\u00e0 fresca delle <em>Bagatelle<\/em> di Beethoven. Qui basta chiudere gli occhi ed \u00e8 come avvertire le sensazioni forti di quando si era bambini, una favola, un rimbrotto, una preghiera, quelle profondit\u00e0 assoluta che si trova sono nelle cose semplici.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Grigory Sokolov<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;unica, irripetibile natura della musica suonata dal vivo \u00e8 centrale per la comprensione della bellezza espressiva e dell&#8217;irresistibile onest\u00e0 dell&#8217;arte di Grigory Sokolov. Le poetiche interpretazioni del pianista russo, che prendono vita durante l&#8217;esecuzione con un&#8217;intensit\u00e0 mistica, scaturiscono dalla profonda conoscenza delle opere che fanno parte del suo vasto repertorio. I programmi dei suoi recital abbracciano ogni cosa, dalle trascrizioni della polifonia sacra medievale e dai lavori per tastiera di Byrd, Couperin, Rameau, Froberger e Bach a tutto il repertorio classico e romantico con particolare attenzione a Beethoven, Schubert, Schumann, Chopin, Brahms e alle composizioni di riferimento del XX secolo di Prokofiev, Ravel, Scriabin, Rachmaninov, Sch\u00f6nberg e Stravinskij.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra gli amanti del pianoforte \u00e8 ampiamente considerato uno dei massimi pianisti di oggi, un artista ammirato per la sua introspezione visionaria, la sua ipnotica spontaneit\u00e0 e la sua devozione senza compromessi alla musica.<\/p>\n\n\n\n<p>Sokolov \u00e8 nato a Leningrado (ora San Pietroburgo) e ha intrapreso gli studi musicali all\u2019et\u00e0 di cinque anni, e due anni pi\u00f9 tardi, ha cominciato gli studi con Liya Zelikhman alla Scuola Centrale Speciale del Conservatorio di Leningrado. A 12 anni ha tenuto il suo primo recital pubblico e il suo prodigioso talento \u00e8 stato riconosciuto nel 1966 quando, a soli sedici anni, \u00e8 diventato il pi\u00f9 giovane musicista di sempre a vincere il Primo Premio al Concorso Internazionale \u010cajkovskij di Mosca. Mentre Sokolov intraprendeva grandi tour di concerti negli Stati Uniti e in Giappone negli anni Settanta, il suo talento si \u00e8 evoluto ed \u00e8 maturato lontano dai riflettori dei media internazionali. In seguito al collasso dell&#8217;Unione Sovietica, ha cominciato ad apparire con pi\u00f9 frequenza nelle principali sale da concerto e nei principali festival europei. Nel corso della sua carriera si \u00e8 esibito con le pi\u00f9 prestigiose orchestre prima di decidere di dedicarsi esclusivamente al recital per pianoforte solo.<\/p>\n\n\n\n<p>Sokolov tiene circa settanta concerti ogni stagione, immergendosi completamente in un singolo programma e presentandolo in tutte le principali sale d&#8217;Europa. A differenza di molti pianisti nutre un profondo interesse e una estrema conoscenza tecnica dei pianoforti che suona. Prima di ogni esibizione \u00e8 solito passare molte ore di studio sul palcoscenico per capire la personalit\u00e0 e le possibilit\u00e0 dello strumento con cui dovr\u00e0 condividere il momento del concerto. La critica musicale \u00e8 sempre affascinata dalla misteriosa abilit\u00e0 di Sokolov di saper \u2018rileggere\u2019 la partitura proponendo interpretazioni originali e sempre nuove dei pezzi che suona. La capacit\u00e0 di articolare le voci interne di una struttura polifonica, l\u2019infinita variet\u00e0 delle dinamiche e dei suoni che sa estrarre dallo strumento sono caratteristiche uniche di questo grande artista. Nei suoi recital porta gli ascoltatori a stretto contatto con la musica, trascendendo questioni di esibizionismo superficiale e abilit\u00e0 tecnica, per rivelare significati spirituali pi\u00f9 profondi.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo un silenzio discografico durato quasi un ventennio, Sokolov ha iniziato una collaborazione con Deutsche Grammophon che ad oggi ha portato alla pubblicazione di varie registrazioni, rigorosamente tutte dal vivo di suoi concerti. Il primo album presenta la registrazione di un recital tenuto al Festival di Salisburgo con musiche di Mozart e Chopin mentre il secondo \u00e8 dedicato ad opere di Schubert e Beethoven. Il terzo offre due concerti per pianoforte e orchestra (Mozart 488, Rachmaninoff n. 3) e include inoltre un DVD con un documentario dal titolo <em>A Conversation That Never Was, <\/em>diretto da Nadia Zhdanova che ci consegna un ritratto dell\u2019artista attraverso interviste, foto e documenti filmati inediti. L\u2019ultima incisione discografica pubblicata da DG ci propone la ripresa in audio e video del programma dedicato a musiche di Purcell e Mozart, pubblicata nell\u2019ottobre 2024.<strong><br><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>CONCERTI 2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Teatro Regio di Parma<\/p>\n\n\n\n<p>marted\u00ec 27 gennaio 2026, ore 20.30<\/p>\n\n\n\n<p><em>Giorno della Memoria<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>TRIO DI PARMA<\/p>\n\n\n\n<p>Ivan Rabaglia <em>violino<\/em>; Enrico Bronzi <em>violoncello<\/em>; Alberto Miodini <em>pianoforte<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>ALESSANDRO CARBONARE <em>clarinetto<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>MARCO BALIANI <em>voce recitante<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;mercoled\u00ec 18 febbraio 2026, ore 20.30<\/p>\n\n\n\n<p>BELCEA QUARTET<em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Corina Belcea-Fisher <em>violino<\/em>; Suyeon Kang <em>violino<\/em>;<\/p>\n\n\n\n<p>Krzysztof Chorzelski <em>viola<\/em>; Antoine Lederlin <em>violoncello<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>marted\u00ec 24 marzo 2026, ore 20.30<\/p>\n\n\n\n<p>BENEDETTO LUPO<em> <\/em><em>pianoforte<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>marted\u00ec 7 aprile 2026, ore 20.30<\/p>\n\n\n\n<p>GRIGORY SOKOLOV <em>pianoforte<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>luned\u00ec 27 aprile 2026, ore 20.30<\/p>\n\n\n\n<p>Anteprima XXVI Paganini Guitar Festival<\/p>\n\n\n\n<p>GIL SHAHAM<em> <\/em><em>violino solista e concertatore<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019APPASSIONATA<em>, orchestra da camera<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>domenica 17 maggio 2026, ore 17.30<\/p>\n\n\n\n<p>PAOLO FRESU <em>tromba e flicorno<\/em><em><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>GIOVANNI SOLLIMA <em>violoncello<\/em><em> <\/em><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La Stagione Concertistica del Teatro Regio di Parma<\/p>\n\n\n\n<p>\u00e8 realizzata da Societ\u00e0 dei Concerti di Parma<\/p>\n\n\n\n<p>foto<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/23940a2ecf264e5ea6399a3105571ec2JYovRSaFv5eWOzZm-0.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"806\" data-id=\"87975\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/23940a2ecf264e5ea6399a3105571ec2JYovRSaFv5eWOzZm-0-1024x806.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-87975\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/23940a2ecf264e5ea6399a3105571ec2JYovRSaFv5eWOzZm-0-1024x806.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/23940a2ecf264e5ea6399a3105571ec2JYovRSaFv5eWOzZm-0-300x236.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/23940a2ecf264e5ea6399a3105571ec2JYovRSaFv5eWOzZm-0-768x604.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/23940a2ecf264e5ea6399a3105571ec2JYovRSaFv5eWOzZm-0-1536x1209.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/23940a2ecf264e5ea6399a3105571ec2JYovRSaFv5eWOzZm-0-2048x1611.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/23940a2ecf264e5ea6399a3105571ec2JYovRSaFv5eWOzZm-1.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"806\" data-id=\"87976\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/23940a2ecf264e5ea6399a3105571ec2JYovRSaFv5eWOzZm-1-1024x806.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-87976\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/23940a2ecf264e5ea6399a3105571ec2JYovRSaFv5eWOzZm-1-1024x806.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/23940a2ecf264e5ea6399a3105571ec2JYovRSaFv5eWOzZm-1-300x236.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/23940a2ecf264e5ea6399a3105571ec2JYovRSaFv5eWOzZm-1-768x604.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/23940a2ecf264e5ea6399a3105571ec2JYovRSaFv5eWOzZm-1-1536x1209.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/23940a2ecf264e5ea6399a3105571ec2JYovRSaFv5eWOzZm-1-2048x1611.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Sokolov-\u00a9Vico-Chamla.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" data-id=\"87977\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Sokolov-\u00a9Vico-Chamla-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-87977\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Sokolov-\u00a9Vico-Chamla-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Sokolov-\u00a9Vico-Chamla-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Sokolov-\u00a9Vico-Chamla-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Sokolov-\u00a9Vico-Chamla-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Sokolov-\u00a9Vico-Chamla-2048x1536.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>GRIGORY SOKOLOV In programma la Sonata n. 4 op. 7 e le Sei bagatelle, op. 126 di Ludwig van Beethoven [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-87973","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-sin-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/87973","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=87973"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/87973\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":87978,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/87973\/revisions\/87978"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=87973"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=87973"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=87973"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}