{"id":87998,"date":"2026-03-27T15:49:41","date_gmt":"2026-03-27T15:49:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=87998"},"modified":"2026-03-27T15:49:41","modified_gmt":"2026-03-27T15:49:41","slug":"dalle-immagini-di-hollywood-alle-macerie-di-minab-la-guerra-reale-che-trump-non-puo-nascondere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=87998","title":{"rendered":"Dalle immagini di Hollywood alle macerie di Minab: la guerra reale che\u00a0Trump\u00a0non pu\u00f2 nascondere"},"content":{"rendered":"\n<p>Domenico Maceri<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/descarga-5-1-1.jpeg\"><img decoding=\"async\" width=\"225\" height=\"225\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/descarga-5-1-1.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-87197\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/descarga-5-1-1.jpeg 225w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/descarga-5-1-1-150x150.jpeg 150w\" sizes=\"(max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><br>\u201c<strong>La guerra non \u00e8 un fottuto videogioco. La guerra non \u00e8 un fottuto videogioco. La guerra non \u00e8 un fottuto videogioco<\/strong>\u201d, ha&nbsp;ripetuto 3 volte in un tweet la senatrice&nbsp;democratica dell\u2019Illinois&nbsp;Tammy Duckworth. \u201c<strong>Sette americani sono morti<\/strong>\u201d. Oggi il numero \u00e8 pi\u00f9 alto. Almeno 13 militari americani hanno gi\u00e0 perso la vita nell\u2019escalation della guerra con l\u2019Iran, con molti altri feriti e il conflitto ancora in espansione.&nbsp;La Duckworth sa qualcosa in maniera diretta degli effetti della guerra. Nel 2004 un proiettile a propulsione (RPG) ha colpito l\u2019elicottero che lei pilotava durante il suo servizio in Iraq. La cabina di pilotaggio fu colpita provocando gravi ferite che le fecero perdere entrambe le gambe, causandole anche gravi danni al braccio destro.&nbsp;Quando&nbsp;\u00e8 stata diffusa la notizia del montaggio rilasciato dalla Casa Bianca che utilizzava scene tratte da Top Gun, Braveheart e Breaking Bad, mescolate con bombardamenti americani in Iran,&nbsp;la Duckworth era ovviamente e giustamente arrabbiata.<\/p>\n\n\n\n<p>Le parole dure e dirette di Duckworth contrastano nettamente con il tono proveniente dalla Casa Bianca. Mentre soldati americani muoiono e civili in tutto il Medio Oriente vengono sepolti, l\u2019amministrazione Trump invia messaggi suggerendo che la guerra \u00e8 un montaggio cinematografico senza conseguenze in cui gli americani ne escono vincenti. La guerra \u00e8 per\u00f2 reale. Si pensi al bombardamento della scuola elementare femminile Shajareh Tayyebeh nella citt\u00e0 iraniana di Minab. Indagini giornalistiche hanno trovato forti prove che un missile Tomahawk statunitense ha colpito nei pressi dell\u2019edificio durante attacchi contro una base navale vicina. L\u2019attacco ha ucciso circa 170 persone, in gran parte bambine, rendendolo uno degli episodi civili pi\u00f9 mortali del conflitto. Le immagini sono devastanti: aule crollate, bambini sepolti sotto il cemento, genitori che cercano tra le macerie gli zaini e le scarpe delle figlie.<\/p>\n\n\n\n<p>Rispondendo alle domande dei giornalisti Trump ha respinto ogni responsabilit\u00e0, affermando che \u201csono stati gli iraniani\u201d. Nel frattempo il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha dichiarato che il Pentagono sta ancora indagando. Questo divario tra negazione e indagine mostra una realt\u00e0 inquietante. La guerra produce fatti sul terreno pi\u00f9 velocemente di quanto i leader possano spiegarli \u2014 o accettarli. I civili muoiono, le responsabilit\u00e0 si confondono e la verit\u00e0 diventa un altro campo di battaglia.<\/p>\n\n\n\n<p>E la tragedia di Minab \u00e8 solo una parte di un bilancio umano molto pi\u00f9 ampio. In Iran parecchie migliaia di persone sono state uccise nei bombardamenti, con vittime distribuite in diverse citt\u00e0 colpite da attacchi contro basi militari e infrastrutture. I vertici del regime iraniano sono anche stati uccisi e persino l\u2019attuale leader Mojtaba Khamenei \u00e8 stato ferito. In Israele, i missili iraniani hanno provocato almeno una ventina di morti e centinaia di feriti tra i civili, colpendo citt\u00e0 e obiettivi strategici. In Libano il bilancio \u00e8 ancora pi\u00f9 pesante, con oltre mille morti nel contesto delle operazioni israeliane contro Hezbollah e dell\u2019allargamento del conflitto regionale.<\/p>\n\n\n\n<p>La guerra \u00e8 reale. Eppure Trump continua a descrivere il conflitto in termini di vittoria: vincere rapidamente, vincere decisamente, vincere in modo schiacciante. La sua retorica riduce spesso una complessa realt\u00e0 geopolitica a una narrazione semplice di vittoria e sconfitta, eroi e nemici, dominio e trionfo. I nemici vengono demonizzati, i risultati semplificati, le conseguenze minimizzate.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo linguaggio trasforma la guerra in qualcosa che assomiglia a un videogioco: premere un pulsante, lanciare un attacco, eliminare il nemico, dichiarare vittoria. La guerra non finisce quando un leader dice \u201cabbiamo gi\u00e0 vinto\u201d e non si ferma quando cambia la comunicazione politica. La guerra non si riavvolge quando muoiono civili o gli alleati esitano. La guerra \u00e8 caotica, imprevedibile e difficilmente controllabile.<\/p>\n\n\n\n<p>La crisi dello Stretto di Hormuz lo dimostra chiaramente. Dopo aver minacciato un\u2019azione militare decisiva e aver parlato di vittoria, l\u2019amministrazione ora parla di negoziati e possibili colloqui, riconoscendo implicitamente che il conflitto non pu\u00f2 essere acceso e spento come una console. Trump per\u00f2 continua a mandare messaggi contraddittori, a volte asserendo che gli iraniani vogliono negoziare e allo stesso tempo di avere gi\u00e0 la vittoria in tasca, esigendo una resa incondizionata.<\/p>\n\n\n\n<p>La storia dimostra che le guerre iniziano con sicurezza e finiscono con conseguenze imprevedibili. I leader promettono vittorie rapide, stabilit\u00e0 ma spesso trovano conflitti lunghi caratterizzati dal caos. Promettono sicurezza e producono pi\u00f9 violenza. Le parole di Duckworth tagliano il rumore perch\u00e9 ricordano una verit\u00e0 fondamentale: la guerra si misura in bare, non in titoli. Ogni soldato americano ucciso, ogni bambina iraniana sepolta, ogni civile israeliano ferito, ogni famiglia libanese sfollata \u00e8 la prova che la guerra non \u00e8 intrattenimento, non \u00e8 propaganda e certamente non \u00e8 un videogioco. \u00c8 realt\u00e0 \u2014 dura, irreversibile e spietata. E la realt\u00e0 non si cura di montaggi cinematografici o slogan trionfalistici. Conta solo i morti.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo informazioni del Wall Street Journal, Trump si sarebbe stancato della guerra e starebbe cercando una rampa per ripetere che avrebbe vinto e quindi tutto \u00e8 tornato normale. Ci\u00f2 spiegherebbe le frequenti dichiarazioni di Trump che gli iraniani sono ansiosi per negoziare, essendo, secondo lui, stremati e desiderosi di finire gli attacchi. In realt\u00e0 il problema risiede nell\u2019inaffidabilit\u00e0 di Trump. Da non dimenticare che fu proprio il 47esimo residente che durante il suo primo mandato stracci\u00f2 l\u2019accordo siglato da Barack Obama e l\u2019Iran. Chi garantisce agli iraniani che anche se un nuovo accordo venga firmato sar\u00e0 rispettato? Che garanzie chiederebbero gli iraniani considerando l&#8217;inaffidabilit\u00e0 di Trump?<\/p>\n\n\n\n<p><em><br>Domenico Maceri, PhD, \u00e8 professore emerito all\u2019Allan Hancock College, Santa Maria, California. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della National Association of Hispanic Publications.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Tutte l\u2019opinioni versati nel sito correspondono solo a chi la manifesta. Non e necessariamente l\u2019opinione della Direzione<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Domenico Maceri \u201cLa guerra non \u00e8 un fottuto videogioco. La guerra non \u00e8 un fottuto videogioco. 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