{"id":88076,"date":"2026-03-29T19:45:21","date_gmt":"2026-03-29T19:45:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=88076"},"modified":"2026-03-29T19:45:22","modified_gmt":"2026-03-29T19:45:22","slug":"tommaso-da-celano-il-primo-biografo-di-san-francesco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=88076","title":{"rendered":"Tommaso da Celano, il primo biografo di san Francesco"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Tommaso-da-Celano-dipinto.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"735\" height=\"1024\" data-id=\"88077\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Tommaso-da-Celano-dipinto-735x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-88077\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Tommaso-da-Celano-dipinto-735x1024.jpg 735w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Tommaso-da-Celano-dipinto-215x300.jpg 215w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Tommaso-da-Celano-dipinto-768x1070.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Tommaso-da-Celano-dipinto.jpg 960w\" sizes=\"(max-width: 735px) 100vw, 735px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Francesco-dAssisi.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"131\" height=\"243\" data-id=\"88078\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Francesco-dAssisi.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-88078\"\/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Gabriella-Izzi-Benedetti.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"533\" height=\"375\" data-id=\"88079\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Gabriella-Izzi-Benedetti.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-88079\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Gabriella-Izzi-Benedetti.jpg 533w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Gabriella-Izzi-Benedetti-300x211.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 533px) 100vw, 533px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p><em>di Gabriella Izzi Benedetti *<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><a><\/a> La personalit\u00e0 umana e culturale di <strong>Tommaso da Celano<\/strong>, strettamente legata alla figura di <strong>Francesco di Assisi<\/strong>, non si esaurisce in questo legame, poich\u00e9 Tommaso \u00e8 stato scrittore e poeta di pregio, un personaggio di notevole cultura. \u00c8 suo il famoso <em>Dies irae<\/em>, parte del <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Requiem\"><em>Requiem<\/em><\/a>, rito esequiale previsto dalla <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Messa_tridentina\">Messa tridentina<\/a>, inserito nella liturgia <em>Delle Ore<\/em>, musicato da Mozart, Verdi, Listz, Donizetti, Berlioz e tanti grandi della musica. Questa celebre <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Sequenza_(liturgia)\">sequenza<\/a> in <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Lingua_latina\">lingua latina<\/a> \u00e8 considerata la migliore composizione poetica <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Medioevo\">medievale<\/a>, con versi a <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Rima\">rima<\/a> baciata, il metro <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Trocheo\">trocaico<\/a>, tipico della poesia classica con il suo ritmo accentuativo fluido e incalzante. Altri inni liturgici sono stati da lui scritti, tra essi le sequenze <em>Sanctitatis nova signa<\/em>, basata sulle stimmate, la <em>Fregit victor<\/em>, in onore della Vergine.<\/p>\n\n\n\n<p>A <strong>Tommaso<\/strong> si \u00e8 rivolto <strong>Papa Gregorio IX<\/strong>, alla morte di <strong>Francesco<\/strong> nel 1226, perch\u00e9 ne stendesse biografia, che poi Tommaso ha ridotto e di nuovo modificato con aggiunte, in altre due versioni. L\u2019essere francescano lo ha portato a svolgere mansioni lontano da Assisi, in <strong>Germania<\/strong>. Il che \u00e8 indicativo, avendo la Germania, potenza di importanza politica incontrastata, anche a causa dei noti conflitti di supremazia fra Papato e Impero, da tempo concepito uno spirito critico verso la Chiesa di Roma, che \u00e8 sfociato infine nello scisma del 1517. Era dunque necessaria la presenza di personalit\u00e0 di indiscusso valore culturale e carismatico. Nel 1221 non part\u00ec da solo ma con i confratelli Giordano da Giano, Giovanni da Pian del Carpine e altri; si trattava della seconda missione dei frati minori in Germania guidata di nuovo da <strong>Cesario da Spira<\/strong>. A Tommaso vennero conferiti incarichi rilevanti, quale custode dei conventi di Magonza, Worms, Colonia e Spira; in seguito, quando Cesario da Spira rientr\u00f2 in Italia, divenne suo vicario per l\u2019intera provincia. Non sappiamo quanto tempo abbia dimorato in terra tedesca, ma quasi di sicuro era presente alla morte di Francesco nel 1226.<\/p>\n\n\n\n<p>Che fosse nobile \u00e8 lui stesso a dirlo nella prima biografia, <em>Vita beati Francisci,<\/em> comunemente detta<em> Vita prima, <\/em>quando scrive di aver fatto parte del gruppo di alcuni \u201clitterati viri et quidam nobiles\u201d che furono accolti alla Porziuncola da <strong>Francesco d\u2019Assisi<\/strong>. Come molti giovani, tra essi non ne mancarono di ricchi, nobili, colti, \u00e8 suggestionato dalla personalit\u00e0 carismatica di Francesco. La storia ci porta, attraverso i secoli, alla presenza di personalit\u00e0 trascinanti la cui proposta di vita e di pensiero crea delle rivoluzioni, investendo in ogni ambito che sia etico, politico, artistico, fisico, metafisico. Certamente la figura di Cristo \u00e8 il massimo storico, ma volendo rapportarci rigorosamente al nostro essere umani, personaggi come Socrate, <strong>Democrito<\/strong>, <strong>Aristotele<\/strong>, <strong>Platone<\/strong>, hanno indicato vie di pensiero sulle quali si fonda la nostra civilt\u00e0, <strong>Alessandro Magno<\/strong> ha modificato la mentalit\u00e0 del potere, <strong>Giulio Cesare<\/strong> trasformato l\u2019assetto politico romano e con esso ogni realt\u00e0 politica, <strong>Federico II<\/strong> <em>stupor mundi <\/em>espresso un modello culturale e politico di apertura straordinaria, <strong>Lorenzo il Magnifico<\/strong> illuminato il mondo con il suo amore per l\u2019arte e la vita. Gli esempi sono tantissimi, tra essi la ribellione radicale di <strong>Francesco<\/strong> figlio di Bernardone, \u00e8 stata un\u2019autentica deflagrazione.<\/p>\n\n\n\n<p>La Chiesa stava vivendo momenti difficili, sempre pi\u00f9 lontana dalla purezza delle origini. Le si rimproveravano l\u2019accumulo di ricchezze, la simonia, il disinteresse verso gli umili. I diversi movimenti di protesta come quella dei <strong>catari<\/strong> (o albigesi), dei <strong>valdesi<\/strong>, assunsero dimensioni cos\u00ec accese di contrasto che vennero perseguitati e scomunicati. C\u2019erano anche a monte motivi politici, i rapporti con i liberi Comuni, ma andremmo troppo lontano. L\u2019illuminazione di <strong>Francesco<\/strong> fu quella di voler purificare la Chiesa istituzionale, accettandola, una sorta di disintossicazione dell\u2019organismo ecclesiastico. Francesco, ricchissimo ma non nobile, aspirava al cavalierato che alla nobilt\u00e0 si affiancava, e c\u2019erano tutti i presupposti per ottenerla in breve. La sua fu un\u2019illuminazione all\u2019incontrario, che gli rivoluzion\u00f2 la vita, com\u2019 \u00e8 accaduto per grandi personaggi della Chiesa, pensiamo a <strong>Paolo di Tarso<\/strong>, a <strong>Camillo de Lellis<\/strong>; conversione improvvisa, irreversibile. La radicale rinuncia a ogni bene ag\u00ec sull\u2019animo dei migliori, pi\u00f9 generosi, che trovarono nel gesto un obiettivo, un ideale, un riscatto. I giovani sono spesso protestatari per quella voglia di sovvertire stagnazioni, andare oltre compromessi e comode acquiescenze, supportati da una cultura che crea mentalit\u00e0 critica. E accorsero, furono l\u2019asse portante di questa visione per molti utopistica.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tommaso da Celano<\/strong>, (in provincia de L\u2019Aquila), era nato nei primi anni del 1190 e secondo alcune fonti figlio dei conti Berardo e Margherita Gualtieri. Quasi certamente imparentato con i Conti da Celano e de\u2019 Marsi, il cui castello oggi \u00e8 denominato Piccolomini, poich\u00e9 nel XV secolo venne trasformato in palazzo residenziale dal nipote di Papa Pio II, <strong>Antonio Todeschini Piccolomini<\/strong>, nominato dal re di Napoli Ferrante d\u2019Aragona conte di Celano nel 1463. I <strong>Piccolomini<\/strong>, come i Medici, i Tornaquinci e altri nobili toscani sono stati molto presenti in <strong>Abruzzo<\/strong>, anche con domicili, essendo l\u2019Abruzzo una fonte lanaria e casearia tra le pi\u00f9 ricche e apprezzate. Significativa \u00e8 la coincidenza che il primo di una serie di viaggi di Francesco in Abruzzo sia avvenuto appunto nel 1215 e si ripet\u00e9 nel 1216. Ospite dei conti di Celano, del conte Riccardo al quale Francesco predisse una prossima fine ma anche la salvezza dell\u2019anima. Riccardo, miscredente, si convert\u00ec e in quel breve tempo di vita rimase legato in amicizia con Francesco.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019episodio \u00e8 raffigurato da <strong>Giotto<\/strong> presso la Basilica di Assisi. Il rapporto con la famiglia dei <strong>Conti di Celano<\/strong> proseguir\u00e0, un\u2019ampolla del sangue delle stimmate di Francesco sar\u00e0 loro donata da Tommaso, dato storico indiscusso; sar\u00e0 esposta nella splendida Chiesa dedicata al Santo, fatta erigere dai Conti, in <strong>Castelvecchio Subequo<\/strong>. Covella,<strong> discendente di Riccardo, donna di grande cultura e intelligenza, ebbe come amico e confidente il soldato santo <\/strong><strong>Giovanni da Capestrano<\/strong><strong>; a lui <\/strong>doner\u00e0 dei terreni in <strong>Capestrano <\/strong>per costruirvi un c<strong>onvento francescano. C<\/strong>ommissioner\u00e0 al pittore veneziano <strong>Bartolomeo Vivarini<\/strong> un ritratto del Santo, oggi parte della collezione del <strong>Louvre. <\/strong><strong>San Francesco<\/strong><strong> si ferm\u00f2 presso il<\/strong> <strong>Castello di <\/strong><strong>Gagliano Aterno<\/strong> in un suo viaggio in Abruzzo e per questo Covella amava abitarvi. Oggi Francesco, oltre che patrono d\u2019Italia, degli animali, dei poeti e dei commercianti, \u00e8 il patrono del parco nazionale Sirente Velino.<\/p>\n\n\n\n<p>La presenza di <strong>Francesco<\/strong> in Abruzzo negli anni 1221 e \u201922 \u00e8 legata a miracoli, il pi\u00f9 noto dei quali \u00e8 il Miracolo dell\u2019Acqua, avvenuto a <strong>Gagliano Aterno<\/strong> dove una donna di nome Maria viveva in zona arida; quasi cieca, chiese l\u2019intercessione del santo perch\u00e9 l\u2019aiutasse a trovare una fonte a lei vicina. Fece un sogno che le indicava il luogo; scavando nel terreno, trov\u00f2 una sorgente. Non solo scatur\u00ec l\u2019acqua, ma attraverso essa riacquist\u00f2 la vista. In quel luogo, divenuto a lungo oggetto di culto, sorse l\u2019oratorio di San Francesco. Attualmente il <em>Cammino di San Francesco<\/em> \u00e8 il tratto che ripercorre i luoghi abruzzesi da lui attraversati; ha una lunghezza di circa 100 km, parte da L\u2019Aquila e attraverso 12 tappe giunge a <a href=\"https:\/\/www.visitareabruzzo.it\/confetti-di-sulmona-perche-sono-cosi-famosi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Sulmona<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tommaso<\/strong> nel 2015 diverr\u00e0 parte dell\u2019<em>Ordo Fratrum Minorum<\/em>, secondo la denominazione data dallo stesso <strong>Francesco<\/strong>, il quale sar\u00e0 il primo ad intendere il termine \u201cfratello\u201d in senso monastico e <em>minorum<\/em>, l\u2019idea di servizio verso la comunit\u00e0. Tommaso sar\u00e0, come detto, il primo e il pi\u00f9 importante agiografo di Franceso, e questo la dice lunga riguardo alla stima di cui godeva presso il Papa e la Curia. Avevano coscienza non solo della cultura, ma della capacit\u00e0 acquisita in ambito diplomatico europeo di conciliare le idee e gli umori contrastanti dei frati francescani, di intercettare le esigenze di un Ordine monastico oramai presente in tutta Europa.<\/p>\n\n\n\n<p>Le importanti agiografie di <strong>Tommaso<\/strong>, alle quali dedic\u00f2 decenni della vita, hanno una storia piuttosto travagliata. La prima, <em>Vita beati Francisci<\/em>, completata nel 1229 venne approvata ufficialmente da <strong>Gregorio IX<\/strong> che gi\u00e0 da quando era Cardinale di Ostia aveva sostenuto l\u2019opera di <strong>Francesco<\/strong>. Il testo \u00e8 diviso in tre parti: nella prima \u00e8 condensata la vita di Francesco fino al 1224; nella seconda ci si sofferma sui due anni precedenti la morte; nella terza si parla della canonizzazione avvenuta nel 1228 e dei miracoli, anche se su questi Tommaso insiste poco poich\u00e9 il suo messaggio \u00e8 piuttosto legato all\u2019idea di un esempio da seguire; intende proporre la visione del Santo all\u2019interno di un processo di salvazione della Chiesa, imperniato sulla <em>minoritas<\/em>, sottomissione alla volont\u00e0 divina e alla gerarchia ecclesiastica.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Francesco <\/strong>\u00e8 il tramite che la volont\u00e0 divina ha scelto per realizzare il progetto. Non a caso il dono delle stimmate. Ma l\u2019opera cre\u00f2 disagio per la complessit\u00e0 e lunghezza; non tutti erano in grado di comprenderlo e il Generale dell\u2019Ordine del momento <strong>Elia da Cortona<\/strong>, uno dei frati pi\u00f9 legati a Francesco, intorno al 1230 preg\u00f2 Tommaso di farne un testo ridotto, per uso interno all\u2019Ordine.Nacque cos\u00ec la<em> Vita beati patris nostri Francisci&nbsp;<\/em>che non \u00e8 solo un riepilogo della precedente: altri miracoli si erano aggiunti e altri dettagli sulla vita del santo erano stati rivelati. Ma non era finita; intorno al 1244 il generale dell\u2019Ordine <strong>Crescenzio da Iesi<\/strong> accolse il desiderio di quanti frati, avendo conosciuto Francesco, si erano sentiti defraudati per non aver fornito la propria testimonianza, a scriverne. Tutto il materiale pervenuto fu affidato a <strong>Tommaso<\/strong> che si mise di nuovo all\u2019opera pubblicando nel 1247 la<em> Vita secunda. <\/em>Non intendeva Tommaso sostituire le opere precedenti ma completarle. E non \u00e8 tutto perch\u00e9 secondo studi recenti tra il 1250 e il 1253 Tommaso redasse una seconda versione della <em>Vita secunda<\/em> che attenua le critiche verso alcune digressioni dei frati riguardo all\u2019osservanza della regola, e soprattutto correda il testo con la sezione,&nbsp;<em>Tractatus de miraculis<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tommaso<\/strong>, oltre alla vita di San Francesco si occup\u00f2 di redigere il testo agiografico su Santa Chiara canonizzata nel 1255: la <em>Legenda sanctae Clarae virginis.<\/em> La grande fatica di Tommaso venne annullata dalla decisione del generale dell\u2019Ordine dei Frati Minori, di far redigere un\u2019ulteriore vita del santo di Assisi, intorno al 1258, a <strong>Bonaventura da Bagnoregio<\/strong>, al secolo Giovanni Fidanza, canonizzato da papa Alessandro IV, personalit\u00e0 di spicco nel mondo intellettuale francescano, docente presso la Sorbona di Parigi. Bonaventura rielaborer\u00e0 le<em> Vite<\/em> di Tommaso e tutto il materiale da cui erano state tratte le sue opere, come la <em>Leggenda dei tre compagni<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Sceglier\u00e0 cosa dire e cosa togliere in base alla sua ottica, lontana da quella esemplarit\u00e0 quotidiana di chi aveva camminato a fianco di <strong>Francesco<\/strong>, che oramai era divenuto mito, icona. Una distanza che rendeva la figura di Francesco irraggiungibile, giustificando in certo qual modo la pluralit\u00e0 in cui era venuto a frammentarsi l\u2019Ordine; facendo opera abile di assimilazione di ci\u00f2 che \u00e8 alla base del francescanesimo: fraternit\u00e0, povert\u00e0, amore per tutte le creature. Non \u00e8 dunque <strong>Francesco<\/strong> da imitare nella sua radicalit\u00e0, n\u00e9 indagarne i risvolti pi\u00f9 usuali, ma proiettarlo in un\u2019ottica di eccezionalit\u00e0. Il testo,<em> Legenda Maior <\/em>(dove Legenda \u00e8 accezione latina \u201cda leggere\u201d) segue la <em>Legenda Minor<\/em>, scritta come lettura corale dei frati durante l\u2019ottava della festa di san Francesco (come era avvenuto per la <em>Vita prima<\/em> di Tommaso ridotta anch\u2019essa ad uso della lettura corale).<\/p>\n\n\n\n<p>Il Capitolo generale di Pisa approva nel 1263 il testo di <strong>Bonaventura<\/strong>. A questo punto si decide, in realt\u00e0 \u00e8 Bonaventura a deciderlo quale Generale dell\u2019Ordine, di distruggere tutte le opere di <strong>Tommaso da Celano<\/strong>. L\u2019agiografia di Bonaventura dovr\u00e0 essere l\u2019unica. Si d\u00e0 ordine a tutti i monasteri di eliminare quanto \u00e8 stato scritto da Tommaso, andare presso monasteri che siano domenicani, benedettini e non solo, insomma tutti, sottrarre i libri dalle biblioteche e bruciarli. Perfino il compendio di Tommaso ad uso corale viene distrutto non corrispondendo pi\u00f9, secondo l\u2019ottica di Bonaventura e del Capitolo generale di Narbona, all&#8217;immagine che del proprio fondatore l&#8217;Ordine francescano era venuto ad assumere. Insomma Tommaso ha il demerito di esser autore di ritratti troppo umani del Santo. Inoltre viene accusato di parteggiare per l&#8217;ala spirituale dell&#8217;ordine.<\/p>\n\n\n\n<p>Lentamente, con la sparizione di quanti lo avevano conosciuto e letto, la figura di <strong>Tommaso<\/strong> scompare. Una vera e propria <em>damnatio memoriae.<\/em> Delle opere si perde ogni traccia. Nei secoli successivi alcuni storiografi recuperano stralci da codici sparsi. Rimangono di lui il<em> Dies irae<\/em> che continua a essere cantato nella liturgia, e qualche opera che non riguarda San Francesco.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nella seconda met\u00e0 del \u2018700 alcune scoperte sono state fondamentali. Nel 1768 viene ritrovata la cosiddetta<em> Vita prima di Francesco<\/em> in uno sperduto convento che forse non \u00e8 stato raggiunto dal <em>dicta<\/em>t del Capitolo generale di Pisa, o forse ha trovato frati dissidenti e disobbedienti. Incomincia una ricerca e ne spuntano altre; della <em>Vita prima e<\/em> della <em>Vita secunda<\/em> a tutt\u2019oggi ne saranno riemerse circa 40. Recentissima la scoperta, nel 2015, da parte dello studioso <strong>Jacques Dalarun<\/strong> di un codice messo all\u2019asta negli Stati Uniti. Dalarun che gi\u00e0 nel 2007 aveva rinvenuto un testo di <strong>Tommaso<\/strong>, da lui denominato <em>Leggenda umbra<\/em>, pubblicato intorno al 1238, a suo parere frammento di un lavoro pi\u00f9 ampio come infatti si \u00e8 visto in seguito, intuisce l\u2019importanza del codice e lo fa acquistare per la Biblioteca Nazionale di Parigi.<\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019interno pagine consunte e prive di copertina, probabilmente tenute in tasca da un frate, appartengono a un compendio dal titolo <em>Vita beati patris nostri Francisci<\/em> e che sia opera di <strong>Tommaso<\/strong> si evince dall\u2019incipit del testo dedicato al Generale dell\u2019ordine:<em> \u201cAl venerabile e reverendo padre frate Elia, Ministro Generale dei Frati Minori. La Vita del gloriosissimo padre nostro Francesco che, per ordine del signor Papa Gregorio, ma istruito da te, padre, da un certo tempo gi\u00e0 ho composto in un\u2019opera pi\u00f9 completa, a causa di quelli che le rimproverano, forse a ragione, la moltitudine delle parole, su tuo ordine ora l\u2019ho sintetizzata in un opuscolo pi\u00f9 breve e ho procurato di scrivere in un discorso succinto almeno le cose essenziali e alcune cose utili, omettendo le pi\u00f9<\/em>\u201d. I compendi in genere erano usati ad un uso interno all\u2019Ordine dei Frati Minori.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli studi proseguono e molto impegnato su <strong>Tommaso<\/strong> \u00e8 un gruppo di francescani del Convento di San Berardino da Siena. Ultimamente un documentario cinematografico del senese <strong>Matteo Vanni<\/strong>, \u201cParola di Tommaso\u201d, contribuisce non poco alla ritrovata visibilit\u00e0 dell\u2019opera e della personalit\u00e0 di questo personaggio abruzzese. Negli ultimi anni Tommaso visse in <strong>Abruzzo<\/strong>, con un ministero un po\u2019 defilato dagli incarichi istituzionali, fu padre spirituale e confessore delle suore clarisse del monastero di S. Giovanni di Val di Varri. La data di morte \u00e8 avvenuta il 4 ottobre 1260 o per alcuni il 1265, lo stesso giorno in cui mor\u00ec Francesco d\u2019Assisi. Acclamato subito beato dalla popolazione, \u201cbeato di popolo\u201d, non fu contestata l\u2019attribuzione dalla Curia romana, ma a tutt\u2019oggi non ufficializzata. Se ne celebra comunque la ricorrenza il 4 ottobre. Il suo corpo \u00e8 rimasto nel monastero di San Giovanni di Val di Varri fino al 1516; poi i frati minori di Tagliacozzo ne hanno accolto le spoglie nella Chiesa di san Francesco, a testimonianza dello sviluppo di una forma di culto presente nella memoria minoritica dell\u2019Ordine.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci si augura che la richiesta da tempo fatta a esponenti del Vaticano, che <strong>Tommaso<\/strong> venga ufficialmente beatificato, vada in porto, non fosse altro che per ripagarlo di una ingiustizia secolare che lo ha condannato all\u2019oblio, nonostante una vita dedicata ad attualizzare la proposta di pensiero del Santo e suggerirla come stile di vita alla cristianit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><em>*Presidente della Societ\u00e0 Vastese di Storia Patria<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Gabriella Izzi Benedetti * La personalit\u00e0 umana e culturale di Tommaso da Celano, strettamente legata alla figura di Francesco [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[42],"tags":[],"class_list":["post-88076","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-religion"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/88076","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=88076"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/88076\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":88080,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/88076\/revisions\/88080"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=88076"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=88076"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=88076"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}