{"id":88418,"date":"2026-04-06T10:33:28","date_gmt":"2026-04-06T10:33:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=88418"},"modified":"2026-04-06T10:33:29","modified_gmt":"2026-04-06T10:33:29","slug":"idolatrare-pasolini-e-altri-dimenticando-giuseppe-berto-carlo-mazzantini-marcello-gallian-francesco-grisi-cesare-pavese-si-puo-povera-patria-mia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=88418","title":{"rendered":"Idolatrare Pasolini e altri dimenticando Giuseppe Berto Carlo Mazzantini Marcello Gallian Francesco Grisi Cesare Pavese&#8230;Si pu\u00f2? Povera Patria mia\u2026"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1000219261.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1000219261-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-88419\" style=\"width:278px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1000219261-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1000219261-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1000219261-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1000219261-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1000219261-1536x1536.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1000219261-2048x2048.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em>Pierfranco Bruni*<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Letteratura e ideologia nel tempo presente. Conformismo e mancanza di coraggio. Dimenticando Giuseppe Berto Carlo Mazzantini Marcello Gallian Francesco Grisi Berto Ricci&#8230; Uno dei maestri del Novecento letterario resta Cesare Pavese. Procedo in modo a-sistematico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 Pavese? Subito detto. Pavese non am\u00f2 Primo Levi. L&#8217;intoccabile Primo Levi. Ma non am\u00f2 neppure Italo Calvino. Fu ripagato da Pasolini riscoperto dalla destra istituzionale che consider\u00f2 Pavese uno scrittore provinciale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>-Vi spiego<\/p>\n\n\n\n<p>Pavese-Primo Levi tra mito, testimonianza e critica al realismo dominante. Cesare Pavese si rifiut\u00f2 di pubblicare il libro di Primo Levi:&nbsp; \u201cSe questo \u00e8 un uomo\u201d all\u2019interno della collana di narrativa, poich\u00e9 lo riteneva un libro di cronaca. Una mera cronaca senza letteratura. Non lo ha mai considerato un romanzo. Soltanto dopo la morte di Pavese venne pubblicato dalla Einaudi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Discutiamo dunque di letteratura del Novecento. Nel segno non solo della rilettura di quella storia che ci \u00e8 stata imposta dai testi scolastici e universitari. Testi completamente affidati a modelli ideologici. Di discussione nel corso di questi anni ne abbiamo fatte tante, ma ci sono responsabilit\u00e0 sia istituzionali che di metodologia applicata alla pedagogia. La vera storia della letteratura italiana del Novecento non \u00e8 quella che si fa studiare nei libri di testo \u2013 scuola superiore e universit\u00e0. \u00c8 una letteratura \u201cgestita\u201d politicamente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 volte sono entrato nel merito di ci\u00f2.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Certo. Ma leggete un po\u2019 i contemporanei: da Tondelli a Sanguineti (per risalire indietro e non ridiscendere) dall\u2019autore di \u201cGomorra\u201d a tutta una letteratura in odore di non letteratura vera.<\/p>\n\n\n\n<p>Nota dolente continuare a considerare grande scrittore Primo Levi. Considerare Pasolini un grande. E gli scrittori veri?<\/p>\n\n\n\n<p>Ma scusate: cosa hanno a che fare Pasolini e Mishima? Elogio alla non conoscenza!<\/p>\n\n\n\n<p>-Invece di fare un&#8217;operazione intelligente su Papini Pavese Grisi Deledda Berto&#8230; Cosa si fa? Si riscopre Pasolini&#8230; Dio mio che ignoranza<\/p>\n\n\n\n<p>Sfido a trovare pagine su Giuseppe Berto, su Marcello Gallian, su Francesco Grisi, Diego Fabbri, Antonio Barolini, Ignazio Silone&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Poi, la nota dolente \u00e8 quella di continuare a considerare \u201cgrande\u201d scrittore Primo Levi. Pagine di testimonianza e nient\u2019altro. I suoi scritti non superato la testimonianza umana ma la letteratura ha una griglia simbolica e di \u201cpensiero\u201d di altra natura.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 il caso Moravia \u00e8 ben altra faccenda. Un narratore e non uno scrittore. Molta subordinazione agli schemi calviniani. Un Italo Calvino che diventa scrittore in \u201cPalamar\u201d in \u201cSe un viaggiatore\u2026\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E prima? Ma niente di nuovo dopo Pavese. Pavese \u00e8 la centralit\u00e0 di un Novecento di mezzo con una straordinaria valenza poetica e letteraria, ma non certamente quel Pavese antologizzato nei testi scolastici. L\u2019antirealista Pavese \u00e8 soprattutto lo scrittore che non accett\u00f2 la Resistenza n\u00e9 come modello politico e tanto meno come espressione letteraria. Pavese \u00e8 il mito e l\u2019alchimia nella storia ma \u00e8 anche lo scrittore che condanna chiaramente il comunismo e i risvolti di una Resistenza assassina (\u201cDialoghi con Leuc\u00f2\u201d e la \u201cCasa in collina\u201d sono il manifesto dell\u2019antiresistenza. Semplice constatare ci\u00f2. Basta leggerlo con serenit\u00e0 e non antologizzarlo con giustificazioni banali.<\/p>\n\n\n\n<p>-Lezioni di un realismo come vera forma di arte? Errore<\/p>\n\n\n\n<p>Ma se Pavese \u00e8 lo scrittore di mezzo del Novecento, che sostanzialmente spacca le visioni ideologiche, Corrado Alvaro \u00e8 lo scrittore delle \u201cmemorie sommerse\u201d che fa iniziare il suo percorso letterario, proprio nei primi anni del Novecento, con \u201cL\u2019uomo nel labirinto\u201d. Siamo a livelli alti e non nella mediocre cronaca di un Primo Levi o nella superbia visione stilistica di Italo Calvino, che tutto deve al Pavese della coerenza, dello stile, dell\u2019autenticit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Alvaro e Pavese avevano dietro dimensioni robuste: da una parte una visione musiliana e kafkiana e dall\u2019altra la lezione eliadiana e vichiana ben ancorate alla tradizione letteraria e non ideologica. Bisogna rivendicare la letteratura vera e spogliarla dalla frenesia di un gramscismo che proviene da lezioni sovietiche di un realismo come vera forma di arte. Pavese \u00e8 distante da ci\u00f2, come lo \u00e8 Alvaro, come lo \u00e8 Berto, come lo sono i contemporanei alti: Sgorlon e Bevilacqua. Qual pu\u00f2 essere il ragionamento applicato nel centralizzare testimoni di scrittura come Primo Levi e non dare la giusta considerazione a veri scrittori come Giuseppe Berto?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Mi devono spiegare perch\u00e9 si focalizza l\u2019attenzione, il pi\u00f9 delle volte, sulle contraddizioni di Sartre defilando in un paracadute Camus. Ci vogliono ragionamenti critici e non teatralizzazioni consociative. Ma sul versante cattolico&nbsp; si sono resi conto che la storia della letteratura dimentica Diego Fabbri, Mario Pomilio, Francesco Grisi, Ignazio Silone del \u201cCelestino V\u201d, e pi\u00f9 avanti Saviane, Salvalaggio, Battaglia? Si ha il coraggio di leggere e proporre Giuseppe Berto (l\u2019autore de \u201cIl male oscuro\u201d e di \u201cAnonimo veneziano\u201d oltre che della \u201cGloria\u201d) senza lasciarsi condizionare dal suo libro \u201cGuerra in camicia nera\u201d? Non ci credo. Si ha il coraggio di proporre Pavese come egli stesso ha scritto nella pagina introduttiva a \u201cDialoghi con Leuc\u00f2\u201d, ovvero di non essere uno scrittore realista?<\/p>\n\n\n\n<p>-Generazioni di maestri (pochi) e di mediocri (molti)<\/p>\n\n\n\n<p>Si ha il coraggio di penetrare Calvino ponendosi davanti ad una lezione di letteratura marxista anche quando cerca di introdurci nella fiaba o nelle sue interpretazioni \u201camericane\u201d, che non offrono alcuna originalit\u00e0 e innovazione dopo le lezioni critiche debenettiane? Ci vuole coraggio e capacit\u00e0 anche nel tentare di sfidare luoghi conformati e conformistici. Primo Levi. Non mi dice nulla. Continuo a rileggere Giuseppe Berto. Non consiglio Italo Calvino perch\u00e9 \u00e8 solo retorica letteraria. Rileggo i maestri come Pavese e Alvaro. Si pu\u00f2 andare oltre. Ma prima bisogna lavorare epoche sugli scrittori e sui testi degli scrittori e non su indicazioni di terza mano. Bisogna spenderci una vita per potere essere certi di un pensiero e attraversare generazioni di maestri (pochi) e di mediocri (molti). Io non smetto di tenere tra le mie mani il Camus de \u201cLo straniero\u201d e di cestinare il Sartre de \u201cLa nausea\u201d. Convinto sempre che la confessione pu\u00f2 diventare un genere letterario (Maria Zambrano), ma nella confessione ci deve essere il mistero dell\u2019arte. Bisogna ritornare alla letteratura vera, alla letteratura degli scrittori e non dei testimoni come Pasolini&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Pavese aveva perfettamente ragione. Il nostro tempo ha torto.<\/p>\n\n\n\n<p>*Presidente Centro Studi e Ricerche Francesco Grisi&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pierfranco Bruni* Letteratura e ideologia nel tempo presente. Conformismo e mancanza di coraggio. 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