{"id":8884,"date":"2019-12-13T18:07:38","date_gmt":"2019-12-13T18:07:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=8884"},"modified":"2019-12-13T18:07:38","modified_gmt":"2019-12-13T18:07:38","slug":"un-genio-dello-spettacolo-dietro-il-divino-pittore-a-cinquecento-anni-dalla-morte-un-quasi-inedito-risvolto-di-vita-di-raffaello-sanzio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=8884","title":{"rendered":"Un genio dello spettacolo dietro il divino pittore &#8211; A cinquecento anni dalla morte, un quasi inedito risvolto di vita di Raffaello Sanzio"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-8884 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=8885'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/1-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=8886'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/2-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=8887'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/3-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=8888'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/4-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=8889'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/5-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=8890'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/6-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=8891'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/7-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p>Un genio dello spettacolo dietro il divino pittore<br \/>\nA cinquecento anni dalla morte, un quasi inedito risvolto di vita di Raffaello Sanzio<\/p>\n<p>di Errico Centofanti<\/p>\n<p>19 Marzo, prima Domenica di Quaresima dell\u2019anno 1514: una giornata che di per s\u00e9 niente esibisce di straordinario nel corso della storia universale e che tuttavia straordinaria lo \u00e8 in grazia d\u2019un evento dal quale venne calamitata l\u2019infervorata attenzione di tutti i romani. La citt\u00e0 dei Papi aveva riconquistato, dopo un millennio, il ruolo di capitale del mondo. Giusto un anno prima, sul trono lasciato vacante da Giulio II era subentrato Leone X, un Papa che sarebbe stato anch\u2019egli illustre non tanto in ragione della prestigiosa genealogia, essendo figlio di Lorenzo il Magnifico, quanto invece per la magnificenza artistica e culturale da lui infusa nel rifiorente fulgore di Roma.<\/p>\n<p>Da due anni, Michelangelo aveva completato il titanico affresco della volta nella Cappella Sistina. Leonardo, al culmine della gloria, si accingeva a trascorrere in Vaticano una sorta di biennio sabbatico prima d\u2019andarsene a chiudere in Francia la sua avventura terrena. Bramante, ormai all\u2019ultimo mese di vita, lasciava il timone della Fabbrica di San Pietro a Raffaello, che l\u2019assommava alla sovrintendenza ai palazzi vaticani e all\u2019urbanistica romana nonch\u00e9 alla creazione dei capolavori dipinti nelle Logge e nelle Stanze della residenza papale. Machiavelli e Guicciardini erano nella pienezza della creativit\u00e0. Ariosto aveva davanti una ventina di mesi per finire di scrivere l\u2019Orlando Furioso. Martin Lutero cominciava a ragionare intorno alle Novantacinque Tesi che di l\u00ed a tre anni avrebbero innescato la Riforma Protestante.<\/p>\n<p>Era trascorso quasi un quarto di secolo da quando Colombo aveva scoperto l\u2019America, mentre da quattro anni era in atto l\u2019immensa vergogna europea del gran commercio di schiavi che nell\u2019arco di quatto secoli avrebbe visto il trapianto forzato nelle colonie americane di oltre dieci milioni di africani. Insomma, nel 1514 si era nel vivo di quel torno di tempo che gli storici eleggono a culla della modernit\u00e0. E simbolo della modernit\u00e0, anzi delle meraviglie portate con s\u00e9 dalla modernit\u00e0, in quella Domenica di Marzo a Roma, fu Annone, l\u2019elefante albino che Manuel I, re del Portogallo, aveva fatto arrivare a Lisbona dall\u2019isola di Ceylon per poi mandarlo in dono a Papa Leone X.<\/p>\n<p>Raffaello e il bel vivere<br \/>\nDi elefanti a Roma non se ne vedevano da pi\u00fa d\u2019un millennio. Mirabolanti racconti tramandavano la memoria dei pachidermi che per i cartaginesi di Annibale erano state terrifiche macchine da guerra nel vano tentativo di aprirsi la strada verso il Campidoglio. E memoria c\u2019era pure dei tanti elefanti che, nei secoli dei fasti imperiali, avevano entusiasmato gli anfiteatri. Trovarsene adesso uno davanti, in tutta la sua aggraziata massa semovente, suscitava inedite emozioni e inusitate acclamazioni. Addobbato con nappe e gualdrappe intessute di porpora e oro, Annone avanzava maestoso recando sulla groppa un turrito fortilizio d\u2019argento che attraverso porte e finestre spalancate esibiva strepitosi pezzi d\u2019oreficeria insieme con vesti liturgiche tempestate di perle e sfavillanti pietre preziose. Centinaia di prelati, dignitari, ambasciatori e guardie svizzere, tutti nei loro pi\u00fa sontuosi vestimenti, accompagnavano Annone e i someggiati carichi di altri ricchissimi donativi, mentre da un profluvio di trombe e tamburi, in uno con le campane di tutte le chiese e le cannonate dell\u2019artiglieria papale, si spandeva verso il cielo un ben concertato fragore.<\/p>\n<p>Il corteo, descritto dai cronisti dell\u2019epoca come qualcosa di mai visto prima, impieg\u00f2 diverse ore per avanzare da Piazza del Popolo fino a Castel Sant\u2019Angelo, dalla cui loggia il Papa era in attesa. Manuel mandava e esibiva pubblicamente doni faraonici nella speranza d\u2019ottenere grandiosi privilegi per la sua politica coloniale. Leone apprezz\u00f2 e contraccambi\u00f2 largamente, ma fu sopra tutto ammaliato da Annone, che volle integrato a tutti gli effetti nella famiglia pontificia. Gli fece costruire una ben attrezzata residenza di 130 mq nel cortile del Belvedere. Ne nomin\u00f2 custode uno dei dignitari pi\u00fa in vista e apprezzati del Vaticano: Giovanni Battista Branconio, orafo pontificio, numismatico pregiatissimo e protonotario apostolico.<\/p>\n<p>Cos\u00ed, l\u2019elefante bianco, s\u00fabito assurto a beniamino dei romani, divent\u00f2 lo strepitoso fulcro dei cortei papali e delle processioni solenni che Papa Leone, volentieri e frequentemente, promuoveva a maggior gloria della propria popolarit\u00e0. Quegli avvenimenti dispiegati lungo le strade di Roma erano veri e propri spettacoli semoventi, che con le loro centinaia di fastosi personaggi e gli innumerevoli diversivi di contorno suscitavano l\u2019appassionata ammirazione popolare. Tutto ci\u00f2, ovviamente, comportava meticolose fasi preparatorie e una mai ripetitiva creativit\u00e0 progettuale: le linee d\u2019indirizzo erano personale emanazione di Leone X, l\u2019apparato organizzativo faceva capo al Cardinale Innocenzo Cybo, responsabile degli eventi speciali vaticani, mentre alla guida di quella che oggi definiremmo regia c\u2019erano Raffaello e Branconio, inseparabili amici e quotidiani protagonisti della pi\u00fa elegante mondanit\u00e0.<\/p>\n<p>Cybo, nipote del defunto Papa Innocenzo VIII per parte paterna e di Lorenzo il Magnifico per parte materna, non era di certo un raffinato intellettuale come il Papa regnante. Infatti, Leone X, che esigeva ovunque e comunque eleganza e creativit\u00e0, a Cybo, del quale apprezzava i servigi da traffichino e simposiarca ma non la debordante grossolanit\u00e0, aveva imposto di lasciarsi sovrintendere proprio da due fidatissimi esteti quali Raffaello e Branconio. Comunque, quei quattro (Papa Leone, Raffaello e Branconio, tutti trentenni, e l\u2019ancora ventenne Cybo) erano impenitenti buontemponi, che, in aggiunta alle raffinate fantasmagorie cerimoniali, non esitavano nel condividere la passione per le sfrenatezze del bel vivere e per il concertare beffe e bizzarrie, talvolta pesanti, in danno di altre personalit\u00e0 della curia vaticana. Raffaello, per\u00f2, fu l\u2019unico, tra i quattro, che avrebbe assicurato a s\u00e9 stesso vita eterna in quanto, come dice Vasari, \u00abnessuno gi\u00e0 mai pi\u00fa di lui nella pittura valente\u00bb. E unico fu pure per tutte le altre sue prodigiose doti creative, tra le quali quelle di architetto e gran talento teatrale.<\/p>\n<p>Raffaello scenografo<br \/>\n\u00abAmici miei, diamoci da fare. Giovanni, tu prendi un capo di questo canapo e va\u2019 a metterti in piedi al centro del palcoscenico. L\u2019altro capo lo terr\u00e0 Battista. Lui resta seduto in prima fila, dove gi\u00e0 sta. Adesso, tutt\u2019e due tendete il canapo alla perfezione e tenetene i capi esattamente all\u2019altezza degli occhi di ciascuno di voi. Statevene fermi cos\u00ed per quel poco di tempo che a Giulio e Antonio serve per annotare le misure\u00bb.<\/p>\n<p>Queste parole, sebbene non ne esista traccia documentale, \u00e8 del tutto verosimile che somiglino assai a quelle pronunciate per davvero da Raffaello nel corso d\u2019una gelida mattinata del Gennaio 1519.<br \/>\nGli interlocutori erano Giovanni Battista Branconio e poi tre dei principali collaboratori di bottega, anch\u2019essi celebrit\u00e0 a tutto tondo: Giulio Romano, Antonio da Sangallo il Giovane e Giovanni da Udine. Li aveva chiamati a raccolta in vista della messinscena dello spettacolo di punta per il carnevale di quell\u2019anno: I suppositi (cio\u00e8, gli scambiati), una commedia degli equivoci che dieci anni prima era stata modellata da Ariosto sugli antichi canoni latini.<\/p>\n<p>Innovativa, per quei tempi, la concezione di Raffaello: \u00abLa scenografia ci deve aiutare a stabilire un legame perfetto e naturale tra il pubblico e gli attori: perci\u00f2, la questione essenziale sta nel concepirla basandoci su una prospettiva mai tentata prima. Dobbiamo riuscire a stabilire un punto prospettico estremamente basso, il pi\u00fa basso che sia ragionevolmente possibile\u00bb. La scenografia raffaelliana apparve in tutta la sua rutilante magnificenza la sera dell\u20198 Marzo di quello stesso 1519 nel gran salone di casa Cybo, capace d\u2019un migliaio di spettatori. La scenografia era stata effettivamente costruita sulla base delle sperimentazioni prospettiche condotte sul palcoscenico due mesi prima e Alfonso Paolucci cos\u00ed ne scrisse al Duca di Ferrara: \u00abil Papa mirava con el suo ochiale la scena che era molto bela, de mano de Raffaello, et representavasi bene per mia f\u00e9 forami de prospective, che furono molto laudate\u00bb. Se quella per\u00a0I suppositi\u00a0di Ariosto \u00e8 l\u2019unica scenografia della quale sopravviva un bozzetto autografo, innumerevoli sono i lasciti del talento teatrale di Raffaello pervenuti attraverso gli spettacolari impianti scenografici disseminati nelle creazioni pittoriche e nelle realizzazioni architettoniche.<\/p>\n<p>Il teatro di Villa Madama<br \/>\nInoltre, ci restano un\u2019ampia documentazione del suo apporto da vero e proprio teatrante nel concepimento dei grandi eventi papali e, sopra tutto, i disegni elaborati per due opere che non gli sono sopravvissute, le quali, tuttavia, vengono universalmente riconosciute come pietre miliari nella storia dell\u2019architettura anche in quanto magistrali esempi di commistione con il linguaggio scenografico: il palazzo edificato davanti San Pietro per l\u2019amico Branconio, poi demolito nella seconda met\u00e0 del Seicento per far posto al colonnato di Bernini, e Villa Madama a Monte Mario, da lui lasciata incompiuta, poi parzialmente completata da Giulio Romano e Antonio da Sangallo il Giovane, poi semidistrutta dai Lanzichenecchi nel corso del Sacco di Roma del 1527, poi restaurata da Madama Margherita d\u2019Austria e a met\u00e0 del Novecento entrata a far parte del patrimonio della Repubblica.<\/p>\n<p>La residenza palazziale per Giovanni Battista Branconio venne concepita in perfetta sintonia con la vocazione allo spettacolo condivisa dall\u2019amicale coppia committente-progettista. Fu una vera e propria scenografia di pietra tuttora famosa, nonostante sia scomparsa da tre secoli e mezzo, per il suo aspetto festoso, dovuto alla presenza in facciata e nel cortile di una complessa e policroma compagine di pitture, statue e rilievi in stucco che per la prima volta esibiva a tutta vista un apparato decorativo tanto ricco e strutturalmente integrato nell\u2019architettura.<\/p>\n<p>Quanto al progetto per la grandiosa villa su Monte Mario voluta da Leone X, Raffaello mand\u00f2 una dettagliata descrizione a Baldassarre Castiglione (quello del\u00a0Libro del Cortegiano). A coronamento della costruzione, sul fronte rivolto verso Roma, doveva esserci un teatro, pensato con precise attenzioni verso le necessit\u00e0 scenotecniche nonch\u00e9 verso il godimento dell\u2019ambiente che da l\u00ed si dispiega: \u00abIn questo spatio vi \u00e8 un bello theatro fatto con questa misura et ragione: [&#8230;] et cos\u00ed divisa et partita l\u2019area sopra a queste misure, ce sono fatte le gradinate, la scena, il pulpito et l\u2019horchestra. Et de l\u00e0 ce sono fatte le stanze dei scenici dove se habbiano a vestire, per non occupare la veduta del paese, il quale si serrer\u00e0 solo con cose depinte quando se reciteranno le comedie, acciocch\u00e9 la voce vada alli spettatori. E questo theatro \u00e8 collocato in modo che non pu\u00f2 havere sole doppo il mezzod\u00ed, la quale \u00e8 hora solita a simili giochi\u00bb.<\/p>\n<p>Il finale del divino pittore<br \/>\nNel frattempo, l\u2019elefante bianco, fiaccato dal clima inusuale e dalle stressanti esibizioni pubbliche, era spirato dopo poco pi\u00fa di due anni di vita romana. Fu una gran perdita, specialmente sofferta da Papa Leone, che ordin\u00f2 a Raffaello di affrescare all\u2019ingresso del Vaticano il ritratto a grandezza naturale del povero Annone, accanto al quale volle un\u2019estesa iscrizione memorativa, composta in parte da lui stesso e per il completamento affidata a Branconio, che negli ultimi righi scrisse: \u00abRaphael Urbinas quod Natura abstulerat arte restituit\u00bb.<\/p>\n<p>Ma ormai la fatica di vivere andava consumando anche il pur giovane organismo di Raffaello, che ad appena 37 anni si spegneva nel Venerdi Santo del 1520, undici mesi dopo Leonardo.<br \/>\nIl male che lo fulmin\u00f2 lo aveva colto mentre gli mancavano poche pennellate per completare l\u2019ultimo capolavoro, quella\u00a0Trasfigurazione\u00a0in cui ancora una volta lascia libero corso al proprio genio teatrale. Il fondamentale slancio compositivo se l\u2019era mutuato da uno tra i pi\u00fa antichi artifici scenici: il\u00a0deus ex machina, che dall\u2019alto scende nel bel mezzo dell\u2019affollato palcoscenico per risolvere ogni garbuglio.<\/p>\n<p>Nel caso della\u00a0Trasfigurazione, per\u00f2, Raffaello rovescia l\u2019andamento dell\u2019azione e il\u00a0deus ex machina\u00a0non lo fa scendere, lascia che s\u2019innalzi dall\u2019ingarbugliata folla degli astanti: intende il suo Cristo come risolutore di tutto, ne materializza la figura, fatta di pura luce, mediante il sottile pulviscolo colorato che sembra intercettarla e ne atteggia la dinamica in modo da indurre la certezza di un\u2019irresistibile ascensione verso l\u2019eternit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00abE nel vero &#8211; come dice Vasari &#8211; egli vi fece figure e teste, oltra la bellezza straordinaria, tanto di nuovo e di vario e di bello, che si fa giudizio commune de gli artefici che questa opera, fra tante quante egli ne fece, sia la pi\u00fa celebrata, la pi\u00fa bella e la pi\u00fa divina\u00bb. Lui morto, gliela misero accanto nella camera ardente, \u00abla quale opera &#8211; sempre stando a Vasari &#8211; nel vedere il corpo morto e quella viva, faceva scoppiare l\u2019anima di dolore a ognuno che quivi guardava\u00bb.<\/p>\n<p>Pubblicato su Sipario (www.sipario.it) il 10 dicembre 2019<\/p>\n<p>Foto 1: Raffaello, il progetto per Villa Madama con in primo piano il teatro (modello ricostruito dall\u2019Officina Modellisti Pietro Ballico di Schio (Vicenza) per la mostra \u201cRaffaello architetto\u201d tenuta nel Palazzo dei Conservatori, Roma 1984).<\/p>\n<p>Foto 2: Raffaello, Autoritratto &#8211; a sinistra &#8211; con Giovanni Battista Branconio (olio su tela, anni 1518-19, cm 99&#215;83, Mus\u00e9e du Louvre, Parigi, foto: A. Dequier e M. Bard).<\/p>\n<p>Foto 3: L\u2019elefante Annone (disegno a penna su carta di Giulio Romano da un originale di Raffaello, anni 1514-16, Kupferstichkabinett, Staatliche Museen, Berlino).<\/p>\n<p>Foto 4: Raffaello, particolare del bozzetto per la scenografia dei Suppositi di Ludovico Ariosto (penna su carta, anno 1519, cm 62,5&#215;29, Gabinetto Disegni e Stampe, Gallerie degli Uffizi, Firenze).<\/p>\n<p>Foto 5: Il palazzo di Roma progettato da Raffaello per l\u2019amico Branconio (calcografia di Pietro Ferrerio eseguita pochi anni prima della demolizione del palazzo avvenuta nel 1661, Biblioteca Hertziana, Roma).<\/p>\n<p>Foto 6: Una processione con Papa Leone X e l\u2019elefante Annone (piatto in maiolica di manifattura toscana, anno 1516, diametro cm 49,6, The Wolfson Gallery, Victoria and Albert Museum, Londra).<\/p>\n<p>Foto 7: Raffaello, Trasfigurazione (tempera su tavola, anni 1518-20, cm 410&#215;279, Musei Vaticani).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Un genio dello spettacolo dietro il divino pittore A cinquecento anni dalla morte, un quasi inedito risvolto di vita [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,10],"tags":[],"class_list":["post-8884","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura","category-italiano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8884","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=8884"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/8884\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=8884"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=8884"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=8884"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}