{"id":88886,"date":"2026-04-15T08:40:35","date_gmt":"2026-04-15T08:40:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=88886"},"modified":"2026-04-15T08:40:36","modified_gmt":"2026-04-15T08:40:36","slug":"volontariato-la-riforma-non-convince-oltre-il-50-boccia-il-codice-piu-burocrazia-che-partecipazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=88886","title":{"rendered":"Volontariato: la Riforma non convince. Oltre il 50% boccia il Codice, \u201cpi\u00f9 burocrazia che partecipazione\u201d"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td><img decoding=\"async\" width=\"174\" src=\"https:\/\/ci3.googleusercontent.com\/meips\/ADKq_NZebyeTxD0YrLxW6n0vfmqe4JImUjtHR6I3yXKT80iC23qCJdbBkLYgNbAfXg6XThCuUToFqCun-4Bpwuj6euDcBblCz3kW3qfU7c_ctW8nfQ776Zu4GjNtwV_LltNyriBf1XamaPhx3sTWy3KD=s0-d-e1-ft#https:\/\/gbfa4.img.sp1-brevo.net\/im\/sh\/bOaNQMxVy0k_.png?u=7xwQLFBtniwQn1M7ZYW8IhiFwEavAM5\"><br><strong>Volontariato: la Riforma non convince. Oltre il 50% boccia il Codice, \u201cpi\u00f9 burocrazia che partecipazione\u201d<\/strong><em><strong>Sar\u00e0 presentata a Pisa in occasione del convegno \u201cIl volontariato a dieci anni dalla riforma del Terzo Settore\u201d la ricerca nazionale del MoVI sull\u2019impatto nel mondo del volontariato a dieci anni dalla riforma del Terzo Settore<\/strong><\/em>15.04.2026 \u2013\u00a0<strong>A dieci anni dall\u2019entrata in vigore della Riforma del Terzo Settore<\/strong>, arriva una\u00a0<strong>bocciatura netta da parte di chi il volontariato lo vive ogni giorno: il 51,5% dei volontari esprime un giudizio negativo sull\u2019impatto del nuovo Codice<\/strong>. \u00c8 questo il dato principale che emerge dalla ricerca promossa dal MoVI (Movimento di Volontariato Italiano) &#8211; che fotografa uno scollamento sempre pi\u00f9 evidente tra impianto normativo e realt\u00e0 associativa &#8211; \u00a0e che sar\u00e0 presentata in occasione del convegno nazionale \u201cIl volontariato a dieci anni dalla riforma del Terzo Settore\u201d, promosso dal MoVI (Movimento di Volontariato Italiano) insieme alla Scuola Superiore Sant\u2019Anna, al \u00a0Centro di Ricerca Maria Eletta Martini (MEM), alla Fondazione Emanuela Zancan, alla Fondazione per la Coesione Sociale ETS e al Centro di ricerca Maria Eletta Martini, che si terr\u00e0 a Pisa il 17 e 18 aprile.<br><strong>I numeri del dissenso: volontari critici sulla Riforma &#8211;\u00a0<\/strong>Il dato centrale della ricerca riguarda il giudizio sul Codice del Terzo Settore:<strong>\u00a0il 51,5% dei volontari<\/strong>\u00a0 (scelti tra persone che hanno avuto un ruolo direttivo gestionale)\u00a0<strong>esprime un parere nettamente negativo.<\/strong>\u00a0Le ragioni di questo rifiuto sono motivate e riguardano la sostenibilit\u00e0 stessa delle associazioni:\u00a0<strong>il 30,7% degli intervistati denuncia un\u2019eccessiva burocratizzazione<\/strong>\u00a0che genera paralisi operativa; il 1<strong>2,3% segnala una penalizzazione diretta delle piccole organizzazioni,\u00a0<\/strong>schiacciate da adempimenti uniformi che non rispettano la diversit\u00e0 del settore. Solo il 12,3% del campione promuove la Riforma con un parere positivo. La percezione complessiva palesa un evidente malessere del mondo dei volontari.<br><strong>La \u201cgabbia burocratica\u201d &#8211;\u00a0<\/strong>Nonostante il\u00a0<strong>79,7% dei partecipanti dichiari di conoscere il nuovo assetto normativo<\/strong>, l\u2019effetto reale che ne scaturisce \u00e8 quello di una vera e propria \u201cgabbia burocratica\u201d. Gli strumenti di accreditamento come il RUNTS e l&#8217;obbligo di nuove competenze digitali e contabili vengono percepiti come barriere d&#8217;accesso che sottraggono tempo all&#8217;azione sociale per destinarlo alla gestione amministrativa.<br><strong>Il rischio snaturamento del volontariato &#8211;\u00a0<\/strong>Dalla ricerca emerge la preoccupazione per una progressiva \u201caziendalizzazione\u201d del settore. La transizione in atto segna il passaggio da un volontariato fondato sulla vocazione e sulla spontaneit\u00e0 a un modello sempre pi\u00f9 professionalizzato e strutturato.\u00a0<strong>Il MoVI rileva come questa trasformazione si manifesti in una crisi della gratuit\u00e0, dove la previsione di compensi \u2013 pur favorendo alcuni servizi e l\u2019ingresso dei giovani tramite il Servizio Civile \u2013 rischia di generare una confusione strutturale tra volontariato e lavoro<\/strong>. Allo stesso tempo si assiste a una deriva progettuale, con un\u2019enfasi crescente su bandi e rendicontazione che tende a trasformare le associazioni in veri e propri \u201cprogettifici\u201d, nei quali la competizione per le risorse finisce per prevalere sulla cooperazione territoriale. Infine, il rapporto con la pubblica amministrazione appare sempre pi\u00f9 asimmetrico: la co-progettazione viene spesso vissuta come una pratica formale, in cui il volontariato \u00e8 chiamato a svolgere un ruolo di supplenza rispetto alle carenze del pubblico, operando per\u00f2 entro cornici economiche gi\u00e0 definite.<br><em>\u201cIl convegno che abbiamo organizzato con il Centro Maria Eletta Martini e la Scuola Sant\u2019Anna<\/em><strong>\u00a0&#8211; afferma Emanuele Rossi, docente alla Scuola Superiore Sant&#8217;Anna di Pisa e presidente del Comitato Scientifico del Centro \u2013\u00a0<\/strong><em>vuole offrire un\u2019occasione per riflettere, a dieci anni dall\u2019entrata in vigore del codice del Terzo settore, \u00a0sugli effetti della riforma sul mondo del volontariato, cercando di collegare gli esiti dell\u2019osservazione della realt\u00e0 (partendo da uno studio sociologico promosso dal MoVi e realizzato con l\u2019Universit\u00e0 di Roma Tre) con i profili di regolazione normativa. I lavori in programma il 17 e 18 aprile muoveranno da una riflessione di carattere scientifico per aprire poi a un&#8217;interlocuzione con le istituzioni nazionali (Governo, Parlamento e soggetti rappresentativi del Terzo settore), anche al fine di individuare proposte migliorative della disciplina normativa. La presenza di relatori particolarmente autorevoli \u2013 tra i quali il giudice costituzionale Luca Antonini \u2013 potr\u00e0 favorire un approfondimento scientifico al fine di generare effetti positivi su tutto il mondo del volontariato e sui destinatari della sua azione\u201d.<\/em><br><em>\u201cLa bocciatura della riforma del Terzo Settore da parte del volontariato conferma la necessit\u00e0 di un miglioramento del Codice in questo ambito. In dieci anni sono state introdotte diverse \u00a0modifiche migliorative al codice, che tuttavia si sono rivelate insufficienti alle necessit\u00e0 del volontariato. \u00c8 mancato un reale ascolto del mondo del volontariato e un\u2019analisi attraverso un filtro sociale adeguato ai tempi che stiamo vivendo. Con questa ricerca, il MoVI si propone di portare nelle sedi istituzionali le istanze emerse dai territori.\u201d<\/em><strong>\u00a0ha detto Gianluca Cantisani, presidente del MoVI.Il convegno di Pisa: due giorni per ripensare il volontariato &#8211; \u00a0<\/strong>I risultati della ricerca saranno al centro del convegno nazionale\u00a0<strong>\u201cIl volontariato a dieci anni dalla riforma del Terzo Settore\u201d<\/strong>, in programma il\u00a0<strong>17 e 18 aprile a Pisa<\/strong>\u00a0tra il Palazzo dei Dodici e la Scuola Superiore Sant\u2019Anna.<br>L\u2019apertura dei lavori, venerd\u00ec 17 aprile, sar\u00e0 dedicata proprio alla presentazione della ricerca con gli interventi dei ricercatori dell\u2019Universit\u00e0 Roma Tre, seguita da un confronto accademico e istituzionale. Nel corso della giornata si affronteranno i nodi cruciali del rapporto tra volontariato, lavoro, gratuit\u00e0 e settore pubblico, con relazioni e panel tematici.<br>Sabato 18 aprile il dibattito si concentrer\u00e0 sulle prospettive di revisione della legislazione, con esponenti delle istituzioni, del mondo accademico e del Terzo Settore chiamati a discutere proposte concrete per il futuro del volontariato.<br><strong><em>Nota metodologica &#8211; \u00a0<\/em><\/strong><em>Questi dati sono il risultato di un&#8217;indagine sul campo condotta tra settembre 2025 e marzo 2026 dal Dipartimento di Scienze della Formazione dell\u2019Universit\u00e0 Roma Tre. Il lavoro ha coinvolto 22 focus group distribuiti su tutto il territorio nazionale (tra cui le citt\u00e0 di Roma, Napoli, Torino, Palermo, Reggio Calabria, Cagliari, Padova e Genova) e la somministrazione di 138 questionari strutturati.<\/em><br>Ufficio stampa MoVI &#8211; Movimento di Volontariato Italiano+39 3461561637<a href=\"mailto:silviabellucci@bellspress.com\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">silviabellucci@bellspress.com<\/a><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Volontariato: la Riforma non convince. 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