{"id":88911,"date":"2026-04-16T09:30:25","date_gmt":"2026-04-16T09:30:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=88911"},"modified":"2026-04-16T09:30:25","modified_gmt":"2026-04-16T09:30:25","slug":"guido-miano-editore-22","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=88911","title":{"rendered":"GUIDO MIANO EDITORE"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>NOVIT\u00c0 EDITORIALE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Nigro-Pietro-2026-Notazioni-estemporanee-fronte.png\"><img decoding=\"async\" width=\"743\" height=\"1024\" data-id=\"88912\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Nigro-Pietro-2026-Notazioni-estemporanee-fronte-743x1024.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-88912\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Nigro-Pietro-2026-Notazioni-estemporanee-fronte-743x1024.png 743w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Nigro-Pietro-2026-Notazioni-estemporanee-fronte-218x300.png 218w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Nigro-Pietro-2026-Notazioni-estemporanee-fronte-768x1059.png 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Nigro-Pietro-2026-Notazioni-estemporanee-fronte.png 934w\" sizes=\"(max-width: 743px) 100vw, 743px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Nigro-Pietro-2026-Notazioni-estemporanee-fronte3D.png\"><img decoding=\"async\" width=\"645\" height=\"1016\" data-id=\"88913\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Nigro-Pietro-2026-Notazioni-estemporanee-fronte3D.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-88913\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Nigro-Pietro-2026-Notazioni-estemporanee-fronte3D.png 645w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Nigro-Pietro-2026-Notazioni-estemporanee-fronte3D-190x300.png 190w\" sizes=\"(max-width: 645px) 100vw, 645px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p><strong>\u00c8 uscito il libro:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>NOTAZIONI ESTEMPORANEE E VARIETA\u2019, vol. IX<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>di <\/strong><strong>PIETRO NIGRO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Pubblicato il volume IX di \u201cNotazioni estemporanee e variet\u00e0\u201d di Pietro Nigro\u201d con prefazione di Michele Miano, Guido Miano Editore, Milano 2026<\/p>\n\n\n\n<p><em>Notazioni estemporanee e variet\u00e0<\/em> di Pietro Nigro si inserisce in quella linea della scrittura contemporanea che unisce la concentrazione del pensiero alla leggerezza del frammento. \u00c8 un libro che lavora sulla soglia: tra diario e meditazione, tra osservazione e intuizione, tra poesia e micro\u2011saggio. In questo spazio intermedio, Nigro costruisce una voce riconoscibile, capace di trasformare l\u2019immediatezza in forma.<\/p>\n\n\n\n<p>La brevit\u00e0, in queste pagine, non \u00e8 un espediente stilistico ma un metodo conoscitivo. Ogni nota nasce come gesto rapido, quasi un appunto, ma si condensa subito in una riflessione che supera il contingente. La variet\u00e0 evocata dal titolo non disperde: al contrario, permette all\u2019autore di interrogare la realt\u00e0 da angolazioni molteplici, mantenendo una sorprendente coerenza interna. \u00c8 una scrittura che procede per illuminazioni, per scarti minimi, per dettagli che diventano nuclei di senso.<\/p>\n\n\n\n<p>Nigro attraversa registri diversi &#8211; lirico, aforistico, narrativo &#8211; senza mai perdere il controllo della forma. La sua parola \u00e8 essenziale, asciutta, refrattaria alla retorica. In questa essenzialit\u00e0 si rivela la sua forza: la capacit\u00e0 di restituire la complessit\u00e0 del vivere senza sovraccarichi, affidandosi a un linguaggio che cerca la precisione pi\u00f9 che l\u2019enfasi, la risonanza pi\u00f9 che l\u2019effetto.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Notazioni estemporanee e variet\u00e0<\/em> \u00e8 un libro che invita a pensare e, allo stesso tempo, a sostare. Un libro che chiede attenzione, ma offre in cambio una limpidezza rara. \u00c8 un contributo significativo alla scrittura di riflessione contemporanea, perch\u00e9 mostra come il frammento possa ancora essere un luogo fertile: un laboratorio in cui la parola, liberata dal superfluo, torna a essere strumento di conoscenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono libri che non si limitano a raccogliere testi, ma testimoniano un percorso interiore, una ricerca che attraversa gli anni e si rinnova a ogni nuova opera. <em>Notazioni estemporanee e variet\u00e0<\/em>, giunto al suo nono volume, appartiene a questa categoria: \u00e8 un libro che non si esaurisce nella lettura, ma continua a risuonare, perch\u00e9 nasce da un\u2019urgenza autentica &#8211; quella di comprendere l\u2019uomo, la sua storia, il suo dolore, la sua speranza.<\/p>\n\n\n\n<p>Pietro Nigro, con la consueta lucidit\u00e0, costruisce un\u2019opera che \u00e8 insieme diario, meditazione, dialogo filosofico, testimonianza morale e atto poetico. La variet\u00e0 annunciata dal titolo non \u00e8 dispersione, ma metodo: ogni sezione illumina l\u2019altra, ogni riflessione trova eco in un verso, ogni commento critico rivela un tratto della sua visione del mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>1. <em>Il dialogo con l\u2019IA: un nuovo spazio di interrogazione<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il volume si apre con un dialogo tra l\u2019autore e un\u2019intelligenza artificiale. Non \u00e8 un semplice esperimento tecnologico: \u00e8 un confronto tra due forme di conoscenza, tra la profondit\u00e0 dell\u2019esperienza umana e la logica algoritmica. Nigro interroga la macchina su Akhenaton, sul monoteismo, sulle origini del pensiero religioso, e lo fa con la stessa seriet\u00e0 con cui si rivolgerebbe a un interlocutore umano. In un passaggio emblematico, afferma: \u00abSempre di monoteismo si tratta sia in Akhenaton che nei Giudei. Nessuno dei due\u2026 potevano avere idee chiare sul tipo di monoteismo da loro professato\u00bb. Questa osservazione, apparentemente storica, rivela in realt\u00e0 una domanda pi\u00f9 profonda: quanto possiamo davvero conoscere del divino? Quanto \u00e8 affidabile la nostra interpretazione del mistero? Il dialogo diventa cos\u00ec un pretesto per riflettere sulla natura stessa della conoscenza umana, sui suoi limiti e sulle sue possibilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>2.<em> Il dolore come origine della parola poetica<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Una delle sezioni pi\u00f9 intense del volume \u00e8 il commento alla prefazione di <em>Verso il nuovo mondo\u2026 per rincontrarci<\/em>, dove Pietro Nigro racconta la perdita della moglie Giovanna. Sono pagine di rara sincerit\u00e0, in cui la biografia diventa materia poetica e la poesia diventa strumento di sopravvivenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Scrive: \u00abUn improvviso e rapido malore me la port\u00f2 via. Ed io piombai nel buio cunicolo di un dolore dell\u2019anima\u2026 Unico mio conforto la poesia a lenire il mio dolore\u00bb. Questa confessione non \u00e8 solo un ricordo personale: \u00e8 la chiave per comprendere l\u2019intera opera di Nigro. La sua poesia nasce dal bisogno di dare forma all\u2019indicibile, di trasformare la sofferenza in conoscenza, di cercare &#8211; anche nel buio &#8211; un varco verso la luce.<\/p>\n\n\n\n<p>3.<em> La memoria come fondamento della sua identit\u00e0 letteraria<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Nigro intreccia costantemente la propria storia con quella della Casa Editrice Miano, in un dialogo che dura da oltre quarant\u2019anni. Il ricordo del suo primo incontro con Guido Miano, nel 1982, non \u00e8 nostalgia, ma riconoscimento di un\u2019origine. Rievoca cos\u00ec quel momento: \u00abDiedi a Guido un certo numero di componimenti poetici e alcuni mesi dopo\u2026 usc\u00ec il mio primo libro <em>Il deserto e il cactus<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa memoria non \u00e8 un semplice dato biografico: \u00e8 la testimonianza di un rapporto editoriale e umano che ha accompagnato tutta la sua produzione. Ogni nuovo volume \u00e8 anche un atto di fedelt\u00e0 a quella storia condivisa.<\/p>\n\n\n\n<p>4.<em> La riflessione morale: l\u2019uomo al centro del problema<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Le pagine dedicate alle riflessioni civili e morali sono tra le pi\u00f9 incisive del libro. Nigro non teme di affrontare temi complessi &#8211; il potere, la democrazia, la violenza, la corruzione &#8211; e lo fa con una franchezza che ricorda i grandi moralisti del Novecento. In un passaggio che colpisce per la sua radicalit\u00e0, afferma: \u00abIl male assoluto non \u00e8 il potere\u2026 \u00c8 l\u2019uomo stesso\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa frase, che potrebbe sembrare pessimistica, \u00e8 in realt\u00e0 un invito alla responsabilit\u00e0: se il male nasce dall\u2019uomo, allora \u00e8 nell\u2019uomo che si pu\u00f2 cercare anche il rimedio. Nigro non si limita a denunciare: indica una via, una possibilit\u00e0 di riscatto, una speranza che non si arrende.<\/p>\n\n\n\n<p>5. <em>La poesia come conoscenza e come preghiera<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Le poesie e i commenti critici presenti nel volume mostrano un autore che considera la poesia non come ornamento, ma come strumento di verit\u00e0. Nigro legge i testi altrui &#8211; come quelli di Michele Miano &#8211; con una profondit\u00e0 che rivela la sua stessa poetica. A proposito della lirica <em>Verso sera <\/em>diMichele Miano, osserva: \u00abE il cielo sembra annegare\/ in un mare di stelle\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>E accosta questi versi a Leopardi, mostrando come la poesia contemporanea possa ancora dialogare con la grande tradizione. La sua interpretazione non \u00e8 mai puramente tecnica: \u00e8 sempre un atto di partecipazione emotiva e spirituale.<\/p>\n\n\n\n<p>6. <em>La tensione metafisica: l\u2019uomo davanti al mistero<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Molte pagine del volume sono dedicate alla domanda sul destino, sull\u2019anima, sull\u2019aldil\u00e0. Nigro non offre risposte definitive &#8211; sarebbe contrario alla sua onest\u00e0 intellettuale &#8211; ma esplora il mistero con rispetto e con inquietudine. Scrive: \u00abProgredire, anche oltre la morte. Non sappiamo. Grande \u00e8 il mistero\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa sospensione, questa apertura, \u00e8 forse il tratto pi\u00f9 autentico della sua scrittura: la consapevolezza che la verit\u00e0 non si possiede, ma si cerca; che la vita non si spiega, ma si attraversa; che il mistero non si dissolve, ma si contempla.<\/p>\n\n\n\n<p>7. <em>Un libro che \u00e8 un cammino<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Notazioni estemporanee e variet\u00e0<\/em> non \u00e8 un\u2019opera unitaria nel senso tradizionale, ma \u00e8 unitaria nella sua intenzione profonda: raccogliere i frammenti di un pensiero in cammino, di una vita che continua a interrogarsi, di una coscienza che non rinuncia alla ricerca.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un libro che chiede attenzione, perch\u00e9 ogni pagina contiene un nucleo di riflessione; \u00e8 un libro che invita alla lentezza, perch\u00e9 la sua ricchezza non si coglie in fretta; \u00e8 un libro che restituisce al lettore qualcosa di raro: la sensazione di essere accompagnato da una voce sincera, vigile, profondamente umana e che racchiude in fondo non solo alcune sue liriche ma anche una commovente foto di Pietro Nigro quasi in fasce insieme alla zia Angelina Suma, una parente della famosa attrice Marina Suma.<\/p>\n\n\n\n<p>Pietro Nigro ci ricorda che la letteratura non \u00e8 evasione, ma conoscenza; che la poesia non \u00e8 decorazione, ma verit\u00e0; che la riflessione non \u00e8 un lusso, ma un dovere morale. E che, nonostante tutto, l\u2019uomo pu\u00f2 ancora cercare &#8211; e forse trovare &#8211; un varco verso la luce.<\/p>\n\n\n\n<p>Michele Miano<\/p>\n\n\n\n<p>Pietro Nigro, <em>Notazioni estemporanee e variet\u00e0<\/em>, vol. IX, prefazione di Michele Miano, Guido Miano Editore, Milano 2026, pp. 104, isbn 979-12-81351-89-9, mianoposta@gmail.com.<\/p>\n\n\n\n<p>_______________<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019AUTORE<\/p>\n\n\n\n<p><a><\/a> Pietro Nigro \u00e8 nato ad Avola (sr) nel 1939 e risiede a Noto (sr); laureato in Lingue e Letterature Straniere all\u2019Universit\u00e0 di Catania, ha insegnato inglese presso varie scuole superiori. Ha iniziato a scrivere poesie fin da ragazzo; la sua ispirazione trae origine dai luoghi siciliani della sua infanzia e dagli ambienti francesi e svizzeri visitati durante le vacanze estive, in particolar modo Parigi (la sua citt\u00e0 d\u2019elezione), dove si recava spesso per perfezionare la conoscenza della lingua francese. Il primo libro di liriche, <em>Il deserto e il cactus<\/em>, \u00e8 stato pubblicato da Guido Miano nel 1982 e gli \u00e8 valso il 1\u00b0 Premio assoluto per la poesia edita, Targa \u201cAreopago\u201d (1983, Roma). Sono seguite molte opere poetiche, testi di saggistica e altri lusinghevoli riconoscimenti, tra cui il prestigioso Premio \u201cLuigi Pirandello\u201d per la Letteratura (Taormina, 1985) e il Premio \u201cLa Pleiade \u201886\u201d \u00abper la produzione letteraria e poetica gi\u00e0 riconosciuta a livello critico\u00bb (sala del Cenacolo di Montecitorio, Camera dei Deputati, Roma 1986).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NOVIT\u00c0 EDITORIALE \u00c8 uscito il libro: NOTAZIONI ESTEMPORANEE E VARIETA\u2019, vol. 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