{"id":89363,"date":"2026-04-26T15:13:49","date_gmt":"2026-04-26T15:13:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=89363"},"modified":"2026-04-26T15:13:50","modified_gmt":"2026-04-26T15:13:50","slug":"hegel-si-ferma-davanti-alle-scelte-mentre-kierkegaard-e-gia-oltre-restando-nel-dubbio-il-27-aprile-a-cosenza-si-discutera-di-hegel","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=89363","title":{"rendered":"Hegel si ferma davanti alle scelte mentre Kierkegaard \u00e8 gi\u00e0 oltre restando nel dubbio. Il 27 aprile a Cosenza si discuter\u00e0 di Hegel\u00a0"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Pierfranco Bruni\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1000233573.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1000233573-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-89364\" style=\"width:484px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1000233573-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1000233573-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1000233573-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1000233573-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1000233573-2048x1536.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>\u00c8 tempo di misurare l&#8217;idea con l&#8217;angoscia sapendo che se non c&#8217;\u00e8 il dubbio tutto cerca una ragione per sopravvivere alla parola mentre i filosofi si illudono che il ragionare porta alla verit\u00e0. Credono di trattenere il mondo nella rete del concetto. E il mondo scivola. Resta l\u2019acqua nelle mani. Resta il sale sulle dita. Resta il sapore di ci\u00f2 che fugge quando lo nomini. Il reale non \u00e8 ci\u00f2 che si vive. \u00c8 ci\u00f2 che si pensa di vivere nel momento in cui \u00e8 gi\u00e0 trascorso. \u00c8 memoria che duole. \u00c8 racconto che sanguina. \u00c8 eco che torna quando la voce tace. \u00c8 ulivo che ha gi\u00e0 dato l\u2019ombra e trattiene il sole nella corteccia come preghiera secca.<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo riposo o viaggio. Non c\u2019\u00e8 terza stanza. O soglia. O passo. O pietra. O vento. E nel mezzo sta l\u2019uomo. Sta l\u2019isola che si porta negli occhi. Sta il confine che non si vede eppure divide. Sta il limite che chiama con voce di madre. E chiamando, ferisce. E ferendo, sveglia. E svegliando, mette in cammino. Fin qui il tempo di ina filosofia che ha l&#8217;uomo al centro&nbsp; con la sua esistenza e il proprio tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Pre esistenzialismo. E post. Prima di Kierkegaard chi avrebbe dovuto salvare il pensiero del relativismo?&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Hegel non ha salvato nonostantele sue eredit\u00e0. Lui che ha messo il reale dentro la ragione come seme nella terra. Lui che ha detto ci\u00f2 che \u00e8 razionale \u00e8 reale e ha rovesciato il cielo. Lui che ha fatto della storia Teodicea e del tempo tribunale. Lui che ha crocifisso Dio nel concetto per farlo risorgere come Spirito oltre la religiosit\u00e0 spirituale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ci salver\u00e0. O ci perder\u00e0. Perch\u00e9 i contrari sono un assurdo nello scenario della danza dei giorni. Servo e padrone si fissano. Si riconoscono. Si scambiano il posto. E nello scambio muoiono entrambi. E morti, nascono nuovi. E nati, non sanno pi\u00f9 chi comanda. E non sapendolo, sono liberi. O smarriti. E lo smarrimento \u00e8 il primo nome della verit\u00e0 quando la verit\u00e0 non consola.<\/p>\n\n\n\n<p>Cosa mi ha lasciato Hegel? Lo smarrimento. E lo smarrimento \u00e8 grazia che non chiede permesso. Perch\u00e9 chi \u00e8 sicuro non cerca. E chi non cerca non trova. E chi non trova non vive. E chi non vive \u00e8 gi\u00e0 statua. Hegel ci ha lasciato il fuoco. Il fuoco della dialettica che brucia la scorza e libera il frutto. Il fuoco dello Spirito che si aliena nel mondo per possedersi nel sapere. Il fuoco della storia che non perdona l\u2019inerzia. Che macina i regni. Che compie il tempo. Che chiede conto ad ogni volto. Da questo fuoco occorre partire. Sempre. Ogni mattina quando il gallo canta. Ogni sera quando la civetta di Minerva spiega le ali. Ogni caduta quando il ginocchio tocca la terra. Ogni non capisco che \u00e8 soglia del capire: e siamo a Kierkegaard.<\/p>\n\n\n\n<p>Cosa ci resta. Il ricordo. Nient\u2019altro. Il ricordo non \u00e8 archivio. \u00c8 presente che brucia. \u00c8 ulivo potato che versa olio come pianto. \u00c8 libro aperto sul tavolo con la pagina che trema. \u00c8 parola detta a met\u00e0 che continua a parlare. \u00c8 volto che torna quando chiudi gli occhi e il buio diventa specchio. \u00c8 Hegel che non finisce perch\u00e9 il concetto non ha sera. Ricomincia. E ricominciando, interroga. E interrogando, spoglia. E spogliando, veste di luce.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo specchio non mi abbandona. \u00c8 giusto che sia cos\u00ec. Lo specchio \u00e8 coscienza che si fa carne. \u00c8 servo che si fa padrone guardandosi fino al fondo. \u00c8 padrone che torna servo riconoscendosi nella ferita dell\u2019altro. \u00c8 l\u2019altro che sono io quando mi nomino. \u00c8 io che \u00e8 l\u2019altro quando mi nego. \u00c8 la Fenomenologia chiusa in un vetro. E nel vetro ci abito. E abitando, mi perdo. E perdendomi, mi trovo. E trovandomi, so che non basto. E non bastando, chiedo. E chiedendo, prego. E pregando, penso.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi fermo. Mi faccio sfiorare dal vento. Il vento viene dai monti del Pollino con odore di resina. Viene da Jena con polvere di cannone. Viene dal Golgota della ragione dove Dio muore per pensarsi. Viene e dice cammina. E camminando, penso. E pensando, inciampo. E inciampando, cado. E cadendo, tocco la terra. E toccando la terra, ricordo che sono polvere. E ricordando che sono polvere, alzo gli occhi. E alzando gli occhi, vedo il cielo. E vedendo il cielo, so che la polvere \u00e8 attesa.<\/p>\n\n\n\n<p>Ritorno in stanza e preparo il mio caff\u00e8. Il caff\u00e8 \u00e8 rito senza altare. \u00c8 pazienza che bolle. \u00c8 acqua che diventa nera. \u00c8 polvere che diventa bevanda. \u00c8 amaro che sveglia la lingua e la mente. Come Hegel. Come la vita quando non mente. Come la croce quando la porti. Lo verso nella tazza. Fuma. Fumo anche io con il mio solito sigaro tra le labbra. Il fumo disegna spirali. Aspetto che si quieti. Bevo a sorsi. E bevendo, ricordo. Che con Hegel non finisco pi\u00f9. Che la fine \u00e8 menzogna degli orologi. Che il sistema \u00e8 viaggio con stazioni e deserti. Che il viaggio \u00e8 ritorno per altra strada. Che il ritorno \u00e8 casa che non ha chiavi. Che la casa \u00e8 domanda che resta accesa.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019ombra e la dis-ombra si allungano sul muro. Si toccano senza toccarsi. Si contraddicono come amanti. Si superano nella sintesi della sera. Si fanno notte che pensa. Ripongo tutto in un cassetto. Il libro con l\u2019angolo piegato. La penna che ha sete. Il dubbio che non invecchia. Il caff\u00e8 freddo che sa di tempo. Il nome di Hegel scritto a matita.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Chiudo le pagine. E chiudendo, so che domani la mano tremer\u00e0. E tremando, riaprir\u00e0. Perch\u00e9 lo Spirito non dorme. Veglia con gli occhi del gufo. E vegliando, chiama per nome. E chiamando, dice riprendi. E riprendo. E riprendendo, vivo. E vivendo, ringrazio lo smarrimento. Ma leggo e rileggo Kierkegaard perch\u00e9 ho abbandonato Hegel al suo destino di hegeliana razionalit\u00e0. Kierkegaard mi porta oltre. Accetto e raccolgo l&#8217;oltre lasciando segni dappertutto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il 27 aprile a Cosenza al Terrazzo Pellegrini discuteremo di Hegel tra l&#8217;inizio e la fine.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pierfranco Bruni\u00a0 \u00c8 tempo di misurare l&#8217;idea con l&#8217;angoscia sapendo che se non c&#8217;\u00e8 il dubbio tutto cerca una ragione [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[],"class_list":["post-89363","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-informacion"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/89363","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=89363"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/89363\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":89365,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/89363\/revisions\/89365"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=89363"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=89363"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=89363"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}