{"id":89390,"date":"2026-04-27T20:40:16","date_gmt":"2026-04-27T20:40:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=89390"},"modified":"2026-04-27T20:40:17","modified_gmt":"2026-04-27T20:40:17","slug":"non-credo-piu-che-ci-siano-viaggi-senza-destino-lo-scontro-tra-achab-e-la-balena-bianca-e-metafora-del-destino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=89390","title":{"rendered":"Non credo pi\u00f9 che ci siano viaggi senza destino. Lo scontro tra Achab e la Balena bianca \u00e8 metafora del destino\u00a0"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1000234821.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1000234821-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-89391\" style=\"width:356px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1000234821-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1000234821-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1000234821-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1000234821-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/1000234821-2048x1152.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><br><em>Pierfranco Bruni\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Non credo pi\u00f9 che ci siano viaggi senza destino. Bisogna sempre fare i conti con l&#8217;imprevisto. Diventa un agguato. Un sortilegio. Una ferita sempre aperta. Oppure pu\u00f2 trattarsi di una maledizione. Le maledizioni non si sconfiggono con la pazienza della preghiera. Con la stregoneria. Quando la curandera \u00e8 distante lo sciamano pur imprecando resta appeso alla luna. Anzi a sette lune. Non basta una benedizione. Occorre il coltello. Il capitano Achab sapeva bene ci\u00f2. Eppure la balena bianca lo ha sconfitto per essersi troppo fidato delle stelle.<\/p>\n\n\n\n<p>Il viaggio non \u00e8 mai un atto innocente. \u00c8 una soglia che si varca senza ritorno. Un patto firmato con il sangue prima ancora di partire. L&#8217;uomo crede di muovere i passi, di scegliere l&#8217;orizzonte, di governare la prua. \u00c8 una menzogna necessaria per non impazzire. La verit\u00e0 \u00e8 che ogni strada \u00e8 gi\u00e0 tracciata dentro le ossa. L&#8217;imprevisto non arriva da fuori. Erompe da quel pozzo nero che ci portiamo nel petto e che chiamiamo anima. L\u00ec sta l&#8217;agguato. L\u00ec il sortilegio si compie.<\/p>\n\n\n\n<p>Le maledizioni hanno una genealogia. Nascono da una parola non detta, da un gesto rinviato, da un debito contratto con il silenzio. Non si lavano con l&#8217;acqua santa. La preghiera \u00e8 il linguaggio dei mansueti, di chi aspetta che il cielo si muova al posto loro. Ma il cielo \u00e8 immobile da millenni. La maledizione esige un rito pi\u00f9 antico, un alfabeto di fuoco e di carne. Per questo lo sciamano impreca. La curandera \u00e8 lontana, oltre il confine dove la parola che cura non arriva pi\u00f9. E allora lui resta appeso alla luna. Anzi a sette lune, perch\u00e9 una sola luna non basta a contenere l&#8217;urlo. Servono sette cerchi nel cielo, sette invocazioni, sette notti di veglia perch\u00e9 il male ascolti. Sette aquile che girono intorno al vento.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure anche le lune tacciono. Hanno il volto impassibile degli d\u00e8i che non intervengono. A quel punto resta il coltello. Non \u00e8 arma, \u00e8 liturgia. Il taglio \u00e8 l&#8217;unica teologia che la vita comprende quando tutto il resto ha fallito. Tagliare per separare il vero dal falso. Tagliare per aprire la ferita e lasciarla sanguinare, perch\u00e9 solo ci\u00f2 che sanguina dice la verit\u00e0. Achab lo aveva compreso nel midollo. Aveva gettato la bussola, aveva maledetto le Scritture, aveva fatto della vendetta la sua unica fede. Il suo coltello era il rampone. La sua messa era l&#8217;inseguimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma Achab ha peccato di superbia e&nbsp; di mistrto. Si \u00e8 fidato delle stelle. Le ha interrogate come fossero giudici, ha decifrato nelle costellazioni il disegno della sua rivalsa. Le stelle non rispondono. Brillano per ingannare i naviganti. La balena bianca non era un mostro da trafiggere. Era lo specchio dell&#8217;abisso. Era il volto di Dio diventato incomprensibile. Achab l&#8217;ha braccata credendo di essere cacciatore e non ha visto che il cappio era gi\u00e0 al suo collo. Legato al dorso di Moby Dick, trascinato negli abissi, ha capito nell&#8217;ultimo soffio che non si uccide il proprio demone. Lo si serve. Achab ha sofferto di impazienza. Robinson di isola.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec \u00e8 ogni viaggio. Non conduce a Itaca. Conduce alla rivelazione della propria disfatta. Partire \u00e8 gi\u00e0 cadere. Ogni mappa \u00e8 un inganno tracciato per illudere la paura. Ogni porto \u00e8 un miraggio che si dissolve quando allunghi la mano. Resta la ferita sempre aperta, quella che nessuna benedizione rimargina, perch\u00e9 la benedizione \u00e8 per chi non ha osato. Resta il coltello, inutile contro il destino e tuttavia necessario per non morire da vili.<\/p>\n\n\n\n<p>Noi viaggiamo per essere disarcionati. Per incontrare il nostro Achab, per guardare negli occhi la nostra balena bianca, per restare appesi alle sette lune senza risposta. Il destino non \u00e8 la meta. \u00c8 l&#8217;agguato che ci attende dietro la curva dell&#8217;illusione. Era l\u00ec da sempre, acquattato nel nome che portiamo, nel primo passo che abbiamo mosso, nel primo sogno che abbiamo tradito.<\/p>\n\n\n\n<p>Non ci sono viaggi senza destino perch\u00e9 non ci sono uomini senza ombra. E l&#8217;ombra cammina pi\u00f9 veloce di noi. In essa c&#8217;\u00e8 il tempo e la perdita del tempo. La caverna e il silenzio. Tutto si perde.&nbsp; Ogni perdita \u00e8 una eresia.&nbsp; L&#8217;isola accoglie Robinson. Ma Robinson non \u00e8 solo. Ha con s\u00e9 la solitudine dalla quale non si pu\u00f2 separare.&nbsp; Chi arriva nell&#8217;isola vi resta per sempre.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pierfranco Bruni\u00a0 Non credo pi\u00f9 che ci siano viaggi senza destino. Bisogna sempre fare i conti con l&#8217;imprevisto. 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