{"id":89584,"date":"2026-05-01T08:22:00","date_gmt":"2026-05-01T08:22:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=89584"},"modified":"2026-05-01T08:22:09","modified_gmt":"2026-05-01T08:22:09","slug":"il-governo-che-dura-lopposizione-che-insiste-e-il-mondo-che-si-distrae","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=89584","title":{"rendered":"Il governo che dura, l\u2019opposizione che insiste e il mondo che si distrae"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Primo-Maggio-26-ev.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Primo-Maggio-26-ev-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-89585\" style=\"width:416px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Primo-Maggio-26-ev-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Primo-Maggio-26-ev-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Primo-Maggio-26-ev-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Primo-Maggio-26-ev-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Primo-Maggio-26-ev.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em>Giuseppe Arn\u00f2<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Primo Maggio tra celebrazioni e contraddizioni: primati politici, guerre ignorate e generazioni indecifrabili<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Primo Maggio, festa del lavoro: anche di quello che non c\u2019\u00e8, di quello sottopagato e di quello in nero. In Italia \u00e8 il giorno delle celebrazioni ufficiali, dei cortei, dei discorsi pubblici e dei concerti in piazza: una liturgia laica che onora conquiste sacrosante e, con elegante discrezione, evita di soffermarsi su ci\u00f2 che nel frattempo si \u00e8 perso per strada. Perch\u00e9 accanto a chi lavora troppo e guadagna poco, c\u2019\u00e8 chi il lavoro lo cerca senza trovarlo; accanto a chi fatica ogni giorno, c\u2019\u00e8 chi fatica soprattutto a dichiararlo; e accanto a chi rivendica diritti, c\u2019\u00e8 sempre qualcuno che considera il lavoro una pratica nociva, da evitare per ragioni di salute.<\/p>\n\n\n\n<p>Dentro questa cornice festiva, faceta quanto si vuole, ma non del tutto immaginaria, si inserisce una notizia che, a voler essere sinceri, ha quasi del prodigioso: il governo guidato da Giorgia Meloni sta per diventare uno dei pi\u00f9 longevi della storia repubblicana. In un Paese dove gli esecutivi duravano meno di un raffreddore stagionale, arrivare a oltre 1.280 giorni suona come una maratona corsa in pantofole.<\/p>\n\n\n\n<p>Superato il quarto governo di Silvio Berlusconi, resta nel mirino il primato del Berlusconi II, quasi fosse una vetta da conquistare con pazienza pi\u00f9 che con slancio. E la parola d\u2019ordine \u00e8 sempre quella: stabilit\u00e0. Una parola cos\u00ec evocata che, a furia di ripeterla, ha finito per sembrare reale.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo, anche l\u2019opposizione si conquista il suo piccolo record: mai cos\u00ec longeva nel dire \u201cno\u201d. Un monosillabo tenace, reiterato con disciplina quasi militare. Il governo propone, l\u2019opposizione si oppone: un equilibrio perfetto nella sua immobilit\u00e0. A Cesare quel che \u00e8 di Cesare, e all\u2019eco quel che \u00e8 dell\u2019eco.<\/p>\n\n\n\n<p>Fuori da questo teatro ordinato, il mondo continua invece a muoversi con inquietante disinvoltura. Le guerre, dall\u2019Ucraina al Golfo Persico, sono diventate un sottofondo costante, una specie di ronzio globale che non disturba pi\u00f9 di tanto le nostre abitudini. Si registrano, ma non si sentono.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi interviene Donald Trump, che annuncia ritiri militari come se stesse cambiando programma televisivo. L\u2019Europa osserva, discute, convoca. E, soprattutto, riflette. Cos\u00ec tanto che il rischio non \u00e8 sbagliare decisione, ma non prenderne alcuna.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo, l\u2019attenzione collettiva si concentra su ci\u00f2 che \u00e8 pi\u00f9 maneggevole: cronache minori elevate a questioni epocali, polemiche a breve scadenza, casi giudiziari raccontati a puntate. Si moltiplicano le etichette: incapaci di intendere, irregolari non rimpatriabili, identit\u00e0 da catalogo. A guardare il campionario, si direbbe che la normalit\u00e0 sia diventata una specie in via di estinzione.<\/p>\n\n\n\n<p>E le nuove generazioni? Pi\u00f9 che un problema, un mistero. Non tanto per ci\u00f2 che sono, ogni epoca ha avuto i suoi giovani incomprensibili, ma per la loro apparente impermeabilit\u00e0 al mondo esterno. Guerre, crisi, equilibri globali: tutto scivola via, come se la realt\u00e0 fosse un contenuto tra gli altri.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse aveva visto lungo Tiziano Terzani, quando notava che gli slogan hanno preso il posto della poesia e la pubblicit\u00e0 quello del pensiero. Oggi si comunica molto, si capisce meno, e si ricorda quasi nulla.<\/p>\n\n\n\n<p>Resta cos\u00ec questa fotografia, scattata nel giorno dedicato al lavoro: un governo che resiste, un\u2019opposizione che insiste, un mondo che si agita e una societ\u00e0 che osserva distrattamente. Tutti impegnati, ciascuno a modo suo.<\/p>\n\n\n\n<p>E se il Primo Maggio serve a celebrare il lavoro, viene da chiedersi quale sia, oggi, il pi\u00f9 diffuso: forse quello di ignorare l\u2019essenziale.<\/p>\n\n\n\n<p>Un mestiere che, a giudicare dai risultati, esercitiamo con impeccabile costanza.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Foto by Canva mix<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Tutte l\u2019opinioni versati nel sito correspondono solo a chi la manifesta. Non e necessariamente l\u2019opinione della Direzione<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giuseppe Arn\u00f2 Primo Maggio tra celebrazioni e contraddizioni: primati politici, guerre ignorate e generazioni indecifrabili Primo Maggio, festa del lavoro: [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[35],"tags":[],"class_list":["post-89584","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-opiniones"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/89584","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=89584"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/89584\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":89587,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/89584\/revisions\/89587"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=89584"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=89584"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=89584"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}