{"id":89898,"date":"2026-05-08T09:24:02","date_gmt":"2026-05-08T09:24:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=89898"},"modified":"2026-05-08T09:24:03","modified_gmt":"2026-05-08T09:24:03","slug":"il-ruolo-delle-antiche-terze-pagine-dei-quotidiani-tra-giornalismo-cultura-e-scrittori-dal-giornale-ditalia-a-oggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=89898","title":{"rendered":"Il ruolo delle antiche Terze pagine dei quotidiani tra giornalismo cultura e scrittori dal Giornale D&#8217;Italia a oggi"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1000242191.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1000242191-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-89899\" style=\"width:416px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1000242191-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1000242191-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1000242191-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1000242191-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1000242191-2048x1152.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em>Micol Bruni\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Cultura e giornalismo. O meglio : letteratura e cultura giornalistica. Un rapporto che si \u00e8 protratto nei decenni ed ha rappresentato un modello di fare cultura. quella che spesso \u00e8 stata definita cultura militante. Un discorso stimolante sul quale \u00e8 necessaria una meditazione anche in termini storici. Si \u00e8 creato, nel tempo, un rapporto tra scrittori e quotidiani. Un rapporto che ha aperto un dialogo anche tra modelli di scrittura e di fare letteratura.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le \u00abantiche\u00bb Terze pagine dei quotidiani sono stati modelli di cultura e di partecipazione al dibattito dialettico su problematiche che esulavano la cronaca diretta. Quelle antiche terze pagine nate all&#8217;inizio del Novecento sono da considerarsi in un contesto di realt\u00e0 storiche un patrimonio da annoverare come un bene culturale. Anzi. Sono un bene culturale se bene culturale \u00e8 la specificazione di una identit\u00e0 e di un patrimonio comunitario che riveste interesse storico. Un discorso che ha una sua valenza ormai scientifica grazie anche ad una sistematicit\u00e0 culturale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp;Gli scrittori italiani hanno avuto sempre un rapporto armonico (pur in una costante dialettica) con il mondo del giornalismo. Soprattutto con le pagine culturali sulle quali sono apparsi testi importanti e hanno reso popolare la figura e l&#8217;opera dello scrittore stesso. Lo scrivere dello scrittore diventava, in quelle pagine, un \u00abparlare\u00bb. Un parlare sotteso, un raccontare con il fascino delle immagini. Il giornale si arricchiva di un contributo culturale imponente e lo scrittore \u00abutilizzava\u00bb questo mezzo di comunicazione per uscire fuori dalla cerchia dei cenacoli.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; Molti scrittori pubblicarono, in prima istanza, i loro romanzi sulle pagine dei giornali. Il giornale divenne una vera e propria palestra e soprattutto un&#8217;esperienza che port\u00f2 ad un approccio pi\u00f9 immediato con il pubblico. Ci fu un dibattito molto agguerrito sul ruolo che dovevano avere gli scrittori sulle pagine dei giornali. Un dibattito di spessore che apr\u00ec una verifica sulla funzione sia della letteratura sia della letteratura espressa attraverso gli strumenti comunicativi giornalistici.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; Lo scrittore all&#8217;inizio del Novecento non smise di stabilire un dialogo con il lettore e questo dialogo lo cerc\u00f2 dalle pagine di quei giornali che avevano una diffusione pi\u00f9 attenta e chiaramente molto pi\u00f9 ampia rispetto a riviste specializzate. Con la nascita della Terza pagina (istituzione completamente italiana: si pensi a quella storica data, 1901, e alla storica testata de \u00abIl Giornale d&#8217;Italia\u00bb) il dialogo tra scrittore e quotidiano si intensific\u00f2 notevolmente.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; Un aspetto non trascurabile riguarda il fatto che lo scrittore attraverso la pagina del quotidiano si poneva costantemente in discussione nonostante la sua posizione di intellettuale gli scritti \u00absubivano\u00bb un \u00abgiudizio\u00bb pi\u00f9 diretto da parte di un pubblico esigente. Il quotidiano era chiaramente un organo di massa ma per quei tempi raggiungeva ancora un pubblico colto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; Il quotidiano aveva una valenza informativa notevole. Per lo scrittore diventava una vetrina privilegiata perch\u00e9 toccava un pubblico vasto e poi ci sono anche altri motivi di fondo che riguardano aspetti culturali ed economici. Lo scrittore, infatti, trovava un ritorno economico nei \u00abpezzi\u00bb ospitati dai quotidiani, i quali allargavano, tra l&#8217;altro, comunque, lo specchio degli utenti. Molti scrittori italiani importanti pubblicavano pagine significative sui quotidiani, pagine che poi formavano il corpus di un romanzo o una raccolta di racconti. Ci sono testimonianze, in questo caso, che sono entrate nella storia della letteratura.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; Di straordinaria rilevanza sarebbe impostare una ricerca proprio sul rapporto tra scrittori e Terze pagine partendo chiaramente dalla nascita di una pagina fissa dedicata alla cultura e in modo particolare alla letteratura. Un progetto che potrebbe avere come chiave di lettura questo tema: \u00abGli scrittori italiani nelle Terze pagine dei quotidiani: dal 1901 al 1920. Letteratura e modelli di diffusione\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; Le Terze Pagine sono un patrimonio storico da proporre, come lettura e interpretazione, alle nuove generazioni. Ci interessa verificare, tra l&#8217;altro, il ruolo che hanno rivestito gli scrittori rispetto ai giornali quotidiani e nello stesso tempo si potrebbe indagare sull&#8217;importanza che ha avuto la letteratura anche nei confronti dei linguaggi giornalistici.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; La lingua dello scrittore all&#8217;interno di una \u00abstruttura\u00bb che doveva usare un linguaggio pi\u00f9 consono all&#8217;utenza ha modificato l&#8217;offerta espressiva? Ma si potrebbe fare anche un discorso opposto. Ovvero se il linguaggio giornalistico ha modificato i modelli espressivi degli scrittori che pubblicavano testi creativi o testi di critica sui quotidiani? Che ruolo ha avuto la letteratura straniera (e quindi gli scrittori non italiani) sulle Terze pagine e come gli scrittori italiani hanno trattato la letteratura degli altri Paesi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; E&#8217; chiaro che la ricerca, come si \u00e8 gi\u00e0 sottolineato, andrebbe contestualizzata e per l&#8217;importanza dell&#8217;evento si dovrebbe aprire una prima finestra sul periodo che va dalla nascita della Terza pagina (ovvero dal 1901) sino al 1919- 1920 (ovvero sino alla fine della prima guerra mondiale). Successivamente si potrebbero prendere in esame gli altri contesti storici: il rapporto tra scrittori e quotidiani durante il Ventennio; dalla crisi del Regime agli anni Cinquanta. Gli anni pi\u00f9 avanti andrebbero rivisitati in una visione anche letteraria diversa ma la ricerca che offrirebbe maggiormente degli stimoli riguarda proprio la prima fase perch\u00e9 \u00e8 l\u00ec che si stabiliscono le caratterizzazioni tra letteratura e quotidiano (ovvero quel giornalismo di massa che offre alla letteratura, in modo particolare, di dialogare con un pubblico eterogeneo).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; La ricerca dovrebbe consistere, dunque, nell&#8217;indagare quali scrittori si sono confrontati con vitalit\u00e0 con un pubblico \u00abaltro\u00bb passando attraverso le Terze pagine, che tipologia di scritti e se questi scritti hanno poi dato luogo a un romanzo o ad altro testo. Verificare i quotidiani che si sono aperti a questa esperienza e quali sono state, quelle maggiormente rappresentative, le testate (con i relativi direttori, sedi, formato e responsabili delle Terze pagine) che hanno operato dal 1901 sino al 1920. Il dato rilevante \u00e8 che la ricerca deve ruotare intorno al quotidiano e al rapporto tra scrittori e Terze pagine.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; Il legame tra gli scrittori e il giornalismo (in periodici e riviste) \u00e8 antico ma lo scopo del lavoro \u00e8 quello di mostrare come lo scrittore abbia raggiunto un contatto popolare grazie ad alcuni strumenti giornalistici popolari come, appunto, il quotidiano. Alla fine del lavoro \u00e8 naturale che ci siano delle dimostrazioni documentarie. Mi riferisco ad una Mostra contenente le pagine interessate, le testate giornalistiche, i profili degli scrittori che avviarono un percorso di collaborazione e naturalmente a quegli scritti che poi formarono un testo (romanzo, come gi\u00e0 si affermava, o racconti o saggistica).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; Il tutto attraverso una schedatura didattica con un approccio chiaramente metodologico in quanto tutto l&#8217;intervento non pu\u00f2 che avere delle finalit\u00e0 pedagogiche rivolte anche al mondo della scuola. Scrittori e Terze pagine \u00e8 un rapporto che \u00e8 stato costante nel tempo ed ha segnato delle tappe di riflessioni molto attente. Si \u00e8 sempre pi\u00f9 intensificato questo dialogo e lo scrittore non solo ha pubblicato sui quotidiani racconti e critiche ma ha avuto la funzione del maestro pensante. Un fatto che tuttora ha una sua particola specificit\u00e0 e importanza. Ma sono quelle antiche Terze pagine che andrebbero recuperate. C&#8217;\u00e8 uno spaccato di letteratura che emerger\u00e0 con tutta la sua storia, con tutti i suoi personaggi, con tutte quelle avventure che hanno affascinato scrittori e giornalisti che vanno da Matilde Serao a Gabriele D&#8217;Annunzio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; &nbsp; &nbsp; Uno spaccato per ricostruire modelli di cultura ma anche per considerare, soprattutto oggi, quelle Pagine come un reale patrimonio storico. Un bene culturale appunto: da tutelare e da valorizzare. Su questa idea ci sono processi culturali che certamente andrebbero approfonditi grazie anche a strutture come le biblioteche che si prestano a creare dialettica intorno a tali importanti questioni e potrebbero ospitare delle mostre su testate storiche che hanno costituito un modello di fare cultura grazie a un confronto che \u00e8 stato (e lo \u00e8 tuttora) di natura pedagogica.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Micol Bruni\u00a0 Cultura e giornalismo. 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