{"id":89973,"date":"2026-05-08T22:26:43","date_gmt":"2026-05-08T22:26:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=89973"},"modified":"2026-05-08T22:26:44","modified_gmt":"2026-05-08T22:26:44","slug":"un-anno-con-leone-xiv-la-forza-disarmante-della-mitezza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=89973","title":{"rendered":"Un anno con Leone XIV, la forza disarmante della mitezza"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Leone-XIV.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"700\" height=\"374\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Leone-XIV.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-89974\" style=\"width:392px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Leone-XIV.jpg 700w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Leone-XIV-300x160.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong>Dodici mesi dopo l\u2019Habemus Papam, il pontificato di Robert Francis Prevost si \u00e8 imposto al mondo come una leadership morale che parla a bassa voce e tiene la postura del Vangelo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>La risposta a Trump nei cieli sopra l\u2019Algeria, il pellegrinaggio alle rovine di Ippona, la denuncia dei \u201ctiranni\u201d in Africa: gli orditi di un pontificato che non alza mai il tono e che, proprio per questo, comincia a farsi sentire ovunque<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><a><\/a> Era il crepuscolo dell\u20198 maggio 2025 quando un uomo dai capelli bianchi e dall\u2019aria mite si affacci\u00f2 dalla Loggia centrale di San Pietro. La piazza, in quell\u2019ora di luce viola, sembrava trattenere il respiro. Robert Francis Prevost, primo americano sul Soglio di Pietro, primo agostiniano nella storia bimillenaria della Chiesa, pronunci\u00f2 allora una frase che \u00e8 subito diventata la cifra del suo magistero:&nbsp;<em>\u00abLa pace sia con tutti voi\u2026 Questa \u00e8 la pace del Cristo Risorto, una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante\u00bb.<\/em>&nbsp;Una formula quasi geometrica, costruita per sottrazione, che da quella sera ha cominciato a viaggiare nei discorsi, nelle udienze, negli aeroporti, nelle cattedrali sparse per il mondo. Calcolano i vaticanisti che la parola \u201cpace\u201d ricorra pi\u00f9 di quattrocento volte nei suoi interventi del primo anno.<\/p>\n\n\n\n<p>A sentirlo, quella sera, si era capito subito che il nuovo Papa \u2013 eletto al quarto scrutinio, dopo un conclave breve come una notte d\u2019estate \u2013 non avrebbe alzato la voce. Lo dissero gli occhi, le mani che reggevano un foglietto fitto di appunti, il sorriso quieto. Lo confermarono i giorni successivi: il ritorno della mozzetta rossa, l\u2019anello del Pescatore consegnato dal cardinale Tagle, la casula di Giovanni Paolo II indossata per la Messa di inaugurazione davanti a duecentomila fedeli. Erano segni di una continuit\u00e0 ragionata, che molti hanno frainteso come restaurazione e che invece, oggi, a un anno di distanza, appare per ci\u00f2 che \u00e8: un linguaggio diverso per affermare idee e concetti cari anche al suo predecessore Francesco. Pochi giorni dopo, davanti ai cardinali, Prevost avrebbe citato la frase pi\u00f9 umile mai scritta da Agostino, quella che da allora torna come una filigrana nei suoi gesti: \u00abCi\u00f2 che sono per voi mi atterrisce; ci\u00f2 che sono con voi mi conforta\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La calma viene da lontano<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il tratto pi\u00f9 riconoscibile del pontificato \u00e8 una qualit\u00e0 che precede ogni scelta pubblica: una calma profonda, mai ostentata, che nasce da un lungo apprendistato. Le origini a Dolton, periferia sud di Chicago, raccontano gi\u00e0 molto. Una famiglia cattolica osservante, una casa modesta, una vita scandita dalla scuola, dalla preghiera e dal gioco di strada. I fratelli ricordano un ragazzo sereno, gi\u00e0 capace di mediare. Circola un piccolo apologo biografico: una baby gang affrontata con le parole, un potenziale scontro trasformato in amicizia. Robert Francis sapeva, fin da allora, leggere le situazioni e disinnescarle senza umiliare nessuno.<\/p>\n\n\n\n<p>A Villanova(unica universit\u00e0 agostiniana degli Stati Uniti) quel temperamento ha trovato una struttura. Laurea in matematica, poi teologia alla Catholic Theological Union di Chicago, infine il dottorato in Diritto canonico all\u2019Angelicum di Roma, con una tesi dedicata alla figura del priore: l\u2019autorit\u00e0 intesa come servizio alla comunione fraterna, il \u201cfarsi piccoli\u201d come metodo di governo. Da priore generale degli Agostiniani per due mandati, dal 2001 al 2013, ha girato il mondo e ascoltato. Quando, anni dopo, \u00e8 diventato vescovo a Chiclayo, in Per\u00f9, ha indossato gli stivali di gomma durante un\u2019alluvione e poi ha celebrato la Messa in cattedrale con la stessa cura: i fedeli lo descrivevano come ascoltatore paziente, capace di parlare con chiunque ma di evitare i discorsi a sproposito. Lo dicevano centrato, sobrio, fermo quando serve.<\/p>\n\n\n\n<p>Cresciuto cos\u00ec, \u00e8 diventato il \u201cmanager tranquillo\u201d descritto dai vaticanisti Christopher White e Marco Politi: un Papa che preferisce passare il microfono, condividere la parola, evitare di governare da solo. Il rifiuto del leader solitario \u00e8 in lui un\u2019ascesi pi\u00f9 che una strategia.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sono figlio di Sant\u2019Agostino<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSono un agostiniano, figlio di Sant\u2019Agostino\u00bb. Quel verso, pronunciato dalla Loggia, \u00e8 la chiave pi\u00f9 segreta del pontificato. Prevost porta sul petto due croci che custodiscono reliquie di Agostino, di sua madre Monica e di Leone Magno: tre nomi, tre tempi, una sola appartenenza. Il motto papale \u2013&nbsp;<em>In Illo uno unum<\/em>, \u00abIn Lui che \u00e8 uno, siamo uno\u00bb \u2013 \u00e8 un verso del Vescovo di Ippona. Da Agostino prende anche la categoria che meglio descrive il suo modo di stare al mondo: l\u2019inquietudine. Quella sete che torna a bussare, quel pungolo che impedisce di adagiarsi. \u00abCustodire l\u2019inquietudine\u00bb, ha detto ai giovani di Yaound\u00e9, \u00abperch\u00e9 \u00e8 l\u00ec che passa la voce di Dio\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Il pellegrinaggio nelle terre algerine, nell\u2019aprile 2026, ha mostrato che l\u2019agostinianit\u00e0 di Leone non \u00e8 ornamento biografico ma grammatica di governo. Le rovine di Ippona (oggi Annaba), sulla costa algerina, hanno offerto al mondo una di quelle immagini che restano. Il Papa che cammina tra le pietre della basilica dove Agostino predicava sedici secoli fa. Si ferma. Tace. \u00c8 il primo Pontefice a recarsi in Algeria, e arriva nel Paese musulmano portando con s\u00e9 la memoria dei diciannove martiri cristiani del \u201cdecennio nero\u201d, tra cui due religiose della stessa famiglia agostiniana del Papa. Sceglie il continente africano per il suo terzo viaggio internazionale: undici giorni, diciotto voli, diciottomila chilometri, venticinque discorsi, quattro Paesi: Algeria, Camerun, Angola, Guinea Equatoriale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La risposta che ha riconfigurato un anno<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Gli ultimi mesi hanno cambiato la temperatura. Da gennaio 2026 \u2013 il discorso al corpo diplomatico, la convocazione del nunzio al Pentagono, la lettera dei tre cardinali americani sulle politiche migratorie, e poi le derive neocoloniali dell\u2019Amministrazione Trump dal Venezuela a Cuba, da Gaza all\u2019Iran \u2013 un crescendo che il Papa, fino a quel momento incline a tenersi fuori dalla mischia personale, ha capito di dover affrontare. Lo storico delle religioni Massimo Faggioli l\u2019ha sintetizzato cos\u00ec: Leone \u00e8 stato spinto dalla storia a non ignorare la sfida.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo scorso aprile, alla vigilia del viaggio africano, il presidente americano lo ha attaccato pubblicamente sul proprio social, accusandolo di essere \u201cdebole sulla criminalit\u00e0\u201d e \u201cal servizio della Sinistra radicale\u201d. La risposta \u00e8 arrivata sull\u2019aereo per Algeri, davanti ai giornalisti, in poche righe: \u00abNon ho paura,n\u00e9 dell\u2019amministrazione Trump, n\u00e9 di parlare apertamente del messaggio del Vangelo. Ed \u00e8 quello che credo di essere chiamato a fare qui\u00bb. E ancora: \u00abIo non guardo al mio ruolo come a un politico. Il mio messaggio \u00e8 il Vangelo\u00bb. Una sola riga, un solo aggettivo ironico riservato al nome della piattaforma Truth, e la conversazione era chiusa. Silenzio, nei giorni successivi: era gi\u00e0 tutto detto. In quella manciata di parole c\u2019\u00e8 il cuore politico del pontificato. Leone ha scelto di non opporsi a Trump come avversario politico \u2013 la sua \u00e8 un\u2019altra postura: quella dell\u2019autorit\u00e0 che parla nel nome del Vangelo. \u00c8, in fondo, Agostino davanti all\u2019Impero. Nella&nbsp;<em>Citt\u00e0 di Dio<\/em>&nbsp;il Vescovo di Ippona aveva insegnato che la Chiesa convive con i poteri secolari, ma fa sentire la voce quando i valori del Vangelo vengono calpestati: a partire dai diritti dei pi\u00f9 vulnerabili. Da quel momento, le cancellerie hanno cominciato a registrare un nuovo soggetto morale sulla scena globale. Il&nbsp;<em>Washington Post<\/em>&nbsp;ha scritto di un Papa \u201ctrasformato\u201d, il Leone che \u201cha trovato il suo ruggito\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La denuncia profetica<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Africa \u00e8 stata in un certo senso l\u2019attuazione di quella postura. A Luanda, davanti al presidente angolano, Leone ha denunciato il neocolonialismo economico: \u00abQuanta sofferenza, quante morti, quante catastrofi sociali e ambientali porta con s\u00e9 questa logica estrattivistica!\u00bb. A Yaound\u00e9, davanti a Paul Biya, al potere da oltre quarant\u2019anni, ha chiesto un esame di coscienza sulla corruzione e sui diritti calpestati. A Bamenda, capoluogo della martoriata regione anglofona del Camerun, ha pronunciato la frase che ha sigillato l\u2019intero viaggio: \u00abBeati gli operatori di pace! Ma guai a chi manipola la religione e il nome stesso di Dio per i propri interessi militari, economici e politici, trascinando ci\u00f2 che \u00e8 sacro nelle tenebre e nel fango\u00bb. Una denuncia che, applicata al presente, traduce lo schema agostiniano dei due amori \u2014&nbsp;<em>amor sui<\/em>&nbsp;contro&nbsp;<em>amor Dei<\/em>&nbsp;\u2014 nella geografia politica del nostro tempo: la&nbsp;<em>libido dominandi<\/em>&nbsp;delle \u201cmanciate di tiranni\u201d contro la responsabilit\u00e0 verso gli ultimi.<\/p>\n\n\n\n<p>A Bata, in Guinea Equatoriale, Leone \u00e8 entrato per la prima volta da Pontefice in un carcere \u2013 seicentocinquanta detenuti, condizioni durissime denunciate da Amnesty International \u2013 sotto un acquazzone tropicale che non ha spento i canti. \u00abNessuno \u00e8 escluso dall\u2019amore di Dio\u00bb, ha improvvisato, prima di chiedere ai giudici e ai ministri \u00abuna giustizia che non punisca soltanto, ma aiuti a ricostruire le vite\u00bb. Lasciando il piazzale, scortato dalla sicurezza, ha sentito alle proprie spalle il coro dei detenuti: \u00abLibert\u00e0, libert\u00e0\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Disarmare le parole<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 una formula in cui il Papa ha condensato il proprio metodo: \u00abDisarmare le parole \u00e8 il primo passo per disarmare la Terra\u00bb. Lo slogan \u00e8 diventato programma. La sua geopolitica non \u00e8 quella dei blocchi ma delle responsabilit\u00e0: pace, s\u00ec, ma pace giusta; dialogo, s\u00ec, ma senza neutralit\u00e0 morale; mediazione, s\u00ec, ma senza equidistanze fittizie. Sull\u2019Ucraina ha chiamato l\u2019invasione russa con il suo nome \u2013 aggressione, imperialismo \u2013 e a Castel Gandolfo, lo scorso 9 dicembre, ricevendo Volodymyr Zelensky, ha aperto le porte a un negoziato che non sia un congelamento dell\u2019ingiustizia. Su Gaza, la sua parola \u00e8 grave senza mai essere evasiva: si \u00e8 posto dalla parte delle vittime, come a restituire volto a ci\u00f2 che la geopolitica riduce a numero.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 poi l\u2019altra grande sfida, intrecciata al nome che il Papa ha scelto: l\u2019intelligenza artificiale come questione antropologica. Da qui la&nbsp;<em>Rerum Digitalium<\/em>&nbsp;\u2013 circolata in Curia come ipotesi di enciclica \u2013 che ricalca il gesto del suo predecessore Leone XIII di fronte alla rivoluzione industriale. Un Papa matematico, primo nella storia con una laurea in matematica, che chiede algoritmi capaci di conservare \u201cvolto, voce e responsabilit\u00e0 umana\u201d. E che davanti ai movimenti popolari delle periferie, citando il titolo dell\u2019enciclica leonina, ha ripetuto un\u2019idea agostiniana semplice e tagliente: senza giustizia, lo Stato non \u00e8 uno Stato.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La forza \u00e8 la mitezza<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Resta il sorriso che molti hanno descritto come \u201crasserenante\u201d, la voce bassa che si sceglie i suoi silenzi. Tv2000 ha intitolato&nbsp;<em>La forza della mitezza<\/em>&nbsp;il documentario sui dodici mesi del pontificato, e l\u2019aggettivo non \u00e8 retorico. Mitezza, garbo, gentilezza, sobriet\u00e0: parole vecchie che, nel rumore digitale del nostro tempo, suonano controcorrente. Leone ha rifiutato esplicitamente la \u201ccomunicazione forte e muscolare\u201d. Predilige una grammatica capace, come ha detto ai giornalisti, di \u201criparare le reti\u201d anzich\u00e9 di romperle. Ha la pazienza dei missionari che ha imparato a cavallo nelle valli peruviane di Lambayeque per raggiungere comunit\u00e0 isolate.<\/p>\n\n\n\n<p>A un anno dall\u2019Habemus Papam, il bilancio \u00e8 di quelli che chiedono cautela. Quel che \u00e8 gi\u00e0 visibile, per\u00f2, somiglia molto all\u2019immagine offerta dal Papa stesso la sera dell\u20198 maggio: una pace che disarma il linguaggio prima di disarmare le mani. Una mitezza che non equivale a debolezza, ma che alla prova dei fatti diventa leva morale. Un fiore selvatico tra le crepe del cemento \u2014 l\u2019ha citato a Natale dal poeta Yehuda Amichai. Il campo, ha aggiunto Leone, ne ha bisogno.<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Sebastiano Catte &#8211; com.unica 8 maggio 2026<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dodici mesi dopo l\u2019Habemus Papam, il pontificato di Robert Francis Prevost si \u00e8 imposto al mondo come una leadership morale [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[42],"tags":[],"class_list":["post-89973","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-religion"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/89973","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=89973"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/89973\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":89975,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/89973\/revisions\/89975"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=89973"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=89973"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=89973"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}