{"id":90238,"date":"2026-05-15T08:52:55","date_gmt":"2026-05-15T08:52:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=90238"},"modified":"2026-05-15T08:52:55","modified_gmt":"2026-05-15T08:52:55","slug":"giuseppe-berto-e-i-racconti-la-parola-che-scava-nel-buio-e-tra-le-ombre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=90238","title":{"rendered":"Giuseppe Berto e i Racconti. La parola che scava nel buio e tra le ombre"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1000247404.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1000247404-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-90239\" style=\"width:322px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1000247404-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1000247404-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1000247404-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1000247404-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1000247404-2048x1536.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em>Pierfranco Bruni\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Se dovessi entrare, anzi rientrare, nel mondo &#8211; labirinto letterario e umano di Giuseppe Berto,&nbsp; scrittore di immenso spessore del Novecento europeo, punterei fortemente sui Racconti. Costituiscono un laboratorio non solo semantico ma esistenziale e letterario.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Giuseppe Berto \u00e8 scrittore di terra e di nevrosi. \u00c8 scrittore di guerra e di psiche. \u00c8 scrittore che parte dal fango e arriva all\u2019anima. Non ha bisogno di grandi sistemi. Ha bisogno di voce. Ha bisogno di racconto. I suoi&nbsp; \u00abRacconti\u00bb sono questo. Sono scavo. Sono confessione. Sono diario che si fa letteratura. Sono letteratura che non dimentica il sangue perch\u00e9 non dimentica il senso della scrittura.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Berto viene dalla guerra. Viene dalla prigionia. Viene dal silenzio. E quando torna, torna con la parola rotta. Torna con la parola che balbetta. Torna con la parola che cerca senso. In questo c&#8217;\u00e8 la corazza di una letteratura fatta di anima. I suoi \u00abRacconti\u00bb vivono di due caratteristiche ci dice Berto parlando proprio dei suoi racconti. Ovvero: \u00abDue sono le caratteristiche che ho mantenuto attraverso le mie quasi incontrollate evoluzioni: la felicit\u00e0 del narrare e una vena di romanticismo che tenacemente s&#8217;accompagna prima alle crudezze del neorealismo e poi allo humour del psicologismo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 in \u00abGuerra in camicia nera\u00bb del 1955 c&#8217;\u00e8 il diario. \u00c8 documento. \u00c8 passaggio dal neorealismo allo psicologismo. \u00c8 passaggio dal fatto al sentimento. Dal fatto al male. Il male non \u00e8 pi\u00f9 fuori. Il male \u00e8 dentro. Il male \u00e8 oscuro. E il buio non si vede. Il buio si vive.&nbsp; Vivendolo racconta di una testimonianza profonda. Infatti importanti suoi&nbsp; \u00abRacconti\u00bb nascono l\u00ec. Nascono quando la nevrosi da angoscia lo blocca per quasi un decennio. Nascono quando la parola diventa cura. Nascono quando la scrittura diventa terapia e oltre. Non \u00e8 letteratura di salotto. \u00c8 letteratura di stanza. Di stanza d\u2019albergo. Di stanza di clinica. Di stanza di provincia. La provincia di Berto \u00e8 Mogliano. \u00c8 Veneto. \u00c8 terra che tace. Terra che nasconde. Terra che non perdona. \u00c8 la Calabria immensa e dolorante. \u00c8 il mare le cui onde scrosciano tra gli scogli e il tempo di Capo Vaticano.<\/p>\n\n\n\n<p>Berto non \u00e8 solenne. \u00c8 piuttosto amaro con l&#8217;ironiae il sorriso. Ride per non piangere. Ride per non impazzire. Il suo umorismo \u00e8 umorismo di chi ha visto la guerra. \u00c8 umorismo di chi ha visto il padre morire di cancro. \u00c8 umorismo di chi ha visto s\u00e9 stesso perdersi e ritrovarsi lungo i viaggi e l&#8217;attesa&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Infatti in molti \u00abRacconti\u00bb c\u2019\u00e8 il grottesco. C\u2019\u00e8 il meccanico Febo C\u00f2rtore di \u00abLa Luna \u00e8 nostra\u00bb del 1957. C\u2019\u00e8 il giornalista che \u00e8 Berto stesso. C\u2019\u00e8 l\u2019incontro impossibile. C\u2019\u00e8 l\u2019assurdo. C\u2019\u00e8 il dialogo che non chiude. C\u2019\u00e8 la vita che non chiude. E il lettore resta l\u00ec. Resta sospeso. Resta tra riso e angoscia nell\u2019attesa di un vento di roccia.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 stile che ricorda Pavese. Pavese della collina. Pavese della solitudine. Ma Pavese \u00e8 mito. Berto \u00e8 nevrosi. Pavese \u00e8 destino. Berto \u00e8 malattia. Pavese \u00e8 destino che si accetta. Berto \u00e8 destino che si combatte. E il combattimento \u00e8 parola. \u00c8 pagina. \u00c8 racconto. Pavese e Berto sono la Calabria greca che recuperano Pirandello non solo del teatro ma degli abissi di \u00abMal giocondo\u00bb. Pirandello della maschera e dell\u2019umorismo. Ma Pirandello \u00e8 filosofia. Berto \u00e8 corpo. Berto \u00e8 sudore. Berto \u00e8 notte insonne. Berto \u00e8 terapia.&nbsp; Mentre Pavese \u00e9 mito e soprattutto l&#8217;anima di Leuc\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiaramente uno dei temi centrali&nbsp; \u00e8 il male oscuro. Il male che non ha nome. Il male che non ha volto. Il male che non ha causa. Il male che non si vince. Si convive. Si racconta. Si scrive.&nbsp; Berto Pirandello e Pavese non descrivono il male. Lo vivono e lo trasfigurano in scrittura.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nei \u00abRacconti\u00bb di Berto il male oscuro \u00e8 amore e fallimento. \u00c8 paternit\u00e0.&nbsp; E cerca una casa come Ulisse che cerca Itaca. Ma la casa di Berto \u00e8 interiore. \u00c8 la casa della mente. E la mente \u00e8 in guerra. \u00c8 in guerra con s\u00e9 stessa. \u00c8 in guerra con il mondo. Cerca un&#8217;isola e la trova proprio in Capo Vaticano.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco perch\u00e9 i \u00abRacconti\u00bb sono moderni. Sono moderni perch\u00e9 parlano di nevrosi. Parlano di ansia. Parlano di angoscia. Parlano di terapia. Parlano di psicoanalisi. Berto incontra Nicola Perrotti. Incontra l\u2019abruzzese che lo cura. Incontra la parola che ascolta. E la parola che ascolta diventa parola che salva. Non salva del tutto. Salva di quel tanto che basta per scrivere un\u2019altra pagina. La pagina diventa la ricerca e l&#8217;attesa.<\/p>\n\n\n\n<p>Berto non \u00e9 letterariamente figlio di Verga. Ma come pi\u00f9 volte sottolineato dalla critica letteraria \u00e8 figlio di Svevo e della coscienza nelle metafore di Zeno e oltre Zeno. \u00c8 l\u2019inquietudine oltre il tempo di Zeno. Perch\u00e9 \u00e9&nbsp; molto vicino a C\u00e9line del \u00abViaggio al termine della notte\u00bb. Vicino a C\u00e9line del linguaggio basso, della rabbia, del nichilismo. Ma&nbsp; Berto \u00e8 ricerca e cerca un&#8217;uscita di sicurezza per dirla con Silone. Berto cerca la luce nel bosco.<\/p>\n\n\n\n<p>I \u00abRacconti\u00bb di Berto sono mestiere di vivere. Mestiere di vivere nel senso pavesiano ovvero un mestiere di vivere come mestiere di morire un poco ogni giorno. Mestiere di vivere come mestiere di resistere.&nbsp; Ci\u00f2 \u00e8 nella scrittura il grido del silenzio e della solitudine apounto cercata e trovata. Non d\u00e0 soluzioni. Berto d\u00e0 testimonianza. Testimonia che si pu\u00f2 stare nel buio. Testimonia che si pu\u00f2 parlare del buio. Testimonia che la parola salva. Non salva la vita. Salva il senso. Salva il senso di aver vissuto.&nbsp; Il suo linguaggio \u00e8 il coraggio del rischio. Mai il risentimento di aver vissuto o non vissuto tra il silenzio e le macerie.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>I \u00abRacconti\u00bb sono brevi. Sono a volte schegge. Schegge di memoria. Schegge di guerra. Schegge di amore. Schegge di clinica. E le schegge fanno male e restano come resta la parola.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La parola resta come resta il male oscuro. Resta per essere detto. Resta per essere nominato. Pur nel vento di un anonimo veneziano. I \u00abRacconti\u00bb sono sul filo della soglia. Sono porta. Porta che si apre sul buio. E nel buio c\u2019\u00e8 voce. C\u2019\u00e8 voce che non si arrende. C\u2019\u00e8 una voce che ride che piange che scrive.&nbsp; La scrittura resta. Resta come resta il male oscuro. Resta per dirci che l\u2019uomo non \u00e8 eroe. L\u2019uomo \u00e8 uomo. L\u2019uomo cade. L\u2019uomo si rialza. L\u2019uomo racconta. E nel raccontare vive.&nbsp; Il senso e il tempo. La notte e l&#8217;aurora. Berto \u00e8 lo scrittore della coerenza nel fallimento della modernit\u00e0. Cosa resta alla fine? Ci\u00f2 che lo stesso Berto sottolinea: \u00ab&#8230;l\u2019unica via d\u2019uscita, che ha valore soltanto rispetto a se stessi, \u00e8 combattere giorno dopo giorno per preservare dal maligno la propria coscienza e soltanto essa\u201d.&nbsp;l\u2019unica via d\u2019uscita, che ha valore soltanto rispetto a se stessi, \u00e8 combattere giorno dopo giorno per preservare dal maligno la propria coscienza e soltanto essa\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pierfranco Bruni\u00a0 Se dovessi entrare, anzi rientrare, nel mondo &#8211; labirinto letterario e umano di Giuseppe Berto,&nbsp; scrittore di immenso [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[22],"tags":[],"class_list":["post-90238","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-libros-y-revistas-literatura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/90238","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=90238"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/90238\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":90240,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/90238\/revisions\/90240"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=90238"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=90238"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=90238"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}