{"id":9040,"date":"2019-12-23T20:51:17","date_gmt":"2019-12-23T20:51:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=9040"},"modified":"2019-12-23T20:51:17","modified_gmt":"2019-12-23T20:51:17","slug":"quasi-un-racconto-di-natale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=9040","title":{"rendered":"QUASI UN RACCONTO DI NATALE"},"content":{"rendered":"<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-9040 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=9041'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/NONNA-E-NIPOTE-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-9041\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<figcaption class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-9041'>\n\t\t\t\tAn elderly grandmother looking at and stroking an adult granddaughter at home.\n\t\t\t\t<\/figcaption><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=9042'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/Georges_Bernanos-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=9043'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/MADONNA-CON-BAMBINO-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>QUASI UN RACCONTO DI NATALE<\/p>\n<p>di Giuseppe Lalli<\/p>\n<p>L\u2019AQUILA &#8211; Mi capitava da ragazzo, soprattutto al termine delle lezioni, mentre aspettavo la corriera che dall\u2019Aquila mi avrebbe riportato al paese e faceva freddo, di sedermi al tavolo di un grande Caff\u00e8 aquilano, uno di quei locali che avrebbe ricordato i Caff\u00e8 parigini, se non fosse stato per una certa atmosfera provinciale che vi si respirava. Non lo dico certo per snobismo: io adoro la provincia italiana, con quella sonnolenza che attenua i colori delle passioni, non disdegna il calore umano e alimenta la riflessione pigra ma perseverante.<\/p>\n<p>Mi capitava allora, mentre ripassavo una lezione o scrivevo degli appunti, di gettare uno sguardo ai vicini di tavolo e di porgere un orecchio alle loro conversazioni. Questo non succedeva perch\u00e9 fossi interessato ai fatti degli altri, ma solo perch\u00e9 credevo, e credo, che gli esseri umani siano, nonostante tutto, gli \u201canimali\u201d pi\u00f9 interessanti che ci sia dato di incontrare. Ero altres\u00ec animato dalla voglia di verificare&#8230;sul campo che, al di l\u00e0 delle condizioni e delle convenzioni, siamo, come suol dirsi, tutti sulla stessa barca, nutriamo, in fondo all\u2019anima, le stesse speranze, e condividiamo le stesse illusioni e paure.<\/p>\n<p>Credo di aver imparato dall\u2019esperienza che il gran teatro della vita \u00e8 sempre pi\u00f9 interessante e sorprendente del teatro dell\u2019arte. Non avevo ancora letto di quel grande scrittore francese, George Bernanos (1888-1948), che scriveva nel tempo libero che gli lasciava la sua professione di ispettore assicurativo, e lo faceva durante i viaggi in treno, o seduto ai tavoli dei Caff\u00e8 (anche lui). Anche lui di tanto in tanto sentiva il bisogno di staccare lo sguardo dal foglio e posarlo sul viso delle persone che gli stavano vicine. Lo faceva per non perdere il contatto con la realt\u00e0, e forse per ricordare a se stesso che la letteratura ha sempre per tema la vita e gli uomini in carne e ossa.<\/p>\n<p>Ma veniamo al racconto.<\/p>\n<p>C\u2019era, vicino al mio tavolo, una donna anziana che, a giudicare dall\u2019abbigliamento, sembrava venuta da uno dei nostri paesi. Parlava amabilmente con una ragazza che la chiamava \u201cnonna\u201d. La donna anziana mostrava ancora sul volto i segni di una bellezza che il tempo aveva scalfito ma non cancellato, quella bellezza ineffabile che brilla spesso nel viso delle donne italiane. La ragazza, moretta e minuta, aveva un viso grazioso e uno sguardo pieno d\u2019istinto. S\u2019indovinava, dalle loro parole, un affetto forte, e quella complicit\u00e0 che c\u2019\u00e8 solo tra nonni e nipoti.<\/p>\n<p>La giovane accennava ai suoi problemi di adolescente, alle incomprensioni con i genitori e alle ristrettezze economiche della famiglia. La nonna l\u2019ascoltava con molta pazienza, emettendo ogni tanto un sospiro, come a voler sottolineare che si calava nei suoi panni. Le ripeteva: \u201cFiglia me\u2019, ci v\u00f2le pacenzia&#8230;\u201d (Figlia mia, ci vuole pazienza\u2026).<\/p>\n<p>Alla fine della conversazione, si alzarono. La nonna and\u00f2 a pagare la consumazione e fece alla nipote il regalo di una banconota. Mentre uscivano sentii dire dalla donna anziana: \u201cIo t\u2019ho sempre voluto bene e sempre te ne vorr\u00f2. Tu lo sa\u2019 che t\u2019aiuter\u00f2 sempre. Tu si\u2019 brava co\u2019 lla famiglia, me raccommanno, e la Madonna t\u2019accompagna\u201d.<\/p>\n<p>Fuori, le vetrine dei negozi erano piene di addobbi natalizi. Si udiva in lontananza il suono delle zampogne (a quel tempo ancora si vedevano in giro), fiocchi di neve cominciavano a volteggiare nel cielo cupo. Nell\u2019aria ovattata risuonavano le voci: \u201cAuguri!\u201d, \u201cBuon Natale!\u201d.<\/p>\n<p>Nonna e nipote le vidi prendere la strada che conduce alla chiesa di San Bernardino. Le abbracciai con lo sguardo finch\u00e9 potei. La voce della nonna risuon\u00f2 a lungo nelle mie orecchie (\u201cLa Madonna t\u2019accompagna\u201d\u2026). Mentre sparivano alla mia vista, ebbi la sensazione, che mi accompagna tuttora, che camminassero ai bordi dell\u2019infinito&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; QUASI UN RACCONTO DI NATALE di Giuseppe Lalli L\u2019AQUILA &#8211; Mi capitava da ragazzo, soprattutto al termine delle lezioni, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[43,10],"tags":[],"class_list":["post-9040","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-historias","category-italiano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9040","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=9040"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9040\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=9040"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=9040"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=9040"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}