{"id":90502,"date":"2026-05-19T13:27:42","date_gmt":"2026-05-19T13:27:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=90502"},"modified":"2026-05-19T13:27:43","modified_gmt":"2026-05-19T13:27:43","slug":"la-grecita-profonda-dalla-antologia-palatina-a-foscolo-da-leonida-a-quasimodo-un-itinerario-mediterraneo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=90502","title":{"rendered":"La grecit\u00e0 profonda. Dalla Antologia Palatina a Foscolo. Da Leonida a Quasimodo. Un itinerario mediterraneo\u00a0"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1000094660.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"630\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1000094660-630x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-90503\" style=\"width:326px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1000094660-630x1024.jpg 630w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1000094660-185x300.jpg 185w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1000094660-768x1248.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1000094660-946x1536.jpg 946w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1000094660-1261x2048.jpg 1261w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1000094660.jpg 1576w\" sizes=\"(max-width: 630px) 100vw, 630px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em>di Pierfranco Bruni<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>I Mediterranei sono una geo cultura nella geografia del tempo. Un tempo metafisico che lega e unisce, intreccia e consolida memorie e destini. La letteratura \u00e8 una comparazione tra luoghi e spazio. Esempi e timonianze tra voci e parole che si focalizzano nel cuore delle civilt\u00e0, dei popoli, delle epoche.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono i \u201cPoemi conviviali\u201d dell\u2019ultimo Pascoli che diventano sintesi e percorsi di una poetica della grecit\u00e0 che racchiude il senso del viaggio che ha un suo incipit nella poetica di Leonida di Taranto sino al Foscolo isolano e dolente dei sonetti che recitano la bellezza e il tragico. Il canto di Leonida \u00e8 canto della partenza nel viaggio onirico e geografico della Magna Grecia pre e post omerica. Un recitativo tra vita e morte che interesser\u00e0 un inquietante ulissismo che riguarda proprio i poeti della Taranto di una Magna Grecia lirica. Come il caso di Raffaele Carrieri, poeta della fuga e del viaggio che recupera Leonida.<\/p>\n\n\n\n<p>Vita e morte sono un indissolubile attraversamento nell\u2019Ermetico Leonida che offre la voce agli Ermetici versi quasimodiani della sera. Il pianto della vecchia Maronide di Leonida di Taranto porta nella voce e nel verso l\u2019ironia dell\u2019epigramma greco. Anticipa tutto ci\u00f2 che si ascolter\u00e0 nella lirica latina. Il mondo latino trasferisce ambienti e costruzioni in una innovazione virgiliana.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec Leonida:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSi lamenta<\/p>\n\n\n\n<p>anche sotto terra: non per i figli<\/p>\n\n\n\n<p>o il marito lasciati senza nulla.<\/p>\n\n\n\n<p>Piange solo per il calice vuoto\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Poeta esistenzialista, Leonida. Trova nelle strade il vissuto e le interpretazioni delle esistenze. A Leonida di Taranto, Salvatore Quasimodo deve il suo approccio \u201cermetico\u201d nel passaggio tra la grecit\u00e0 e la latinit\u00e0 nel suo apparentarsi con i Lirici.<\/p>\n\n\n\n<p>I Lirici greci e latini in un percorso che si vive nella Antologia Palatina. Quasimodo traduce da poeti e l\u2019impatto con il vocabolario lirico \u00e8 molto pi\u00f9 forte rispetto ad un traduttore di mestiere. Leonida, in modo particolare, rappresenta la grecit\u00e0 antica.<\/p>\n\n\n\n<p>Infatti il suo contesto \u00e8 quello degli anni 330 o 320 a.C. fino al 260 a.C. circa. Era nato a Taranto e, dopo lunghe erranze, muore ad Alessandria d\u2019Egitto. Il poeta dell\u2019esilio e nell\u2019esilio scopre il senso del viaggio. La Magna Grecia e l\u2019Egitto. Terre orfiche attraverso le quali il viaggio diventa un pellegrinaggio per scavi di memorie. La grecit\u00e0 sommessa. \u201c\u2026la corda\u2026 mediterranea\u2026\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La virgilianit\u00e0 che recupera l\u2019omerico senso del viaggio. Il pianto antico. Il vento che raccoglie le ore di Tindari. La madre nella sua \u201cdulcissima\u201d ora. Il padre tra le macerie della guerra e del tempo che diventa rovina di una nostalgica memoria.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Salvatore Quasimodo in una religiosa parola che diventa linguaggio dell\u2019uomo nella sua contemporaneit\u00e0 e nella sua pietas. Una madre. Una terra. La ricerca della cristianit\u00e0. Salvatore Quasimodo ha cercato di leggere la madre e la terra con la spiritualit\u00e0 e la testimonianza.<\/p>\n\n\n\n<p>Si intreccia cos\u00ec il rito pagano e quello cristiano. La Magna Grecia \u00e8 un intreccio. . I lirici greci. Soprattutto Leonida di Taranto. La sua \u00e8 un abitare il vento e le voci greche del Mediterraneo.<\/p>\n\n\n\n<p>Quasimodo:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIl greco ritornava a essere ancora un\u2019avventura, un destino a cui i poeti non possono sottrarsi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>A Leonida di Taranto dedica, oltre alla traduzione, un saggio di straordinaria valenza estetica. L\u2019esilio interiore di Leonida \u00e8 il suo esilio in viaggio. Un Quasimodo legato profondamente a Leonida e a D\u2019Annunzio.<\/p>\n\n\n\n<p>Leonida sembra una costante nel vissuto greco di Quasimodo. Leonida nel vento di Taranto recita:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cRiposo molto lontano dalla terra d\u2019Italia<\/p>\n\n\n\n<p>e di Taranto mia Patria<\/p>\n\n\n\n<p>e ci\u00f2 m\u2019\u00e8 pi\u00f9 amaro della morte.<\/p>\n\n\n\n<p>Tale destino hanno i nomadi<\/p>\n\n\n\n<p>a conclusione della loro inutile vita!<\/p>\n\n\n\n<p>Le Muse per\u00f2 mi hanno caro<\/p>\n\n\n\n<p>ed a compenso delle mie afflizioni<\/p>\n\n\n\n<p>mi offrono una dolcezza di miele.<\/p>\n\n\n\n<p>Il nome di Leonida non tramonta per esse:<\/p>\n\n\n\n<p>i loro doni lo testimoniano sino all\u2019ultimo sol\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Di Leonida dir\u00e0:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\u2026 era un uomo libero, figlio di una citt\u00e0 che ai tempi in cui vi abitava era ancora l\u2019emblema di una confederazione civile nemica dei compromessi e favorevole al rispetto dei diritti dell\u2019uomo\u2026\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Una terra che \u00e8 isola. Un\u2019isola che \u00e8 mondo arabo e greco. Cristianit\u00e0 e rivelazione. La stessa terra, lo stesso viaggio, lo stesso camminamento esistenziale.<\/p>\n\n\n\n<p>La poesia che si fa lirismo spirituale in un canto in cui l\u2019epigrammismo diventa nostalgico senso della terra e del mare in un tempo si attraversa:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cun pellegrinaggio nel Mediterraneo\u201d (Quasimodo).<\/p>\n\n\n\n<p>Leonida, nomade tra terre e parole, diventa per Quasimodo il porto mai sepolto e sempre veliero tra le onde. Dir\u00e0:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCome Odisseo il suo marinaio affronta la solitudine. Ma qui l\u2019avventura non ha i contorni del poema omerico ed \u00e8 \u2026 antiromantica\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Quasimodo trova in Leonida il punto di incontro con il viaggio e l\u2019estetica come lo vivr\u00e0 con D\u2019Annunzio in un saggio del 1939:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c\u2026 a D\u2019Annunzio aggiungeremo che egli fu l\u2019ultimo poeta nostro che abbia predato la solitudine necessaria al suo lavoro, senza cadere in servit\u00f9 di alcuno. Oggi i poeti si muovono fra coltelli\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra Leonida e D\u2019Annunzio, Quasimodo, con La Pira, vive i naufragi e le tempeste in un viaggio migrante e da esule in una terra chiamata isola e mare attraversando i luoghi di Virgilio e di Dante. In una terra dall\u2019alba nuova che verr\u00e0 vissuta come una vita nuova (nova). Cos\u00ec come \u00e8 stato in Leonida, esule e alla ricerca sempre della sua terra mai dimenticata.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec Leonida:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cPassate senza fare rumore oltre<\/p>\n\n\n\n<p>la mia tomba, non svegliate la vespa<\/p>\n\n\n\n<p>pungente che posa nel sonno. L\u2019ira<\/p>\n\n\n\n<p>di Ipponatte che ha osato scatenarsi<\/p>\n\n\n\n<p>contro i genitori, \u00e8 ora in pace.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma, attenti: le sue parole di fuoco<\/p>\n\n\n\n<p>possono bruciare pure dall\u2019Ade\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Un tempo immenso e un tempo metaforicamente infinito. Nel Quasimodo che rilegge Leonida si avvertono dei legami che hanno nella grecit\u00e0 una profonda visione omerica. L\u2019indefinito e il ritorno sono un sigillo che scava la vita e la morte. Il suo riflettere sulla morte ha anche una visione onirica.<\/p>\n\n\n\n<p>In Leonida si ascolta:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cInfinito fu il tempo, uomo, prima<\/p>\n\n\n\n<p>che tu venissi alla luce, e infinito<\/p>\n\n\n\n<p>sar\u00e0 quello dell\u2019Ade. E quale parte<\/p>\n\n\n\n<p>di vita qui ti spetta, se non quanto<\/p>\n\n\n\n<p>un punto, o, se c\u2019\u00e8, qualcosa pi\u00f9 piccola<\/p>\n\n\n\n<p>di un punto? Cos\u00ec breve la tua vita<\/p>\n\n\n\n<p>e chiusa, e poi non solo non \u00e8 lieta,<\/p>\n\n\n\n<p>ma \u00e8 assai pi\u00f9 triste dell\u2019odiosa morte.<\/p>\n\n\n\n<p>Con una simile struttura d\u2019ossa<\/p>\n\n\n\n<p>tenti di sollevarti fra le nubi nell\u2019aria!<\/p>\n\n\n\n<p>Tu vedi, uomo, come tutto \u00e8 vano:<\/p>\n\n\n\n<p>all\u2019estremo del filo c\u2019\u00e8 un verme<\/p>\n\n\n\n<p>sulla trama non tessuta dalla spola.<\/p>\n\n\n\n<p>Il tuo scheletro \u00e8 pi\u00f9 tetro<\/p>\n\n\n\n<p>di quello di un ragno. Ma tu<\/p>\n\n\n\n<p>che, giorno dopo giorno, cerchi<\/p>\n\n\n\n<p>in te stesso, vivi con lievi pensieri,<\/p>\n\n\n\n<p>e ricorda solo di che paglia sei fatto\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La morte e la terra. Il viaggio e la grecit\u00e0. La sensualit\u00e0 e gli echi che hanno simboli e miti. Il confronto tra Leonida e Quasimodo \u00e8 un itinerario errante. Resta tale. Leonida muore lontano dalla sua terra. Quasimodo (Cfr. Video di Pierfranco Bruni \u201cIl suono e la parola. Un errare che accomuna due poeti di epoche distante tra il tempo tracciato e il tempo vissuto tra la grecit\u00e0 e l\u2019Egitto in una griglia di simboli e di archetipi che recitano la vita e la morte. Leonida \u00e8 l\u2019errante che vive costantemente nel viaggio reale e metaforico del figlio di Modica.<\/p>\n\n\n\n<p>Una erranza che \u00e8 completamente attraversata dalla nostalgia. La nostalgia del tempo che della in \u2013 finitudine un immaginario che ha il canto della grecit\u00e0 profonda. Una \u201cterra impareggiabile\u201d come la vita come la morte: \u201cNon ho paura della morte, \/ come non ho avuto timore della vita\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Leonida di Taranto, dunque, \u00e8 il riferimento di una grecit\u00e0 diffusa e immensa dentro un itinerario che ha una centralit\u00e0 nell\u2019orfico percorso tra mito e rito che accompagna sia Ibico che tutta la Magna Grecia. I pilastri restano i modelli greci catturati dalla lirica latina catulliana, ma si immerge in tutto il contesto che sar\u00e0 stilnovista e prima scuola siciliana. Elementi che portano a tutto il primo Novecenuo radicato tra Foscolo, Alfieri e Pirandello di \u201cMal giocondo\u201d in una temperie dannunziana. Foscolo ha la sua Itaca Zacinto. Pirandello la sua greca araba Girgenti. Leonida la sua Taranto sulle sponde del fiume e dei mari.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec nel Novecento del Carrieri pellegrino e viandante. Leonida il poeta Magno Greco nel Mediterraneo delle letterature. Un Mediterraneo che incrocia destini e profezia in una geo cultura che pone al centro il tempo e non la storia. Pone al centro il labirinto e non il caos. Un viaggio tra memoria mare e madre.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Pierfranco Bruni I Mediterranei sono una geo cultura nella geografia del tempo. 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