{"id":90512,"date":"2026-05-19T18:43:13","date_gmt":"2026-05-19T18:43:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=90512"},"modified":"2026-05-19T18:43:13","modified_gmt":"2026-05-19T18:43:13","slug":"magnifica-humanitas-il-papa-lalgoritmo-e-le-cose-nuove","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=90512","title":{"rendered":"MAGNIFICA HUMANITAS: IL PAPA, L\u2019ALGORITMO E LE COSE NUOVE"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Il-testo-di-Prevost.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"500\" height=\"419\" data-id=\"90513\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Il-testo-di-Prevost.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-90513\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Il-testo-di-Prevost.jpg 500w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Il-testo-di-Prevost-300x251.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Screenshot<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Magnifica_Humanitas.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"700\" height=\"394\" data-id=\"90514\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Magnifica_Humanitas.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-90514\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Magnifica_Humanitas.jpg 700w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Magnifica_Humanitas-300x169.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Luned\u00ec 25 maggio, nell\u2019Aula nuova del Sinodo, Leone XIV presenter\u00e0 la prima Enciclica papale dedicata alla sfida dell&#8217;intelligenza artificiale. Accanto a lui anche un cofondatore di Anthropic. Una data, una firma, un nome: tre coordinate per capire dove stiamo andando.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Roma, 19 maggio 2026<\/em> &#8211; Un comunicato di poche righe proveniente dalla Sala stampa della Santa Sede ha annunciato ieri che la prima enciclica di <strong>Leone XIV<\/strong> si chiamer\u00e0 <em>Magnifica Humanitas<\/em> e che verr\u00e0 presentata<strong> luned\u00ec 25 maggio<\/strong>, alle undici e trenta, nell\u2019Aula nuova del Sinodo. Il Papa ha firmato il documento il 15 maggio: 135 anni esatti dopo che un altro Leone, il tredicesimo, aveva apposto la sua firma alla <em>Rerum Novarum<\/em>. La coincidenza \u00e8 troppo precisa per essere casuale. Anzi, non \u00e8 una coincidenza affatto: \u00e8 una citazione. Il sottotitolo dell\u2019enciclica, <em>Sulla custodia della persona umana nel tempo dell\u2019intelligenza artificiale<\/em>, dichiara con sobriet\u00e0 il perimetro del testo. Ma \u00e8 il parterre dei relatori, il giorno della presentazione, a rivelare di quale tipo di documento si tratti. Con i cardinali <strong>V\u00edctor Manuel Fern\u00e1ndez<\/strong> e<strong> Michael Czerny<\/strong> &#8211; prefetti della Dottrina della Fede e dello Sviluppo Umano Integrale &#8211; siederanno <strong>Anna Rowlands<\/strong>, teologa politica della Durham University;<strong> Leocadie Lushombo<\/strong>, teologa congolese alla Jesuit School of Theology di Santa Clara; e <strong>Christopher Olah<\/strong>, cofondatore di Anthropic, responsabile della ricerca sull\u2019interpretabilit\u00e0 dei modelli di intelligenza artificiale. Concluderanno il cardinale segretario di Stato <strong>Pietro Parolin<\/strong> e lo stesso <strong>Leone XIV,<\/strong> che terr\u00e0 personalmente l\u2019intervento finale: una presenza che, nelle abituali coreografie curiali della presentazione di un\u2019enciclica, \u00e8 infrequente al punto da diventare, di per s\u00e9, un messaggio.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 un dettaglio che vale la pena fissare. Olah non rappresenta uno qualsiasi degli \u00abarchitetti dell\u2019intelligenza artificiale\u00bb &#8211; espressione che il <em>Time<\/em> ha usato di recente per i fondatori delle aziende del settore. Rappresenta l\u2019unica big tech americana che, lo scorso febbraio, ha rifiutato al Pentagono un accesso senza vincoli ai propri modelli, finendo per essere designata dall\u2019amministrazione Trump come \u00abrischio per la catena di approvvigionamento\u00bb: etichetta storicamente riservata ad avversari stranieri. Il Vaticano, luned\u00ec, lo far\u00e0 sedere accanto al Papa. Non per sfidare Washington &#8211; Leone XIV \u00e8 troppo disciplinato per farlo &#8211; ma per indicare, con un solo gesto visibile, che nella Silicon Valley esistono interlocutori disposti a dialogare e costruire un percorso comune con la Chiesa.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quello che fu la Rerum Novarum<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Per capire bene il contesto occorre tornare indietro di 135 anni, al 15 maggio 1891. Quel giorno Leone XIII firm\u00f2 un testo che si apriva con due parole &#8211; <em>Rerum Novarum<\/em>, \u00abdelle cose nuove\u00bb &#8211; e che cambi\u00f2 la collocazione storica della Chiesa cattolica. L\u2019Europa industriale era una distesa di periferie operaie, di turni di dodici ore, di bambini nelle fabbriche, di salari da fame. Da una parte il capitale, dall\u2019altra il socialismo che predicava la rivoluzione. In mezzo, una Chiesa che fino a quel momento aveva parlato soprattutto di anime e di principi, e che con la <em>Rerum Novarum<\/em> &#8211; quasi per la prima volta &#8211; accett\u00f2 di parlare anche di salari, di orari, di propriet\u00e0, di associazioni sindacali. Riconobbe la dignit\u00e0 del lavoro, condann\u00f2 la concentrazione della ricchezza, sostenne il diritto degli operai a unirsi. Fond\u00f2 ci\u00f2 che chiamiamo \u00abdottrina sociale\u00bb. Non fu un manifesto rivoluzionario: fu il rifiuto, da parte del cattolicesimo, di lasciare alla sola modernit\u00e0 il monopolio della parola sulle cose nuove.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 questa la mossa che Robert Francis Prevost sta replicando &#8211; non per imitazione, ma per omologia di situazione. Anche oggi le cose nuove sono cose grandi: la potenza di calcolo si concentra in pochissime aziende, il lavoro intellettuale rischia di essere ridisegnato dall\u2019esterno, i bambini crescono con interlocutori statistici che parlano con voce umana. La domanda \u00e8 la stessa di un secolo e trentacinque anni fa, soltanto rivolta a un altro materiale: <em>chi appartiene a chi?<\/em> La tecnologia all\u2019uomo, o l\u2019uomo alla tecnologia?<\/p>\n\n\n\n<p>Che la prima enciclica di Leone XIV sarebbe stata su questi temi, il Papa stesso, in modo quasi didascalico, lo aveva lasciato intendere fin dai giorni dell\u2019elezione. Subito dopo la sua scelta del nome &#8211; un Leone che dichiarava, senza ambiguit\u00e0, la genealogia &#8211; aveva spiegato che la Chiesa doveva offrire \u00abla sua dottrina sociale in risposta agli sviluppi nel campo dell\u2019intelligenza artificiale, che pongono nuove sfide per la difesa della dignit\u00e0 umana e del lavoro\u00bb. Da allora, l\u2019argomento \u00e8 tornato in gran parte dei suoi interventi pubblici. Nel messaggio del 17 giugno 2025 alla Conferenza di Roma su intelligenza artificiale, etica e governance, Leone scriveva che l\u2019AI \u00ab\u00e8 innanzitutto uno strumento\u00bb, e che \u00abgli strumenti rimandano all\u2019intelligenza umana che li ha prodotti e traggono molta della loro forza etica dalle intenzioni delle persone che li impugnano\u00bb. Una proposizione di apparente semplicit\u00e0, ma con un bordo affilato: chi impugna lo strumento ne \u00e8 responsabile. Il 5 dicembre 2025, ricevendo nella Sala del Concistoro i membri della Fondazione Centesimus Annus e della Strategic Alliance of Catholic Research Universities, ha posto la domanda nel modo pi\u00f9 nudo possibile: \u00abCome possiamo garantire che lo sviluppo dell\u2019intelligenza artificiale serva veramente per il bene comune, e non solo per concentrare ricchezza e potere nelle mani di pochi?\u00bb. E ha aggiunto: \u00abLa merce pi\u00f9 preziosa nei mercati oggi \u00e8 proprio nel settore dell\u2019intelligenza artificiale\u00bb. Tradotto: il problema \u00e8 materiale pi\u00f9 che metafisico. Nel discorso del 29 ottobre, pronunciato nel sessantesimo anniversario di <em>Nostra Aetate<\/em>, ha tracciato il confine teologico: l\u2019AI, \u00abse concepita come un\u2019alternativa agli esseri umani, pu\u00f2 ledere gravemente la loro dignit\u00e0 infinita e neutralizzare le loro responsabilit\u00e0 fondamentali\u00bb. Una macchina, per quanto sofisticata, non \u00e8 un\u2019anima. Non sar\u00e0 mai <em>imago Dei<\/em>. \u00c8 &#8211; secondo le sue parole al Builders AI Forum del 7 novembre &#8211; \u00abuna forma di partecipazione all\u2019atto creativo divino\u00bb, ma non un atto di creazione. Distinzione sottile, conseguenze enormi. Nel messaggio per la sessantesima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, <em>Custodire voci e volti umani<\/em>, Leone si \u00e8 spinto a un tema che attraverser\u00e0 certamente l\u2019enciclica: la dimensione antropologica della sfida. \u00abNon siamo una specie fatta di algoritmi biochimici, definiti in anticipo\u00bb. Il volto e la voce, scrive il Papa, sono sacri perch\u00e9 irripetibili; e l\u2019AI, simulandoli, simulando empatia e amicizia, \u00abinvade il livello pi\u00f9 profondo della comunicazione, quello del rapporto tra persone umane\u00bb. La sfida, insomma, \u00ab\u00e8 antropologica\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La preparazione, e il debito verso Francesco<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Non sarebbe corretto per\u00f2 affermare che Leone XIV parte da zero. Il terreno \u00e8 stato infatti dissodato da Francesco: era stato il suo predecessore a parlare al G7 di intelligenza artificiale, nel giugno 2024, in Puglia. Era stato Francesco a volere la costituzione di un gruppo di lavoro interno. Ed era stato lo stesso papa argentino, attraverso il Dicastero per la Dottrina della Fede e quello per la Cultura e l\u2019Educazione, a far pubblicare nel gennaio 2025 <em>Antiqua et Nova<\/em>, la nota dottrinale in 117 paragrafi che ha fissato per la prima volta il quadro: distinzione netta fra intelligenza umana e simulazione computazionale, primato della persona, denuncia delle armi autonome letali, principio di sussidiariet\u00e0 nella governance. La nota \u00e8 la fondazione su cui adesso si erge l\u2019edificio del magistero pontificio pieno. Papa Francesco aveva parlato di algoretica, di rischio di disinformazione, di concentrazione del potere tecnologico, di nuove disuguaglianze generate dagli algoritmi. Aveva denunciato l\u2019illusione di una neutralit\u00e0 tecnica e richiamato la necessit\u00e0 di un\u2019etica condivisa. Leone XIV raccoglie questa eredit\u00e0 e la porta a maturazione. Dove Francesco aveva indicato i rischi, Leone XIV costruisce una visione pi\u00f9 strutturata, radicata nella dottrina sociale della Chiesa e orientata alla governance globale. Il passaggio \u00e8 netto: l\u2019intelligenza artificiale non \u00e8 solo una questione morale individuale, ma una questione strutturale, che riguarda le istituzioni, il lavoro, la democrazia, la pace. Non basta chiedersi se un uso dell\u2019AI sia lecito o illecito: occorre domandarsi che tipo di societ\u00e0 stiamo costruendo.<\/p>\n\n\n\n<p>E c\u2019\u00e8 un secondo gesto, di pari peso, che accompagna l\u2019enciclica. Il giorno successivo alla firma, il 16 maggio, il Papa ha emanato un <em>Rescriptum ex Audientia<\/em> che istituisce una Commissione interdicasteriale permanente sull\u2019intelligenza artificiale: sette istituzioni vaticane, coordinamento annuale a rotazione, vocabolario del mandato che riprende esplicitamente quello sinodale &#8211; \u00abdialogo, comunione e partecipazione\u00bb. L\u2019enciclica fissa la dottrina; la commissione la mette in marcia. Si tratta di una rete, in altri termini. La forma istituzionale somiglia, curiosamente, all\u2019oggetto che \u00e8 chiamata a governare.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il Papa matematico<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 un dettaglio biografico che, nei giorni dell\u2019elezione, la stampa ha trattato come simpatica curiosit\u00e0 &#8211; buona, al massimo, per qualche meme circolato sui social. Robert Francis Prevost si \u00e8 laureato in matematica nel 1977 alla Villanova University, in Pennsylvania, prima ancora del Master of Divinity alla Catholic Theological Union di Chicago, prima del dottorato in diritto canonico alla Pontificia Universit\u00e0 San Tommaso d\u2019Aquino, prima dei vent\u2019anni di pastorale tra i poveri di Chiclayo. Una laurea vera, <em>Bachelor of Science<\/em>, non un titolo onorifico &#8211; con tutto quel che il curriculum scientifico americano comportava negli anni Settanta: analisi, algebra, logica formale e statistica. Negli anni successivi ha insegnato matematica e fisica a Chicago mentre completava gli studi teologici. Ha persino scritto un testo accademico, <em>Probability and Theistic Explanation<\/em>, in cui esamina l\u2019uso dell\u2019inferenza bayesiana applicata alla probabilit\u00e0 teistica: terreno di confine in cui il calcolo delle probabilit\u00e0 incontra la filosofia della religione. Roba da specialisti, di un certo specialista. Sono dettagli che sembrano marginali ma non lo sono. <strong>Anne Bouverot<\/strong>, una delle massime esperte mondiali di intelligenza artificiale e gi\u00e0 inviata speciale dell\u2019Eliseo per il summit di Parigi del febbraio 2025, \u00e8 stata fra le prime a coglierne la portata: \u00abMatematico di formazione, Leone XIV non \u00e8 n\u00e9 tecnofobo n\u00e9 tecnofilo. Sostiene un approccio basato sul discernimento: prendersi il tempo per capire prima di giudicare e umanizzare il dibattito piuttosto che contribuire alla sua polarizzazione\u00bb. La frase \u00e8 asciutta, ma indica una postura difficile da tenere oggi sulla questione AI: n\u00e9 apocalittica n\u00e9 integrata. Una postura che, per stare in piedi, ha bisogno di una certa familiarit\u00e0 con la materia. Quella familiarit\u00e0 c\u2019\u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p>La <em>forma mentis<\/em> matematica, in questo passaggio storico, non \u00e8 un vezzo ma, verrebbe da dire, l\u2019attrezzo giusto per il mestiere. Le sfide poste dall\u2019intelligenza artificiale richiedono di tenere insieme, simultaneamente, il dettaglio tecnico e l\u2019orizzonte di lungo periodo, il dato locale e il principio generale, la singolarit\u00e0 del caso e l\u2019invariante della legge. \u00c8 esattamente quel doppio movimento &#8211; dall\u2019esempio all\u2019astrazione, e ritorno &#8211; su cui si forma la mente del matematico. Permette di smontare la promessa miracolistica che circonda i grandi modelli linguistici senza farsi prendere dalla nausea esoterica del \u00abpensano davvero?\u00bb; e di smontare la paura senza farsi sedurre dall\u2019entusiasmo. Un Papa cos\u00ec non si lascia abbagliare dalla demo del prossimo modello, ma neppure si rifugia in una nostalgia teologica. Il cardinale<strong> Giuseppe Versaldi<\/strong>, che lo conosce da anni, lo ha spiegato in modo chiaro al <em>Wall Street Journal<\/em>: \u00abLeone XIV vuole che il mondo della scienza e quello della politica affrontino immediatamente questo problema, senza permettere che il progresso scientifico avanzi con arroganza, danneggiando coloro che devono sottostare al suo potere\u00bb. E ha aggiunto la domanda che separa una pia esortazione da un programma di governo: \u00abChi li regoler\u00e0? Non \u00e8 credibile che siano regolati da chi li produce. Deve esserci un\u2019autorit\u00e0 superiore\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 poi una conseguenza meno visibile, ma forse pi\u00f9 importante. Una formazione di questo tipo cambia il modo in cui si tratta l\u2019incertezza. Per un matematico, una probabilit\u00e0 non \u00e8 un\u2019opinione travestita: \u00e8 un numero che ha propriet\u00e0 precise, che si combina secondo regole non negoziabili, che ammette ignoranza ma non la confonde con la convinzione. Applicata all\u2019AI, questa attitudine ha conseguenze immediate. Significa rifiutare in egual misura il tecno-trionfalismo (\u00abpresto la singolarit\u00e0\u00bb) e il tecno-catastrofismo (\u00abpresto l\u2019estinzione\u00bb), perch\u00e9 entrambi confondono lo scenario possibile con lo scenario probabile. Significa, soprattutto, accettare che il futuro non sia un destino gi\u00e0 scritto ma una distribuzione di esiti su cui le scelte umane &#8211; politiche, etiche, regolative &#8211; hanno ancora potere di intervento. Questo, in fondo, \u00e8 il presupposto su cui un\u2019enciclica pu\u00f2 essere scritta. Senza l\u2019idea che si possa ancora decidere, non c\u2019\u00e8 nulla da decidere.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo paesaggio, una figura ha fatto da ponte fra il pontificato precedente e quello attuale: <strong>Paolo Benanti<\/strong>. Frate francescano, docente di etica delle tecnologie alla Pontificia Universit\u00e0 Gregoriana, gi\u00e0 consigliere di Francesco sulle questioni morali legate all\u2019intelligenza artificiale, Benanti ha contribuito a costruire l\u2019infrastruttura intellettuale di <em>Antiqua et Nova<\/em> e &#8211; secondo molti osservatori &#8211; buona parte del retroterra che ha permesso a Leone XIV di muoversi con sicurezza fin dai primi giorni. Il suo libro pi\u00f9 recente, <em>La nuova logica del dominio: potere computazionale, democrazia e condizione umana<\/em>, fissa con precisione il quadro concettuale entro cui <em>Magnifica Humanitas<\/em> andr\u00e0 letta. L\u2019antitesi attorno a cui ruota il libro \u00e8 quella, di derivazione classica, fra <em>Kratos<\/em> &#8211; il potere nudo, la forza, il controllo &#8211; ed <em>ethos<\/em>, la consuetudine condivisa, il costume civile, ci\u00f2 che tiene insieme una comunit\u00e0 senza bisogno di costrizione. La rivoluzione computazionale, sostiene Benanti, sta riscrivendo questo equilibrio: \u00abin un\u2019era definita dal potere computazionale, la tecnologia sta trasformando ogni aspetto della nostra esistenza, ridefinendo il lavoro, la conoscenza e la comunicazione [\u2026] in che modo questa forza pu\u00f2 coesistere con i valori fondamentali di giustizia sociale e democrazia?\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>In una conversazione con il politologo Ian Bremmer, ripresa di recente dalla stampa italiana, Benanti ha condensato il problema con una formula che \u00e8 gi\u00e0 diventata oggetto di citazione: \u00abL\u2019IA \u00e8 l\u2019oracolo perfetto, o meglio: il dio perfetto sulla Terra. Abbiamo molti dei per molte funzioni. Al posto del monte Olimpo, lo schermo dello smartphone. Non abbiamo pi\u00f9 il dio dell\u2019amore: abbiamo Tinder. Non il dio del commercio: abbiamo Amazon\u00bb. La provocazione \u00e8 esplicita, ma il punto teologico \u00e8 serio: una macchina che si presenta come depositaria della verit\u00e0, e che genera nei suoi utenti un riflesso oracolare, occupa uno spazio che nella storia europea era stato riservato al divino. Anche per questo &#8211; aggiunge Benanti &#8211; la priorit\u00e0 non \u00e8 ancora l\u2019apocalisse: \u00abmi spaventa pi\u00f9 la fine della classe media che la fine dell\u2019umanit\u00e0\u00bb. L\u2019AI, oggi, automatizza pi\u00f9 facilmente le funzioni cognitive elevate che le azioni meccaniche semplici. Una calcolatrice solare capace di operazioni complesse costa meno di un dollaro; un braccio robotico che apre una porta ne costa duecentocinquantamila. Il problema, dunque, non \u00e8 ancora la fantascienza: \u00e8 il mestiere, lo stipendio, la dignit\u00e0 di chi vede il proprio lavoro trasformato &#8211; e spesso eroso &#8211; dalla pi\u00f9 efficiente delle simulazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Su queste basi si capisce meglio la geografia di luned\u00ec prossimo. <strong>Christopher Olah<\/strong> accanto al Papa non \u00e8 soltanto il dirigente di una grande azienda americana. \u00c8 il responsabile di una linea di ricerca &#8211; l\u2019interpretabilit\u00e0 dei modelli &#8211; che si propone di aprire la \u00abscatola nera\u00bb dell\u2019AI, di rendere leggibili le sue decisioni, di mostrare quali circuiti interni della rete si attivino quando il modello produce questa o quella risposta. \u00c8, in un certo senso, il tentativo tecnico di restituire al <em>Kratos<\/em> algoritmico una forma di <em>ethos<\/em>, una trasparenza costruita dall\u2019interno. Difficile pensare a un interlocutore pi\u00f9 coerente con la visione che Benanti aiuta a tradurre in linguaggio teologico, e che Leone XIV consegner\u00e0 &#8211; con la pazienza del matematico e l\u2019autorit\u00e0 del successore di Pietro &#8211; al magistero ordinario della Chiesa.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Luned\u00ec 25 maggio, nell\u2019Aula del Sinodo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il calendario, ancora una volta, parla: la pubblicazione cade nel <em>Memorial Day<\/em> americano, festa in cui gli Stati Uniti commemorano i propri caduti. Il giornalista cattolico Christopher Hale nel suo blog \u201cLetters from Leo\u201d ha annotato in tono un po\u2019 scherzoso, che Leone XIV \u00absembra deciso a far lavorare i commentatori cattolici americani durante ogni festivit\u00e0 degli Stati Uniti, come punizione per le nostre cattive interpretazioni\u00bb. La battuta dice qualcosa di vero: il Papa americano sta facendo le sue mosse senza scendere a compromessi con la geopolitica simbolica del proprio Paese di origine.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 che si sapr\u00e0 luned\u00ec non \u00e8 ancora pubblico. Ma le coordinate del documento, dopo dodici mesi di interventi, sono leggibili: la persona umana al centro; il lavoro come questione cruciale; i giovani come zona di massima vigilanza; l\u2019oligopolio tecnologico come problema politico; la dignit\u00e0 come criterio non negoziabile; la tecnologia come strumento, non come destino. E, in primo luogo, l\u2019idea che l\u2019AI non sia una tecnologia come tante altre &#8211; non lo \u00e8, perch\u00e9 non costruisce un oggetto fra gli oggetti, ma riscrive la cornice dentro cui si decide cosa sia, oggi, un essere umano.<\/p>\n\n\n\n<p>Il giorno della firma, il 15 maggio, \u00e8 caduto in un gioved\u00ec qualsiasi. A Lima, dove Prevost ha trascorso buona parte della propria vita pastorale, era pomeriggio; a Roma, sera; in California, nei data center di Anthropic e altrove, un altro qualunque turno di lavoro alimentava le macchine che apprendono. \u00c8 in questo ordinario, in questa simultaneit\u00e0 di fusi orari e di flussi, che la Chiesa ha deciso di prendere la parola. Luned\u00ec, davanti al Papa e a un costruttore di reti neurali, <em>Magnifica Humanitas<\/em> sar\u00e0 letta ad alta voce per la prima volta. Sar\u00e0 un documento, sar\u00e0, soprattutto, un punto fermo: cento e trentacinque anni dopo, qualcuno ricomincia a dire le cose nuove con parole vecchie. Per vedere se reggono e se, soprattutto, possono reggere noi.<\/p>\n\n\n\n<p><em><strong>Sebastiano Catte, com.unica 19 maggio 2026<\/strong><\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u2026\u2026\u2026\u2026.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Note bibliografiche e link<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Libri<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Paolo Benanti,<em> La nuova logica del dominio: Potere computazionale, democrazia e condizione umana<\/em>, Laterza 2026<\/p>\n\n\n\n<p>Paolo Benanti, Sebastiano Maffettone, <em>Noi e la macchina. Un&#8217;etica per l&#8217;era digitale<\/em>, LUISS, 2024.<\/p>\n\n\n\n<p>Luciano Floridi, <em>La differenza fondamentale. Artificial Agency: una nuova filosofia dell&#8217;intelligenza artificiale,<\/em> Mondadori 2025.<\/p>\n\n\n\n<p>Brent Waters, <em>Christian Moral Theology in the Emerging Technoculture<\/em>, Ashgate, 2014.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Riferimenti ad articoli citati nel testo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Antiqua et Nova, <a href=\"https:\/\/www.vatican.va\/roman_curia\/congregations\/cfaith\/documents\/rc_ddf_doc_20250128_antiqua-et-nova_it.html\">Nota dei Dicasteri per la Dottrina della Fede e per la Cultura e l&#8217;Educazione sul rapporto tra intelligenza artificiale e intelligenza umana (28 gennaio 2025)&nbsp;<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Messaggio di Leone XIV per la 60\u00aa Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, Custodire voci e volti umani (firmato il 24 gennaio 2026, pubblicato per il 17 maggio 2026)<\/p>\n\n\n\n<p>Discorso di Leone XIV ai partecipanti della Conferenza \u00abArtificial Intelligence and Care of Our Common Home\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.vaticannews.va\/it\/papa\/news\/2026-03\/papa-leone-xiv-messaggio-giornata-internazionale-matematica.html\">Messaggio di Leone XIV per la Giornata internazionale della matematica (firmato dal cardinale Parolin, 13 marzo 2026)<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/aleteia.org\/2026\/05\/17\/pope-leo-xiv-creates-new-ai-commission\/\">Rescriptum ex Audientia Sanctissimi del 16 maggio 2026 \u2014 istituzione della Commissione interdicasteriale permanente sull&#8217;intelligenza artificiale<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>National Catholic Reporter \u2014<a href=\"https:\/\/www.ncronline.org\/vatican\/vatican-news\/pope-leo-present-his-encyclical-ai-alongside-anthropic-co-founder\"> \u00abPope Leo to present his encyclical on AI alongside Anthropic co-founder\u00bb (18 maggio 2026)<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>PBS News \u2014 \u00ab<a href=\"https:\/\/www.pbs.org\/newshour\/amp\/world\/pope-leo-xiv-to-launch-his-first-encylical-a-document-on-artificial-intelligence-with-anthropics-co-founder\">Pope Leo XIV to launch his first encyclical\u2026 with Anthropic&#8217;s co-founder<\/a>\u00bb (maggio 2026)<\/p>\n\n\n\n<p>Carlo Alberto Carnevale Maff\u00e8, <a href=\"https:\/\/www.ilfoglio.it\/chiesa\/2026\/05\/11\/news\/leone-xiv-la-teoria-dei-giochi-e-la-pazienza-del-matematico--398657\">Leone XIV, la teoria dei giochi e la pazienza del matematico<\/a>, Il Foglio, 11 maggio 2026<\/p>\n\n\n\n<p>Anne Bouverot, <a href=\"https:\/\/www.project-syndicate.org\/commentary\/vatican-ai-dialogues-rare-ethical-voice-of-reason-by-anne-bouverot-2025-10\">The Vatican&#8217;s Voice of Reason on AI, Project Syndicate, 23 ottobre 2025<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Margherita Stancati, Drew Hinshaw, Keach Hagey, Emily Glazer, Pope Leo Takes On AI as a Potential Threat to Humanity, Wall Street Journal, 17 giugno 2025<\/p>\n\n\n\n<p>Giuseppe De Ruvo, Rerum Novissimarum? Leone e l&#8217;AI, Limes \u2014 l&#8217;analisi geopolitica sul ridisegno del potere pastorale nell&#8217;epoca dell&#8217;AI<\/p>\n\n\n\n<p>Christopher Hale, <a href=\"https:\/\/www.thelettersfromleo.com\/p\/confronting-silicon-valley-pope-leo\">Confronting Silicon Valley, Pope Leo XIV Drops His AI Encyclical on Memorial Day With Anthropic Onstage<\/a> &#8211; Letters From Leo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Luned\u00ec 25 maggio, nell\u2019Aula nuova del Sinodo, Leone XIV presenter\u00e0 la prima Enciclica papale dedicata alla sfida dell&#8217;intelligenza artificiale. 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