{"id":90540,"date":"2026-05-19T21:04:20","date_gmt":"2026-05-19T21:04:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=90540"},"modified":"2026-05-19T21:04:22","modified_gmt":"2026-05-19T21:04:22","slug":"serena-conduce-operaclassica-eco-italiano-5246","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=90540","title":{"rendered":"Serena conduce operaclassica eco italiano"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/TRP-24-Marchio-Teatro-Regio-Parma_Blu-1.png\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"724\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/TRP-24-Marchio-Teatro-Regio-Parma_Blu-1-1024x724.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-90372\" style=\"width:192px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/TRP-24-Marchio-Teatro-Regio-Parma_Blu-1-1024x724.png 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/TRP-24-Marchio-Teatro-Regio-Parma_Blu-1-300x212.png 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/TRP-24-Marchio-Teatro-Regio-Parma_Blu-1-768x543.png 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/TRP-24-Marchio-Teatro-Regio-Parma_Blu-1-1536x1086.png 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/TRP-24-Marchio-Teatro-Regio-Parma_Blu-1-2048x1448.png 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><a><strong>ECCO I VINCITORI DELLA VII EDIZIONE<\/strong><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><strong>DEL PREMIO SCRIVERE D\u2019OPERA\u201cELENA FORMICA\u201d NEL RICORDO DI ANGELO FOLETTO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><a>Viola Monteverdi, Pietro Ferrari, Vittoria Calzarano<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>del Liceo Classico \u201cGian Domenico Romagnosi\u201d di Parma, sono i vincitori del concorso di scrittura critica, realizzato dal Teatro Regio di Parma, in collaborazione con Gazzetta di Parma, con il patrocinio di Associazione Nazionale Critici Musicali e Associazione Nazionale Critici di Teatro.<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 annunciata la VIII edizione di Scrivere d\u2019Opera, laboratorio gratuito di scrittura critica, rivolto a studenti e insegnanti delle scuole secondarie di II grado di Parma e Provincia, che si terr\u00e0 da dicembre 2026 a marzo 2027.<\/p>\n\n\n\n<p><a>Con la consegna ai vincitori del <strong>Premio Scrivere d\u2019Opera \u201cElena Formica\u201d<\/strong> \u00e8 giunto a compimento il percorso formativo degli oltre 60 studenti e insegnanti che hanno preso parte alla <strong>VII edizione del workshop gratuito di scrittura critica <em>Scrivere d\u2019Opera<\/em><\/strong>realizzato dal <strong>Teatro Regio di Parma<\/strong> in collaborazione con <strong>Gazzetta di Parma<\/strong>, con il patrocinio di <strong>Associazione Nazionale Critici Musicali <\/strong>e <strong>Associazione Nazionale Critici di Teatro.<\/strong><\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Nel corso della Cerimonia che si \u00e8 svolta marted\u00ec 19 maggio al Ridotto del Teatro Regio di Parma \u00e8 stato assegnato il <strong>Premio Scrivere d\u2019Opera \u201cElena Formica\u201d <\/strong>alla <strong>I Classificata <\/strong><strong>Viola Monteverdi del Liceo Classico Gian Domenico Romagnosi<\/strong>, che ha ricevuto 12 biglietti-invito per la Stagione d\u2019Opera, Parma Danza e RegioYoung 2027. <strong>II Classificato <\/strong><strong>Pietro Ferrari del Liceo Classico Gian Domenico Romagnosi<\/strong> che vince 6 biglietti-invito. <strong>III Classificata<\/strong><em> <\/em><strong>Vittoria Calzarano del Liceo Classico Gian Domenico Romagnosi <\/strong>che vince 4 biglietti-invito. I primi tre classificati hanno inoltre ricevuto in premio <strong>l\u2019abbonamento digitale semestrale a Gazzetta di Parma<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>I finalisti<\/strong> <strong>Giulia Cavandoli, Leonardo Guerra, Greta Parenti <\/strong>del Liceo Classico \u00abGian Domenico Romagnosi\u00bb di Parma, <strong>Giulia Rebecca Chicet<\/strong>, <strong>Serena Giovanelli<\/strong> delLiceo Artistico \u00abPaolo Toschi\u00bb di Parma hanno ricevuto 2 biglietti-invito.<\/p>\n\n\n\n<p>La cerimonia di premiazione, presentata da <strong>Mara Pedrabissi<\/strong>, ha visto la partecipazione di <strong>Andrea Estero<\/strong>, Presidente dell\u2019Associazione Nazionale Critici Musicali, <strong>Alessandro Cafiero<\/strong>, e dei curatori del workshop <strong>Valeria Ottolenghi <\/strong>e <strong>Luca Baccolini<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIl ricordo di Elena Formica \u00e8 sempre molto vivo, in tutti noi della e non sbiadisce affatto con il passare degli anni &#8211; ha scritto in un messaggio <strong>Claudio Rinaldi<\/strong>, direttore della Gazzetta di Parma. Elena \u00e8 stata un\u2019indimenticabile compagna di viaggio: una collaboratrice di prim&#8217;ordine e un&#8217;amica. La sua forza \u00e8 sempre stata abbinare la straordinaria competenza, la grande passione e la cultura, vasta e spessa. Generosissima sul lavoro e nella vita: affrontava qualsiasi pezzo le chiedessimo &#8211; dalla recensione di un&#8217;opera alle interviste nel foyer, o articoli su qualsiasi altro argomento &#8211; con il massimo impegno e una meticolosit\u00e0 che arrivava alla pignoleria. E io dico sempre che, nel nostro mestiere, la pignoleria \u00e8 una dote. Il Regio era la sua seconda casa. Ed \u00e8 bello che questo premio a lei dedicato preveda che voi ragazzi vi cimentiate in una sorta di gara su quella che era la specialit\u00e0 di Elena: assistere a un&#8217;opera e raccontarla ai lettori. Elena lo ha fatto magistralmente, con una qualit\u00e0 eccezionale, dal primo all&#8217;ultimo articolo che ha scritto per la nostra cara, vecchia \u00abGazzetta\u00bb. Non la dimenticheremo mai\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>IL RICORDO DI ANGELO FOLETTO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In apertura della cerimonia <strong>Andrea Estero<\/strong> ha rinnovato il <strong>ricordo di Angelo Foletto<\/strong>, cui \u00e8 stato tributato un lungo e affettuoso applauso, testimoniando la sua passione onesta, il suo sguardo sempre rivolto ai giovani, come quello delle ragazze e ragazzi che hanno partecipato a <em>Scrivere d\u2019Opera<\/em>, il progetto che ha contribuito a creare, che ha visto crescere e che l\u2019Associazione Nazionale Critici Musicali vorrebbe istituire, sul modello di quello del Teatro Regio di Parma, anche a Milano la sua citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LA GIURIA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dedicato a <strong>Elena Formica<\/strong>, giornalista della Gazzetta di Parma prematuramente scomparsa, il concorso rappresenta il momento conclusivo di <em>Scrivere d\u2019Opera<\/em>, in occasione del quale ciascun partecipante ha dovuto cimentarsi nella scrittura di una recensione su <em>Manon Lescaut <\/em>di Giacomo Puccini, in scena per la Stagione d\u2019Opera 2026 del Teatro Regio di Parma, dando prova delle proprie capacit\u00e0 di analisi e argomentazione. Le recensioni ricevute sono state selezionate e valutate da una giuria composta da <strong>Claudio Rinaldi<\/strong> (Direttore Gazzetta di Parma), <strong>Andrea Estero<\/strong> (Presidente ANCM, Direttore di Classic Voice), <strong>Giulio Baffi<\/strong> (Presidente ANCT, la Repubblica), <strong>Carla Moreni<\/strong> (Domenica Sole24 Ore), <strong>Alessandro Cafiero<\/strong>, <strong>Gian Paolo Minardi<\/strong> (Gazzetta di Parma), <strong>Mara Pedrabissi<\/strong> (Gazzetta di Parma), <strong>Roberta Pedrotti <\/strong>(apemusicale.it),<strong> Alberto Mattioli <\/strong>(La stampa, Il Secolo XIX),<strong> Pierachille Dolfini<\/strong> (Avvenire, pierachilledolfini.it), <strong>Alessandro Rigolli<\/strong> (giornaledellamusica.it), e dai curatori del workshop <strong>Luca Baccolini<\/strong> (Classic Voice, la Repubblica), <strong>Valeria Ottolenghi <\/strong>(Gazzetta di Parma).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>GLI OBIETTIVI DI <em>SCRIVERE D\u2019OPERA<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sviluppare senso critico<\/strong> e <strong>avvicinare un pubblico giovane all\u2019opera stimolando un ascolto consapevole e uno sguardo autonomo sull\u2019arte e sulla realt\u00e0<\/strong> sono gli obiettivi di <strong><em>Scrivere d\u2019Opera<\/em><\/strong>. Attraverso incontri finalizzati a fornire gli strumenti necessari per la comprensione di una forma di spettacolo dal vivo cos\u00ec complessa, ascolti e proiezioni comparate, incontri con il cast e il team creativo dell\u2019opera, il workshop si \u00e8 incentrato sullo studio e l\u2019analisi di <em>Manon Lescaut <\/em>di Giacomo Puccini, nuova produzione della Stagione d\u2019Opera 2026 del Teatro Regio.<\/p>\n\n\n\n<p>Il workshop proposto \u00e8 stato riconosciuto quale percorso per la formazione studio-lavoro degli studenti e di aggiornamento per gli insegnanti, per complessive 45 ore. Gli studenti e gli insegnanti sono stati impegnati in 11 incontri &#8211; dal 11 novembre 2025 al 24 marzo 2026 &#8211; e hanno potuto entrare nel vivo del processo di produzione di <em>Manon Lescaut <\/em>grazie a una visita guidata nei luoghi del Teatro Regio, in particolare del palcoscenico e della sartoria, con la partecipazione di sarti e scenografi realizzatori, e hanno potuto incontrare gli artisti del cast e assistere alle prove aperte dell\u2019opera.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LE SCUOLE PARTECIPANTI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>66 tra studenti e insegnanti<\/strong> provenienti da 3 scuole secondarie di II grado di Parma, <strong>Liceo Classico \u201cGian Domenico Romagnosi\u201d, Liceo Artistico Statale \u201cPaolo Toschi\u201d (indirizzi scenografia e teatro)<\/strong> di Parma e<strong> Liceo Classico \u201cPaciolo-D\u2019Annunzio\u201d<\/strong> di Fidenza,hanno preso parte agli incontri di Scrivere d\u2019Opera.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>APPUNTAMENTO ALL\u2019ANNO PROSSIMO: SCRIVERE D\u2019OPERA 2027<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 annunciata l\u2019<strong>VIII edizione di Scrivere d\u2019Opera<\/strong> con incontri previsti nel periodo <strong>dicembre 2026 \u2013 marzo 2026<\/strong>. Per informazioni scriveredopera@teatroregioparma.it<\/p>\n\n\n\n<p><strong>PARTNER E SPONSOR<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>La Stagione del Teatro Regio di Parma \u00e8 realizzata grazie al contributo di<\/em> Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna, Comune di Parma, Reggio Parma Festival. <em>Major partner <\/em>Fondazione Cariparma. <em>Main<\/em> <em>partner <\/em>Chiesi. <em>Cultural partner <\/em>Cr\u00e9dit Agricole. <em>Media partner<\/em> Mediaset Publitalia \u201980.<em> Main sponsor <\/em>iren, Barilla. <em>Sponsor <\/em>Agugiaro e Figna, Ce.P.I.M., Grasselli, La Giovane, Mutti, Opem, GloveICT, Amoretti, GHC, Poliambulatorio Dalla Rosa Prati, Drill Pac, Rainieri. <em>Mobility partner <\/em>Tep. <em>Security partner <\/em>Metronotte. <em>Wine partner <\/em>Oinoe.<em> Educational partner<\/em> Parmalat. <em>Fair Play partner<\/em> Zebre. <em>Identity Partner<\/em> Parma Calcio.<em> Radio Ufficiale<\/em> Radio Monte Carlo. <em>Con il contributo di <\/em>Ascom Confcommercio Parma Fondazione, Ascom Parma Confcommercio, Camera di Commercio dell\u2019Emilia, Fondazione Monteparma. <em>Legal counselling <\/em>Villa&amp;Partners. <em>Con il supporto di<\/em> \u201cParma, io ci sto!\u201d. <em>I concerti sono realizzati grazie al contributo di <\/em>Sinapsi Group. <em>Sostenitori tecnici<\/em> Ds Solutions, Teamwork, Graphital. <em>Partner artistici e istituzionali <\/em>Casa della Musica, Coro del Teatro Regio di Parma, Conservatorio \u201cArrigo Boito\u201d, Societ\u00e0 dei Concerti di Parma, La Toscanini. <em>Il Teatro Regio aderisce a <\/em>Parma Citt\u00e0 Climate Neutral 2030<em>, <\/em>ATIT, AGIS<em>, <\/em>Comitato per la Salvaguardia dell\u2019Arte del Canto Lirico Italiano, Fedora, Opera Europa, Opera Vision, Emilia taste, nature &amp; culture.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>PREMIO SCRIVERE D\u2019OPERA \u201cELENA FORMICA\u201d &#8211; VI EDIZIONE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>I CLASSIFICATO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Viola Monteverdi \u2013 3F, Liceo Classico Gian Domenico Romagnosi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><a><\/a>Un debutto atteso quello della <em>Manon Lescaut<\/em> di Puccini al Teatro Regio di Parma, che propone uno dei capisaldi pucciniani affidato alla regia di Massimo Pizzi Gasparon Contarini. L\u2019allestimento, ripreso dal Festival Puccini di Torre del Lago e riadattato al palco parmense, sostituisce il fondale tradizionale con un monumentale ledwall. Sebbene la tecnologia conferisca alla scena un dinamismo quasi cinematografico, la saturazione cromatica e l&#8217;intensit\u00e0 luminosa del pannello sono risultate a tratti eccessivamente abbaglianti, riducendo il supporto tecnologico quasi a un elemento di distrazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Come fulcro visivo della scena vi \u00e8 un imponente gruppo scultoreo raffigurante il Ratto di Proserpina, allegoria del destino della protagonista. I costumi, curati dallo stesso Gasparon e ispirati liberamente alla <em>Marie Antoinette<\/em> di Sofia Coppola, evocano un Settecento di raffinata freschezza, creando un contrasto quasi stridente con la modernit\u00e0 del supporto digitale. Sul piano musicale, la direzione di Francesco Ivan Ciampa ha guidato l&#8217;orchestra costruendo un racconto musicale coinvolgente, alternando l\u2019incisivit\u00e0 nei passi pi\u00f9 travolgenti a una misurata finezza in quelli pi\u00f9 delicati. Ha destato tuttavia non poca perplessit\u00e0 la scelta registica di posporre il celebre Intermezzo all&#8217;alba dell&#8217;atto finale. Nonostante la coerenza con l\u2019intento narrativo di Gasparon di descrivere il viaggio verso le Americhe, lo spostamento ha attenuato la funzione prevista originariamente da Puccini, quella di anticipazione dell\u2019inquietudine e della desolazione del terzo atto. Nel ruolo del titolo, il soprano Anastasia Bartoli ha delineato una Manon sicura, modulando con efficacia sensualit\u00e0 e malinconia. Accanto a lei, il Des Grieux del tenore Luciano Ganci ha convinto per evoluzione psicologica e sintonia con Bartoli, di cui l&#8217;apice \u00e8 raggiunto nel tragico quarto atto. Alessandro Luongo ha restituito un Lescaut in equilibrio tra ambizione e affetto fraterno, mentre Andrea Concetti ha portato sul palco un Geronte privo di eccessi caricaturali, valorizzando al massimo la sua perfidia. Notevole anche la prova di Davide Tuscano nelle vesti di Edmondo. Il Coro del Regio, diretto dal maestro Martino Faggiani, si \u00e8 confermato compatto e di grande forza espressiva. Una serata di indubbio fascino.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Motivazione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Bravissima Viola Monteverdi nel prendere in considerazione, con senso critico e un\u2019accurata aggettivazione, tutte le componenti di questa \u201cManon Lescaut\u201d al Teatro Regio. A partire dalla scenografia: tra il \u201cdinamismo quasi cinematografico\u201d del \u201cmonumentale ledwall\u201d e l\u2019\u201dimponente gruppo scultoreo\u201d di cui si coglie il nesso con le vicende della protagonista, si mettono in rilievo, in questa densa recensione, pure assai scorrevole, i caratteri della direzione d\u2019orchestra, dei costumi, del coro. Tutti gli interpreti ricevono il giusto apprezzamento con molta sensibilit\u00e0 per le voci e le sfumature emotive dei personaggi. Fondamentali le considerazioni intorno allo slittamento dell\u2019amato Intermezzo pucciniano.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>PREMIO SCRIVERE D\u2019OPERA \u201cELENA FORMICA\u201d &#8211; VI EDIZIONE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>II CLASSIFICATO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Pietro Ferrari \u2013 3F Liceo Classico Gian Domenico Romagnosi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La \u201cManon Lescaut\u201d di Puccini torna al Teatro Regio di Parma in una versione di taglio quasi cinematografico, costruita su un susseguirsi di immagini che mirano a una continuit\u00e0 per tutta la durata dell\u2019opera, fondamentale il ruolo del ledwall: la scelta del regista Massimo Gasparon risulta come un\u2019arma a doppio taglio, se da un lato \u00e8 infatti estremamente efficace per la realizzazione e la gestione della scenografia durante l\u2019opera, dall\u2019altro tende a rendere l\u2019opera pi\u00f9 artificiosa, il che pu\u00f2 essere una nota dolente in un mondo sempre pi\u00f9 governato dall\u2019intelligenza artificiale e dove l\u2019opera rappresenta per molti una delle poche luci nell\u2019oscurit\u00e0 dell\u2019omologazione. Il regista interviene sulla struttura dell\u2019opera, collocando l&#8217;intermezzo tra il terzo e il quarto atto e affiancando alla musica, interpretata dalla Filarmonica di Parma e dal direttore Francesco Ciampa, la presenza di due ballerini che risultano estremamente sensuali ed emotivi, valorizzando cos\u00ec la drammaticit\u00e0 pucciniana. I costumi, realizzati dall\u2019Accademia del Teatro Regio di Parma, sono caratterizzati da un&#8217;ampia variet\u00e0 di colori che sottolinea, specialmente nel primo atto, l\u2019idea di giovinezza e di speranza esplicitata nel libretto d\u2019opera. La scenografia in s\u00e9 appare piuttosto spoglia se non per la presenza centrale della statua, una copia monumentale di circa quattro metri del Ratto di Proserpina, che nei primi due atti richiama il mito greco strettamente connesso alla vicenda di Manon Lescaut; all\u2019inizio del secondo atto questo si rivela essere un elemento girevole, rivelando cos\u00ec un prezioso letto bianco e dorato. Ci\u00f2 che suscita invece qualche perplessit\u00e0 nel primo atto \u00e8 la gestione delle masse, dove l\u2019eccesso di presenze e variet\u00e0 di colori, nel tentativo di rendere meglio l\u2019impressione di vitalit\u00e0 e desiderio, finisce per generare una confusione che pu\u00f2 sembrare a tratti soffocante. Il terzo atto sembra invece distaccarsi dagli altri per una maggiore attenzione ai dettagli scenografici e per l\u2019importanza del ruolo del ledwall, proponendo l\u2019arrivo della nave e un mare notturno estremamente suggestivo; progressivamente lo sfondo sfuma verso tonalit\u00e0 arancioni, creando tuttavia uno stacco visivo piuttosto marcato dai cantanti in scena, con un risultato non del tutto convincente. Anastasia Bartoli (Manon Lescaut) e Luciano Ganci (Renato Des Grieux) offrono una prova vocale pressoch\u00e9 impeccabile ma sembrano faticare inizialmente a trasmettere emotivit\u00e0, con poca, e a tratti forzata, gestualit\u00e0. Notevole \u00e8 la prova di Davide Tuscano (Edmondo) che mostra un\u2019ottima performance vocale e una forte presenza scenica.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Motivazione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Felice l\u2019intuizione di Pietro Ferrari che individua nell\u2019opera \u201cuna delle poche luci nell\u2019oscurit\u00e0 dell\u2019omologazione\u201d. Viene ben motivato il senso dello spostamento dell\u2019Intermezzo al temine del terzo atto con la presenza dei due ballerini che, anche con sfumature sensuali, valorizzano la drammaticit\u00e0 pucciniana. Eccellente la descrizione della scenografia che ruota e della sensazione di folla che trasmette il primo atto, sottolineando come la variet\u00e0 dei colori trasmettano l\u2019impressione di \u201cvitalit\u00e0 e desiderio\u201d. Apprezzato il rilievo dato a un personaggio presente solo nel primo atto, riconosciute a Edmondo l\u2019\u201dottima performance vocale e una forte presenza scenica\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>PREMIO SCRIVERE D\u2019OPERA \u201cELENA FORMICA\u201d &#8211; VI EDIZIONE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>III CLASSIFICATO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Vittoria Calzarano \u2013 3F Liceo Classico Gian Domenico Romagnosi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Tra vivo rococ\u00f2 e freddo bagliore di ledwall: la Manon di Gasparon<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;architettonica <em>Manon Lescaut<\/em> del regista Massimo Gasparon debutta al Teatro Regio di Parma intrecciando la modernit\u00e0 dei ledwall a un&#8217;atmosfera rococ\u00f2, pittoresca e dal forte impatto visivo. Notevole l\u2019attenzione all&#8217;impianto scenografico, che appare simmetrico e armonioso. Gi\u00e0 dal primo atto risaltano i costumi settecenteschi e la cura nella resa delle parti corali: nonostante la geometria, il palcoscenico \u00e8 sempre in movimento e le diverse azioni che coesistono forniscono una cornice dinamica alla trama. Non sempre centrato invece l&#8217;utilizzo dei ledwall che risultano poco realistici e slegati dai cantanti. Fra tutti la cattedrale di Amiens, pur collocando l&#8217;atto, non dialoga con le sue sfumature musicali pi\u00f9 giovanili, rischiando di appesantire la messa in scena. Pi\u00f9 convincente il secondo dove si entra nel palazzo di Geronte simile a Versailles e ispirato al film <em>Marie Antoinette<\/em> di Sofia Coppola. L&#8217;unico elemento scenografico materiale, presente solo nei primi due atti, \u00e8 invece la scultura berniniana del <em>Ratto di Proserpina<\/em>, poi trasformata nell\u2019alcova di Manon. La statua contestualizza ulteriormente la rappresentazione e crea una sottile analogia tra mito e storia della protagonista. Azzardata la scelta di spostare l\u2019Intermezzo tra terzo e quarto atto e di renderlo il viaggio in mare dei due amanti, colmando quindi l\u2019ellissi del libretto. Per farlo Gasparon sceglie di inserire un emotivo pas de deux, il principale punto di rottura rispetto alla tradizione. Se da un lato restituisce un&#8217;inedita interpretazione, creando di fatto una nuova scena, dall&#8217;altro rischia di togliere spazio alla musica che, da assoluta protagonista, finisce in secondo piano. In questo frangente dimostra la propria bravura la Filarmonica di Parma diretta da Francesco Ciampa, che attraverso un suono delicato e struggente sottolinea il contrasto tra il solo di violoncello e l\u2019orchestra. Significativa l&#8217;interpretazione recitativa di Anastasia Bartoli, nel ruolo di Manon, che coglie l\u2019evoluzione del personaggio da semplice ragazza a fuggiasca e profuga, e di Luciano Ganci nei panni di Des Grieux, che, con prestanza scenica e a una voce decisa e brillante, crea una buona sintonia con la sua controparte femminile. Un minore approfondimento si trova nei personaggi secondari tra cui Geronte (Andrea Concetti) di cui viene evidenziata l&#8217;anzianit\u00e0 piuttosto che il carattere da carceriere, a differenza della recitazione di alcuni personaggi minori come il maestro di ballo, che gioca anche su comicit\u00e0 e mimica incisiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Il tutto risulta una sfida tra antico e moderno che, pur con qualche azzardo, ha saputo incantare.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Motivazione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Eccellente lo sguardo d\u2019insieme &#8211; il carattere architettonico, simmetrico, della scenografia, \u201ctra vivo rococ\u00f2 e freddo bagliore di ledwall\u201d (bel titolo!) &#8211; di Vittoria Calzarano, che per\u00f2 sa scendere nei particolari per la scultura berniniana che si trasforma in alcova, per i caratteri dell\u2019orchestra, l\u2019interpretazione non solo vocale degli interpreti, per la relazione tra i personaggi. Un\u2019attenzione scrupolosa che slitta costantemente dall\u2019insieme al dettaglio: dentro la \u201ccornice dinamica\u201d dello spettacolo incontrato al Teatro Regio si pongono in rilievo anche alcune figure minori, come il maestro di ballo, che \u201cgioca su comicit\u00e0 e mimica incisiva\u201d. Tra antico e moderno l\u2019incanto dell\u2019opera pucciniana.<\/p>\n\n\n\n<p><a>Parma, 19 maggio 2026<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Paolo Maier<\/p>\n\n\n\n<p><em>Responsabile Comunicazione istituzionale, Ufficio Stampa, Archivio<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Teatro Regio di Parma Strada Garibaldi, 16\/A, 43121 Parma \u2013 Italia<\/p>\n\n\n\n<p>Tel. +39 0521 203969<\/p>\n\n\n\n<p>p.maier@teatroregioparma.it<\/p>\n\n\n\n<p>stampa@teatroregioparma.it<\/p>\n\n\n\n<p>www.teatroregioparma.it<\/p>\n\n\n\n<p>foto<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Z9D_1201.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"676\" height=\"1024\" data-id=\"90541\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Z9D_1201-676x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-90541\" 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