{"id":90661,"date":"2026-05-23T10:44:07","date_gmt":"2026-05-23T10:44:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=90661"},"modified":"2026-05-23T10:44:08","modified_gmt":"2026-05-23T10:44:08","slug":"san-francesco-dassisi-nel-magistero-dei-papi-contemporanei-scavando-in-una-missione-paolina-dal-1900-ad-oggi-francesco-continuatore-di-san-paolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=90661","title":{"rendered":"San Francesco d\u2019Assisi\u00a0nel magistero dei Papi contemporanei scavando in una missione paolina. Dal 1900 ad oggi Francesco continuatore di San Paolo"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1000254494.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1000254494-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-90662\" style=\"width:362px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1000254494-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1000254494-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1000254494-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1000254494-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1000254494-1536x1536.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1000254494-2048x2048.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em>Pierfranco Bruni<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 pur vero che la modernit\u00e0 si confronta spesso con l\u2019attuale. Ma \u00e8 anche vero che il reale quotidiano della spiritualit\u00e0 ha la necessit\u00e0 radicale di diventare viaggio nella cristianit\u00e0. Quanta conversione abita la cristianit\u00e0? Qui San Paolo e San Francesco d\u2019Assisi costituiscono punti saldi.<\/p>\n\n\n\n<p>San Francesco d\u2019Assisi non \u00e8 rimasto confinato al XIII secolo. Dal 1900 a oggi, ogni Papa ha attinto alla sua vita come a una sorgente viva, non per devozione antiquaria, ma per leggere il proprio tempo alla luce del Vangelo. La parabola francescana attraversa il Novecento e i primi decenni del Duemila toccando quattro nodi forti. La missione. La riforma della Chiesa. La pace. La cura del creato.&nbsp; Chiaramente ogni pontificato ha illuminato un volto del Poverello, e l\u2019insieme restituisce la polifonia di un santo che continua a parlare a credenti e non credenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Cerco di fare ordine in questo tracciato tra Chiesa e comunit\u00e0 di Fede attraverso i pontificati che hanno caratterizzato appunto il Novecento. Un percorso non breve. Ma molto articolato.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Pio XI. La stagione delle missioni.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il primo intervento organico \u00e8 di Pio XI. Il 28 febbraio 1926, per il VII Centenario della morte di Francesco, pubblica l\u2019enciclica Rerum Ecclesiae. In un\u2019epoca di espansione missionaria, il Papa addita Francesco come modello di zelo apostolico. Non si sofferma sul cantore della natura, ma sul fondatore di un Ordine che ha portato il Vangelo \u201cfino agli estremi confini della terra\u201d. L\u2019accento \u00e8 duplice: da un lato l\u2019imitazione della povert\u00e0 e della libert\u00e0 interiore del Santo. Dall\u2019altro la necessit\u00e0 di formare un clero indigeno nelle terre di missione, perch\u00e9 la Chiesa non resti straniera. Francesco diventa cos\u00ec il garante di una evangelizzazione che non impone ma si fa sorella. Una frontiera che diventa fraternit\u00e0 di linguaggio e spiritualit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Giovanni XXIII. Il terziario francescano alla vigilia del Concilio.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Giovanni XXIII non dedica a Francesco encicliche organiche, ma ne fa il respiro del suo pontificato. Terziario francescano dal 1\u00b0 marzo 1896 col nome di \u201cFra Giuseppe\u201d, Angelo Roncalli scrive nei Diari dell\u2019anima: \u201cSan Francesco \u00e8 stato sempre il mio santo preferito\u201d. Il 4 ottobre 1962, una settimana prima di aprire il Concilio Vaticano II, compie il pellegrinaggio a Loreto e Assisi. Sulla tomba del Poverello prega: \u201cSono venuto a chiedere a San Francesco luce per il Concilio\u201d. \u00c8 il primo Papa del \u2019900 a recarsi ad Assisi.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo francescanesimo \u00e8 esistenziale, non programmatico. Pacem in terris, 11 aprile 1963, non nomina Francesco, ma ne respira l\u2019architettura: la pace come frutto di verit\u00e0, giustizia, amore e libert\u00e0. Il saluto \u201cPace e bene\u201d diventa l\u2019anima dell\u2019enciclica. Per Giovanni XXIII, Francesco \u00e8 il santo della riforma che nasce dalla misericordia e dalla gioia, non dalle strategie. In questo senso prepara il Concilio sostenendo che&nbsp; prima di aggiornare la Chiesa occorre inginocchiarsi davanti al Poverello. \u00c8 qui il tratto paolino. Come Paolo sulla via di Damasco, anche per Roncalli la conversione \u00e8 cadere da cavallo e rialzarsi povero.<\/p>\n\n\n\n<p><em>L\u2019araldo del Vangelo. Paolo VI.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Paolo VI compie un salto qualitativo. In due lettere apostoliche legate agli anniversari francescani, sposta il baricentro. Con Altissimi Cantus del 7 dicembre 1970, per l\u2019800\u00b0 della nascita, definisce Francesco \u201caraldo del Vangelo\u201d e testimone di una Chiesa che si rinnova attraverso la gioia e la povert\u00e0, non con le strategie. Tre anni dopo, il 3 ottobre 1973, con Il Signore ti dia la pace, rilancia il saluto francescano come programma ecclesiale in un mondo lacerato dalla guerra fredda.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Giovanni Paolo II. Il costruttore di pace.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Giovanni Paolo II non dedica documenti specifici a Francesco, ma ne fa l\u2019icona del suo magistero sulla libert\u00e0 e la pace. La data-simbolo \u00e8 il 27 ottobre 1986. Infatti ad Assisi convoca i leader delle religioni mondiali per pregare per la pace. La scelta del luogo non \u00e8 casuale. Francesco diventa il garante di un dialogo che non relativizza la verit\u00e0, ma la serve disarmato.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il passaggio decisivo arriva il 29 novembre 1979. Col motu proprio Inter Sanctos, Giovanni Paolo II proclama Francesco patrono dei cultori dell\u2019ecologia. \u00c8 il primo Papa a leggere il Cantico delle Creature in chiave teologica e culturale. La natura non \u00e8 solo scenario, ma \u201csorella\u201d e \u201cmadre\u201d. Qui nasce la linea che porter\u00e0 direttamente a Laudato si\u2019.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle sue catechesi e nei discorsi, il Papa polacco lega Francesco a quattro parole: verit\u00e0, giustizia, amore, libert\u00e0. \u201cLa libert\u00e0 non \u00e8 fine a se stessa. Insiste: \u00abEssa \u00e8 autentica solo quando viene posta al servizio della verit\u00e0, della solidariet\u00e0 e della pace\u201d. Francesco \u00e8 l\u2019uomo libero perch\u00e9 povero, e quindi capace di costruire ponti. L\u2019incontro di Assisi resta l\u2019applicazione pratica di questa intuizione.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Benedetto XVI. Il gigante della santit\u00e0 che rinnova dall\u2019interno.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Benedetto XVI regala la riflessione pi\u00f9 sistematica del post-concilio. Il 27 gennaio 2010 dedica l\u2019udienza generale a Francesco, chiamandolo \u201cun autentico gigante della santit\u00e0\u201d. Il suo sguardo \u00e8 teologico e storico insieme. Da un lato legge la conversione del Poverello come sintesi di ragione e cuore, fede e bellezza. Dall\u2019altro riconosce il ruolo provvidenziale dei Francescani e dei Domenicani nel rinnovamento della Chiesa del XIII secolo. Non una rivoluzione contro l\u2019istituzione, dunque, ma una riforma dall\u2019interno, generata dalla radicalit\u00e0 evangelica.&nbsp; Per Benedetto, Francesco ricorda che la Chiesa non si riforma con i progetti, ma con i santi. Il Cantico delle Creature diventa cos\u00ec un trattato di teologia della creazione: lode a Dio attraverso le cose, non accanto alle cose.<\/p>\n\n\n\n<p><em>La chiave del pontificato. Papa Francesco.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Con l\u2019elezione di Jorge Mario Bergoglio nel 2013, Francesco d\u2019Assisi entra nel nome e nel programma di un Papa. Due encicliche portano la sua impronta diretta.&nbsp; Laudato si\u2019 del 24 maggio 2015 si apre con il verso del Cantico: \u201cLaudato si\u2019, mi\u2019 Signore\u201d. La casa comune \u00e8 \u201csorella\u201d e \u201cmadre\u201d. L\u2019ecologia integrale, riprendendo il tutto da Giovanni Paolo II, nasce da qui. Infatti la visione \u00e8 quella della cura. Non c\u2019\u00e8 cura del pianeta senza giustizia verso i poveri, e non c\u2019\u00e8 pace sociale senza custodia del creato. Francesco d\u2019Assisi \u00e8 il patrono di questo sguardo indiviso.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Fratelli tutti del 3 ottobre 2020 viene firmata ad Assisi, sulla tomba del Santo. Il titolo \u00e8 preso dalle Ammonizioni di Francesco. L\u2019enciclica propone \u201cuna forma di vita dal sapore di Vangelo\u201d per guarire un mondo frammentato. San Francesco \u00e8 modello di fraternit\u00e0 universale. Ovvero si sentiva fratello del sole e del lebbroso, del sultano e del lupo. Per Papa Francesco, tornare ad Assisi significa uscire dalla globalizzazione dell\u2019indifferenza. Diventa cos\u00ec sostanzialmente la grammatica del pontificato.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Leone XIV. La pace come dono attivo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il 1\u00b0 ottobre 2025, in apertura dell\u2019VIII Centenario del Transito, Papa Leone XIV scrive ai Ministri Generali della Famiglia Francescana. Rilegge l\u2019ultima parola di Francesco: \u201cNostra sorella morte\u201d. Non \u00e8 rassegnazione, ma pacificazione. Da qui sviluppa la sua idea di pace: \u201csomma di tutti i beni di Dio, un dono che scende dall\u2019Alto\u201d, ma insieme \u201cun dono attivo, da accogliere e vivere ogni giorno\u201d. Francesco \u00e8 il testimone che la pace cristiana non \u00e8 assenza di guerra, ma presenza di Cristo. In un tempo di nuovi conflitti, Leone XIV consegna alla Chiesa il saluto francescano come compito: essere operatori di pace perch\u00e9 pacificati.<\/p>\n\n\n\n<p>La linea dal 1900 a oggi mostra una progressione, non una contraddizione. Un itinerario al cui centro c&#8217;\u00e8 la missione evangelizzatrice ma soprattutto paolina. Basta considerare il tracciato a partire dal Novecento.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec in una estrema sintesi.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Pio XI scopre in Francesco il missionario che esce e si fa prossimo. Giovanni XXIII lo vive come terziario e lo pone a fondamento spirituale del Concilio: riforma nella misericordia e nella gioia. Paolo VI ne fa l\u2019araldo del Vangelo.&nbsp; Giovanni Paolo II lo elegge icona della pace e del dialogo, uomo libero che costruisce ponti, e lo proclama patrono dell\u2019ecologia. Benedetto XVI lo presenta come gigante della santit\u00e0 che rinnova la Chiesa dall\u2019interno, tenendo insieme fede e bellezza. Papa Francesco lo pone a fondamento dell\u2019ecologia integrale e della fraternit\u00e0 universale, facendone la chiave del proprio pontificato. Leone XIV raccoglie il saluto di pace come dono attivo per la Chiesa di oggi, davanti al mistero della morte accolta da fratello.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutti leggono lo stesso uomo, ma ogni Papa illumina la risposta di Francesco a una domanda del proprio tempo. Ovvero: come annunciare il Vangelo. Come riformare la Chiesa. Come fare pace. Come abitare la terra. Come essere fratelli.<\/p>\n\n\n\n<p>In una sintesi pi\u00f9 lineare, anche se si corre il rischio di essere ripetitivi, \u00e8 necessario definire il tutto attraverso un ordine sistematico.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>1926 Pio XI. Enciclica Rerum Ecclesiae, 28 febbraio 1926: Francesco modello di zelo missionario.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>1962-1963 Giovanni XXIII. Pellegrinaggio ad Assisi, 4 ottobre 1962: chiede luce per il Concilio. Pacem in terris, 11 aprile 1963: architettura di pace dal sapore francescano.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>1970-1973 Paolo VI. Altissimi Cantus, 7 dicembre 1970: Francesco \u201caraldo del Vangelo\u201d. Il Signore ti dia la pace, 3 ottobre 1973: rilancia il saluto di pace. Paolo VI muore nel 1978.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>1979-2001 Giovanni Paolo II. Motu proprio Inter Sanctos, 29 novembre 1979: proclama Francesco patrono dei cultori dell\u2019ecologia. Incontro Assisi 1986: Francesco modello di pace e dialogo. Messaggio Giornata Pace 1990: Pace con Dio creatore, pace con tutto il creato. Udienza 17 gennaio 2001: lancia la \u201cconversione ecologica\u201d.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>2010 Benedetto XVI. Catechesi 27 gennaio 2010: Francesco \u201cgigante della santit\u00e0\u201d, riformatore ecclesiale.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>2015-2020 Papa Francesco. Laudato si\u2019 2015: ecologia integrale dal Cantico. _Fratelli tutti_ 2020: fraternit\u00e0 universale, firmata ad Assisi.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>2025 Leone XIV. Lettera 1 ottobre 2025: Francesco testimone della pace come dono.<\/p>\n\n\n\n<p>Il dato conclusivo, in una ultima sintesi, ci porta a fare una considerazione. Ovvero: San Francesco non appartiene al passato perch\u00e9 ogni generazione ha bisogno di ricominciare dal Vangelo nella sua nudit\u00e0. I Papi contemporanei ce lo ricordano. Infatti la povert\u00e0 non \u00e8 ideologia, \u00e8 libert\u00e0. La fraternit\u00e0 non \u00e8 buonismo, \u00e8 riconoscimento. La pace non \u00e8 trattato, \u00e8 dono da vivere. La creazione non \u00e8 risorsa, \u00e8 sorella.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tornare a Francesco significa, per la Chiesa e per il mondo, tornare a un cristianesimo povero, libero, gioioso, fratello di tutti. In questo senso il Poverello di Assisi resta \u201cfigura di frontiera\u201d. Sta sulla soglia e indica da dove si riparte. Perch\u00e9 in fondo la partenza \u00e8 quell&#8217;incipit che avvisa che il viaggio non \u00e8 mai geografico soltanto ma profondamente spirituale.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Un viaggio umano che deve comunque definirsi attraverso una \u00abcomunicazione\u00bb spirituale. Il paladino resta Benedetto XVI che pone all&#8217;attenzione due concetti chiave: la Fede e la Bellezza. Un percorso che nasce dentro la comparazione tra teologia spiritualit\u00e0 e letteratura. Una dimensione anche estetica della bellezza della fede. Niccol\u00f2 Tommaseo incentra la sua filosofia letteraria sulla griglia laica dell&#8217;intreccio tra la fedelt\u00e0 alla fede e il mistero della bellezza.&nbsp; Ma Benedetto XVI riesce a creare una comparazione che non \u00e8 soltanto un dato metaforico tra metafisica e cristianit\u00e0 ma incisivamente religioso tra civilt\u00e0 d\u2019Oriente e culture d&#8217;Occidente all&#8217;interno di comparazioni umane e religiose. In fondo si tratta proprio di un Edificare la Gioia proprio tra fede e bellezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Leone XIV \u00e8 dentro questo camminare insieme. Infatti gi\u00e0 nei primi passi del suo pontificato pone all&#8217;attenzione un intreccio che \u00e8 anche paolino e agostiniano. San Francesco come non considerarlo il proseguitore di San Paolo? \u00c8 San Paolo con la sua conversione il vero punto radicante di San Francesco d\u2019Assisi. Giovanni XXIII, terziario, aveva gi\u00e0 indicato questa via: cadere da cavallo per rialzarsi povero, come Paolo, come Francesco. San Francesco dunque il continuatore di San Paolo? Basterebbe questa frase: \u00abNon sono pi\u00f9 io che vivo, ma Cristo vive in me\u00bb (Gal 2,20).&nbsp;&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pierfranco Bruni \u00c8 pur vero che la modernit\u00e0 si confronta spesso con l\u2019attuale. Ma \u00e8 anche vero che il reale [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[42],"tags":[],"class_list":["post-90661","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-religion"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/90661","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=90661"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/90661\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":90663,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/90661\/revisions\/90663"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=90661"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=90661"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=90661"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}