{"id":90696,"date":"2026-05-24T13:37:54","date_gmt":"2026-05-24T13:37:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=90696"},"modified":"2026-05-24T13:37:55","modified_gmt":"2026-05-24T13:37:55","slug":"tre-libri-per-lottavo-centenario-francesco-senza-retorica-da-edificare-la-gioia-di-pierfranco-bruni-asan-francesco-prima-del-mito-di-luigi-maria-ep","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=90696","title":{"rendered":"Tre libri per l\u2019Ottavo Centenario. Francesco senza retorica. Da\u00a0 \u201cEdificare la gioia\u201d di Pierfranco Bruni a\u201cSan Francesco prima del mito\u201d di Luigi Maria Epicoco e Giuseppe Forlai a \u201cIl folle di Dio\u201d di Vittorino Andreoli"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1000255748.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1000255748-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-90697\" style=\"width:470px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1000255748-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1000255748-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1000255748-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1000255748-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1000255748-2048x1152.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><em>Miriam Katiaka\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Gli ottocento anni dalla morte di Francesco d\u2019Assisi, che cadono nel 2026, non chiedono celebrazioni. Chiedono verit\u00e0. La retorica ha gi\u00e0 fatto il suo tempo. Il santo degli uccellini, l\u2019ecologista ante litteram, il pacifista ingenuo. Sono maschere che hanno finito per nascondere il volto. Tre libri usciti in prossimit\u00e0 del Centenario scelgono un\u2019altra strada. Non aggiungono, tolgono. Non commentano, scavano. E cos\u00ec restituiscono un Francesco che non consola, ma interroga.<\/p>\n\n\n\n<p>Pierfranco Bruni, \u00abEdificare la gioia. Francesco d&#8217;Assisi:, Pellegrini 2026, con una splendida Introduzione di Marilena Cavallo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Bruni non scrive una biografia. Non ne ha bisogno. La sua \u00e8 una lettura antropologica, quasi muraria. Il titolo \u00e8 gi\u00e0 una tesi: la gioia non \u00e8 un\u2019emozione che capita, \u00e8 una costruzione. Si edifica. E si edifica sul vuoto.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per Bruni, l\u2019atto fondativo di Francesco non \u00e8 l\u2019abbraccio al lebbroso, non \u00e8 la predica agli uccelli, non \u00e8 nemmeno il Cantico. \u00c8 la spoliazione davanti al vescovo Guido. L\u00ec, in quella piazza di Assisi, Francesco non rinuncia ai beni. Rinuncia all\u2019io di Pietro di Bernardone. Si denuda perch\u00e9 solo chi non ha pu\u00f2 edificare. La nudit\u00e0 \u00e8 il cantiere. E la gioia \u00e8 la casa che viene dopo.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In questo senso Bruni rovescia il luogo comune. Il Francesco \u201cgiullare di Dio\u201d non \u00e8 l\u2019uomo che ride perch\u00e9 \u00e8 spensierato. \u00c8 l\u2019uomo che ride perch\u00e9 ha fatto spazio. La \u201cperfetta letizia\u201d, di cui parla ai compagni, non \u00e8 buon umore francescano. \u00c8 la condizione di chi, bastonato e cacciato nella notte a Santa Maria degli Angeli, dice comunque: \u00abIn questo \u00e8 la perfetta letizia\u00bb. Perch\u00e9 la gioia non dipende da ci\u00f2 che accade. Dipende da ci\u00f2 che si \u00e8. E si \u00e8 quando non si possiede.&nbsp; Scrive Marilena Cavallo nella Introduzione: \u00abLa forza di questo libro sta proprio nel mostrare che la semplicit\u00e0 non \u00e8 povert\u00e0 di pensiero, ma profondit\u00e0 che non teme la trasparenza. \u00c8 la capacit\u00e0 di vedere l\u2019essenziale senza smarrirsi nel superfluo. \u00c8 la libert\u00e0 di chi non ha pi\u00f9 bisogno di difendere un\u2019immagine di s\u00e9, perch\u00e9 ha trovato una verit\u00e0 pi\u00f9 grande in cui riposare. Pierfranco Bruni restituisce questa verit\u00e0 con una scrittura che non pretende di spiegare Francesco, ma di avvicinarlo. E nel farlo, avvicina anche noi a quella dimensione in cui la vita torna a essere ascolto, stupore, gratitudine\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Il libro nella collana elegante collana \u201cZaffiri\u201d. Non \u00e8 dettaglio editoriale. Lo zaffiro, nell\u2019Apocalisse, \u00e8 pietra di fondazione della Gerusalemme celeste. La gioia francescana, allora, non \u00e8 ornamento. \u00c8 fondamento. \u00c8 dura, tagliata, limpida. Non decora la vita: la regge. Cos\u00ec Francesco esce dallo stereotipo del santo sentimentale. Diventa architetto. Non di basiliche, ma di umanit\u00e0. Edificare la gioia significa questo: restituire all\u2019uomo la possibilit\u00e0 di stare in piedi dopo essersi spogliato di tutto. In copertina una originale icona di suor Pierpaola Nistri, madre badessa convento delle clarisse di Grottaglie.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Luigi Maria Epicoco \u2013 Giuseppe Forlai, \u00abSan Francesco prima del mito\u00bb, Einaudi Vele 2026. Epicoco e Forlai partono da un\u2019urgenza storiografica che \u00e8 anche spirituale: liberare Francesco \u00abda false credenze e pregiudizi\u00bb. Il sottotitolo, \u00abprima del mito\u00bb, dice il metodo. Non si tratta di negare la devozione popolare. Si tratta di tornare alle fonti prima che la devozione diventasse leggenda.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La tesi \u00e8 netta, e sta nella bandella: \u00abPur essendo Francesco ormai semplificato fino quasi a sfiorare la banalit\u00e0, egli rimane a tutti gli effetti un personaggio \u201ceccessivo\u201d, estremo nelle scelte e nella proposta\u00bb. Eccessivo \u00e8 la parola chiave. Francesco non \u00e8 il mediatore, il santo del compromesso, il patrono di una spiritualit\u00e0 a buon mercato. \u00c8 spartiacque. O lo si prende nella sua radicalit\u00e0, o lo si tradisce.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per questo gli autori impongono una disciplina: \u00abBisogna iniziare a parlare di lui partendo dalle fonti biografiche ma soprattutto dagli scritti autografi. L\u00ed troviamo la verit\u00e0 dell\u2019esperienza del Santo\u00bb. Gli scritti autografi sono pochi: il Testamento, la Regola, le Lodi, il Cantico, qualche lettera. Ma bastano. Perch\u00e9 l\u00ec Francesco non \u00e8 raccontato da altri. \u00c8 lui che parla. E quando parla, smonta il mito.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Epicoco e Forlai ricordano che i miti \u00abiniziarono a proliferare senza misura con il protestantesimo anglosassone del secolo scorso\u00bb. Il Francesco romantico, il Francesco ribelle, il Francesco contro il Papa: sono costruzioni che servono a chi le fa, non alla verit\u00e0. Prima del mito c\u2019\u00e8 l\u2019uomo che dice nel Testamento: \u00abE dopo che il Signore mi don\u00f2 dei frati, nessuno mi mostrava che cosa dovessi fare, ma lo stesso Altissimo mi rivel\u00f2 che dovevo vivere secondo la forma del santo Vangelo\u00bb. Nessuna mediazione. Nessuna ideologia. Solo Vangelo. E il Vangelo, quando \u00e8 preso sul serio, \u00e8 eccessivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Vittorino Andreoli, \u00abIl folle di Dio. Storia di Francesco d&#8217;Assisi:, De Agostini.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Andreoli \u00e8 psichiatra. Ma non scrive per ridurre Francesco a caso clinico. Scrive per restituirlo alla sua categoria evangelica pi\u00f9 scandalosa: la follia. \u00abIl folle di Dio\u00bb riprende Paolo: \u00abNoi predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i Giudei, stoltezza per i Greci\u00bb. Francesco \u00e8 stolto. E lo \u00e8 lucidamente.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La follia di Francesco non \u00e8 malattia. \u00c8 metodo. \u00c8 l\u2019uscita dal codice. Codice mercantile, quando restituisce tutto a Bernardone, monete e vestiti. Codice cavalleresco, quando smette di cercare la gloria a Perugia. Codice religioso, quando va dal Sultano senza armi e senza tesi, solo con la propria carne. Per il mondo, \u00e8 insensato. Per il Vangelo, \u00e8 conseguente.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Andreoli ricostruisce la \u201cstoria\u201d di Francesco come si fa un\u2019anamnesi: sogni, traumi, visioni, stimmate. Ma la diagnosi non \u00e8 psichiatrica, \u00e8 teologica. La guarigione di Francesco coincide con la malattia del mondo. Il mondo chiama sano chi accumula, chi difende, chi possiede. Francesco chiama sano chi si spoglia, chi si dona, chi perde. Allora la follia \u00e8 rovesciamento. \u00c8 la salute di Dio in un mondo malato di s\u00e9.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le stimmate, in questa lettura, non sono prodigio da contemplare. Sono scrittura. Dio scrive sul corpo di Francesco perch\u00e9 Francesco ha fatto del corpo un Vangelo. Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 distanza tra ci\u00f2 che crede e ci\u00f2 che \u00e8. La carne \u00e8 diventata parola. E la parola, quando \u00e8 vera, sanguina.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Andreoli cos\u00ec toglie Francesco dal recinto del buonismo. Il folle non \u00e8 innocuo. \u00c8 pericoloso. Perch\u00e9 mette in crisi la norma. La sua povert\u00e0 non \u00e8 scelta francescana: \u00e8 accusa. Il suo bacio al lebbroso non \u00e8 gesto caritatevole: \u00e8 rivoluzione. Il folle di Dio non chiede permesso. Vive. E vivendo, giudica.<\/p>\n\n\n\n<p>In occasione degli Ottocento anni dalla morte, questi tre testi non celebrano. Spogliano. Bruni spoglia la gioia dall\u2019emotivit\u00e0 e la restituisce all\u2019edificazione. Epicoco e Forlai spogliano Francesco dai miti e lo restituiscono alle fonti. Andreoli spoglia la santit\u00e0 dalla normalit\u00e0 e la restituisce alla follia evangelica.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sono tre vie, ma la soglia \u00e8 una: Francesco non \u00e8 attuale perch\u00e9 somiglia a noi. \u00c8 attuale perch\u00e9 non ci somiglia. \u00c8 eccessivo, dice Epicoco. \u00c8 edificante, dice Bruni. \u00c8 folle, dice Andreoli. Tre modi per dire la stessa cosa: il Vangelo non \u00e8 a misura d\u2019uomo. \u00c8 l\u2019uomo che deve farsi a misura di Vangelo.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019800\u00b0 centenario, allora, non \u00e8 anniversario. \u00c8 esame. Francesco mor\u00ec il 3 ottobre 1226 cantando. Cantava perch\u00e9 aveva edificato la gioia sul nulla. Cantava perch\u00e9 era tornato alle fonti, e le fonti dicevano: Dio solo. Cantava perch\u00e9 la follia di Dio \u00e8 pi\u00f9 sapiente degli uomini.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Celebrare Francesco nel 2026 significa accettare di essere smentiti. Significa smettere di usarlo come alibi per le nostre battaglie ecologiche, sociali, pacifiste. Significa lasciarsi usare da lui. E lui usa un solo strumento: la spoliazione.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre i libri storici importanti contemporanei da Le Goff a Duby a Cardini questi tre libri sono fondamentali.&nbsp; Perch\u00e9 non aggiungono un Francesco al catalogo. Tolgono i Franceschi di troppo. E quando si \u00e8 tolto tutto, resta l\u2019uomo nudo di Assisi. Che non chiede di essere capito. Chiede di essere seguito. E seguire, per lui, ha sempre voluto dire una cosa sola: andare dove non possiedi nulla, per edificare la gioia, prima del mito, con la follia di Dio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Miriam Katiaka\u00a0 Gli ottocento anni dalla morte di Francesco d\u2019Assisi, che cadono nel 2026, non chiedono celebrazioni. Chiedono verit\u00e0. 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