{"id":90785,"date":"2026-05-26T09:39:41","date_gmt":"2026-05-26T09:39:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=90785"},"modified":"2026-05-26T09:39:41","modified_gmt":"2026-05-26T09:39:41","slug":"benedetto-croce-e-san-francesco-dassisi-la-santita-non-nasce-dalla-storia-ma-dal-mistero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=90785","title":{"rendered":"Benedetto Croce e San Francesco d\u2019Assisi. La santit\u00e0 non nasce dalla storia ma dal Mistero\u00a0"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1000257325.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1000257325-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-90786\" style=\"width:408px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1000257325-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1000257325-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1000257325-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1000257325-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1000257325-2048x1536.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em>Pierfranco Bruni\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>In una visione complessivamente hegheliana Benedetto Croce cerca di affrontare la santit\u00e0 di Francesco d&#8217;Assisi sul piano storicista. Deve fare i conti per\u00f2 con il religioso. Non \u00e8 una questione di estetica della storia. Molto di pi\u00f9. \u00c8 mistica. \u00c8 cristiana. \u00c8 ontologica infatti quando Benedetto Croce guarda a Francesco d\u2019Assisi, non cerca il taumaturgo delle leggende n\u00e9 il ribelle delle agiografie romantiche. Cerca l\u2019uomo. E l\u2019uomo, per Croce, \u00e8 sempre storia. \u00abLa storia nostra \u00e8 storia della nostra anima; e storia dell\u2019anima umana \u00e8 la storia del mondo\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Francesco entra dunque nel laboratorio crociano non come mito, ma come esempio di un \u00abfatto spirituale\u00bb. \u00c8 il fatto di un\u2019anima che, spogliandosi, ha edificato un mondo. Deve necessariamente distaccarsi dalla fenomenologia di Hegel. C&#8217;\u00e8 da dire che Croce non fu mai devoto in senso confessionale. Eppure nel 1942 scrive: \u00abPerch\u00e9 non possiamo non dirci \u201ccristiani\u201d\u00bb, intendendo che il cristianesimo \u00e8 \u00abrivolgimento spirituale\u00bb che ha mutato la storia europea.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Francesco \u00e8 il punto incandescente di quel rivolgimento. Non teologo, non filosofo. Ma \u00abil Poverello di Assisi aveva compreso che ogni carisma donato dallo Spirito Santo va posto a servizio del Corpo di Cristo, che \u00e8 la Chiesa\u00bb. Croce vede in lui l\u2019obbedienza che non \u00e8 sottomissione, ma creazione. Francesco \u00abag\u00ec sempre in piena comunione con l\u2019autorit\u00e0 ecclesiastica\u00bb, eppure rinnov\u00f2. Perch\u00e9 la vera rivoluzione, per Croce, non distrugge: integra. \u00abLe verit\u00e0 definite dai filosofi non si abbattono a vicenda, ma si sommano e si integrano le une con le altre\u00bb. Francesco somma Vangelo e storia, povert\u00e0 e civilt\u00e0, croce e gioia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Manca in Croce un significativo progetto che parte dal Crocifisso. Perch\u00e9 senza di esso non pu\u00f2 si conprendere la santit\u00e0 di Francesco. Nel saggio \u00abSan Francesco\u00bb, pubblicato su \u00abLa Critica\u00bb nel 1920 e poi raccolto in \u00abPoesia e non poesia\u00bb, Croce pronuncia la tesi che scandalizza i devoti: \u00abIl santo di Assisi non fu poeta\u00bb. E spiega: \u00abLa poesia solo in piccola parte si trova negli innumeri libri detti di poesia\u00bb. Il Cantico delle creature non \u00e8 \u201cpoesia d\u2019arte\u201d, \u00e8 \u201cpoesia popolare\u201d, cio\u00e8 espressione immediata di una condizione spirituale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma l&#8217;estetica del linguaggio poetico pu\u00f2 integrarsi con il mistero? La distinzione \u00e8 capitale. Per Croce, poesia d\u2019arte \u00e8 creazione individuale e forma consapevole. Poesia popolare \u00e8 effusione collettiva, religiosa, morale. Francesco non \u201cfa\u201d poesia: \u00c8 poesia. Perch\u00e9 \u00abdare forma artistica a un contenuto di sentimento significa imprimervi il carattere di totalit\u00e0, infondergli il soffio del cosmo\u00bb. E il Cantico \u00e8 cosmo. \u00abAltissimu, onnipotente bon Signore, Tue so\u2019 le laude, la gloria e l\u2019honore\u00bb. Non \u00e8 metrica, \u00e8 respiro. Non \u00e8 letteratura, \u00e8 liturgia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La liturgia cosa ha a che fare con l&#8217;estetica, Cos\u00ec Croce, seconda la sua visione storicista e hegeliana, salva Francesco dall\u2019estetismo. Lo restituisce alla santit\u00e0. Il santo non cerca la parola bella: cerca la parola vera. E la parola vera, quando nasce dalla \u00abpovert\u00e0 interiore ed esteriore\u00bb, diventa involontariamente bella. \u00abIn ogni autentica rappresentazione artistica \u00e8 se stessa ed \u00e8 l\u2019universo\u00bb. Il Cantico \u00e8 universo perch\u00e9 Francesco \u00e8 diventato universo spogliandosi. La nudit\u00e0 \u00e8 la sua metrica. Una metrica che non cerca la poesia pura. Bensi il senso della devozione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Croce, hegeliano critico, sa che la storia \u00e8 \u00abstoria della libert\u00e0\u00bb. Ma la libert\u00e0 di Francesco non \u00e8 quella del filosofo. \u00c8 quella, appunto, del Crocifisso. La Croce di San Damiano, \u00abicona a forma di croce dinanzi a cui Francesco d\u2019Assisi stava pregando quando ricevette la richiesta del Signore di riparare la sua casa\u00bb, non \u00e8 dolore. \u00c8 trionfo. \u00abCristo Glorioso: a differenza di molti crocifissi medievali, Ges\u00f9 non \u00e8 rappresentato come sofferente. Il Cristo di San Damiano \u00e8 raffigurato in piedi e trionfante, con gli occhi aperti\u00bb. Siamo completamente dentro il mistero. Modello che Croce trova difficolt\u00e0 a comprendere o ad accettare. Anche se Croce e Francesco si toccano. Per entrambi la bellezza non \u00e8 ornamento, \u00e8 struttura.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abEspressione e bellezza non sono due concetti distinti, ma un unico concetto\u00bb. La Croce \u00e8 bella perch\u00e9 \u00e8 vera. \u00c8 vera perch\u00e9 esprime la totalit\u00e0: morte e risurrezione, kenosi e gloria. Francesco \u00abport\u00f2 nella sua carne le cinque piaghe di Cristo\u00bb. La carne diventa estetica. Le stimmate sono l\u2019ultima forma della poesia. Ovvero \u00e8 il corpo che si fa verso. Ancora una volta si pone una domanda. Croce pu\u00f2 accogliere ci\u00f2? Perch\u00e9 ci\u00f2 non collima con lo storicismo. Si avverte infatti una contraddizione di fondo.&nbsp; Davanti a quella Croce, Francesco prega: \u00abO alto e glorioso Dio, illumina le tenebre del cuore mio. Dammi una fede retta, speranza certa, carit\u00e0 perfetta e umilt\u00e0 profonda\u00bb. Non chiede versi. Chiede luce. E la luce, quando arriva, detta il Cantico. \u00c8 una visione ambigua per Croce storico. Anche se a volte considera Francesco uno snodo della storia europea. Dopo di lui, \u00abla prima beatitudine del Discorso della Montagna &#8211; Beati i poveri in spirito &#8211; ha trovato una luminosa realizzazione\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La povert\u00e0 francescana non \u00e8 sociologia. \u00c8 spiritualit\u00e0 che diventa civilt\u00e0. Quindi fuori da ogni dimensione ontologica. \u00abFrancesco, dinanzi al Vescovo di Assisi, con un gesto simbolico si spogli\u00f2 dei suoi abiti, intendendo cos\u00ec rinunciare all\u2019eredit\u00e0 paterna: come nel momento della creazione, Francesco non ha niente, ma solo la vita che gli ha donato Dio\u00bb. Croce legge in quel gesto l\u2019atto fondativo della modernit\u00e0 etica. L\u2019uomo che non possiede \u00e8 l\u2019uomo libero. E \u00abla libert\u00e0 al singolare esiste soltanto nelle libert\u00e0 al plurale\u00bb. Francesco crea un ordine, i Minori, cio\u00e8 crea una relazione. La sovranit\u00e0 \u00abnon \u00e8 di nessuno dei componenti singolarmente preso, ma della relazione stessa\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La fraternit\u00e0 francescana \u00e8 politica in senso crociano: vita che si fa istituzione senza pietrificarsi. Un paradosso incomprensibile. Ma questo mette in difficolt\u00e0 tutta l\u2019ermeneutica crociana dalle fondamenta. Perch\u00e9 nella vita dei santi non c\u2019\u00e8 contrasto tra carisma profetico e carisma di governo\u00bb. Francesco riforma senza scisma. Obbedisce al Papa e cambia la Chiesa. \u00c8 la dialettica che Croce ama ma pu\u00f2 accettarla in senso di: conservazione e rivoluzione insieme? \u00abLa storia non \u00e8 mai giustiziera, ma sempre giustificatrice\u00bb. Francesco non giustifica il Vangelo vivendolo. Non lo commenta: lo incarna. Non c&#8217;\u00e8 alcuna giustificatrice valenza in Francesco. C&#8217;\u00e8 l&#8217;abitazione il Vangelo senza alcuna ermeneutica.<\/p>\n\n\n\n<p>La grandezza di Francesco, comunque, per Croce, sta nel tenere insieme i contrari senza dialettica hegeliana, ma con la semplicit\u00e0 del santo. Per\u00f2 Hegel in Croce c&#8217;\u00e8. \u00abLaudato si\u2019, mi\u2019 Signore, per sora nostra matre Terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba\u00bb. La terra \u00e8 sorella, la morte \u00e8 sorella: \u00abLaudato si\u2019 mi Signore, per sora nostra Morte corporale\u00bb. Non c\u2019\u00e8 opposizione, c\u2019\u00e8 circolarit\u00e0. \u00c8 la \u00abtotalit\u00e0\u00bb che Croce vede nell\u2019arte vera: \u00abNell\u2019intuizione, il singolo pulsa con la vita del tutto, e il tutto \u00e8 nella vita del singolo\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Francesco sta sulla soglia. Tra natura e grazia, tra gioia e croce, tra vita e morte. E la soglia, nell\u2019estetica dell\u2019edificazione, \u00e8 il luogo dove si costruisce. \u00abVa\u2019 e ripara la mia casa, che come vedi, \u00e8 tutta in rovina!\u00bb. Riparare non \u00e8 restaurare il passato. \u00c8 edificare il futuro con le pietre del passato. \u00c8 edificare la gioia e non la storia. Francesco prende la Croce e ne fa casa. Prende la povert\u00e0 e ne fa regola. Prende il Cantico e ne fa lingua. Anzi Comunit\u00e0. Per questo Croce pu\u00f2 dire che Francesco non fu poeta e, insieme, che dopo di lui \u00abinizia la letteratura italiana\u00bb.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La santit\u00e0, quando \u00e8 totale, genera non cultura ma spiritualit\u00e0. Non per intenzione, per eccedenza. \u00abDando, che si riceve; Perdonando, che si \u00e8 perdonati; Morendo, che si risuscita a Vita Eterna\u00bb. \u00c8 la legge francescana. \u00c8 la legge della storia. Ma \u00e8 soprattutto il misterioso del Crocifisso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Benedetto Croce incontra San Francesco e non si converte. Ma comprende. Comprende che \u00abi santi sono i migliori interpreti della Bibbia; essi, incarnando nella loro vita la Parola di Dio, la rendono pi\u00f9 che mai attraente\u00bb. Francesco non scrisse trattati. Scrisse con la vita. E la vita, quando \u00e8 \u00abforma artistica\u00bb, \u00e8 pi\u00f9 persuasiva di ogni sistema. Sistema di pensiero. In Francesco non c&#8217;\u00e8 pensiero ma fede e mistero.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La Croce di San Damiano resta. \u00abIl Crocifisso fu originariamente collocato nella Chiesa di San Damiano\u00bb e l\u00ec Francesco \u00absent\u00ec la voce di Ges\u00f9 chiedergli di riparare la Chiesa\u00bb. Croce non sent\u00ec voci. Ma sent\u00ec la storia. E nella storia vide che Francesco aveva riparato la casa d\u2019Europa dandole un nuovo fondamento: la gioia della povert\u00e0. Un segnale? Pu\u00f2 essere&#8230;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tra il filosofo della storia e il santo della povert\u00e0, si compie un dialogo senza agiografia. Croce non fa di Francesco un poeta. Ne fa qualcosa di pi\u00f9 alto: ovvero un fatto. Un fatto che, otto secoli dopo, ancora edifica. Perch\u00e9 la santit\u00e0, quando \u00e8 vera, \u00e8 la pi\u00f9 alta forma di poesia. Non quella che si scrive. Quella che si \u00e8. Per\u00f2 in Croce resta Hegel.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Non si pu\u00f2 affrontare tutto il francescanesimo con la Fenomenologia o con la storia. Non si descrive Francesco. Si incontra. L&#8217;incontro deve essere edificante fino a scavare le strade dell&#8217;anima e le corde del cuore e non mi pare che Croce sia entrato sino a toccare il Mistero. La santit\u00e0 non nasce dalla storia o semplicemente dal sacro. Ma dalla Gioia edificata. Nel mio percorso in Francesco non ho individuato storia e fenomenologia. Bensi devozione e fede. Capisaldi per edificare la gioia che vive in Francesco per noi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pierfranco Bruni\u00a0 In una visione complessivamente hegheliana Benedetto Croce cerca di affrontare la santit\u00e0 di Francesco d&#8217;Assisi sul piano storicista. 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