{"id":90800,"date":"2026-05-27T09:24:51","date_gmt":"2026-05-27T09:24:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=90800"},"modified":"2026-05-27T09:24:52","modified_gmt":"2026-05-27T09:24:52","slug":"liberta-non-e-indipendenza-nel-tempo-delle-tecnologie-ogni-morale-e-sventrata-dalla-tradizione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=90800","title":{"rendered":"Libert\u00e0 non \u00e8 indipendenza. Nel tempo delle tecnologie ogni morale \u00e8 sventrata dalla tradizione"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1000258044.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1000258044-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-90801\" style=\"width:538px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1000258044-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1000258044-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1000258044-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1000258044-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1000258044.jpg 1170w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em>Paolo Arces<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019epopea tecnologica, ancor pi\u00f9, di \u201cfeudalesimo digitale\u201d, in cui siamo piombati, ogni valore muta dalla sua originaria essenza. \u201cDio \u00e8 morto\u201d perch\u00e8 ogni morale \u00e8 sventrata dalla sua tradizione per divenire innovativa costruzione dell\u2019homo faber. Insomma, ogni possibile concezione di verit\u00e0 \u00e8 svuotata, crolla nel nichilismo e rinasce dagli uomini: gli scientisti e i tecnocrati pilotano la nuova societ\u00e0 liquida. I valori vengono continuamente riciclati. Non c\u2019\u00e8<br>da preoccuparsi, si tratta del progresso, ogni cambiamento \u00e8 innovazione per il meglio.<br>Ma in fondo, cosa \u00e8 il meglio? L\u2019idea di progresso nasce dalla macchina sociale e vive per la macchina. \u00c9 vero allora, \u00e8 per il meglio, per il meglio di una societ\u00e0 di ingranaggi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Cosa resta dell\u2019uomo nel rumoroso borbottio della macchina? Tra le macerie di un\u2019umanit\u00e0 perduta, sotto il comando delle grandi intelligence e di madre AI, si \u00e8 alla ricerca di qualcosa o qualcuno che risponda al grido umano: \u201cChi sono io?\u201d. \u00c9 naturale allora, che quanto pi\u00f9 di umano l\u2019uomo abbia, \u00e8 la tanto calpestata parola \u201clibert\u00e0\u201d: l\u2019arte di essere uomo. Ebbene, tra le tante pedate e tra i fumi della societ\u00e0, cosa resta di questa vaga idea? Cosa \u00e8 oggi la Libert\u00e0? Una sola premessa: prima di ogni ulteriore definizione, la libert\u00e0 \u00e8 il verso dell\u2019uomo, \u00e8 l\u2019aderenza all\u2019essere nella sua natura, \u00e8, infine, la cifra dell\u2019umano. Ogni altra definizione si presta pi\u00f9 come mezzo.<br>Da un\u2019occhiata sul mondo, la societ\u00e0 consumistica si \u00e8 riflessa specularmente nel lago della morale ove cinismo, egoismo e indiferenza sono riscritti sotto un pi\u00f9 docile termine: Indipendenza.<br>\u201cEssere liberi significa essere indipendenti, essere autonomi, non essere di nessuno se non di se stessi!\u201d. \u00c9 buffo sentire questa frase da persone che non hanno risposta alla domanda \u201cchi sei?\u201d. Cos\u2019\u00e8 l\u2019indipendenza? Dal latino \u201cin- de- pendere\u201d significa non essere appesi a qualcosa: senza nulla a cui ancorarci l\u2019unica verit\u00e0 \u00e8 il baratro, il nulla.<br>Ma allora, gi\u00e0 nel dire chi siamo, siamo costretti a dire DI CHI siamo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Chi sono io? Io sono Paolo Arces. Nel mio cognome \u00e8 gia implicito un certo grado di appartenenza, senza quello<br>io sarei un ragazzo di nome Paolo come altri. Neppure dire io sono Paolo un ragazzo di 17<br>anni che fa X e a cui piace Y dice chi sono. Dove sono io in questa definizione? Se ad un<br>certo punto smettesse di piacermi Y allora non sarei pi\u00f9 io. Insomma, afermare che libert\u00e0 \u00e8 indipendenza \u00e8 come dire che io sono libero nel nulla. Riprendendo il filosofo e mistico armeno Gurdjief: \u201cA ogni attimo l\u2019uomo dice e pensa Io. E ogni volta il suo io \u00e8 diferente. Un attimo fa era un pensiero, ora \u00e8 un desiderio, poi una sensazione, poi un altro pensiero e<br>cosi via, senza fine\u2026 L\u2019alternarsi di questi io, le loro lotte manifeste, di ogni istante, per la<br>supremazia, sono comandate dalle influenze esteriori accidentali\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Noi uomini non possiamo pretendere di identificare libert\u00e0 con indipendenza: quel \u201cvolere e disvolere\u201d una medesima cosa \u00e8 la statura del non dipendere. Siamo come aquiloni. Un aquilone \u00e8 fatto per volare,<br>ma, afinch\u00e8 voli, necessita di un filo, del vento, e di un bambino. Se noi, aquiloni, non<br>fossimo pi\u00f9 legati ad un filo, saremmo liberi di volare per pochi istanti. Ma, come frivola<br>illusione, saremmo destinati a finire in balia del vento, senza meta, senza libert\u00e0. Cosi noi<br>tutti siamo tentati dall\u2019indipendenza perch\u00e8 la dinamica dell\u2019Altro ci risulta spaventosa. Il<br>voler essere di s\u00e8 stessi nasce da piccole schiavit\u00f9 della nostra superficie. Ci chiamiamo liberi mentre seguiamo ciecamente sensazioni, pensieri o emozioni. In questa comprensione di libert\u00e0 ci aiuta Battiato, allievo del mistico Gurdjief: \u201cattraverso una finta schiavit\u00f9 ci si<br>libera e attraverso una finta libert\u00e0 si \u00e8 completamente incatenati\u201d. L\u2019indipendenza, come finta libert\u00e0, ci incatena alla prima influenza accidentale: vittime di una eterna superficialit\u00e0.<br>Insomma, l\u2019apice della schiavit\u00f9 \u00e8 la presunzione di libert\u00e0. Non basta allora placare il marecon una forzata atarassia. Occorre un punto fermo tra le onde. Ricordando il pensiero spinoziano, \u201cl\u2019uomo \u00e9 un\u2019increspatura nel mare dell\u2019essere\u201d. Quietare il mare con l\u2019indiferenza \u00e9 de-umanizzare l\u2019uomo. Bisogna trovare un ancora. Viene espresso con<br>estrema semplicit\u00e0 nella pi\u00f9 celebre canzone di Battiato: \u201cCerco un centro di gravit\u00e0<br>permanente che non mi faccia mai cambiare idea sulle cose e sulla gente.\u201d La conosciamo<br>tutti no? Si fa chiaro allora che \u00e8 solo nell\u2019appartenza che siamo realmente liberi.<br>Ripensando all\u2019etimologia di Libert\u00e0, l\u2019aggettivo liber si ricollega al verbo latino lubere ovvero \u201cpiacere\u201d o, volendo, \u201c desiderare\u201d.<br>Si vede allora come la libert\u00e0 afermi l\u2019umano nella sua statura, quella di desiderio. Libert\u00e0 \u00e8, in un certo senso, fare ci\u00f2 che desideriamo. Ci si pone allora agli antipodi del criterio dell\u2019indipendenza. Libert\u00e0 \u00e8 proprio dipendenza dal desiderio. Nella sua preziosa etimologia<br>di de-siderus per\u00f2, l\u2019uomo \u00e8 mancanza degli astri. Non si tratta perci\u00f2 di piaceri o passioni<br>ma si tratta del divino come possibilit\u00e0 di risposta all\u2019esigenza umana di compiutezza. La partita si gioca proprio su cosa realmente desideriamo se nessun piacere ci soddisfa sino in fondo. Si ritorna sempre al grido agostiniano: \u201cQuid animo satis?\u201d<br>Come Pavese intui: \u201cCi\u00f2 che un uomo cerca nei piaceri \u00e8 un infinito, e nessuno<br>rinuncierebbe mai alla speranza di conseguire questa infinit\u00e0\u201d.<br>La libert\u00e0 si muove sullo stesso piano di ricerca della domanda di senso dell\u2019uomo: \u00e8 la capacit\u00e0 della soddisfazione totale. Si tratta allora di aderire alla domanda elementare di amore, felicit\u00e0, verit\u00e0 sino alla ragionevolezza della risposta, quindi, di quel \u201ccentro di gravit\u00e0\u201d. La questione \u00e8 proprio questa, trovare l\u2019eterno. Malraux diceva \u201cNon c\u2019\u00e8 ideale al quale possiamo sacrificarci, perch\u00e8 di tutti noi conosciamo la menzogna, noi che non sappiamo cosa sia la verit\u00e0\u201d. La libert\u00e0 esiste se esiste un possibile ideale che risponda alla nostra domanda di infinito.<br>Agli antipodi dell\u2019indipendenza, l\u2019uomo si aferma come tale nell\u2019obbedire all\u2019infinito.<br>Obbedire \u00e8 una parola mutilata dalle violenze ma, etimologicamente, \u00e8 il pi\u00f9 grande grido di<br>vita. Dal latino ob-audire significa \u201cascoltare stando di fronte\u201d. Prendendo le parole di Don<br>Tonino Belllo: \u201cChi obbedisce non annulla la sua libert\u00e0, ma la esalta. Non mortifica i suoi<br>talenti, ma li trafica nella logica della domanda e dell\u2019oferta. Non si avvilisce all\u2019umiliante ruolo dell\u2019automa, ma mette in moto meccanismi pi\u00f9 profondi dell\u2019ascolto e del dialogo. Non \u00e8 il gesto dimissionario di chi rimane solo con i suoi rimpianti, ma una risposta d\u2019amore che<br>richiede per altro, in chi fa la domanda, signorilit\u00e0 pi\u00f9 che signoria.\u201d<br>La dinamica della libert\u00e0 \u00e8 questa: obbedire al mistero dell\u2019infinito sino in fondo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta di avere il coraggio di riconoscere un Infinito che esalti la mia libert\u00e0. Ma cosa significa obbedire al Mistero? Significa inevitabilmente porsi in ascolto della realt\u00e0. Il reale si mostra carico di attrattiva e ci incontra: qui \u00e8 chiesto alla libert\u00e0 di rispondere alla chiamata di<br>qualcosa che, nella sua bellezza, ci ha trascinato verso un Oltre. Questa realt\u00e0 si rivela nella sua natura di segno e tutto rimanda ad un Altro: \u201cQual sembianza fra noi parve pi\u00f9 viva immagine del ciel\u201d. La libert\u00e0 davanti al reale si mostra pienamente nella dinamica dell\u2019atteggiamento. Non si pu\u00f2 dire che Leopardi non sia piena espressione di un genio religioso, capace di comprendere la statura dell\u2019uomo: \u201cIl non poter essere soddisfatto da alcuna cosa terrena, n\u00e8, per cosi dire, dalla terra intera\u2026 e trovare che tutto e poco e piccino alla capacit\u00e0 dell\u2019animo proprio\u2026 pare a me il maggior segno di grandezza e di<br>nobilt\u00e0, che si vegga della natura umana\u201d. \u00c9 innegabile che Leopardi si sia posto in ascolto del reale. Eppure, oltre la siepe, non riesce ad intravedere quell\u2019infinito orizzonte come risposta a quel finito limite mutuato da un atteggiamento pre-ponderante. Analogamente vediamo Camus intuire un assurdo nell\u2019esistenza umana: una sproporzione tra il grido dell\u2019uomo che chiede senso ed il silenzio dell\u2019universo. Ma, come il recanatese, anche qui larisposta \u00e8 vanificata da un pre-concetto \u201crazionalistico\u201d: la fede \u00e8 concepita come \u201csalto irrazionale\u201d. La questione che \u00e8 per\u00f2 insita nella stessa definizione di obbedienza, quindi di ascolto, \u00e8 quella dell\u2019Amore. L\u2019amore come atteggiamento \u00e9 l\u2019abbandono dell\u2019ego-ismo del preconcetto. \u00c9 l\u2019adesione all\u2019essere nella sua totalit\u00e0. Se Camus e Leopardi si fermano unicamente allo spiraglio dell\u2019infinito \u00e9 perch\u00e9, all\u2019ultimo, hanno smesso di aderire all\u2019umano.<br>L\u2019umano \u00e8 ragionevole. E ragionevole \u00e9 conforme alle esigenze strutturali umane. Ma ancor pi\u00f9, l\u2019Amore \u00e9 quell\u2019atteggiamento della ragione umana che non impone ma ascolta: abita la domanda con pazienza e con gratuit\u00e0. Senza questo non c\u2019\u00e8 n\u00e8 vera apertura n\u00e8 libert\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il gesuita Silvano Fausti parla la lingua del cuore umano: \u201cLibert\u00e0 \u00e8 usare il libero arbitrio per amare\u2026 \u00c9 la sete di ogni cuore. Non c\u2019\u00e8 acqua che possa dissetarla, se non la sorgente dell\u2019amore\u201d. Non si tratta di amore platonico o romantico ma si tratta di un atteggiamento dinanzi alla vita. Ancor pi\u00f9, concludendo, si tratta di immegersi nel Mistero dell\u2019esistenza.<br>Libert\u00e0 \u00e8 naufragare nell\u2019amore, \u201cl\u2019amor che move il sole e le altre stelle\u201d. Una visione certamente spirituale e come tale impone una lettura non solo religiosola ma anche metafisica in cui la filosofia diventa ermeneutica del pensiero.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Paolo Arces Nell\u2019epopea tecnologica, ancor pi\u00f9, di \u201cfeudalesimo digitale\u201d, in cui siamo piombati, ogni valore muta dalla sua originaria essenza. 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