{"id":91008,"date":"2026-05-29T12:45:20","date_gmt":"2026-05-29T12:45:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=91008"},"modified":"2026-05-29T12:45:21","modified_gmt":"2026-05-29T12:45:21","slug":"antropologia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=91008","title":{"rendered":"Antropologia"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1000259602.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1000259602-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-91009\" style=\"width:346px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1000259602-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1000259602-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1000259602-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1000259602-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/1000259602-2048x1536.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em>di Pierfranco Bruni<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Tra Elemire Zolla e Mircea Eliade. Il tempo del mistero non concede nulla al reale. Si va Oltre. Un attraversamento ma anche \u00abun dentro\u00bb. Alla fine si incontra una metafisica dell&#8217;isola. Qui gli studi di Cecilia Gatto Trocchi sono il riferimento per una antropologia della conoscenza. Due aspetti: \u200bMagia e alchimia. Popoli e civilt\u00e0 in un percorso esoterico- antropologico. Cecilia Gatto Trocchi. Il misterioso \u00e8 fatto di assurdo e di alchimie. Era una amica. Una studiosa seria e tosta. Non concedeva spazio alle retoriche e tanto meno all\u2019effimero. Schietta, leale, onesta. Con chiarezza non girava torno torno ai fatti. Te li diceva guardandoti negli occhi. Senza ipocrisie ma con la serenit\u00e0 di chi sa che la cultura \u00e8 passione e non accademia, cattedra, burocrazia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La ricerca dell\u2019armonia, l\u2019amore e il disamore per la realt\u00e0. Il fuoco, la fiamma, il fal\u00f2 come profondit\u00e0 del segreto. L\u2019incanto per il mistero. L\u2019essere sempre se stessi sino alla morte. Processi culturali e demo \u2013 antropologici sono linee predominanti nella ricerca di una studiosa come Cecilia Gatto Trocchi. La civilt\u00e0, i popoli, le etnie, i sogni: un tragitto per vivere l\u2019assurdo della assenza nella presenza di una solitudine bruciata lungo le attese delle mancanze.<\/p>\n\n\n\n<p>Apprezzata nella peculiarit\u00e0 delle angolature che lo \u201cspiritismo\u201d ha sempre presentato. Ho avuto modo di conoscerla molti anni fa. Mi ha sempre entusiasmato la sua ironia e la sua malinconia. D\u2019altronde ironia e malinconia sono parti integranti della suo \u201cromanticismo \u2013 antiromaticismo\u201d che ha sempre caratterizzato il suo caratteriale modo di spiegarci i fenomeni antropologici che hanno, secondo Cecilia, una chiave di lettura storica ma anche estetico \u2013 fenomenologica.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019antropologia dell\u2019anima come metafisica di un sapere che ha nel suo interno il senso del mistero. L\u2019anima e il corpo. La conoscenza e la coscienza. L\u2019anima copme metafisica. L\u2019anima, proprio quella dimensione alla quale faceva spesso riferimento Cecilia Gatto Trocchi. E di anima parlava quando ci conduceva per mano verso i segni dell\u2019inverosimile.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019inverosimile che non era soltanto in testi come \u201cMagia ed esoterismo in Italia\u201d del 1991 o in \u201c Viaggio nella magia\u201d del 1993, o ancora in \u201cLe sette in Italia\u201d del 1994 ma in quel viaggio (ed \u00e8 giusto insistere di viaggio proprio in questo caso) tra le maglie di una letteratura che ha chiamato in causa l\u2019interpretazione esoterica. Mi riferisco alla lettura che la Gatto Trocchi ha dato di Manzoni o di Luigi Capuana o di Gabriele D\u2019Annunzio. L\u2019estetica dannunziana tra le pieghe dell\u2019alchimia che ha forti richiami che rimandano alla sensualit\u00e0 sciamanica.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2004 pubblica \u201cEnciclopedia illustrata dei simboli\u201d, nel 2003 \u201cViaggio nella magia\u201d, sempre nel 2003 \u201cCivilt\u00e0 e culture\u201d, nel 2001 \u201cLe muse in azione. Antropologia dell\u2019arte\u201d e nello stesso anno \u201cStoria esoterica in Italia\u201d. Spesse volte i suoi interventi si sono prestate a polemiche, conflitti, scontri anche duri. Ma i suoi saggi e la sua ricerca oggi \u00e8 una testimonianza emblematica fuori da qualsiasi schema.<\/p>\n\n\n\n<p>Una lettura non conformista, certamente, ma che portava sulla scena quel meta-onirico che vive dentro i simboli che non sono malattia del verismo ma impersonalit\u00e0 dell\u2019artista che si intreccia dentro il cerchio del mistero. Mi riferisco, in questo caso, soprattutto, a Luigi Capuana sul quale la Gatto Trocchi ha dato delle indicazioni \u2013 lezioni di estremo interesse.<\/p>\n\n\n\n<p>Infatti colloca Capuana in quella cultura dello spiritismo e lo allontana inevitabilmente da una versione verista e chiaramente positivista perch\u00e9 ci\u00f2 che prende il sopravvento e la magia. Qual \u00e8 il punto sul quale ruota l\u2019interpretazione letteraria della Cecilia Gatto Trocchi? \u00c8 quello di camminare in una \u201cselva di sogni\u201d. La stessa selva che \u00e8 nel sogno creatore di Maria Zambrano.<\/p>\n\n\n\n<p>Infatti, la letteratura \u00e8 sempre magia e richiama in causa uno dei grandi poeti -profeti, ovvero Charles Baudelaire. Profeta laico ma non da antologizzare. Piuttosto da vivere nel tessuto del sottosuolo della spiritualit\u00e0. Non per caso il Decadentismo, la decadenza e non la crisi, vive dentro questi percorsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Scrive in un capitolo del saggio dal titolo \u201cIl Risorgimento esoterico\u201d: \u201cIl complesso e vasto movimento culturale che va sotto il nome di decadentismo pesc\u00f2 a piene mani nel grande mare della magia\u201d. Un altro dei temi importanti (che lo ritrova nel libro appena citato) \u00e8 quello di mettere insieme e ragionare su ci\u00f2 che la studiosa ha definito \u201cgli opposti\u201d. Mi riferisco in modo particolare allo studio su \u201cEvola e De Martino, ovvero la congiunzione degli opposti\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Qui si recita il mondo magico in un rapporto con la cultura etnologica. Entrano in campo nomi come Mircea Eliade e come Guenon. Mai una critica del reale. I \u201cgiudizi\u201d dei Russo, dei Sanguineti, e anche di Croce non intaccano la nostra sfera. Al di l\u00e0 delle proposizioni di queste personalit\u00e0 Cecilia Gatto Trocchi apre una \u201cvertenza\u201d sul problema o sulla questione dei \u201cpoteri magici\u201d perch\u00e9 in fondo come scrive \u201cla realt\u00e0 della magia ruota intorno questi due concetti: espressione e aspirazione. Nell\u2019immaginario collettivo si esprime la forza e la potenza intramontabile del rituale magico\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 su questo caposaldo che si decifra anche la sua chiave interpretativa della cultura dei popoli sul piano demo-etno-antropologico. Termine non certo magico ma costruito. Si allontana cos\u00ec da Ernesto De Martino per proporre autori come Marcel Masse o come L\u00e8vi-Straus. Il De Martino non accettato da Pavese. Il De Martino confutato da un gramscismo della crisi.<\/p>\n\n\n\n<p>Noi non apparteniamo alla crisi. Ma alla decadenza s\u00ec. A quella di Musil, di Mann di D\u2019Annunzio del \u201cTrionfo della morte\u201d. Ed \u00e8 qui che specifica che \u201cla storia d\u2019Italia \u00e8 intessuta anche da un filo sotterraneo di interessi per la magia, il sapere occulto, la dimensione sapienzale e misterica\u2026\u201d. Perch\u00e9 la storia d\u2019Italia, in termini culturali, nasce da una visione in cui c\u2019\u00e8 un senso popolare della cultura della civilt\u00e0 dei popoli.<\/p>\n\n\n\n<p>Il tramonto e l\u2019orizzonte di questa civilt\u00e0, in fondo, si raccontano e si incontrano intorno a quelle attese che si fanno passione. Ma queste passioni hanno delle matrici arcaiche ovvero primitive in cui il senso del religioso ha una costante lungo tutto il viaggio. Infatti, il primitivismo delle civilt\u00e0 fa testo. La Gatto Trocchi spazia, tra l\u2019altro, in quel mondo complesso e variegato che \u00e8 il nuovo magismo e cerca di capire e di spiegare i fenomeni che serpeggiano continuamente nella nostra epoca. Non ha mai smesso di scavare al di dentro di quelle radici che hanno portato alla luce la \u201ctribalit\u00e0\u201d di alcuni fattori satanici di una stupidit\u00e0 indecifrabile ma anche di una pericolosit\u00e0 pungente.<\/p>\n\n\n\n<p>Conclude cos\u00ec il saggio gi\u00e0 citato (\u201cRisorgimento esoterico\u201d che risale al 1996): \u201cIl procedimento complesso che ha portato alla attuale diffusione della magia e dell\u2019esoterismo \u00e8 costituito da un lato dalla secolarizzazione e dal laicismo, dall\u2019altro dal corteggiamento di gnosi alternative vagheggiate pesantemente dal pensiero laico, \u2018disincantato\u2019 e progressista. Tale \u00e8 l\u2019humus su cui prospera il nuovo magismo, l\u2019esoterismo accattone, l\u2019occultismo da supermarket dei nostri giorni che giornalisti e comunicatori di massa nobilitano e ripropongono nel vuoto culturale dominante\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Una interpretazione non trasversale ma reale di come si possono leggere gli elementi esoterici che sono nei simboli che attraversano la vita. Uno dei dati iniziatici \u00e8 certamente la chiarificazione di alcuni miti e sono quelli che ha cercato di individuare, appunto, sia nelle forme antropologiche che hanno una radice storica sia in quelle letterarie che hanno derivazioni fantastiche. E qui resta fondamentale l\u2019opera di Mircea Eliade, grazie alla quale la metafora e il mistero ci accompagnano anche se le trasposizioni che hanno un immaginario archetipico ci permettono di penetrare quella \u201contogenesi\u201d forse dell\u2019anima che \u00e8 il cuore della cultura.<\/p>\n\n\n\n<p>Certo, Eliande ma accanto c\u2019\u00e8 ormai Maria Zambrano, la grande filosofa che conduce la filosofia a poesia e si allontana dal materialismo della logica programmata dalle ideologie. C\u2019\u00e8 chiaramente A.K. Coomaraswamy che ci fa leggere la sapienza di una possibile armonia..<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre i vizi o oltre i riti. Soffermarsi sul mistero e sulla tradizione \u00e8 un modo per non disdegnare la comprensione di una esistenza che non pu\u00f2 servirsi soltanto della realt\u00e0. La storia pu\u00f2 essere spiegata con la magia? Basta leggere i suoi testi per capirlo. Basta intromettersi nella vita vera. Chiaramente la magia, con i suoi simboli (e anche i suoi rituali), resta dentro la storia che \u00e8 sempre storia di civilt\u00e0, di popoli, di culture.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019antropologa che ha abbandonato la tradizione dell\u2019antropologia italiana che partiva da De Martino (con \u201cSud e Magia\u201d) per penetrare i luoghi dell\u2019occulto che ci danno la possibilit\u00e0 di comprendere anche gli sradicamenti che si vivono nella contemporaneit\u00e0. La storia degli uomini primitivi (e quindi delle civilt\u00e0) \u00e8 dentro il suo modello di ricerca.<\/p>\n\n\n\n<p>Il superamento della storia \u00e8 proprio in una armonia sapienziale che trova nel senso del poetico il mistero che orienta. Cecelia, in uno sguardo ti faceva cogliere i segreti delle onde magiche degli sciamani. Tutto il resto era chiacchiera. La vita resta nella serenit\u00e0 e nella tragedia dell\u2019ironia. Tra armonia e disarmonia. La disarmonia che prevale come attesa delle mancanze. Siamo tutti dei \u201cnomadi spirituali\u201d. Era una amica. I suoi studi mi hanno dato tanto. Perch\u00e9 ho citato di limite Eliade? Perch\u00e9 la comparazione diventa oggi fondamentale e va oltre qualsiasi schema. Cos\u00ec con Zolla e anche con Grazia Marchian\u00f2. Un viaggio dunque dentro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Pierfranco Bruni Tra Elemire Zolla e Mircea Eliade. Il tempo del mistero non concede nulla al reale. 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