{"id":9105,"date":"2020-01-02T21:40:46","date_gmt":"2020-01-02T21:40:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=9105"},"modified":"2020-01-02T21:40:46","modified_gmt":"2020-01-02T21:40:46","slug":"prestigiosi-riconoscimenti-allo-scrittore-e-poeta-hafez-haidar-laurea-honoris-causa-della-world-humanistic-university-e-annotazioni-sulla-sua-poetica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=9105","title":{"rendered":"PRESTIGIOSI RICONOSCIMENTI ALLO SCRITTORE E POETA HAFEZ HAIDAR &#8211; Laurea honoris causa della World Humanistic University e annotazioni sulla sua Poetica"},"content":{"rendered":"<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-9105 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=9106'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Hafez-Haidar-laurea-honori-causa-WHU-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?attachment_id=9107'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Orazio-Antonio-Bologna-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Prestigiosi riconoscimenti allo scrittore e poeta Hafez Haidar<br \/>\nLaurea honoris causa della World Humanistic University e annotazioni sulla sua Poetica<\/p>\n<p>Hafez Haidar, insigne scrittore e poeta, docente di Letteratura araba all\u2019Universit\u00e0 di Pavia, il 20 dicembre 2019 ha ricevuto la Laurea honoris causa in Scienze Umane conferitagli dalla World Humanistic University, ateneo con sedi a Miami (Usa) e Quito (Ecuador), e prossimamente a Luanda (Angola) e Milano (Italia). Il riconoscimento, l\u2019ultimo in ordine di tempo, si aggiunge ad un gi\u00e0 ricco palmares di prestigiosi premi letterari che sono stati tributati al poeta e scrittore.<br \/>\nDi origine libanese &#8211; \u00e8 nato a Baalbek il 25 maggio 1953 \u2013 Hafez Haidar \u00e8 da molti anni cittadino italiano. Ha studiato Filosofia greca ed araba all\u2019Universit\u00e0 di Beirut, poi, trasferitosi in Italia, ha fatto gli studi a Milano, dove all\u2019Universit\u00e0 Statale si \u00e8 laureato in Lettere Moderne e specializzato in Archivistica, Paleografia e Diplomatica con il massimo dei voti.<br \/>\nNel 1986, abbandonata la carriera diplomatica, si \u00e8 dedicato all\u2019insegnamento e alla scrittura, impegnandosi in un\u2019intensa attivit\u00e0 tesa a costruire collaborazioni tra popoli e culture, creando occasioni di conoscenza e di dialogo tra Cristianesimo e Islam. Rilevante la sua attivit\u00e0 editoriale come poeta, romanziere, saggista e traduttore. Ha pubblicato per Mondadori, Piemme, Rizzoli, Bompiani, Fabbri, Tea, Guanda, Mondolibri ed altri editori.<br \/>\nPer la sua attivit\u00e0 culturale, mirata a favorire in campo internazionale il dialogo interreligioso e la convivenza pacifica tra popoli di culture diverse, \u00e8 stato Candidato al Premio Nobel per la Pace negli anni 2016 e 2017, e nel 2018 al Premio Nobel per la Letteratura. Considerato uno dei maggiori studiosi delle religioni\u00a0monoteistiche a livello mondiale, \u00e8 anche il massimo studioso di Khalil Gibran, per le cui opere &#8211; e per quelle di altri autori arabi &#8211; \u00e8 stato traduttore e curatore delle edizioni in lingua italiana. Componente di prestigiose istituzioni culturali, in Italia e all\u2019estero, \u00e8 anche direttore generale della Camerata dei Poeti di Firenze. Qui di seguito si propone una significativa nota, sulla Poetica di Hafez Haidar, del prof. Orazio Antonio Bologna. (Goffredo Palmerini)<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Breve riflessione su due poesie di Hafez Haidar<\/p>\n<p>di Orazio Antonio Bologna *<\/p>\n<p>Leggere la poesia, che limpida, sofferta e, nello stesso tempo, a lungo meditata, sgorga dalla penna magistrale di Hafez Haidar, per dirla con Dante, fa tremar le vene e i polsi. Per l\u2019intenso lirismo, del quale \u00e8 permeato ogni lessema, ogni sintagma, ogni strofa lascia anche nel lettore pi\u00f9 attento e avveduto un certo disorientamento. Non \u00e8, infatti, solo il lirismo ad avvincere la mente, ma la profondit\u00e0 e l\u2019universalit\u00e0 del messaggio, che con parole semplici e ben calibrate, riesce a veicolare a un pubblico sempre pi\u00f9 vasto e idoneo a recepire quanto \u00e8 ora chiaro ora velato nei singoli versi formati, a volte, da una sola parola.<\/p>\n<p>In tutta la raccolta dei carmi, non a caso intitolata Il nuovo profeta, si avverte e vibra in tutta la sua ampiezza l\u2019arcano e misterioso mondo orientale, intriso di sapienza e saggezza, che affondano le radici in civilt\u00e0 solo da poco, e in parte, recuperate. In ogni lirica si avverte impercettibile il profumo delle spezie, che, col loro etereo avvincente alone, avvolgono l\u2019anima e la sollevano verso un\u2019atmosfera rarefatta; e, nella penombra d\u2019una parola appena sussurrata, rivela il mistero della poesia e di quanto questa si pone come interprete e ne diviene portavoce. Per avere una pallida idea del complesso mondo interiore del poeta, \u00e8 necessario tener presente la complessit\u00e0 della sua formazione sia umana che spirituale. Orientale di origine, Hafez Haidar ha bevuto personalmente e direttamente alle fonti stesse di quelle culture, che costituiscono le radici della nostra societ\u00e0. Pochi, forse, oggi sono coscienti di quanto la cultura occidentale, con la mediazione dei Greci, sia debitrice di quelle civilt\u00e0 e culture fiorite millenni addietro nella Mezzaluna fertile.<\/p>\n<p>Da quel mondo tanto lontano, eppure cos\u00ec vicino, il poeta attinge il messaggio, che, secoli fa, quando l\u2019Impero Romano era all\u2019apice della sua potenza e grandezza, con valori nuovi ha plasmato l\u2019uomo e dato un avvio diverso, una sterzata decisiva alla societ\u00e0. Il nuovo Messaggio, fondato sull\u2019Amore, ha inaugurato una nuova e feconda stagione, che ancora non conosce tramonto, ma solo qualche lieve e breve offuscamento, dovuto alla cecit\u00e0 e alla cupidigia dell\u2019uomo, alla sua sfrenata sete di potere e, soprattutto, al suo egoismo. In tutta la breve raccolta Hafez ritorna con insistenza e profonda convinzione all\u2019antropocentrismo cristiano, il quale ha un solo superiore, cui tende le orecchie: Dio, il Padre, il Creatore. Questi, nella sua infinita bont\u00e0, impartisce all\u2019uomo, come si legge in Marco 12,31, un solo precetto: \u00abAmerai il prossimo tuo come te stesso. Non c&#8217;\u00e8 altro comandamento pi\u00f9 importante di questo\u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019uomo, in virt\u00f9 del battesimo, vive in pieno la duplice dimensione: divina nel rapporto filiale col Padre e umana nel rapporto fraterno con i suoi simili, perch\u00e9 creati dallo stesso Padre, anche se sono diversi per colore, lingua, religione e nazionalit\u00e0. Sostenuto da questa convinzione, Haidar vede l\u2019uomo solo nella sua sostanza e nella sua bidimensionalit\u00e0 e, volutamente, lo spoglia di quegli accidenti, in nome dei quali commette, fin troppo spesso, brutalit\u00e0 e crimini indegni del suo essere figlio del Padre, che inculca solo Amore. Haidar si pone, oggi, come nuovo Diogene, che va in cerca dell\u2019Uomo, smarrito nei meandri del mondo costruito sulla frivolezza, sull\u2019odio, sui rancori e, peggio, su una pretesa superiorit\u00e0. Nel tessuto dei moderni centri urbani, a differenza di qualche tempo fa, non molto remoto, serpeggia la diffidenza, il malumore, il timore, l\u2019odio verso l\u2019altro. Oggi, alla luce dei testi sacri, ogni battezzato deve cercare l\u2019Uomo con gli occhi del rinnovamento operato dal mistero della comunit\u00e0 ecclesiale. Di tale mistero, per\u00f2, a uno sguardo pi\u00f9 attento, si \u00e8 perduto tutto, soprattutto il senso della nuova humanitas, fondato sull\u2019amore reciproco e l\u2019apertura incondizionata verso quanto viene non solo dall\u2019esterno, ma soprattutto dall\u2019alto. Il messaggio \u00e8 uno e lo stesso: \u00e8, come dice Orazio, alius et idem.<\/p>\n<p>Nel mondo orientale, fin dai secoli pi\u00f9 remoti, la figura del maestro, persona saggia, affidabile e rispettabile, rivestiva un ruolo di primaria importanza. Questa figura, spoglia di ogni incrostazione temporale, si trova nella prima parte del volume e, come Cristo, del quale calca le orme e ripete gli insegnamenti, impartisce lezioni di vita, ancora attuali e vitali. Questi insegnamenti, nella loro essenza pi\u00f9 immediata e plastica, si concretizzano nella preghiera e nell\u2019amore. Oggi, in preda a una vita frenetica, l\u2019Uomo non ha pi\u00f9 tempo per pregare, per rivolgere al suo Creatore un pensiero di ringraziamento. E pure in s\u00e9 sente urgente questo impellente bisogno dell\u2019anima, soprattutto in alcuni momenti della giornata e della vita. Nella cieca rincorsa delle chimere, l\u2019Uomo dimentica di essere ens naturaliter religiosus e rinnega in ogni istante della vita la dipendenza dall\u2019Altro per rivolgersi ad altro, nella vana speranza di appagare con la miseria della pereunte caducit\u00e0 la sua sete del divino e del soprannaturale.<\/p>\n<p>Haidar, per veicolare un messaggio cos\u00ec importante per la vita dell\u2019uomo, pur avendo sotto gli occhi il vangelo, mette in bocca a Maria, una delle tante seguaci del Maestro, una donna qualunque, queste semplici parole: \u00abMaestro, prima di far salpare la tua nave, ti prego, insegnaci a pregare!\u00bb. La presenza del vangelo \u00e8 pi\u00f9 che ovvia: nel vangelo di Luca 11,1-2, infatti, si legge: \u00abGes\u00f9 si trovava in un luogo a pregare; quando ebbe finito, uno dei discepoli gli disse: \u201cSignore, insegnaci a pregare, come anche Giovanni ha insegnato ai suoi discepoli\u201d\u00bb. Il Maestro nel vangelo insegna il Padre nostro, il poeta, senza alcun preambolo, invita l\u2019uomo al raccoglimento e alla preghiera con semplici, ma efficaci parole:<br \/>\nPrega in silenzio<br \/>\nNel tempio del tuo cuore,<br \/>\nDove la tua anima e il tuo spirito<br \/>\nVolteggiano nello spazio sconfinato<br \/>\nDel tuo corpo<br \/>\nArdente d\u2019amore.<br \/>\nDa una richiesta apparentemente banale e senza senso il poeta spicca il volo verso un orizzonte inesplorato e luminoso con immagini e, in modo particolare, un ritmo, che, nella loro semplicit\u00e0, trasportano immediatamente il lettore nel vasto orizzonte dell\u2019infinito. E, pur chiuso nell\u2019interno del proprio cuore, nel suo tempio, il sancta sanctorum di ogni battezzato, senza mediazione alcuna l\u2019uomo incontra il divino e trova s\u00e9 stesso.<\/p>\n<p>In questa sentita e umana parenesi il poeta riassume in modo magistrale quanto l\u2019evangelista Matteo, 6,5-6, mette in bocca a Ges\u00f9: \u00abQuando pregate, non siate simili agli ipocriti, che nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verit\u00e0 io vi dico: hanno gi\u00e0 ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che \u00e8 nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenser\u00e0\u00bb. Ma, perch\u00e9 ci\u00f2 possa avvenire, secondo gli insegnamenti dell\u2019ascetismo, presente in tutte le religioni, l\u2019uomo ha bisogno del silenzio, che, nel vangelo, per lo pi\u00f9, \u00e8 rappresentato dal luogo solitario, dal deserto, dalla montagna. Ma il poeta, acuto interprete delle Scritture, pone il silenzio all\u2019interno dell\u2019uomo, nel tempio del suo cuore.<\/p>\n<p>Quando l\u2019uomo, lontano dal frastuono del mondo che lo circonda, entra nel suo tempio e rivolge la mente al divino, trova la sua vera dimensione, perch\u00e9 quando prega, attimo dopo attimo, si avvicina sempre pi\u00f9 al Signore, fino a identificarsi con lui. All\u2019uomo di oggi, travolto da impegni e preoccupazioni spesso inutili, sembra che sia negato il tempo per pregare e pensare soprattutto a s\u00e9 stesso. Pur uscire da questo labirinto, nel quale si aggroviglia sempre pi\u00f9, basta tener presente ci\u00f2 che Seneca scrive al suo allievo Lucilio: vendica te tibi, prendi pieno possesso di te, non permettere che altri ti usino e ti distolgano dal fine verso il quale devi tendere. Quando l\u2019uomo riesce ad essere pienamente padrone di s\u00e9, a controllare e amministrare il suo tempo, trova anche il tempo per incontrare il Padre, che lo aspetta a braccia aperte. A questo punto prende la parola il poeta, il quale cos\u00ec esorta l\u2019uomo ormai libero:<\/p>\n<p>Prega,<br \/>\nSpalanca le porte del tuo cuore<br \/>\nAl sole, alla luna e alle stelle.<br \/>\nSei luce nella luce,<br \/>\nSei spazio nello spazio,<br \/>\nSei il frutto dell\u2019amore.<br \/>\nLa breve pericope si commenta da s\u00e9 con immagini di pretto sapore orientale, disseminate con grazia nel ferreo controllo del ritmo e nella successione dei versi, nell\u2019accurata scelta dei singoli lessemi. Il poeta opera un sapiente intreccio tra luce e spazio, tra realt\u00e0 temporale e metatemporale e incentra il tutto su due perni fondamentali, costituiti dall\u2019apertura del cuore con la preghiera e dall\u2019amore. Al lettore attento non sfugge l\u2019influenza esercitata da Dante sulla bella creazione poetica. Per il Sommo Poeta Dio \u00e8 luce e irradia di luce tutti gli uomini, che, con la purezza di cuore e con la sincerit\u00e0 della preghiera si accostano a Lui.<\/p>\n<p>Su questa lirica si potrebbe parlare ancora molto; ma, per non tediare il lettore, preferisco passare alla seconda poesia, incentrata sull\u2019amore. Anche in questo caso, alla semplice domanda: \u00abE un giovane innamorato domand\u00f2: \u201cSpiegaci che cos\u2019\u00e8 l\u2019amore!\u201d\u00bb il Maestro impartisce insegnamenti di particolare importanza, soprattutto nel nostro tempo, nel quale, come sembra, si \u00e8 perduto il vero concetto di amore, frainteso e sostituito solo e unicamente dall\u2019appagamento dei sensi. Con amore i pi\u00f9, oggi, intendono la sfrenatezza sessuale, i facili approcci, il piacere fisico. Questo, se bene inteso e incanalato, pu\u00f2 essere un aspetto n\u00e9 secondario n\u00e9 vituperabile dell\u2019amore.<\/p>\n<p>Come nella lirica precedente, anche in questa il poeta con un breve brano in prosa, che giustifica e, per cos\u00ec dire, anticipa la poesia, spiega i motivi contingenti della composizione. Con questo sapiente artificio il poeta si accattiva dapprima la mente del lettore e, successivamente, desta in lui l\u2019interesse verso la lirica. Le sue parole risultano tanto pi\u00f9 vere e autorevoli quanto pi\u00f9 importante \u00e8 il personaggio che le pronuncia. Anche qui \u00e8 il Maestro, che dice esattamente come, oggi, bisogna intendere l\u2019amore. Oggi, molto pi\u00f9 che nei tempi passati, si parla di amore, che viene proposto e decantato sotto molteplici aspetti, vissuto nella sua dolcezza e nella sua drammaticit\u00e0, nel suo calore e nella sua freddezza. Ma qual \u00e8 il verso senso dell\u2019amore alla gran parte sfugge, perch\u00e9 immensa \u00e8 la sua ampiezza semantica. Per cui il poeta si spoglia delle nozioni della filologia e della filosofia e pone sulla bocca del maestro poche, semplici parole, dettate dall\u2019esperienza:<\/p>\n<p>Quando l\u2019amore bussa alla porta del tuo cuore<br \/>\nE senti il tuo corpo tremare<br \/>\nCome una foglia autunnale<br \/>\nIn bal\u00eca alle passioni<br \/>\nE il tuo cuore ardentemente palpitare<br \/>\nE non riesci a trattenere le emozioni<br \/>\nN\u00e9 a frenare i sentimenti<br \/>\nN\u00e9 a chiudere gli occhi,<br \/>\nAl calare della notte<br \/>\nLasciati trasportare<br \/>\nSulle ali dell\u2019amore<br \/>\nIn un mondo fatato<br \/>\nDove non esistono leggi.<\/p>\n<p>Nel leggere questa breve e intensa pericope, sembra sentire Sant\u2019Agostino, quando dice: Dilige et quod vis fac, ama e fa\u2019 quello che vuoi. Haidar, al quale non sono ignote n\u00e9 le Scritture n\u00e9 le opere dei Padri della Chiesa, ricalca molto da vicino ci\u00f2 che l\u2019evangelista Giovanni insegna nella prima lettera. Il verso dove non esistono leggi, come il sintagma agostiniano appena riferito, potrebbe essere inteso in modo erroneo, nel senso che l\u2019amore, per la libert\u00e0 che concede, potrebbe dare adito alla violenza, alla sopraffazione della persona amata. Come nell\u2019apoftegma agostiniano fac \u00e8 in diretto rapporto a dilige, cos\u00ec l\u2019espressione di Haidar \u00e8 in precisa rispondenza e conclusione dei versi precedenti, nei quali, mediante una serie incalzante di asseverazioni, una conseguenza e presupposto dell\u2019altra, la mancanza di leggi vincolanti o impedienti permette a chi ama di non trovare nell\u2019amore ostacolo alcuno per la piena e perfetta realizzazione.<\/p>\n<p>L\u2019amore, che il Maestro propone alla riflessione del richiedente, \u00e8 insito nell\u2019insegnamento evangelico: San Giovanni, infatti, definisce Dio caritas, amore senza ricambio, disinteressato, perch\u00e9 per amore ha creato l\u2019uomo e con amore infinito lo ha redento dal peccato. Il poeta in questo caso ripete e interpreta liberamente ci\u00f2 che Ges\u00f9 stesso, Giovanni 14,21, ha detto: \u00abChi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi \u00e8 colui che mi ama\u00bb e poco dopo, in 14,23, afferma: \u00abSe uno mi ama, osserver\u00e0 la mia parola\u00bb. Lungi da un\u2019esegesi teologica dello scritto, la lirica di Haidar permette di osservare la presenza, ancora viva e attuale, del profetismo. Chiunque ama nel vero senso voluto dalla natura diviene annunciatore e propugnatore della Verit\u00e0, nella quale affonda le radici l\u2019amore.<\/p>\n<p>Con questi insegnamenti universali Haidar \u00e8 il profeta dell\u2019amore, della fratellanza, dell\u2019accoglienza. Alla luce di questa realt\u00e0, le parole del nuovo profeta sembrano spirate dal vento del deserto, dal sussurro d\u2019una foresta di cedri nel lussureggiante paesaggio del misterioso Oriente. Nei versi, infatti, aleggia la leggerezza e la delicatezza della pi\u00f9 bella e sentita poesia araba, che tanto ha dato alla formazione della lingua poetica italiana e presente nella corte di Federico II, in Sicilia. Il poeta, con finezza e sensibilit\u00e0, coniuga due culture che tendono al medesimo fine: all\u2019Amore. L\u2019amore per il poeta, e come in realt\u00e0 \u00e8, non \u00e8 rivolto verso s\u00e9 stesso, ma verso un altro, diverso da s\u00e9. E qui, richiamando alla mente le sollecitazioni suscitate dalla lettura di Saffo 2D e LI di Catullo, il poeta per il tramite del Maestro non esita a dire:<\/p>\n<p>E quando senti il tuo corpo scottare di calore<br \/>\nE fremere bagnato di sudore,<br \/>\nDimentica tutto,<br \/>\nDove sei nato e dove sei cresciuto.<br \/>\nStringi il suo corpo al tuo corpo<br \/>\nE naviga a lungo<br \/>\nNell\u2019orbita dell\u2019amore.<\/p>\n<p>L\u2019amore non \u00e8 solo un istinto. Questo stato di natura, insito in tutte le creature, nobilitato dalla razionalit\u00e0 e dalla consapevolezza verso l\u2019oggetto, cui tende, rende l\u2019uomo diverso dalle altre creature. Seguendo da vicino il Cantico dei cantici, un vero capolavoro della poesia erotica orientale, il poeta vela il carme d\u2019una sottile e impercettibile sensualit\u00e0, che, con la sua sfumata presenza, desta nel lettore quegli impercettibili impulsi, destinati a fondere in un unico essere due corpi diversi e a dar vita a un particolare stato dell\u2019animo. Il vero amore, come dice l\u2019antico poeta, non conosce confini, non guarda dell\u2019amato n\u00e9 il colore della pelle, n\u00e9 la terra di appartenenza, perch\u00e9, nella sua grandezza e unicit\u00e0, \u00e8 universale.<\/p>\n<p>Il monito del poeta dimentica tutto, \/ dove sei nato e dove sei cresciuto \u00e8 attuale oggi pi\u00f9 di qualche lustro addietro: l\u2019uomo attuale, infatti, ha dimenticato che i confini, che chiudono un territorio e separano gli uomini, non sono imposti dalla Natura, ma sono stati creati dall\u2019uomo, per allontanare il vicino. I confini, inoltre, come il concetto di razza, sono categorie umane, che possono anche essere abolite senza che l\u2019umanit\u00e0 se ne accorga o ne soffra. Su queste due categorie, falsamente intese e propalate come verit\u00e0 assolute, da parte di non pochi ciurmatori si continua a innescare odio, a seminare paura. L\u2019uomo non avvezzo al ragionamento si chiude in s\u00e9 stesso e si considera, a torto, la parte migliore dell\u2019Umanit\u00e0.<\/p>\n<p>A questo punto i riferimenti con la lirica precedente sono innegabili, perch\u00e9 preghiera e amore, due concetti universali, non si escludono, ma si integrano a vicenda. Come il sole brilla su tutti senza badare n\u00e9 alla latitudine n\u00e9 al colore della pelle dell\u2019Uomo, cos\u00ec la preghiera, rivolta a Dio, che \u00e8 luce per antonomasia, sale identica da ogni angolo della Terra e l\u2019Uomo, inondato di luce divina, ama senza distinzioni. Sarebbe bello e interessante poter esaminare anche altre liriche del volume. Ma ho cercato di scrivere quanto il poeta intende trasmettere all\u2019uomo, che cerca di vivere coscientemente la sua avventura terrena, perch\u00e9 sotto l\u2019egida dell\u2019amore e della preghiera si senta unito a tutti gli altri uomini, qualunque sia la religione, il luogo di provenienza e il colore della pelle.<\/p>\n<p>*Orazio Antonio Bologna \u00e8 nato nel 1946 a Pago Veiano (Benevento, vive e risiede a Roma. Laurea in Lettere classiche conseguita nel 1975 presso l\u2019Universit\u00e0 Federico II di Napoli, si \u00e8 iscritto al Pontificium Institutum Altioris Litinitatis presso la Pontificia Universit\u00e0 Salesiana dove, nel 1978, ha conseguito magna cum laude la Licenza in Lettere cristiane classiche. Dal 1975 al 1986 ha insegnato lingua e letteratura latina e greca in istituti superiori e poi Composizione latina e Metrica latina e greca presso l\u2019Universit\u00e0 Pontificia Salesiana. Attualmente \u00e8 professore emerito di Composizione latina e Letteratura latina presso l\u2019Universit\u00e0 Pontificia Salesiana di Roma. Vicedirettore scientifico della rivista\u00a0Collectanea Philologica\u00a0dell\u2019Universit\u00e0 Statale di \u0141\u00f3d\u017a (Polonia), \u00e8 autore, tra le altre pubblicazioni, dei volumi\u00a0Archiloco (A. Lalli, 1975); Manfredi: tra scomunica e redenzione (Sentieri meridiani, 2010); Manfredi di Svevia. Impero e Papato nella concezione di Dante\u00a0(LAS, 2013). Ha inoltre curato l\u2019edizione dell\u2019opera di Giovanni Pietro Arrivabene\u00a0Ad Sanctum Dominum nostrum Pium Papam II\u00a0(IF press, 2014).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Prestigiosi riconoscimenti allo scrittore e poeta Hafez Haidar Laurea honoris causa della World Humanistic University e annotazioni sulla sua [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2,10],"tags":[],"class_list":["post-9105","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-informacion","category-italiano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9105","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=9105"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/9105\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=9105"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=9105"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=9105"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}