{"id":91124,"date":"2026-06-01T08:25:21","date_gmt":"2026-06-01T08:25:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=91124"},"modified":"2026-06-01T08:25:21","modified_gmt":"2026-06-01T08:25:21","slug":"il-difficile-cammino-per-la-parita-dei-diritti-femminili-e-concluso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=91124","title":{"rendered":"Il difficile cammino per la parit\u00e0 dei diritti femminili \u00e8 concluso?"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Gabriella Izzi Benedetti<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Gabriella-Izzi-Benedetti.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"533\" height=\"375\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Gabriella-Izzi-Benedetti.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-91125\" style=\"width:337px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Gabriella-Izzi-Benedetti.jpg 533w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Gabriella-Izzi-Benedetti-300x211.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 533px) 100vw, 533px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Il voto consentito alle donne, 80 anni fa, ha segnato una demarcazione storica; una tappa basilare di recupero della dignit\u00e0 e inclusione sociale, nel lungo e faticoso cammino femminile verso l\u2019acquisizione dei diritti, negati per secoli, per non dire millenni. Il passo successivo si \u00e8 verificato con l\u2019inserimento dei ventuno elementi femminili nella rosa dei costituenti la Carta Costituzionale italiana. Il loro apporto, nell\u2019introdurre norme di sensibilizzazione sociale, attenzione verso temi quali l\u2019istruzione, l\u2019ambiente, la tutela delle minoranze e dei diritti femminili, \u00e8 stato un salto di qualit\u00e0, poich\u00e9 la loro presenza ha mitigato rigidezze riguardo alle tematiche suddette e non solo.<\/p>\n\n\n\n<p>Caldeggiata agli inizi del secolo XX, anche dalla regina Elena di Savoia, la formalizzazione per il voto alle donne, fra contrasti concettuali e situazioni politiche, non produsse risposte concrete. Eppure gi\u00e0 dal 1848 la statunitense <strong>Elizabeth Cady Stanton<\/strong> assieme a 300 donne aveva formulato una dichiarazione sui diritti all\u2019eguaglianza, avendo il Creatore dotato i due sessi di diritti uguali e irrinunciabili. Ne era derivato il movimento delle suffragette che coinvolse varie nazioni e, trasversalmente, ogni categoria femminile; oltre al voto si chiedeva di esercitare l\u2019insegnamento nelle scuole superiori, richiesta che and\u00f2 in porto nel 1874. Questa forza propositiva proviene in gran parte dall\u2019ottica avanzata illuminista, i cui concetti, pur subendo flessioni nel tempo, hanno reso l\u2019opinione pubblica pi\u00f9 sensibile al tema. Ma se si vuole avere minima cognizione della pesante condizione femminile nei secoli, \u00e8 necessario un pur veloce profilo storico. Fin dai tempi antichi essa \u00e8 collocata all\u2019interno di una visione maschio-centrica; posizione marginale, esclusa dalla storia, o meglio all\u2019ombra della storia, eccezioni a parte, in famiglia e in ogni tipo di relazione, politica, economica, sociale.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo <strong>Friedrich Engels<\/strong> in tempi preistorici il rovesciamento del matriarcato segn\u00f2 la sconfitta del sesso femminile che fu umiliato, asservito, reso schiavo delle voglie maschili, strumento per produrre figli. <strong>Ippocrate<\/strong>, il pi\u00f9 grande medico dell\u2019antichit\u00e0 e forse di tutti i tempi, formul\u00f2 il concetto della incompletezza e instabilit\u00e0 femminile, interferente con le sue capacit\u00e0 intellettuali. Poche eccezioni: nella societ\u00e0 cretese, tra il 1700 e l\u2019800 a. C. le donne partecipavano alla vita pubblica. Presso Etruschi e Romani non c\u2019era il concetto di inferiorit\u00e0 genetica o intellettuale. Seneca ne fu strenuo sostenitore. Invece in Grecia <strong>Aristotele<\/strong> influenz\u00f2 l\u2019ottica sociale attribuendo alla donna il concetto biologico di natura passiva che riproduce, non produce; mentre il maschio, di natura pi\u00f9 nobile e divina, possiede l\u2019essenza e la forma.<\/p>\n\n\n\n<p><a><\/a> Questa discriminazione ha fatto scuola e ancora oggi ci sono formule condizionanti il nostro linguaggio come sesso forte \/ sesso debole; principio attivo maschile \/ principio passivo femminile. Anche in Persia e molte altre societ\u00e0 si ripete lo schema. Gioca in questo una sorta di paura verso le capacit\u00e0 riproduttrici della donna, che incarna un potere precluso all\u2019uomo. Spesso \u00e8 vista come figura ambigua, sacra, ma anche demoniaca. Ha influito la scarsa conoscenza dell\u2019anatomia femminile; quella maschile era poco nota, essendo l\u2019autopsia dei cadaveri giudicata sacrilega, ma meno misteriosa. L\u2019ignoranza favorisce criteri aberranti, come attribuire ogni aspetto fisiopsicologico all\u2019isteria, quale specifica femminile. Bisogna attendere la prima guerra mondiale per dare un colpo serio al tab\u00f9. Il cristianesimo, dimentico della lezione di <strong>Cristo<\/strong>, ne facilit\u00f2 la \u201csvalutazione\u201d, in accordo con la tradizione aristotelica di imperfezione: se l\u2019anima segue la costituzione del corpo, il corpo molle della donna la rende instabile, incapace di volont\u00e0 e capacit\u00e0 intellettive. Tra le vittime dell\u2019intolleranza, <strong>Ipazia<\/strong>, straordinaria scienziata \u2013 filosofa, parte della scuola alessandrina che godeva di libert\u00e0 di pensiero; matematica, fisica, astronoma. Pag\u00f2 soprattutto per essere donna; uccisa barbaramente nel 415.<\/p>\n\n\n\n<p>La donna del medioevo aveva una vita gravosa, soggetta all\u2019autorit\u00e0 del padre, del marito, in sostanza di tutte le figure maschili; chiusa tra le mura domestiche assolveva compiti plurimi; fuori casa impiegata in attivit\u00e0 agricole, allevamento del bestiame; cura dell\u2019orto, degli animali da cortile. Trascorrere la vita in convento le avvantaggiava come ruolo e cultura; infatti le donne non dovevano imparare a leggere e scrivere, se non nei monasteri, poich\u00e9 solo la lettura a carattere sacro le era consentita, essendo incapace di discernere. In convento si entrava portando una buona dote, o si avevano ruoli subalterni. Non meraviglia la massa di giovani donne che confluirono nel movimento francescano delle clarisse, di <strong>Santa Chiara<\/strong>. Si allontanavano dalla pesante ingerenza maschile, avevano, vivevano una impensabile autonomia. Le eccezioni, donne colte, poetesse, filosofe riguardano solo classi sociali molto elevate.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo studio della mistica religiosa e altre discipline produce donne di altissimo livello culturale, come <strong>Eloisa<\/strong>, <strong>Hrosvita<\/strong>, <strong>Ildegarda de Bingen<\/strong>. La poetessa e scrittrice di origine veneta, <strong>Cristine de Pizan<\/strong>, XIV sec. pot\u00e9 dimostrare il suo valore culturale essendo il padre medico personale del re di Francia. Rimasta vedova, giovanissima, le si accanirono contro. Il divieto di insegnamento era giustificato dall\u2019idea ch\u2019essa fosse priva dei requisiti basilari: costanza, efficacia, autorit\u00e0, vivacit\u00e0. Si arriva a dubitare che possegga un\u2019anima. Fior di teologi ne dibattono, tra essi <strong>Tommaso d\u2019Aquino<\/strong>. Ancora nel \u2018500 un sacerdote in Venezia ard\u00ec aprire una scuola elementare per bambine, ma fu bloccato dal vescovo: \u201cle donne non devon n\u00e9 legger, n\u00e9 scriver, n\u00e9 balar\u201d; anche se gi\u00e0 intorno al XII secolo il sensibile sviluppo economico in Europa aveva assorbito le donne nel mondo lavorativo; erano state istituite le prime scuole elementari femminili.<\/p>\n\n\n\n<p>Intorno al XIV secolo incontriamo la figura della docente, o dirigente, purch\u00e9 sposata. Ma la palese malevolenza verso le donne veniva fuori in pi\u00f9 occasioni; il minorita <strong>Andrea di Resensburg<\/strong> paragonava le aspirazioni femminili allo studio e alla imprenditoria come a un inutile volo di galline al di l\u00e0 dello steccato. Invece la pratica medica, non essendo allora la medicina branca universitaria fu concessa alle donne, in quanto non era permesso al maschio l\u2019approccio alle pudenda femminili. Abbiamo medichesse importanti, presso la famosa scuola medica Salernitana, in primis <strong>Trotula de Ruggero<\/strong>; in Germania la gi\u00e0 citata Ildegarda de Bingen; poco altrove. Ma quest\u2019apertura si esaurisce sul finire del XV secolo; il deprezzamento riemerge, vengono guardate con pregiudizio le donne esperte di erbe curative. Fin dall\u2019antichit\u00e0 spesso erano le donne a curare con medicina empirica altre donne; poich\u00e9 su di loro non c\u2019erano terapie mirate. Le cosiddette sapienze femminili talvolta si ammantavano di superstizioni, e le medicatrici erano malviste. Ma neanche la conoscenza dell\u2019anatomia miglior\u00f2 di tanto le valutazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>La storia, per\u00f2, nonostante oscurantismi, conservatorismi determinati da opportunit\u00e0 di ottiche di potere, cammina, ed \u00e8 sempre la cultura l\u2019asse portante. Il <strong>Rinascimento<\/strong> non ebbe una specifica attenzione alla donna, ma mettendo al centro la dignit\u00e0 dell\u2019uomo inteso come essere umano, incluse anche lei permettendole visibilit\u00e0 su pi\u00f9 fronti. \u00c8 da qui probabilmente che partono i primi germi di un femminismo ante litteram. In Francia nel \u2018600 fior\u00ec l\u2019associazione delle Preziose, donne che arrivarono perfino a rifiutare il matrimonio che impediva loro autonomia e cultura. In realt\u00e0, per\u00f2, furono l&#8217;Illuminismo e la rivoluzione industriale, nel \u2018700, a sdoganarle. L\u2019industrializzazione port\u00f2 grandi masse rurali in citt\u00e0, modific\u00f2 il modo di vivere e produrre, venendo a incidere sui ruoli tradizionali e familiari; l\u2019<strong>Illuminismo<\/strong> ebbe grande attenzione verso i problemi sociali, mostrando che la tanto sbandierata inferiorit\u00e0 femminile non era altro che il risultato dei limiti ad essa imposti. Ma se le valutazioni sono mutate, se nascono i primi salotti letterari che discutono problemi culturali e politici, e le donne prendono parte a dibattiti, scrivono pamphlet, in termini giuridici poco o niente si realizza.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019erano anche uomini di grandissimo livello, contrari: <strong>Voltaire<\/strong> le riteneva incapaci di scelte innovative. <strong>Rousseau<\/strong> era convinto che la donna, per tipologia sessuale, era interessata solo a piacere agli uomini, procreare e allevare figli. E durante la Rivoluzione francese, nonostante che le donne invocassero l&#8217;estensione universale dei diritti di libert\u00e0, uguaglianza e fraternit\u00e0, senza preclusioni di sesso, niente venne attuato. E non sempre per volont\u00e0 maschile. Emblematico il caso di <strong>Olympe de Gouges<\/strong> che nel 1791 pone i concittadini di fronte al ruolo negato alla donna nella vita pubblica. La de Gouges era una moderata e pag\u00f2 per questo; furono le donne repubblicane le sue pi\u00f9 feroci avversarie. Fin\u00ec ghigliottinata nel 1793 con l\u2019accusa di essersi immischiata nelle cose della Repubblica, dimentica delle virt\u00f9 che convengono al suo sesso.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1792 <strong>Mary Wollstoncraft<\/strong> scrive in Gran Bretagna la prima opera femminista, intitolata <em>Rivendicazione dei diritti delle donne<\/em> in cui denuncia la forte discriminazione in atto. Ma l\u2019\u2018800 porta le lancette dell\u2019orologio indietro, a causa forse dei troppi problemi a carattere politico che prendono il sopravvento. L\u2019Ottocento \u00e8 rivoluzionario da un lato, dall\u2019altro tende a collocare l\u2019immaginario femminile nella fattispecie materna. La si descrive come l\u2019angelo del focolare, incatenandola, di nuovo, a un ruolo ben preciso.<\/p>\n\n\n\n<p><a><\/a> La donna per\u00f2, ha respirato aria nuova, ha conosciuto la partecipazione sociale e non \u00e8 pi\u00f9 disposta a rinunciare; cresce il numero di quelle che cercano un ruolo attivo nella societ\u00e0; il Risorgimento \u00e8 vissuto anche con il contributo femminile; attivissime come <strong>Cristina di Belgioioso<\/strong>, straordinaria patriota e scrittrice, che nel 1866 chiede il riconoscimento dei diritti, facendo anche un\u2019amara riflessione sulla penalizzante rivalit\u00e0 fra donne. Ma le leggi restano quelle: non hanno il diritto di esercitare la tutela sui figli legittimi, n\u00e9 vengono ammesse ai pubblici uffici. Se sposate non possono gestire il frutto del proprio lavoro. Hanno bisogno dell\u2019autorizzazione maritale per gestire beni immobili, ipotecarli, cedere o riscuotere capitali. Le donne occupate nell\u2019agricoltura non vengono riconosciute come lavoratrici, a meno che non siano proprietarie o affittuarie; e comunque lo stipendio percepito \u00e8 meno della met\u00e0 di quello percepito dagli uomini. Per le donne di classe medio alta parlare di lavoro fuori casa \u00e8 disonorevole. La si giudicava ancora inadatta a frequentare scuole superiori e Universit\u00e0. Negli ultimi decenni del XIX secolo, tuttavia, il movimento per l&#8217;emancipazione della donna, grazie in specie ad <strong>Anna Maria Mozzoni<\/strong> e <strong>Anna Kuliscioff<\/strong>, si intrecci\u00f2 con quello operaio e socialista. Il fulcro del problema restava il diritto di voto; per esso si batt\u00e9 tra le altre <strong>Maria Montessori<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima guerra mondiale \u201815-18 sottrae in massa braccia maschili al lavoro, lasciando vuoti che le donne riempiono nei campi e nelle fabbriche. Alla fine della guerra niente pu\u00f2 tornare come prima. La donna ha dimostrato capacit\u00e0 di tenuta enorme; si riapre il dibattito sul voto alle donne che il Partito popolare di <strong>Don Sturzo<\/strong> appoggia. I passi avanti, con il fascismo si bloccano; inizia una campagna di reintegro delle donne nella casalinghit\u00e0, secondo lo slogan: \u201cla maternit\u00e0 sta alla donna come la guerra all\u2019uomo\u201d. Lo si legge sui quaderni delle piccole italiane. Nel libro <em>Politica della famiglia<\/em> il teorico del fascismo <strong>Ferdinando Loffredo<\/strong> scrive: \u201cLa donna deve ritornare sotto la sudditanza assoluta dell\u2019uomo, padre e marito; sudditanza e quindi inferiorit\u00e0 spirituale, culturale ed economica\u201d e perch\u00e9 questo avvenga si consiglia di limitare l\u2019istruzione professionale a favore di quella domestica, che la renda cio\u00e8 una perfetta madre e padrona di casa.<\/p>\n\n\n\n<p>Il discorso \u00e8 lungo e complesso. Si deve attendere la fine della seconda guerra mondiale. L\u2019ottica \u00e8 mutata. Nel 1945, grazie a De Gasperi e Togliatti, <strong>Umberto di Savoia<\/strong> approva il voto alle donne. Nel \u201959 nasce il Corpo di polizia femminile con compiti sulle donne e minori. Nel \u201961 si apre per loro la carriera diplomatica e l\u2019accesso alla magistratura. Il periodo definito sessantottino \u00e8 troppo noto per soffermarcisi; va solo detto che la donna prende coscienza, anche grazie agli stereotipi televisivi, del fatto che i diritti conquistati non l\u2019hanno affrancata sul serio, cio\u00e8 \u00e8 sempre vista tra frivola e casalinga. Una sorta di prigione da cui decide di uscire con la rivoluzione. E anche se, come in tutte le rivoluzioni, ci sono state forzature, esasperazioni che, col senno di poi, non sempre hanno giovato alla causa, bisogna dire che molti problemi posti sono stati dibattuti e risolti. Nel \u201970 viene concesso il divorzio. Nel \u201975 riformato il diritto di famiglia, garantendo parit\u00e0 legale dei beni e possibilit\u00e0 della comunione dei beni; nel \u201977 \u00e8 legalizzato l\u2019aborto. In seguito \u00e8 abolita la legge che comprendeva lo stupro e l\u2019incesto fra i delitti contro la morale e non contro la persona.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi tanto cammino \u00e8 stato fatto. Oggi la donna pu\u00f2 raggiungere posizioni sociali e lavorative alla pari con l\u2019uomo. Tutto bene quindi? In buona parte \u2026 ma, essa continua a subire vessazioni, vittima di pregiudizi, violenze. La depressione, l\u2019ansia, i sintomi psico-somatici sono correlati alla disparit\u00e0 fra le sue possibilit\u00e0 e i ruoli plurimi, di cui la carica la societ\u00e0. La violenza sessuale \u00e8 all\u2019ordine del giorno, consumata, assieme ad altre violenze, il femminicidio, molto spesso tra le mura domestiche; \u00e8 statisticamente accertato che l\u201980% delle violenze proviene dalla cerchia familiare. In questi ultimi tempi l\u2019involuzione sembra progredire, specie a causa del razzismo risorgente, con conseguente lievitazione d\u2019intolleranza e aggressivit\u00e0 unidirezionale. C\u2019\u00e8 sempre stato il razzismo, ma fino a che viene messo a tacere da una societ\u00e0 civile che lo penalizza, lo denigra, \u00e8 in parte tenuto a freno pur controvoglia, da chi ne \u00e8 invaso, poich\u00e9 c\u2019\u00e8 il pudore di proclamarlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Succede anche che, mettendo in atto i freni inibitori, riesce perfino a operare un\u2019evoluzione costruttiva per la comunit\u00e0 e pu\u00f2 capitare che ci si apra a concetti di tolleranza, e in questa ritrovata ariosit\u00e0 del vivere si ritrovi il sorriso, si allontanino odio e brutalit\u00e0. Se per\u00f2 i governi sono i primi a diffondere l\u2019odio per il diverso, tollerare e forse anche istigare alla violenza, eventualmente adoperarla solo a fini propagandistici contro gli strati pi\u00f9 svantaggiati, gli indifesi, si arriva alla famosa \u201cbanalit\u00e0 del male\u201d in cui ogni pi\u00f9 turpe azione \u00e8 minimizzata. Si d\u00e0 la stura al peggio che \u00e8 in noi, si allargano le maglie della morale, imbrigliati dentro un benessere o ricerca di esso che alla fine produce spesso una svendita di s\u00e9. Si ritorna al coltello, fra poco alla clava.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche la donna, (non solo i migranti) rientra in questo clima; risorge con protervia la prepotenza maschile che si ritiene il proprietario della donna, e a un rifiuto la malmena e la uccide. Come i migranti per i quali non c\u2019\u00e8 interesse perch\u00e9 seguano un percorso di studi in grado di collocarli in manodopera specializzata, non c\u2019\u00e8 interesse a sistemarli in paesi abbandonati con un incentivo iniziale, perch\u00e9 producano, arricchendo invece alberghi che vengono lautamente pagati per tenerli inoperosi, vaganti, con pochi euro in tasca ( e poi \u00e8 chiaro di chi saranno preda), e si crea per loro una cattedrale miliardaria nel deserto in <strong>Albania<\/strong>, con sapore detentivo, \u00e8 chiaro che non si vuole integrarli; cos\u00ec la donna, in quest\u2019ottica \u00e8 sempre pi\u00f9 preda da cacciare e possedere, spesso le denunce per stupro si vanificano riemergendo l\u2019antico costume di strapazzarle e non prestar loro fede.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019aver sostituito il \u201cnon consenso\u201d con il \u201cdissenso\u201d penalizza ancor pi\u00f9; si crea l\u2019obbligo in chi \u00e8 magari impedita, timida, debole, frastornata dal bere impostole, di non contrastare a sufficienza. Un brutto segnale, una involuzione tristissima. Il fatto \u00e8 che l\u2019emancipazione in ogni senso passa per l\u2019etica la cultura; lo ripeto da sempre, ho cercato di inculcarlo nei miei alunni; sono esse che la mettono in grado di affrontare problemi lavorativi, giuridici, tecnici. Se non si trova la forza di dare una spallata agli incolti e prevaricatori la nostra civilt\u00e0, in mano a gente di cui \u00e8 inutile far nomi, che ignora e disprezza il diritto internazionale, e tutti zitti, prostrati quasi, \u00e8 destinata a un rapido declino. Questi 80 anni di storia sono stati un traguardo, non vanifichiamolo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Tutte l\u2019opinioni versati nel sito correspondono solo a chi la manifesta. Non e necessariamente l\u2019opinione della Direzione<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gabriella Izzi Benedetti Il voto consentito alle donne, 80 anni fa, ha segnato una demarcazione storica; una tappa basilare di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[35],"tags":[],"class_list":["post-91124","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-opiniones"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/91124","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=91124"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/91124\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":91126,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/91124\/revisions\/91126"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=91124"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=91124"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=91124"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}