{"id":91144,"date":"2026-06-02T10:42:56","date_gmt":"2026-06-02T10:42:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=91144"},"modified":"2026-06-02T10:42:57","modified_gmt":"2026-06-02T10:42:57","slug":"papa-mi-racconti-una-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=91144","title":{"rendered":"Pap\u00e0, mi racconti una storia?"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>I monarchici e i repubblicani che cambiarono giacca e pelle e poi &#8230;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Pierfranco Bruni\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000262567.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000262567-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-91145\" style=\"width:396px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000262567-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000262567-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000262567-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000262567-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000262567-2048x1536.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>La vita \u00e8 fatta di storie e di epoche. Di tagli e di intagli. Chi ha tradito una volta tradir\u00e0 sempre. Nella storia dovrebbero essere gli uomini a parlare. Ma sono le idee a scrivere. Soprattutto le ideologie. Trasformano anche le testimonianze e ai documenti danno una lettura seguendo il vento. Lo osservano e lo cavalcano fino a quando il vento permette di essere cavalcato. Poi per\u00f2 arrivano i venti di altura che hanno un coraggio particolare perch\u00e9 non ha paura delle tempeste.<\/p>\n\n\n\n<p>Pap\u00e0 raccontami una storia&#8230; Ti chiedevo spesso&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Un giorno con il sorriso di chi ha vissuto e conosciuto mi ha detto&#8230; Figlio mio, mi chiedi una storia. E le storie, quando sono vere, non si raccontano: si consegnano. Come si consegna il pane, come si consegna un nome. Siediti. Fuori \u00e8 sera, e la sera \u00e8 l\u2019ora in cui i padri diventano memoria. Chi ha vissuto ha il dovere di testimoniare.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi chiedi di quel 2 giugno.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Avevo le mani di tuo nonno, grandi e quiete. La tessera elettorale me l\u2019aveva data il Comune con un timbro che odorava d\u2019inchiostro e di nuovo. Nuovo, s\u00ec, ma sulle rovine. L\u2019Italia era un campo dopo la grandine: spighe a terra, ma ancora terra.<\/p>\n\n\n\n<p>Entrai nella scuola dov\u2019ero stato bambino. I banchi erano gli stessi, solo pi\u00f9 piccoli, perch\u00e9 ero cresciuto io. La matita era corta, come sono corte le certezze quando la storia cambia passo. Votai per la Monarchia. Non per il Re che part\u00ec di notte, non per la guerra che perdemmo tutti. Votai per il colonnello Gaudinieri, mio zio, che mi insegn\u00f2 che la fedelt\u00e0 non \u00e8 a un uomo: \u00e8 a un\u2019idea. L\u2019idea che l\u2019ordine non \u00e8 catena, ma misura. Che la patria non \u00e8 grido, ma casa.<\/p>\n\n\n\n<p>Uscii e non dissi nulla.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A casa tua madre aspettava. La Repubblica vinse. Io non persi. Perch\u00e9 non avevo combattuto per vincere. Avevo testimoniato. E la testimonianza, figlio, non si conta con i voti. Si conta con le notti in cui dormi senza vergogna. Ricordalo.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi parli della mia \u201cantica fedelt\u00e0 alla nobilt\u00e0 delle idee\u201d. Le idee, figlio, non hanno sangue blu. Hanno sangue e basta. La nobilt\u00e0 sta nel servire, non nel comandare. Io sono stato fedele a tre cose: alla parola data, al lavoro delle mani e del pensiero, al rispetto di chi non la pensa come te. Ho visto uomini giurare su una bandiera e poi venderla al mercato del giorno dopo. Li ho visti cambiare passo perch\u00e9 cambiava il vento. Io il vento l\u2019ho sentito, ma sono rimasto albero. L\u2019albero si piega, non si sposta. La nobilt\u00e0 delle idee \u00e8 questa: non sono tue, tu sei di loro. E se un\u2019idea ti chiede di odiare, non \u00e8 nobile. \u00c8 plebea, anche se porta la corona. Ricordalo. Non ti chiedo di essere come me. Ti chiedo soltanto di non dimenticare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ti ricordi quando ti regalai il libro \u00abCuore\u00bb? Avevi otto anni, le ginocchia sbucciate e gli occhi grandi. Te lo misi in mano senza prediche. \u201cLeggi,\u201d ti dissi. \u201cQui dentro non c\u2019\u00e8 la politica. C\u2019\u00e8 l\u2019uomo.\u201d L&#8217;uomo \u00e8 sempre. Ricordalo. Perch\u00e9 \u00e8 religiosit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Edmondo De Amicis scrisse per un\u2019Italia che doveva imparare a essere patria dopo essere stata geografia. Io te lo diedi perch\u00e9 volevo che tu sapessi che prima dei partiti vengono i compagni di banco. Prima delle adunate viene il maestro. Prima della piazza viene la casa. \u00abCuore\u00bb non \u00e8 libro di destra n\u00e9 di sinistra. \u00c8 un libro di schiena dritta. E la schiena dritta, figlio, serve sia in monarchia che in repubblica. Non dimenticare. Lo tenesti sotto il cuscino. Una notte ti sentii piangere per la storia della piccola vedetta lombarda. Entrai e non ti dissi \u201cnon piangere\u201d. Ti dissi: \u201cChi piange per un altro, \u00e8 gi\u00e0 uomo.\u201d Ho visto in te l&#8217;uomo che saresti stato&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Mi chiedi di chi aveva giurato fedelt\u00e0 a un partito e poi si \u00e8 trovato a sbandierare per un altro. Ne ho visti, figlio. Troppi. Li ho visti la sera del 25 luglio, li ho visti il 26 aprile, li ho visti ogni volta che il potere cambiava giacca. Cambiavano anche loro, come si cambia un cappotto quando piove. Li ho visti dappertutto. Le apparenze a volte sono facciate di ipocrisia.<\/p>\n\n\n\n<p>Non li ho giudicati. Non \u00e8 mestiere mio. Ma ho capito una cosa: chi giura troppo, tradisce prima. La fedelt\u00e0 vera \u00e8 silenziosa. Non fa discorsi, fa il pane. Non grida \u201cpresente\u201d. C\u2019\u00e8! Quelli che sbandierano oggi per un partito e domani per l\u2019altro non hanno tradito l\u2019idea: non l\u2019avevano mai avuta. Avevano solo il vento in tasca. Il confermiamo e il qualunquismo sono nella storia. Anzi hanno fatto la storia: ieri e oggi. Ma non quella vera. Quella vera resta dentro il cuore. Io ho preferito restare nella mia ombra. L\u2019ombra non tradisce, perch\u00e9 non promette luce. La tiene.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 vero: non volevo che ti occupassi di politica. Non per paura. Per amore. Avevo visto la politica diventare fede, e la fede diventare tribunale. Avevo visto fratelli non parlarsi per una tessera. Avevo visto la piazza mangiare i figli. Avevo visto. Ascoltato&#8230; Ti dissi: \u201cStudia. Lavora. Ama. La politica verr\u00e0 da s\u00e9, se deve venire. Ma non cercarla tu, perch\u00e9 lei ti cerca sempre, e non sempre per salvarti.\u201d Volevo che prima tu fossi uomo, poi cittadino. Perch\u00e9 il cittadino senza uomo \u00e8 solo coro. E i cori, figlio, a volte cantano bene, ma non sanno perch\u00e9. Ti ho sempre quasi imposto di leggere, sempre e di leggere anche libri che andavano oltre la tua et\u00e0.&nbsp; La tua forza viene dalla conoscenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Arriv\u00f2 un giorno che ti portai da Cosenza un romanzo particolare&#8230;Ti regalai \u00abIl Gattopardo\u00bb&nbsp; di Tomasi di Lampedusa, appena pubblicato dopo tante polemiche. Prima edizione, con la copertina che sapeva di tempo. Lo comprai dopo aver letto la polemica su alcuni giornali. Te lo diedi il giorno dei tuoi diciott\u2019anni mentre tu pensavi al 1100 D&nbsp; rossa fiammante parcheggiata in garage. \u201cLeggi,\u201d ti dissi. \u201cQui c\u2019\u00e8 tutto. \u00c8 un libro che ti accompagner\u00e0\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 che \u201cse vogliamo che tutto rimanga com\u2019\u00e8, bisogna che tutto cambi\u201d. Non \u00e8 cinismo, figlio. \u00c8 verit\u00e0. I mondi muoiono, le forme passano. Il 2 giugno 1946 cadde un mondo. Ma don Fabrizio lo sapeva: la nobilt\u00e0 non \u00e8 resistere al tempo, \u00e8 attraversarlo senza diventare iena. Ti diedi quel libro perch\u00e9 tu capissi che si pu\u00f2 perdere un regno e restare principe. Che si pu\u00f2 cambiare Stato e non cambiare anima. Il Principe di Salina guarda le stelle e sa che lui finisce. Ma le stelle restano. Io volevo che tu guardassi le stelle, non le bandiere. Le bandiere si strappano. Le stelle no. E tu lo hai fatto nel corso della tua vita. Sono fiero di questo.<\/p>\n\n\n\n<p>Eccola, la storia che mi hai chiesto. Non \u00e8 storia di Re o di Repubbliche. \u00c8 storia di un padre che ha votato in silenzio, che ha dato libri e non comizi, che ha preferito la coerenza al clamore. La fedelt\u00e0, figlio, \u00e8 destino. Non ti incatena: ti fonda. E quando tutto crolla, non ti chiedono per chi hai votato. Ti chiedono se sei rimasto uomo. \u00c8 quello in fondo che ti ho sempre chiesto.<\/p>\n\n\n\n<p>Io ci ho provato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Con la mia nobilt\u00e0, con la mia pazienza, con il mio non giudicare mai. Adesso tocca a te. Non spezzare nulla. Ricorda tutto. E cammina. L\u2019orizzonte \u00e8 lo stesso, anche se cambiano i regni. E se un giorno i tuoi figli ti chiederanno una storia, racconta questa. Racconta che suo nonno, il 2 giugno 1946, entr\u00f2 in una scuola, vot\u00f2, usc\u00ec, e torn\u00f2 a casa per insegnare a leggere. Perch\u00e9 i padri veri non lasciano eredi soltanto: lasciano lettori. Lasciano testimonianze. Lasciano comportamenti. Lasciano giardini fioriti. Lasciano orme d&#8217;amore di tolleranza di armonia. E invitano a non dimenticare. Restando nella coerenza come radice e fedelt\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Poi ci sono strade e scelte.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I monarchici e i repubblicani che cambiarono giacca e pelle e poi &#8230; Pierfranco Bruni\u00a0 La vita \u00e8 fatta di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[43],"tags":[],"class_list":["post-91144","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-historias"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/91144","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=91144"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/91144\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":91146,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/91144\/revisions\/91146"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=91144"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=91144"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=91144"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}