{"id":91150,"date":"2026-06-02T14:02:44","date_gmt":"2026-06-02T14:02:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=91150"},"modified":"2026-06-02T14:02:45","modified_gmt":"2026-06-02T14:02:45","slug":"scomparso-plinio-perilli-un-poeta-e-un-amico-nella-direzione-di-una-poetica-metafisica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=91150","title":{"rendered":"Scomparso Plinio Perilli. Un poeta e un amico nella direzione di una poetica metafisica\u00a0"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Pierfranco Bruni\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000262853.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000262853-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-91151\" style=\"width:460px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000262853-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000262853-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000262853-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000262853-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000262853-2048x1536.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>\u00c8 stato un poeta che conosceva il linguaggio dell&#8217;umanesimo della parola. La parola anche quando versifica l&#8217;onirico entra nel tragico della storia. La poesia cerca nell&#8217;uomo luce.&nbsp; Parametri significativi che fanno dell&#8217;attesa la semantica del tutto.&nbsp; Ho intrattenuto con Plinio diverse conversione. Un poeta della mia et\u00e0 e generazione in una Roma amata e distratta. Plinio Perilli nasce a Roma il 7 giugno del&nbsp; 1955 e muore a Roma il 30 maggio del 2026. Figlio dello sceneggiatore e regista Ivo Perilli e dell\u2019attrice Lia Corelli, fratello dell\u2019attrice e doppiatrice Valeria Perilli. Ci\u00f2 non \u00e8 un dettaglio di cronaca: \u00e8 piuttosto radice. Il cinema del padre, il teatro della madre, la voce della sorella. La parola, in casa Perilli, era gi\u00e0 figura, scena, suono. Da qui nasce l\u2019uomo \u201csinestetico\u201d che Lucio Macchia riconosce in lui: \u201cpoeta, critico, saggista, esperto di arti figurative e di cinema\u201d. Un intreccio involontario ma necessario soprattutto quando la involontariet\u00e0 prende il sopravvento.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Esordisce nel 1982 su \u00abAlfabeta\u00bb con un poemetto. La prima raccolta, \u00abL\u2019amore visto dall\u2019alto\u00bb del&nbsp; 1989, \u00e8 finalista al Premio Viareggio. Poi \u00abRagazze italiane\u00bb del 1990, \u00abPreghiere d\u2019un laico\u00bb del 1994, \u00abPetali in luce\u00bb del 1998, \u00abGli Amanti in Volo\u00bb del 2014, fino a \u00abMuseo dell\u2019uomo\u00bb. \u00abPoesie e poemetti 1994-2020\u00bb,&nbsp; Zona 2020. Vince il Montale, il Gozzano, il Gatto. Nel 2004 \u00abPromises of Love\u00bb lo porta negli Stati Uniti, Gradiva Publications, Stony Brook. Un percorso sincero e costante tra lingua e passione. Critico \u201cmilitante nel senso pi\u00f9 nobile\u201d, cura classici, antologie, saggi. \u00abStoria dell\u2019arte italiana in poesia\u00bb del 1990, \u00abMelodie della Terra\u00bb del 1998, \u00abCostruire lo sguardo. Storia Sinestetica del Cinema in 40 grandi registi\u00bb del 2009. Non si chiude nelle accademie: \u201cvive la letteratura come un corpo a corpo con la realt\u00e0 e con la storia\u201d. Infatti la sua poesia ha una fisicit\u00e0 metafisica nella quale i segni diventano archetipi.<\/p>\n\n\n\n<p>Muore il 30 maggio 2026. Il 31 maggio Franco Manzoni su \u00abLa Lettura\u00bb del \u00abCorriere della Sera\u00bb recensisce \u00abDove Sei\u00bb di Giorgio Bolla, con l\u2019ultima prefazione scritta da Perilli: \u201cUn metasogno che miagola luce! \u00abLa creaturalit\u00e0, come dono e gesto del Divino&#8230;\u201d. L\u2019amico Giorgio Bolla lo ricorda: \u201cEra andato nell\u2019altrove il giorno prima, 30 Maggio 2026\u201d. \u00abAtelier\u00bb lo saluta: \u201cAddio a Plinio Perilli, poeta, critico, amico generoso e pieno di vita\u201d.&nbsp; Appunto amico generoso. Fu molto generoso anche quando conversava sulla letteratura da critico letterario. Ricordo il suo confrontarsi con la poesia di Giacinto Spagnoletti. Ricordo il nostro discutere di poesia e non sulla poesia. Certo fu un poeta della religiosit\u00e0 profonda. lo definii cos\u00ec un giorno mentre salivamo i gradini di Trinit\u00e0 dei Monti in Piazza di Spagna a Roma.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La sua poesia \u00abcerca costantemente di ricucire lo strappo tra l\u2019io e il mondo, tra il sacro e il quotidiano\u00bb. Il sacro di Perilli non \u00e8 altare: \u00e8 strada. Non \u00e8 dogma: \u00e8 domanda. Da qui \u00abPreghiere d\u2019un laico\u00bb del 1994: il laico prega perch\u00e9 il mondo \u00e8 gi\u00e0 tempio, e la preghiera \u00e8 l\u2019attenzione. L&#8217;attenzione che diventa attrazione.&nbsp; Crede \u201cfermamente nella funzione civile e salvifica del verso\u201d. Salvifica non perch\u00e9 consola, ma perch\u00e9 nomina. E nominare il dolore, in Perilli, \u00e8 gi\u00e0 iniziarne la trasfigurazione. Per questo la sua poesia \u00e8 \u201ccelebrazione dell\u2019esistere, anche nelle sue pieghe pi\u00f9 dolorose\u201d. Religiosit\u00e0, dunque, come sguardo: vedere il divino nel creaturale. Scrive nella sua ultima prefazione, aprile 2026: \u201cLa creaturalit\u00e0, come dono e gesto del Divino&#8230;\u201d.&nbsp; Il Divino non \u00e8 mai altrove. \u00c8 in quella poesia che occorre considerare sacra.<\/p>\n\n\n\n<p>Giulio Carlo Argan scrisse: \u00abIl problema, oggi, \u00e8 proprio di capire il rapporto, che esiste sempre ma solo raramente appare, tra figura e parola\u00bb. \u00c8 la chiave dell\u2019opera di Perilli. Il suo lirismo \u00e8 \u201cintriso di richiami pittorici, musicali e cinematografici\u201d. Celebre il legame con Pasolini. Ma non \u00e8 citazione: \u00e8 sinestesia. Ub intreccio di cuore e anima . Lucio Macchia, nel ricordo del 2026, lo definisce \u201cuomo sinestetico\u201d nel senso greco: \u201csentire insieme\u201d, \u201csensibilit\u00e0 plurima, totale, verso il mondo della vita\u201d. Perilli stesso diceva: \u00abLucio, a noi la poesia sta stretta!\u00bb. Perch\u00e9 la poesia, per lui, \u00e8 \u201cesito tecnico\u201d di qualcosa che sta \u201ca monte\u201d: la vita che chiede forma. La forma \u00e8 proprio grecit\u00e0 profonda. Ovvero una radice che il verso traduce in vita.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCostruire lo sguardo\u00bb del&nbsp; 2009 \u00e8 trattato sul cinema come \u201crapporti fra il cinema e le altre arti\u201d. \u00abStoria dell\u2019arte italiana in poesia\u00bb del 1990 \u00e8 antologia interdisciplinare. In Perilli la figura diventa parola, la parola diventa figura. Come sosteneva Argan: il rapporto esiste, e in lui appare. Una visione certamente pedagogica. Ovvero un incontro tra educazione tra ascoltare e dire. \u00abMuseo dell\u2019uomo\u00bb del&nbsp; 2020 \u00e8 summa e testamento. Museo non di marmi: di uomini. \u00abPoesie e poemetti\u00bb 1994-2020. L\u2019uomo \u00e8 opera esposta, ma viva. La poesia di Perilli \u201cnon sta mai ferma\u201d. Da \u00abGli Amanti in Volo\u00bb del&nbsp; 2014 \u00abAtelier\u00bb sceglie questi versi:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abManca l\u2019azzurro al cielo, oggi,<\/p>\n\n\n\n<p>architettato di nuvole. O il sole<\/p>\n\n\n\n<p>resta pigro dentro un cuore che scava&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>poesia che mai sta ferma, percorri<\/p>\n\n\n\n<p>giri in testa, mi voli nello sguardo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco la cifra: coltissima e gentile, \u201ccuriosa di un mondo pieno di misteri e dolori che Plinio perlustrava con entusiasmo bambino\u201d. Ironia che decodifica \u201cle pi\u00f9 astruse complessit\u00e0 esistenziali\u201d. Perch\u00e9 la bellezza, per Perilli, non \u00e8 evasione: \u00e8 decifrazione.&nbsp; Non in sistema ma una ermeneutica della parola. \u201cMagari ti sei stancato di vedere la bellezza perdente, in questi nostri luoghi di smarrimento\u201d, scrive&nbsp;Bolla il 31 maggio 2026. Ma Perilli non si \u00e8 stancato. Ha testimoniato \u201cquella tua Speranza che in maniera profondamente cristiana affermavi\u201d. Cristianit\u00e0 profonda e ricerca nel dubbio dei giorni tra i luoghi del vivere. Roma, \u201cla citt\u00e0 tanto amata e vissuta\u201d, oggi si chiede: \u201cCosa ci ha combinato questo Plinio Perilli\u201d. Ha combinato un turbine. \u201cTurbine di bellezza e di onest\u00e0\u201d. Ha combinato parole che ricuciono, figure che parlano, un \u00abMuseo dell\u2019Uomo\u00bb dove ogni lettore pu\u00f2 riconoscersi esposto e salvo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Plinio Perilli. Poeta che ha fatto della poesia un&nbsp; \u201cbene comune\u201d, senza sacrificarne la complessit\u00e0. Che ha vissuto \u201ccome la sua poesia, che non sta mai ferma\u201d. E che ora, nell\u2019altrove del 30 maggio, continua a volarci nello sguardo con dentto sempre la poesia e il suo credere nella poesia:<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNon lasciarla mai sola, la poesia \u2013<br>la tua, la mia: non lasciarla nel mondo<br>senza luce. Perch\u00e9 di questo vive \u2013<br>che proprio tu, la viva!\u2026 E<br>col tuo stesso aiuto sa aiutarti\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Versi che hanno storia. Emozione oltre la cronaca. Vita vissuta. Plinio \u00e8 stato sempre un amico sincero.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pierfranco Bruni\u00a0 \u00c8 stato un poeta che conosceva il linguaggio dell&#8217;umanesimo della parola. 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