{"id":91235,"date":"2026-06-05T11:56:50","date_gmt":"2026-06-05T11:56:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=91235"},"modified":"2026-06-05T11:56:50","modified_gmt":"2026-06-05T11:56:50","slug":"guido-miano-editore-25","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=91235","title":{"rendered":"GUIDO MIANO EDITORE"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>NOVIT\u00c0 EDITORIALE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>\u00c8 uscito il libro di poesie:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>IL VOLTO E GLI SGUARDI <\/strong><strong>di <\/strong><strong>ENZO CONCARDI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>con prefazione di Gabriella Veschi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Concardi-Enzo-2026-AL-Il-volto-e-gli-sguardi-fronte3D.png\"><img decoding=\"async\" width=\"615\" height=\"987\" data-id=\"91236\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Concardi-Enzo-2026-AL-Il-volto-e-gli-sguardi-fronte3D.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-91236\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Concardi-Enzo-2026-AL-Il-volto-e-gli-sguardi-fronte3D.png 615w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Concardi-Enzo-2026-AL-Il-volto-e-gli-sguardi-fronte3D-187x300.png 187w\" sizes=\"(max-width: 615px) 100vw, 615px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Concardi-Enzo-2026-AL-Il-volto-e-gli-sguardi-fronte.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"691\" height=\"1024\" data-id=\"91237\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Concardi-Enzo-2026-AL-Il-volto-e-gli-sguardi-fronte-691x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-91237\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Concardi-Enzo-2026-AL-Il-volto-e-gli-sguardi-fronte-691x1024.jpg 691w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Concardi-Enzo-2026-AL-Il-volto-e-gli-sguardi-fronte-202x300.jpg 202w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Concardi-Enzo-2026-AL-Il-volto-e-gli-sguardi-fronte-768x1139.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Concardi-Enzo-2026-AL-Il-volto-e-gli-sguardi-fronte-1036x1536.jpg 1036w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/Concardi-Enzo-2026-AL-Il-volto-e-gli-sguardi-fronte.jpg 1125w\" sizes=\"(max-width: 691px) 100vw, 691px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p>Pubblicato il libro di poesie dal titolo \u201cIl volto e gli sguardi\u201ddi Enzo Concardi, con prefazione di Gabriella Veschi, nella prestigiosa collana \u201cAlcyone 2000\u201d, Guido Miano Editore, Milano 2026.<\/p>\n\n\n\n<p>Il <em>Vangelo<\/em> di Giovanni \u00e8 il fondamento su cui Enzo Concardi edifica una tra le sue opere poetiche pi\u00f9 intense e significative, <em>Il volto e gli sguardi<\/em>,dove l\u2019incontro tra diverse arti \u00e8 l\u2019occasione per sviluppare una profonda indagine gnoseologica e cogliere il vero senso della realt\u00e0. Concardi, educatore, docente, poeta, illustre critico e saggista, scrittore che vanta un\u2019abbondante produzione con la Casa Editrice Guido Miano, in questa silloge trasforma l\u2019anaforica ripetizione dell<em>\u2019Ecce Homo<\/em> nel cuore pulsante della sua poetica. Il <em>refrain<\/em>, posto in corsivo come titolo della prima lirica, composta in un\u2019ampia architettura e disseminato anche tra gli altri componimenti, \u00e8 un grido doloroso che attraversa la raccolta come una cassa di risonanza, amplificando la dolente fragilit\u00e0 dell\u2019uomo, infinitesimale corpuscolo nell\u2019immensit\u00e0 dell\u2019universo, come si evince dalla poesia incipitaria: \u00abSemi fosforescenti in balia del vento\/ impazzano nella metafisica dei cieli.\/ Luminosi granelli di sabbie desertiche\/ dorate finissime selvagge\/ svaniscono nelle immensit\u00e0 galattiche\u2026\u00bb. La citazione in apertura &#8211; <em>E gli uomini preferirono le tenebre alla luce<\/em> (Gv.3,19) &#8211; \u00e8 la chiave di interpretazione dell\u2019intera opera, le cui liriche insistono sulla tensione dicotomica tra la metafora del maligno e la salvezza della grazia divina (<em>Citt\u00e0 terrena e citt\u00e0 celeste<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p>In tutta la raccolta, sapienti figure di enumerazione danno vita a climax ascendenti e discendenti che dettano il ritmo di un andare e venire, tra tensione verso l\u2019assoluto e consapevolezza della propria finitudine, come si avverte nell\u2019alternarsi di percezioni sinestetiche (\u00abBruciori di laceranti ferite\u00bb, <em>Ecce Homo<\/em>) e nella particolare e innovativa veste grafica. Ma l\u2019io lirico resiste e si accende di nuova luce nell\u2019affascinante interconnessione tra codice visivo e codice linguistico che Concardi istituisce con i rimandi ai pi\u00f9 grandi capolavori delle arti figurative, in un periodo che si estende dal Barocco al Rinascimento; il poeta usa la parola con intensi tocchi, tra le sue mani si anima una tavolozza colma di preziosi sostantivi e aggettivi con cui trasporre nei versi la potenza dei dipinti, ritraendo i diversi gradi della sofferenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Si inizia con l\u2019<em>Ecce Homo <\/em>di Antonello da Messina, di cui lo scrittore milanese mette in rilievo la drammaticit\u00e0 attraverso la minuziosa descrizione del volto, soffermandosi sull\u2019\u00abamara piega delle labbra\u00bb e sull\u2019atmosfera minacciosa: le nubi appaiono foriere di tempeste e il ricorso al nero allude all\u2019oscurit\u00e0 del male insito nell\u2019incombente pericolo. Un rincorrersi di versi antitetici mettono a confronto il finito e l\u2019infinito, la putredine della terra e la superiore bellezza del cielo, in un percorso che conduce lentamente verso la speranza, come sottolineato dalla struttura stessa del verso: l\u2019apparato lessicale scivola verso \u00abcandidi gigli\u00bb e il \u00ablieve volo degli ibis\u00bb, simboli di purezza e libert\u00e0, mentre lentamente le vocali cupe lasciano spazio a suoni pi\u00f9 aperti, che accompagnano il lettore verso quello che diverr\u00e0 il glorioso tripudio del Salvatore.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019<em>Ecce Homo<\/em> non \u00e8 solo un riferimento religioso, ma \u00e8 anche lo strumento con cui sondare la precariet\u00e0 dell\u2019esistenza: l\u2019uomo, spogliato di ogni sovrastruttura, prima si innalza nei vortici iperbolici di atmosfere oniriche (\u00abCome elemosinanti d\u2019eternit\u00e0 silenti\u00bb) per poi precipitare inesorabilmente sulla terra, approdando verso miti e archetipi evocati da un pensiero che torna continuamente su s\u00e9 stesso, in una circolarit\u00e0 esemplificata dall\u2019occorrenza del verso \u00abTu sei polvere e in polvere tornerai\u00bb, che apre e chiude questa prima sezione, ma senza mai perdere la speranza: \u00abMa in quella polvere vive l\u2019anima immortale\/ (&#8230;) l\u2019eterno spirito che morte non ha mai vinto\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>La lirica si snoda come una iconografica Via Crucis, in cui la storia di Cristo flagellato, deriso e consegnato ai suoi aguzzini da Ponzio Pilato assume le dimensioni di un viaggio al confine tra immanente e trascendente, in uno scorrere del tempo che attraversa i secoli; il linguaggio aulico e ricercato conferisce un tono solenne, mentre le potenti immagini oscillano tra la propria interiorit\u00e0 e l\u2019immensit\u00e0 del cosmo: \u00aberra la Terra su binari d\u2019infinito\/ mentre le nostre vite\/ s\u2019avvitano su s\u00e9 stesse\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella seconda stazione, Concardi descrive l\u2019umanit\u00e0 \u00abarmata urlante eccitata\u00bb del pittore fiammingo Hieronymus Bosch, posta di fronte a un Cristo che \u00abCurvo e umiliato\u2026 soggiace\u00bb. Qui l\u2019irrazionalismo dilaga \u00absullo sfondo d\u2019una citt\u00e0 turrita\u00bb, dove l\u2019assenza di nessi logici e di punteggiatura rende il ritmo frenetico, riflesso di una violenza che trasforma i volti in maschere grottesche; \u00e8 evidente il contrasto tra la dolcezza della virtuosa \u00abpulsatilla\/solitaria\u00bb, fiore in cui si riflette il sacrificio di Ges\u00f9 e la \u00abbrutalit\u00e0\u00bb della \u00abmoltitudine\u00bb, evocata dal \u00abgufo\u00bb e del \u00abrospo\u00bb, incarnazione del male e del peccato nell\u2019iconografia medioevale ripresa da Bosch.<\/p>\n\n\n\n<p>La natura straziata \u00e8 nuovamente personificata nella terza tappa dedicata a Tiziano: le calendule \u00ablacrimano\u2026 sotto piogge\/ sottili pungenti nel campi del dolore\u00bb, dove le allitterazioni delle sibilanti e delle dentali intensificano la sensazione tattile della sofferenza. In questo maestoso scenario, Cristo \u00e8 circondato da una variegata folla acclamante, l\u2019innocenza tradita \u00e8 rappresentata dall\u2019immagine di \u00abun esile fanciullo\u00bb con la paura scolpita sul volto, mentre la torsione degli ulivi sembra accompagnare con pietosa vicinanza il corpo flagellato del Nazareno.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo \u00absguardo\u2026 dolente ma composto\u00bb della strofa successiva riprende l\u2019estremo realismo di Mantegna, reso anche per mezzo di una raffinata ed efficace successione di chiasmi: \u00abLegate le mani, emaciato il torace.\/ Corda al collo, corona di spine\/ lividi delle feroci frustate\u00bb. Qui la composta rassegnazione del Messia si distanzia dagli abissi di un\u2019umanit\u00e0 degradata e indegna di questo nome, anche se poi le \u00abSottili canne di bamb\u00f9\u00bb mosse dal \u00ablieve vento\/ crepuscolare\u00bb, si trasfigurano in strumenti musicali e con i loro melodiosi canti alludono gi\u00e0 alla Resurrezione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il cerchio si chiude con Correggio e Caravaggio: nel primo, l\u2019antinomia tra umiliazione e accettazione, tra corpo dolente e anima vivida rimane al centro, l\u2019io poetico si focalizza sullo \u00absguardo fisso\u00bb che \u00abcolpisce nel profondo\u00bb nell\u2019assenza della folla; il corpo parla, trasmettendo sensazioni di \u00abinnocenza\u00bb e \u00abcandore\u00bb, mentre la parola poetica sottolinea il dolore di Maria, che \u00absviene e graffia, aggrappandosi\/ con le unghie\u00bb ad una \u00abmarmorea balaustra\u00bb, fredda, inerte, sul limitare di un precipizio che equivale ad una morte dell\u2019anima.<\/p>\n\n\n\n<p>Con Caravaggio si giunge alla totale esaltazione: il pittore Merisi gioca sul contrasto cromatico tra la purezza del Redentore e i toni cupi di Ponzio Pilato e dei persecutori, Concardi traduce la maestria caravaggesca con un linguaggio simbolico che attraversa il \u00abbuio delle coscienze\u00bb, per confluire in un rovesciamento di prospettive. Il Dio apparentemente sconfitto vince contro le tenebre, \u00abattira invece sul suo volto\/ la grande Luce della vittoria\u00bb e la carrellata artistica si conclude con una sfolgorante metafora: \u00abSi fece buio fino alle tre del pomeriggio\/ poi, per l\u2019eternit\u00e0, fu apoteosi di Luce\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma la raccolta va oltre la descrizione dell\u2019iconografia sacra, la passione di Cristo \u00e8 anche quella che si legge nelle sofferenze di ogni epoca, giungendo fino all\u2019attuale: il passaggio dalla contemplazione estatica all\u2019immersione nel contingente si avverte gi\u00e0 nella lirica <em>Il<\/em> <em>volto dei volti, <\/em>dovegli uomini perdono del tutto la loro umanit\u00e0, trasformandosi in \u00ablicantropi ululanti a lune indifferenti\u00bb, capaci di compiere inaudite violenze.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec Concardi sposta il suo sguardo facendo scendere l\u2019io lirico dalla tela, rappresentando il quotidiano calvario di individui alienati, in un mondo in preda alle turpitudini folli dei potenti. L\u2019analogia tra il martirio e l\u2019orrore davanti a guerre insensate \u00e8 raggelante e l\u2019io lirico si perde tra \u00abdeserti\u00bb, \u00abortiche\u00bb e \u00abfilo spinato\u00bb, in un groviglio di dentali e fricative indicanti una prigionia da cui l\u2019uomo deve liberarsi per recuperare la propria autenticit\u00e0: \u00abLa nostra libert\u00e0 d\u2019azione sia libera\/ ed appartenga agli uomini per essere infinito\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo il puntuale e minuzioso <em>excursus <\/em>sui capolavori della pittura, Concardi, nelle liriche centrali, riconosce il messaggio evangeliconei volti della moltitudine che riempie le strade: \u00abSiamo anonimi cuori di latta\/ o intensi sguardi rivolti all\u2019umano.\/ Siamo nevrosi e crisi isteriche senza fine\/ o forti anime pacificate dopo la lotta.\/ Siamo ali tarpate da fragilit\u00e0 e rinunce\/o intensi desideri di profonda sete.\/ Siamo terreni aridi e siccitosi\/ o esuberanti fioriture di glicini e sambuchi (\u2026)\u00bb (<em>Terre selvagge<\/em>). Il sacrificio di Cristo diviene cos\u00ec paradigmatico del destino di tutti coloro che soffrono e la poesia testimonia vigorosamente quanto accade nella valle di lacrime abitata dall\u2019umanit\u00e0 (<em>Anima mundi<\/em>); il suo volto riflette quello di migliaia di altri sguardi che nei componimenti si esplicano nelle figure dei vinti, dei naviganti, ma anche della natura stessa.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec, la visione si dilata in una dimensione pi\u00f9 ampia, suggerita dalla bellissima lirica <em>Nessun uomo \u00e8 un\u2019isola<\/em>, crogiolo in cui si intersecano la meditazione di John Donne, la spiritualit\u00e0 di Thomas Merton e la poetica del naufragio. L\u2019esistenza \u00e8 infatti un pericoloso viaggio tra \u00abfragili navigli di giunchiglia\u00bb e l\u2019uomo-navigante passa attraverso \u00abmari burrascosi\u00bb, sfidando \u00abgiganteschi iceberg alla deriva\u00bb, ma, in questo sprofondare, non \u00e8 solo: si coglie infatti il messaggio leopardiano di un incontro che affratella, poich\u00e9 sempre \u00abs\u2019incrociano le nostre rotte per le vie del mondo\u00bb, contro i \u00abciechi del narcisismo\u00bb e le \u00abeffimere illusioni di potenza\u00bb, in un moto di condivisione che diviene unico antidoto alle forze disgregatrici dell\u2019anima e dell\u2019universo (<em>Radici remote<\/em>). Il medesimo invito, sigillato in chiusura dalla citazione evangelica del perdono (\u00abPadre perdona loro, perch\u00e9 non sanno quello che fanno<em>\u00bb<\/em>) ritorna con forza nella lirica <em>Sapere e amare, <\/em>in un accorato appello alla responsabilit\u00e0 individuale: \u00abUomini che amate e uomini che sapete\/ non siate mai separati in questa nostra storia\/ non dividete mai i cuori dalle menti\/ unite sentimento e ragione\/ se non volete generare altri mostri\/ se non volete il dominio di chi non ama\/ di chi non sa\u00bb (<em>Eterni ritorni<\/em>), perch\u00e9 \u00abIl sonno della ragione genera mostri\u00bb(<em>Cogito ergo sum<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p>La raccolta presenta un\u2019originale fragranza, in virt\u00f9 di uno sperimentalismo che diviene la peculiare cifra stilistica di Concardi. Il verso appare spesso aspro, scarnificato, l\u2019accumulo, le anafore e le allitterazioni sono figure prevalenti (<em>Ironico sogghigno<\/em>,<em> I volti dell\u2019amore<\/em>), con frasi spesso accostate in un crescendo emotivo e tramate di fulminanti analogie (<em>Foreste di simboli<\/em>). Una prorompente intertestualit\u00e0, testimonianza della vastissima cultura di una personalit\u00e0 poliedrica come \u00e8 quella del Nostro, apre al confronto con figure importanti della cultura universale, spaziando da Dante a Dor\u00e9, da Mozart a Hemingway e Lee Masters, Munch, De Chirico, per citare solo alcune delle presenze evocate dallo stesso autore e che suggellano la necessit\u00e0 di un dialogo ininterrotto tra la parola poetica e le altre arti, fondamento della civilt\u00e0. Ne \u00e8 un esempio calzante la lirica <em>Arcane folate di vento, <\/em>dove l\u2019io lirico si abbandona all\u2019 \u00abinfinito intrigante romanzo del vento\u00bb&nbsp;e, di fronte all\u2019ignoto, si lascia incantare dalla magia della parola, spaziando dalle \u00abcandide banchise polari\u00bb ai \u00abpetrosi mistici deserti dei tropici\u00bb. La voce del vento, fortemente desiderata dall\u2019io lirico pronto a cogliere impercettibili presenze, \u00e8 dunque quella di una \u00abceleste arpa\u00bb che risveglia l\u2019uomo dal suo torpore, rievocando miti letterari, come il \u00abveliero di Achab a caccia della balena bianca\u00bb, simbolo della costante ricerca del senso della vita oltre le apparenze, oltre il nulla. Concardi sublima gli elementi della natura che si trasfigurano in organismi senzienti con un linguaggio aulico e ricercato, si alternano paesaggi lussureggianti o atmosfere apocalittiche, insieme all\u2019eterno mutare delle stagioni, proiezioni degli stati d\u2019animo dell\u2019autore (<em>Foreste di<\/em> <em>simboli<\/em>,<em> Scenari surreali<\/em>).<\/p>\n\n\n\n<p>La struttura ad anello della raccolta giunge a compimento con la lirica conclusiva <em>Il volto e gli sguardi<\/em> da cui lo scrittore lancia segnali per salvarsi dal naufragio: \u00ab(\u2026) se nei nostri sguardi morir\u00e0 ogni speranza\/ ci spegneremo in crepuscoli indistinti e vaghi\/ e avremo perso il nucleo vero della vita\u2026\u00bb. Resta scolpita come un timbro a fuoco la necessit\u00e0 di salvaguardare l\u2019<em>Ecce Homo<\/em> per non perdersi nella nebbia dell\u2019indifferenza e riconoscere la propria sofferenza come riflesso del dolore altrui, per non perdere la dignit\u00e0 e continuare il cammino terreno guidati dalla luce, vero <em>leitmotiv<\/em> della silloge (<em>Stagioni di luce<\/em>). Cos\u00ec se <em>il volto <\/em>del titolo rimanda a Cristo come unica possibilit\u00e0 di salvezza, <em>i volti<\/em> dispiegati in tutta l\u2019opera sono quelli dell\u2019umanit\u00e0 che rivolge a lui i propri <em>sguardi, <\/em>in cercadiuno spiraglio che illumini con la sua luce: \u00abSolo con il grido \u201c<em>Ecce Homo! <\/em>\u201d potremo\/ salvare noi stessi, la purezza del volto\/ e la profondit\u00e0 degli sguardi\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Gabriella Veschi<\/p>\n\n\n\n<p>Enzo Concardi, <em>Il volto e gli sguardi, <\/em>prefazione di Gabriella Veschi, Guido Miano Editore, Milano 2026, pp. 108, isbn 979-12-81351-84-4, mianoposta@gmail.com.<\/p>\n\n\n\n<p>__________________________<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019AUTORE<\/p>\n\n\n\n<p>Enzo Concardi (Zibido San Giacomo, Milano, 1949) ha pubblicato le raccolte di poesie <em>Carovane di sabbia <\/em>(1981), <em>Sentinelle del nulla <\/em>(1984), <em>Foglie e clessidre <\/em>(1989), <em>Strade <\/em>(1999), <em>Cristalli <\/em>(2011), <em>Chiara fontana <\/em>(2017), <em>Naif <\/em>(2019) e il libro di narrativa <em>La mente e i luoghi &#8211;<\/em> <em>Montagne, viaggi e avventure <\/em>(2022). Collabora fin dai primi anni \u201880 con la Casa Editrice Guido Miano (Milano) in veste di critico letterario stilando prefazioni e saggi a varie pubblicazioni, soprattutto di poesia; ha inoltre partecipato attivamente alla realizzazione delle seguenti opere: <em>Dizionario Autori Italiani Contemporanei <\/em>(<em>in cinque edizioni<\/em>) e <em>Storia della Letteratura Italiana. Il Secondo Novecento <\/em>(in tre edizioni).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NOVIT\u00c0 EDITORIALE \u00c8 uscito il libro di poesie: IL VOLTO E GLI SGUARDI di ENZO CONCARDI con prefazione di Gabriella [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[22],"tags":[],"class_list":["post-91235","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-libros-y-revistas-literatura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/91235","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=91235"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/91235\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":91238,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/91235\/revisions\/91238"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=91235"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=91235"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=91235"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}