{"id":91860,"date":"2026-06-15T08:23:25","date_gmt":"2026-06-15T08:23:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=91860"},"modified":"2026-06-15T08:23:25","modified_gmt":"2026-06-15T08:23:25","slug":"gramsci-alla-fiera-piu-libri-piu-liberi-avrebbe-firmato-il-modulo-sullantifascismo-credo-proprio-di-no-avrebbe-usato-larma-dellironia-sulle-sinistre-del-nostro-tempo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=91860","title":{"rendered":"Gramsci\u00a0 alla Fiera Pi\u00f9 Libri Pi\u00f9 Liberi\u00a0 avrebbe firmato il modulo sull\u00bbantifascismo?. Credo proprio di no. Avrebbe usato l&#8217;arma dell&#8217;ironia sulle sinistre del nostro tempo"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Pierfranco Bruni\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000272095.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000272095-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-91861\" style=\"width:352px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000272095-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000272095-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000272095-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000272095-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000272095-2048x1536.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Se ci fosse oggi Antonio Gramsci cosa penserebbe della farsa della sottoscrizione di antifascismo per partecipare come editore alla Fiera di Pi\u00f9 Libri pi\u00f9 Liberi di Roma?Immaginiamolo. Antonio Gramsci entra a Pi\u00f9 libri pi\u00f9 liberi. Non con la tessera del Partito, ma con i Quaderni sotto il braccio. Zoppica, s\u00ec. Ma il pensiero, quello, non zoppica mai. Si ferma davanti al banco delle firme. Legge: \u201cDichiara di essere antifascista\u201d. Sorride. Di quel sorriso sardo, tagliente, che \u00e8 gi\u00e0 una glossa a margine della Storia.<\/p>\n\n\n\n<p>Dunque cosa avrebbe detto? Avrebbe detto, forse, che la cultura muore due volte: quando la si imbavaglia e quando la si imbalsama. La prima \u00e8 dittatura. La seconda \u00e8 retorica. E tra le due, Gramsci, che del carcere fece cultura, avrebbe scelto la terza via: l\u2019ironia. Perch\u00e9 l\u2019ironia \u00e8 l\u2019arma di chi non ha cannoni, ma ha concetti. Di chi sa che una firma imposta \u00e8 gi\u00e0 una resa, anche se la firma \u00e8 sulla parola \u201clibert\u00e0\u201d o meglio falsa libert\u00e0. Gramsci ha passato la vita a spiegare che l\u2019egemonia non si decreta. Si costruisce. \u00c8 direzione intellettuale e morale, non dichiarazione giurata. \u00c8 il lento lavoro della talpa, non il timbro del notaio. Trasformare l\u2019antifascismo in autocertificazione significa non aver capito nulla dei Quaderni, chiaramente per li ha letti e capiti. Significa confondere il consenso con il consenso informato, la battaglia delle idee con la fila allo sportello.<\/p>\n\n\n\n<p>Lui, che scriveva che \u201cla cultura \u00e8 organizzazione, disciplina del proprio io interiore\u201d, avrebbe guardato quel foglio e avrebbe mormorato: \u201cEcco l\u2019analfabetismo degli istruiti\u201d. Perch\u00e9 l\u2019antifascismo, per Gramsci, non era etichetta da appuntare al petto. Era metodo. Era capacit\u00e0 di leggere il mondo, di smontare il senso comune, di farsi Stato senza diventare statale.&nbsp; Chiedere a un editore di firmare di essere antifascista \u00e8 come chiedere a un filosofo di firmare di essere intelligente. Se lo firmi, dimostri che non lo sei. Gramsci avrebbe firmato? Forse s\u00ec. Ma sotto, con la sua grafia minuta, avrebbe aggiunto: \u201cFirmo perch\u00e9 sono in carcere. Voi perch\u00e9 siete liberi, perch\u00e9 firmate?\u201d. La polemica ha fatto scadere il tono della Fiera. E Gramsci, che del tono fece questione politica, lo avrebbe notato subito. Perch\u00e9 il tono \u00e8 egemonia. \u00c8 la musica che sta sotto le parole. Quando la cultura alza la voce, smette di convincere. Quando chiede patenti, smette di educare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Pi\u00f9 libri pi\u00f9 liberi era nata come spazio franco dove il piccolo editore poteva esistere accanto al colosso, dove l\u2019idea eretica aveva la stessa sedia dell\u2019idea ortodossa. Metterci il gabbiotto del pedaggio etico significa trasformare l\u2019isola in dogana. E Gramsci, che sulle isole \u2013 Ustica, poi il carcere \u2013 costru\u00ec biblioteche, sapeva che la dogana \u00e8 il luogo dove le idee muoiono: vengono aperte, controllate, tassate. L\u2019ironia feroce \u00e8 questa: per difendere l\u2019antifascismo, si usa la grammatica del fascismo. L\u2019obbligo, il giuramento, l\u2019esclusione. Gramsci avrebbe citato Machiavelli: \u201cGli uomini dimenticano pi\u00f9 facilmente la morte del padre che la perdita del patrimonio\u201d. Noi abbiamo dimenticato pi\u00f9 facilmente il metodo del fascismo che i suoi simboli. E cos\u00ec lo replichiamo, con le migliori intenzioni, su carta intestata.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei Quaderni l\u2019editore non c\u2019\u00e8. Ma c\u2019\u00e8 l\u2019intellettuale organico, colui che organizza la cultura, che salda il blocco storico. L\u2019editore, oggi, \u00e8 il suo pronipote laico. Non deve giurare sulla Costituzione: deve farla vivere. E la fa vivere pubblicando anche ci\u00f2 che lo indigna, perch\u00e9 \u201cdire la verit\u00e0 \u00e8 sempre rivoluzionario\u201d, ma la verit\u00e0 non ha timbro.&nbsp; Gramsci avrebbe difeso l\u2019editore che pubblica un libro sgradevole pi\u00f9 dell\u2019editore che firma un foglio gradito. Perch\u00e9 il primo rischia il mercato, il secondo rischia nulla. E senza rischio, diceva, non c\u2019\u00e8 egemonia. C\u2019\u00e8 solo conformismo. Quel conformismo che lui chiamava \u201cil pi\u00f9 grande nemico della rivoluzione\u201d. Oggi lo chiamerebbe \u201cil pi\u00f9 grande nemico della Fiera\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine, forse, Gramsci avrebbe firmato. Ma non il modulo. Avrebbe firmato una nota a margine, come faceva nei Quaderni: &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIo sono antifascista perch\u00e9 penso. Se smetto di pensare, firmate pure per me. Ma sappiate che quel giorno avrete firmato la mia condanna, non la mia adesione\u201d. E se ne sarebbe andato, zoppicando, tra gli stand. A cercare un libro non allineato. Perch\u00e9 sapeva che la libert\u00e0 non sta nel dichiararla. Sta nel praticarla. Anche, e soprattutto, quando nessuno ti guarda. Anche, e soprattutto, quando firmare sarebbe pi\u00f9 comodo.<\/p>\n\n\n\n<p>La cultura, per Gramsci, era \u201cconoscere s\u00e9 stessi\u201d. La Fiera, oggi, sembra averlo dimenticato. Ha chiesto agli altri di dichiararsi, per non dover dichiarare a s\u00e9 stessa la propria paura. E la paura, diceva sempre lui, \u201c\u00e8 il vero analfabetismo\u201d. Il resto \u00e8 modulo. \u00c8 anticultura. \u00c8 l\u2019ala che diventa timbro.&nbsp; E Gramsci, delle ali, se ne intendeva. Anche dal carcere. Ma Gramsci conosceva. Aveva un pensiero. Condivisibile o meno. Ma il pensiero c&#8217;era.&nbsp; I libri li aveva abitati e scritti.&nbsp; Studiava e soprattutto capiva. E oggi? Si affonda. Si chiedono firme, sottoscrizioni e giuramenti. Per cosa? Per una una storia che \u00e8 finita dal 1945.&nbsp; Si sono superati tutti i limiti del ridicolo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pierfranco Bruni\u00a0 Se ci fosse oggi Antonio Gramsci cosa penserebbe della farsa della sottoscrizione di antifascismo per partecipare come editore [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-91860","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/91860","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=91860"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/91860\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":91862,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/91860\/revisions\/91862"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=91860"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=91860"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=91860"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}