{"id":91865,"date":"2026-06-15T11:02:05","date_gmt":"2026-06-15T11:02:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=91865"},"modified":"2026-06-15T11:02:05","modified_gmt":"2026-06-15T11:02:05","slug":"giuseppe-caradonna-e-la-destra-nazionale-leggere-la-storia-senza-dogana-tra-giolitti-salandra-e-il-post-fascismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=91865","title":{"rendered":"Giuseppe Caradonna e la Destra nazionale. Leggere la Storia senza dogana tra Giolitti Salandra e il post fascismo\u00a0"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000272293.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"690\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000272293-1024x690.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-91866\" style=\"width:388px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000272293-1024x690.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000272293-300x202.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000272293-768x518.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000272293-1536x1035.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000272293-2048x1380.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em>Miriam Katiaka\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Una storia nelle storie del Novecento.&nbsp; O viceversa. C&#8217;\u00e8 comunque un secolo travagliato, inquieto, tragico. Intorno&nbsp; ci sono Antonio Salanda e Giovanni Giolitti.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Una foto in bianco e nero in copertina con uomini in fez, labari, mani alzate. Al centro, Giuseppe Caradonna (Cerignola, 5 ottobre 1891 \u2013 Roma, 14 marzo 1963). Attorno a lui, il tempo che fu: Acerbo, Marpicati, Starace, Pavolini. Bari, 17 settembre 1933. Il Direttorio del partito fascista. E sopra, un titolo che \u00e8 gi\u00e0 provocazione: \u00abGiuseppe Caradonna e la Destra Nazionale\u00bb. Solfanelli, 2026. Euro 14,00, una prima edizione era stata pubblicata negli anni novanta da Serarcangeli. Un libro tutto da chiosare per entrare nel fascismo e oltre la fine della guerra.<\/p>\n\n\n\n<p>Pierfranco Bruni in questo lavoro, ben costruito e scientificamente annotato, evoca personaggi che hanno vissuto storie dentro la Storia. Li siede a tavola e chiede loro conto. Lo ha fatto con Hegel, con D\u2019Annunzio, con Duse. Ora lo fa con Caradonna, \u201cfascista della marcia su Roma\u201d, squadrista, deputato, uomo di un Sud che scelse la camicia nera. Ma Bruni non processa. Non assolve. Interroga. Perch\u00e9 la Storia, per lui, non \u00e8 tribunale: \u00e8 dialettica in termini hegheliani.<\/p>\n\n\n\n<p>La storiografia recente ha avviato una necessaria revisione della figura di Giuseppe Caradonna, eliminando ogni riferimento all\u2019etichetta di \u2018fascista della marcia su Roma\u2019\u201d.&nbsp; Ecco il punto. Ecco il fuoco. Revisione. Parola che oggi brucia le dita. Perch\u00e9 revisione \u00e8 diventata sinonimo di riabilitazione, e riabilitazione \u00e8 diventata sinonimo di tradimento. E cos\u00ec non \u00e8. Ma Bruni sa che senza revisione non c\u2019\u00e8 Storia.C\u2019\u00e8 solo la lezione mandata a memoria, il 25 aprile recitato senza pi\u00f9 sapere perch\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo Caradonna non \u00e8 il mostro n\u00e9 il santo. \u00c8 uomo. \u00c8 l\u2019Eroismo che lega le viscere alla Patria, \u00e8 la Grande Guerra con tre medaglie d\u2019argento, \u00e8 la Destra Salandrina che fu \u201cprofondamente influenzata da Antonio Salandra\u201d. \u00c8 il Sacro che emerge in un legame inedito con Padre Pio, il Santo di Pietrelcina che \u201cintervenne pi\u00f9 volte nella vita di Caradonna\u201d. Qui Bruni compie l\u2019eresia pi\u00f9 grande: mette insieme il fez e il saio, la marcia su Roma e la stimmate, il fascismo di sinistra e il misticismo cattolico. Non per confondere. Per complicare. Perch\u00e9 la Storia, quando \u00e8 vera, \u00e8 sempre complicata. \u00c8 sempre tragica. E il tragico, come scriveva lui stesso, \u201c\u00e8 la bellezza che sanguina\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Cosa fu la Destra Nazionale? Per Bruni non \u00e8 categoria politologica. \u00c8 il tentativo di tenere insieme Patria e sociale, ordine e rivoluzione, Roma e lieto fine. Caradonna, \u201cnobile e austero\u201d, seppe interfacciarsi con il fascismo \u201cpi\u00f9 sensibile alle derive sociali del fascismo di sinistra\u201d. Parole che oggi sembrano bestemmia. Perch\u00e9 abbiamo diviso il mondo in buoni e cattivi, in puri e impuri, e abbiamo dimenticato che il Novecento fu mescolanza. Fu D\u2019Annunzio socialista e poi Comandante, fu Marinetti anarchico e poi Accademico, fu Caradonna squadrista e poi devoto di Padre Pio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Bruni non assolve Caradonna. Lo restituisce. Lo toglie \u201cda vecchi e abusati pregiudizi faziosi\u201d e lo inserisce \u201cin un ordine interpretativo pi\u00f9 equo\u201d. Equo non vuol dire indulgente. Vuol dire giusto. E la giustizia, per chi viene dalla grecit\u00e0, \u00e8 dare a ciascuno il suo. Anche al nemico. Soprattutto al nemico. Perch\u00e9 solo cos\u00ec la Storia smette di essere guerra civile e diventa memoria. C\u2019\u00e8 ironia, feroce e sottile, in questo libro. L\u2019ironia di pubblicare Caradonna nel 2025, mentre a Pi\u00f9 libri pi\u00f9 liberi si chiede di firmare l\u2019antifascismo. Bruni sembra dire: \u201cVolete la dichiarazione? Eccovi la complicazione\u201d. Volete il timbro? Eccovi il dubbio. Volete il modulo? Eccovi la verit\u00e0dialettica. Lui, che \u00e8 presidente del Centro Studi \u201cFrancesco Grisi\u201d, che ha scritto di Dante, di Camus, di Casanova, sa che la letteratura non ha dogane. E la Storia, che \u00e8 letteratura del vero, neppure. Per questo \u00abGiuseppe Caradonna e la Destra Nazionale\u00bb non \u00e8 un libro per nostalgici. \u00c8 un libro per inquieti. Per chi sa che \u201clo diventer\u00f2\u201d, la risposta di Cardini sull\u2019antifascismo, vale anche per il contrario. Che si diventa, sempre. Che nessuno nasce assolto o condannato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per un uomo che fu \u201cl\u2019espressione di una Destra Salandrina\u201d e che ora torna a chiederci: \u201cMa voi, cosa siete?\u201d.&nbsp; Bruni non risponde. Lui non \u00e8 giudice. E in questo Caradonna, fascista e mistico, squadrista e devoto, c\u2019\u00e8 tutto il Novecento italiano: la sua storia e la sua ferita, il suo inizio e la sua caduta. Leggere questo libro non \u00e8 riabilitare. \u00c8 capire. E capire, diceva Gramsci, \u201c\u00e8 sempre rivoluzionario\u201d. Perch\u00e9 anche la storia ha una ermeneutica. I fatti si leggono atrraverso i documenti e le eresie e non attraverso la forzatura ideologica. Caradonna \u00e8 un tragico e un eretico nel fascismo. Questo importante libro lo dice benissimo e non si presta ad alcuna forzatura ideologica ma dialettica certamente.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Miriam Katiaka\u00a0 Una storia nelle storie del Novecento.&nbsp; O viceversa. C&#8217;\u00e8 comunque un secolo travagliato, inquieto, tragico. 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