{"id":91909,"date":"2026-06-16T09:45:38","date_gmt":"2026-06-16T09:45:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=91909"},"modified":"2026-06-16T09:45:39","modified_gmt":"2026-06-16T09:45:39","slug":"non-ce-piu-liberta-culturale-piu-libri-e-piu-liberi-ho-i-miei-forti-dubbi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=91909","title":{"rendered":"Non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9\u00a0 libert\u00e0 culturale. Pi\u00f9 libri e pi\u00f9 liberi? Ho i miei forti dubbi.\u00a0"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Firmare \u00e8 un atto illiberale\u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000272886.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000272886-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-91910\" style=\"width:312px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000272886-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000272886-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000272886-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000272886-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000272886-2048x1536.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em>Pierfranco Bruni\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Da dove si inizia quando l&#8217;ideologia prende il sopravvento? Dal tentate di condizionare la cultura e i libri. Quindi l\u2019editoria. La politica del giuramento!&nbsp; Quando la democrazia abiura se stessa si corre velocemente verso il controllo spregiudicato della cultura. La Fiera Pi\u00f9 libri pi\u00f9 liberi ha trasformato la libert\u00e0 in dogana. Per esporre, per esistere nello spazio pubblico della cultura, l\u2019editore deve firmare. Non un contratto commerciale, ma un giuramento ideologico: dichiararsi antifascista. Apparentemente innocuo. Politicamente eversivo. Perch\u00e9 qui non \u00e8 in gioco l\u2019antifascismo: \u00e8 in gioco la libert\u00e0. Dichiararlo in forma politica, senza metafore: firmare \u00e8 un atto illiberale. \u00c8 la negazione stessa del principio liberale per cui&nbsp; ogni sua articolazione pubblica, non chiede conto delle idee, ma garantisce lo spazio perch\u00e9 le idee si combattano. Quando l\u2019accesso alla piazza \u00e8 subordinato a una professione di fede, la piazza cessa di essere pubblica. Diventa di regime. Di un regime che si autoproclama migliore proprio perch\u00e9 impone l\u2019abiura.<\/p>\n\n\n\n<p>Una certa cultura burocratico del XXI&nbsp; non brucia i libri: li condiziona. Non chiude le case editrici: le patenta. Non mette all\u2019indice: mette sotto condizione. \u00c8 la violenza di una idea che si fa procedura, la discriminazione che si fa regolamento, la censura che si fa \u00abadesione volontaria\u00bb. Questa \u00e8 la Supponenza Ideologica delle sinistre di oggi: la pretesa di una parte politica di farsi \u00abetica di stato\u00bb, di trasformare i propri valori, per quanto condivisibili, in dogana dell\u2019agibilit\u00e0 culturale. \u00c8 cultura controllata perch\u00e9 controlla l\u2019accesso. \u00c8 cultura pianificata perch\u00e9 pianifica chi pu\u00f2 parlare. \u00c8 cultura monopolizzata perch\u00e9 il monopolio non \u00e8 pi\u00f9 economico, ma morale: solo chi \u00e8 certificato ha diritto di parola. Il resto \u00e8 zona grigia, sospetto, margine da rieducare.<\/p>\n\n\n\n<p>E qui penso al mio Cioran diventa ghigliottina: \u201cQuando tutti devono dichiararsi innocenti, l\u2019innocenza \u00e8 gi\u00e0 morta\u201d. Quando tutti devono dichiararsi antifascisti per vendere un libro, l\u2019antifascismo \u00e8 gi\u00e0 morto. Resta il rito civile, la liturgia editoriale, l\u2019auto-da-f\u00e9 democratico. La censura classica taglia. Questa aggiunge. Obbliga ad aggiungere la postilla, la premessa, il timbro. \u00c8 censura produttiva: non ti impedisce di stampare, ti impone cosa stampare prima di stampare. \u00c8 la censura preventiva dell\u2019anima. Politicamente, \u00e8 un colpo di Stato dolce contro la Costituzione materiale. L\u2019art. 21 non dice: \u201cTutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero, purch\u00e9 firmino prima l\u2019antifascismo\u201d. Dice: liberamente. Il modulo \u00e8 la negazione della libert\u00e0 perch\u00e9 trasforma un diritto in concessione. E ogni concessione \u00e8 revocabile. Oggi firmi l\u2019antifascismo. Domani firmerai l\u2019atlantismo, l\u2019europeismo, l\u2019ambientalismo, il gender. Il meccanismo \u00e8 inaugurato: la cultura sotto condizionale ideologica.<\/p>\n\n\n\n<p>Non firmare, allora, non \u00e8 difendere il fascismo. \u00c8 difendere la forma politica della libert\u00e0. \u00c8 dire che in democrazia non si fanno liste di proscrizione al contrario: non si elencano i buoni per escludere i cattivi. Perch\u00e9 il giorno dopo i buoni decideranno che tu non sei abbastanza buono. L\u2019operazione \u00e8 politicamente raffinata: ammantare di antifascismo un dispositivo illiberale. Chi si oppone al modulo viene accusato di opporsi all\u2019antifascismo. \u00c8 il ricatto perfetto. \u00c8 la truffa lessicale su cui si reggono i totalitarismi morbidi. Ma l\u2019antifascismo vero, quello di Camus, di Silone, di Salvemini, nasceva proprio contro_ lo Stato etico, contro il giuramento, contro l\u2019obbligo di adesione. Nasceva per difendere il diritto dell\u2019individuo a non essere schedato nell\u2019anima. Pretendere oggi la firma \u00e8 tradire quell\u2019antifascismo. \u00c8 usare il cadavere del fascismo per legittimare il vivente conformismo ideologico.<\/p>\n\n\n\n<p>Scriveva Gu\u00e9non: \u201cLo spirito tradizionale non pu\u00f2 morire, ma pu\u00f2 ritirarsi interamente dal mondo esterno e allora sar\u00e0 veramente la \u2018fine di un mondo\u2019\u201d. Il modulo \u00e8 il segnale che lo spirito della libert\u00e0 si sta ritirando. Perch\u00e9 dove c\u2019\u00e8 obbligo di dichiarazione, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 spirito: c\u2019\u00e8 apparato. Che fare, dunque? Disobbedire. Non firmare \u00e8, oggi, l\u2019atto politico pi\u00f9 antifascista e pi\u00f9 liberale che si possa compiere. \u00c8 rifiutare la pianificazione delle coscienze. \u00c8 spezzare la catena per cui la cultura diventa filiale del Ministero della Verit\u00e0. La soluzione non \u00e8 trattare. Non \u00e8 firmare con riserva. \u00c8 rompere il tavolo. \u00c8 costringere la Fiera, il sistema a scegliere: o la libert\u00e0 senza aggettivi o la maschera ideologica di fatto. Perch\u00e9 una cultura \u201cpi\u00f9 libera\u201d che chiede il certificato di libert\u00e0 \u00e8 come una pace che chiede la guerra preventiva. Una contraddizione che uccide.<\/p>\n\n\n\n<p>La cultura deve essere libera perch\u00e9 rischiosa. Deve essere libera perch\u00e9 tragica, perch\u00e9 contraddittoria, perch\u00e9 non allineata. Deve poter contenere Dostoevskij e C\u00e9line, Heidegger e Levi, Pasolini e Brasillach, senza che nessuno chieda prima la tessera dell\u2019anima. Firmare \u00e8 un atto illiberale perch\u00e9 trasforma il cittadino in suddetto, l\u2019editore in concessionario, il libro in pratica da bollare. \u00c8 illiberale perch\u00e9 sostituisce il conflitto delle idee con la certificazione delle idee. \u00c8 illiberale perch\u00e9 uccide il dubbio, e senza dubbio non c\u2019\u00e8 n\u00e9 democrazia n\u00e9 cultura. C\u2019\u00e8 solo amministrazione. Siamo liberi. Fino in fondo. Il Cavaliere di D\u00fcrer non firmava lasciapassare. Attraversava la Morte e il Diavolo senza chiedere permesso. La cultura, se vuole salvarsi, deve tornare a cavalcare. Senza moduli. Senza paure. Senza padroni. Il resto \u00e8 supponenza. Il resto \u00e8 fine. \u00c8 in gioco la libert\u00e0 della cultura e quando la cultura viene a essere condizionata non \u00e8 pi\u00f9 tale perch\u00e9 \u00e8 ricatto. Al ricatto si risponde con la libert\u00e0 del pensiero. Non pu\u00f2 essere condizionabile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Firmare \u00e8 un atto illiberale\u00a0\u00a0 Pierfranco Bruni\u00a0 Da dove si inizia quando l&#8217;ideologia prende il sopravvento? 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