{"id":92364,"date":"2026-06-19T08:16:06","date_gmt":"2026-06-19T08:16:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=92364"},"modified":"2026-06-19T08:16:07","modified_gmt":"2026-06-19T08:16:07","slug":"maurice-merleau-ponty-il-filosofo-del-superamento-della-dialettica-che-porta-socrate-in-piazza-oggi-andrebbe-riletto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=92364","title":{"rendered":"Maurice Merleau-Ponty. Il filosofo del superamento della dialettica che porta Socrate in piazza.\u00a0 Oggi andrebbe riletto"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Pierfranco Bruni\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000275257.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000275257-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-92365\" style=\"width:330px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000275257-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000275257-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000275257-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000275257-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000275257-2048x1536.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Tutto ci\u00f2 che sono \u00e8 qui. Dove c&#8217;\u00e8 la mia presenza l\u00ec ci sono. La presenza come radicamento nella coscienza \u00e8 conoscenza dell&#8217;assenza. Una contraddizione che lascia il segno e il segno \u00e8 la ferita profondo che abitiamo le eredit\u00e0 che ci portiamo sempre dentro. Riflettere autenticamente non \u00e8 ripiegarsi in una camera interna. \u00c8 uscire. \u00c8 consegnarsi. Merleau-Ponty lo scrive con la precisione di chi ha attraversato la fenomenologia senza tradirla: \u201cRiflettere autenticamente significa darsi a se stesso, non come una soggettivit\u00e0 oziosa e recondita, ma come ci\u00f2 che si identifica con la mia presenza al mondo e agli altri come io la realizzo adesso. Io sono come mi vedo, un campo intersoggettivo, non malgrado il mio corpo e la mia storia, ma perch\u00e9 io sono questo corpo e questa situazione storica per mezzo di essi\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Qui la filosofia cessa di essere commento. Diventa postura. L\u2019io non preesiste al mondo per poi abitarlo. L\u2019io accade mentre il mondo accade. La carne non \u00e8 ostacolo alla coscienza. \u00c8 la sua lingua. Il corpo \u00e8 la prima geografia, la storia \u00e8 la prima sintassi. Per questo l\u2019uomo \u00e8 mondo: non perch\u00e9 lo contiene, ma perch\u00e9 \u00e8 contenuto dal suo stesso apparire. La presenza \u00e8 un debito contratto con la luce, con la terra, con gli altri. Non si salda. Si abita.Dire campo intersoggettivo significa spezzare l\u2019idolo del soggetto monade. Non c\u2019\u00e8 un io che osserva da una torre. C\u2019\u00e8 un incrocio. Un chiasma. Gli sguardi si toccano prima delle mani. La mia percezione \u00e8 gi\u00e0 abitata dal volto altrui. Il mondo \u00e8 tra. Tra me e l\u2019albero, tra me e chi passa, tra la mia ferita e la parola che tenta di dirla.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Merleau-Ponty porta Socrate nella piazza e gli toglie il piedistallo dialettico. Non si tratta di definire la giustizia. Si tratta di stare nel mercato, di respirare la polvere, di sentire che la domanda nasce dalla pietra dei templi e dal passo degli uomini. La verit\u00e0 non \u00e8 dietro le cose. \u00c8 nello spessore delle cose. L\u2019ontologia diventa estetica: scienza del sentire. E il sentire \u00e8 sempre con. Cioran entra nella stanza con il suo bisturi: \u201cIl materialismo \u00e8 di per s\u00e9 una filosofia semplicistica. Ma, deludente in ci\u00f2 che afferma, \u00e8 almeno efficace in ci\u00f2 che nega, dato che ogni negazione \u00e8 una via verso la liberazione\u201d.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 elogio. \u00c8 constatazione. Il materialismo non regge quando pretende di spiegare. La materia non basta a dire il tremore. Eppure, quando nega l\u2019oltremondo, quando abbatte i cieli posticci, compie un\u2019opera ascetica. Toglie. E nel togliere libera. Ogni negazione \u00e8 un taglio che lascia passare aria. Il materialismo, senza volerlo, diventa mistica al contrario: svuota il tempio perch\u00e9 si veda che il tempio era vuoto. Cioran non difende la materia. Difende la libert\u00e0 che nasce quando cadono le maschere. La negazione non costruisce. Disinfesta. Dopo, resta il silenzio. E nel silenzio ricomincia il rischio della parola. Proprio su questo si basa il mio prossimo libro.<\/p>\n\n\n\n<p>Merleau-Ponty afferma: io sono mondo, sono corpo, sono storia. Cioran risponde: ogni affermazione \u00e8 sospetta, ma ogni negazione apre. L\u2019uomo come mondo non \u00e8 panteismo consolante. \u00c8 esposizione. Se sono questo corpo, allora sono vulnerabile. Se sono questa storia, allora sono mortale. L\u2019essere-al-mondo non \u00e8 possesso. \u00c8 ferita. Per questo il materialismo, pur nella sua povert\u00e0, serve e nega gli alibi. Toglie la scala che porta fuori dalla carne. Obbliga a restare. E restare \u00e8 gi\u00e0 forma di coraggio. La liberazione di cui parla Cioran non \u00e8 promessa. \u00c8 sottrazione. Libero non \u00e8 chi ha conquistato un altro cielo. Libero \u00e8 chi ha perso anche l\u2019idea di cielo e continua a camminare. L\u2019uomo-mondo di Merleau-Ponty, spogliato dal materialismo di ogni metafisica decorativa, resta nudo. Ma nella nudit\u00e0 ritrova il sacro senza nome: il battito, il respiro, l\u2019altro che mi guarda.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma la soglia non \u00e8 passaggio. \u00c8 luogo. L\u00ec l\u2019uomo \u00e8 mondo perch\u00e9 non ha altro luogo dove stare. L\u00ec la negazione \u00e8 efficace perch\u00e9 non lascia macerie: lascia spazio. Riflettere autenticamente, allora, \u00e8 rimanere sulla soglia con il corpo che pesa e con la storia che sanguina. \u00c8 accettare che la presenza agli altri \u00e8 la sola trascendenza concessa. \u00c8 sapere che ogni volta che dico io ho gi\u00e0 detto noi, ho gi\u00e0 detto terra, ho gi\u00e0 detto tempo. Il materialismo ha negato gli d\u00e8i. Bene. Ma nel vuoto lasciato, Merleau-Ponty vede ancora il volto. Perch\u00e9 il volto non \u00e8 idea. \u00c8 carne che si fa appello. E l\u2019appello non si dimostra. Si raccoglie.<\/p>\n\n\n\n<p>Non c\u2019\u00e8 conclusione in tutto questo. C\u2019\u00e8 il passo successivo. L\u2019uomo come mondo non possiede mappe. Possiede cicatrici. La negazione ha liberato il campo. Il campo resta. Su quel campo si cammina. Riflettere \u00e8 darsi. Darsi \u00e8 esporsi. Esporsi \u00e8 gi\u00e0 essere con gli altri. Il resto \u00e8 commento. E il commento, dopo la carne e dopo la cenere, tace. La cenere \u00e8 ormai, alla mia et\u00e0, nel ginepraio del tempo. Che diventa esilio assoluto. O meglio solitudine che ha la volont\u00e0 del desiderio. Il punto \u00e8 proprio questo. Ci sono dissolvenze che diventano disincanti. \u00c8 qui che il tempo si distrae e occupa la solitudine. La poesia \u00e8 solitudine. La filosofia \u00e8 disegno dell&#8217;anima. Non \u00e8 disciplina. Cioran \u00e8 esempio. Prima lo \u00e8 stato Maurice Merleau-Ponty. Nato a Rochefort-sur-Mer nel 1908 e morto a Parigi nel 1961.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pierfranco Bruni\u00a0 Tutto ci\u00f2 che sono \u00e8 qui. Dove c&#8217;\u00e8 la mia presenza l\u00ec ci sono. 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