{"id":92530,"date":"2026-06-23T12:48:11","date_gmt":"2026-06-23T12:48:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=92530"},"modified":"2026-06-23T12:48:12","modified_gmt":"2026-06-23T12:48:12","slug":"ceronetti-cioran-sgalambro-e-il-sacro-nella-follia-della-modernita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=92530","title":{"rendered":"Ceronetti, Cioran, Sgalambro e il sacro nella follia della modernit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Pierfranco Bruni\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000278123.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000278123-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-92531\" style=\"width:268px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000278123-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000278123-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000278123-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000278123-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000278123-2048x1536.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Ci avviamo verso il centenario della nascita di Guido Ceronetti.&nbsp; Il tragico e l&#8217;esistenza si intrecciano. Come un mosaico di tempo. Come la bellezza nel tempo. Come un tocco nella notte che riesce a misurare il tempo. E il resto?&nbsp; \u00abL&#8217;uomo \u00e8 degenerato. La bellezza gli bussa alla porta ma \u00e8 come se in casa non ci fosse nessuno\u00bb. L&#8217;intensit\u00e0 della solitudine \u00e8 nell\u2019aver scelto di restare a casa e osservando dal davanzale cosa \u00e8 rimasto ormai per le strade. Cosa \u00e8 rimasto di interessante per permetterci di restare oltre la soglia? Guido Ceronetti. Ha scelto di non appartenere alla cultura. Perch\u00e9 ha capito che l\u2019intellettuale, oggi, \u00e8 un funzionario del nulla. E allora si fa marionettista, vive il teatro delle marionette, traduttore, viandante. \u00abPer le strade della Vergine\u00bb non \u00e8 un libro. \u00c8 un cammino. \u00c8 la teologia che si fa randagia, che esce dai templi e chiede l\u2019elemosina di senso alle periferie dell\u2019anima. Dentro questa periferia c&#8217;\u00e8 il silenzio al quale dovremmo legarci.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La follia della modernit\u00e0 \u00e8 tutta qui: aver smarrito il sacro e averlo sostituito con l\u2019igiene o con l&#8217;ecologismo Aver barattato il mito con la statistica. Aver ridotto il tragico a problema tecnico. Ceronetti lo sa. Per questo la sua eleganza non \u00e8 stile. \u00c8&nbsp; un tragico profondo. \u00c8 lutto. \u00c8 il nero che si porta quando la parola \u00e8 stata profanata. Scrive con la febbre di chi ha visto il disfacimento e non vuole mentire. La disfatta \u00e8 gi\u00e0 avvenuta. Non nel futuro. Nell\u2019origine. Siamo postumi di noi stessi. Il relativismo non \u00e8 una libert\u00e0. \u00c8 l\u2019ultima maschera del potere. Quando tutto \u00e8 uguale, nulla \u00e8 pi\u00f9 sacro. Quando ogni verit\u00e0 \u00e8 opinione, l\u2019uomo \u00e8 gi\u00e0 servo. Ceronetti lo grida nei suoi \u00abTaccuini\u00bb e lo sussurra nelle sue traduzioni. Il mito non \u00e8 favola. \u00c8 la lingua che l\u2019uomo parla prima della storia. \u00c8 Antigone che seppellisce il fratello contro la legge di Creonte. \u00c8 il sacro che irrompe e spezza l\u2019algebra della polis.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ceronetti: \u00abI demoni non sono pi\u00f9 esclusivi abitatori di rovine. Hanno capito che questa civilt\u00e0 \u00e8 tutta un immenso brulicare di rovine, perch\u00e9 riflette l&#8217;uomo nella sua integrit\u00e0 di male\u00bb. Oggi abbiamo ucciso il mito e lo abbiamo sostituito con le narrazioni. Ma le narrazioni consolano. Il mito ferisce. Il mito chiede sangue. Chiede che tu metta in gioco la vita. Per questo la modernit\u00e0 \u00e8 folle: ha espulso il tragico e si stupisce che resti solo il panico. Ha espulso il tempo e si stupisce che resti solo l\u2019attimo. Ha espulso l\u2019ironia e si stupisce che resti solo il sarcasmo. \u00abOgni libro \u00e8 la storia della propria vita\u00bb. Scrive Stendhal. Ceronetti pone come apertura questa frase. Qual \u00e8 il punto? Non si scrive per dire. Si scrive per essere. \u00abIl rosso e il nero\u00bb non \u00e8 solo un&nbsp; romanzo. \u00c8 autobiografia travestita da secolo. Julien Sorel \u00e8 Stendhal senza talento. \u00c8 Stendhal se la storia lo avesse condannato alla provincia. Ecco il punto: la letteratura, quando \u00e8 vera, \u00e8 sempre indiscreta. Racconta ci\u00f2 che la filosofia tace. Che l\u2019uomo non \u00e8 ragione. \u00c8 vanit\u00e0, \u00e8 desiderio, \u00e8 tempo che si consuma. Stendhal \u00e8 moderno perch\u00e9 \u00e8 tragico senza saperlo. Perch\u00e9 cerca la felicit\u00e0 e trova la scrittura. Perch\u00e9 insegue l\u2019energia e inciampa nell\u2019ironia. L\u2019ironia \u00e8 la piet\u00e0 degli intelligenti. \u00c8 il modo che ha il tragico di non diventare patetico.<\/p>\n\n\n\n<p>Emil Cioran \u00e8 il monaco dell\u2019impossibile. Ha preso il tragico greco e gli ha tolto gli d\u00e8i. \u00c8 rimasto il grido. \u00abSommario di decomposizione\u00bb, :L\u2019inconveniente di essere nati\u00bb: titoli che sono gi\u00e0 teologia negativa. Cioran non bestemmia. Constata. Dice che esistere \u00e8 un abuso, che la coscienza \u00e8 una malattia, che il tempo \u00e8 la ferita che non si chiude. Sottolinea Ceronetti: \u00abCioran, lo squartatore misericordioso\u00bb. Eppure Cioran \u00e8 elegante. Perch\u00e9 l\u2019eleganza \u00e8 l\u2019ultima forma di preghiera quando Dio \u00e8 morto. \u00c8 scrivere bene sul nulla. \u00c8 curare la frase mentre il mondo crolla. \u00c8 l\u2019etica di chi non crede pi\u00f9 all\u2019etica. Sgalambro lo ha capito. Per questo lo amava. Perch\u00e9 Sgalambro \u00e8 Cioran che ha studiato teologia. \u00c8 il nichilismo che si fa sistema, che si fa \u00abTrattato dell\u2019empiet\u00e0\u00bb, che si fa \u00abLa morte del sole\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Manlio Sgalambro \u00e8&nbsp; l\u2019antifilosofo che la filosofia meritava. Ha capito che pensare, oggi, \u00e8 un atto di cattivo gusto. Che le idee sono pettegolezzi. Che la verit\u00e0 \u00e8 un\u2019infezione. E allora ha scelto l\u2019eleganza. Ha scelto di vestirsi bene per il funerale dell\u2019Occidente. Sgalambro: \u00abIl primo venuto che vuol dire la sua vanta il diritto all&#8217;autonomo pensiero a cui \u00e8 stato educato. Lasciate che parli: si impiccher\u00e0 da s\u00e9\u00bb. L\u2019eleganza di Sgalambro non \u00e8 dandismo. \u00c8 metafisica. \u00c8 sapere che tutto \u00e8 perduto e comportarsi come se nulla fosse. \u00c8 scrivere \u00abTrattato dell\u2019et\u00e0\u00bb quando l\u2019et\u00e0 non ha pi\u00f9 trattati. \u00c8 l\u2019ironia portata all\u2019incandescenza. Si potrebbe affermare che ridere \u00e8&nbsp; un pianto che potrebbe diventare servile.&nbsp; Sgalambro \u00e8 il punto in cui Ceronetti e Cioran si incontrano. Ha il sacro di Ceronetti ma senza Dio. Ha il tragico di Cioran ma con stile. Ha capito che dopo la disfatta resta una cosa sola: la forma. La sintassi come ultima resistenza. La parola esatta come ultimo rito.<\/p>\n\n\n\n<p>In \u00abPer le strade della Vergine\u00bb. Ceronetti cerca ci\u00f2 che la modernit\u00e0 ha smarrito: l\u2019attesa. La Vergine \u00e8 il tempo che non si consuma. \u00c8 il femminile che non si possiede. \u00c8 il sacro che non si amministra. La modernit\u00e0 \u00e8 folle perch\u00e9 ha violato l\u2019attesa. Ha trasformato il desiderio in diritto o forse in dovere, il mistero in trasparenza, il tempo in scadenza. Il tempo, per i greci, era kair\u00f3s e chr\u00f3nos. Era occasione e durata. Oggi \u00e8 solo agenda. Per questo non abbiamo pi\u00f9 tragico. Il tragico vuole tempo. Vuole che Edipo impieghi una vita a capire di essere Edipo. Vogliamo sapere la fine senza attraversare il mezzo. Ma senza mezzo non c\u2019\u00e8 catarsi. C\u2019\u00e8 solo noia. Perch\u00e9 \u00abUn uomo&nbsp;che viene lodato&nbsp;\u00e8 un uomo&nbsp;che viene messo in catene (Ceronetti).<\/p>\n\n\n\n<p>Ceronetti, Cioran, Sgalambro. Tre modi di abitare la disfatta. Ceronetti con la piet\u00e0. Cioran con la bestemmia. Sgalambro con l\u2019eleganza. Tre modi di dire che la modernit\u00e0 \u00e8 folle perch\u00e9 ha creduto di poter fare a meno del mito, del sacro, del tragico. Il relativismo ci ha tolto il volto. Il mito ce lo restituisce. Ma il mito chiede un prezzo. Chiede che tu accetti di non essere tutto. Che accetti il limite, la ferita, l\u2019ombra. Chiede che tu sappia che ogni libro \u00e8 la storia della propria vita e che la vita, senza ironia, \u00e8 insopportabile. Resta l\u2019eleganza. Non come estetica. Come etica. Come ultimo modo di stare al mondo quando il mondo non sta pi\u00f9. Resta la parola esatta, la frase che non mente, il pensiero che non consola. Resta la soglia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ceronetti: \u00abNessuno \u00e8 perso, nell&#8217;infinito. Terribile \u00e8 perdersi, sentire di essere persi, nel finito\u00bb. E sulla soglia, sempre, c\u2019\u00e8 un uomo che scrive. Che scrive perch\u00e9 scrivere \u00e8 l\u2019unico modo di non disertare. Che scrive perch\u00e9, come diceva Stendhal, \u00abla beaut\u00e9 n\u2019est que la promesse du bonheur. E in questa disfatta di promesse abbiamo bisogno. Non per illuderci. Per resistere non dimenticando di ripetersi che \u00abLa bellezza non \u00e8 altro che la promessa della felicit\u00e0\u00bb. La felicit\u00e0? La gioia?&nbsp; Ma \u00abDare gioia \u00e8 un mestiere duro\u00bb. Guido Ceronetti&nbsp;\u00e8 mato il 1927&nbsp; e scomparso il 2018.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pierfranco Bruni\u00a0 Ci avviamo verso il centenario della nascita di Guido Ceronetti.&nbsp; Il tragico e l&#8217;esistenza si intrecciano. Come un [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-92530","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cultura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/92530","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=92530"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/92530\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":92532,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/92530\/revisions\/92532"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=92530"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=92530"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=92530"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}