{"id":92548,"date":"2026-06-23T20:59:54","date_gmt":"2026-06-23T20:59:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=92548"},"modified":"2026-06-23T20:59:54","modified_gmt":"2026-06-23T20:59:54","slug":"se-nietzsche-e-marx-si-davano-la-mano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=92548","title":{"rendered":"Se Nietzsche e Marx si davano la mano.\u00a0"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>La tragedia, la materia e l\u2019anima che abitano le radici. A Grottaglie il 30 giugno. Una filosofia della conoscenza\u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000278375.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"536\" height=\"776\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000278375.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-92549\" style=\"width:302px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000278375.jpg 536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000278375-207x300.jpg 207w\" sizes=\"(max-width: 536px) 100vw, 536px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em>Pierfranco Bruni\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Sacrificare il mondo reale? Nietzsche e Marx si davano la mano. Di questo si discuter\u00e0 a Grottaglie il prossimo 30 maggio con un incontro organizzato dal Centro Studi Giuseppe Battista diretto da Ciro Marseglia. Non nella storia. Nella dialettica e nella metafisica. Non sul terreno della prassi, ma sul crinale del tragico. Uno ha annunciato la morte di Dio. L\u2019altro la morte dell\u2019uomo alienato. Entrambi hanno smascherato il secolo. Entrambi hanno avuto a che fare con Hegel perch\u00e9 Hegel aveva riconciliato. E la riconciliazione \u00e8 la tomba della filosofia. Marcello Veneziani mettendo nel \u00abcerchio\u00bb&nbsp; Nietzsche e Marx li ha pensati insieme perch\u00e9 ha capito che la destra e la sinistra sono categorie del finito. L\u2019anima \u00e8 infinita. E nell\u2019infinito nessuno \u00e8 perso. \u00c8 nel finito che perdersi \u00e8 terribile. E Veneziani abita il finito con l\u2019eleganza di chi sa che la lode \u00e8 catena. Il suo \u00e8 un percorso che attraversa generazioni: non ideologia, ma destino. Non partito, ma mito.&nbsp; Una filosofia della conoscenza e non certamente hegeliana. Perch\u00e9 Hegel chiude. Sistema. Assolve. Qui invece tutto resta aperto. Tutto \u00e8 ferita. Tutto \u00e8 contraddizione nell\u2019affascinamento tra il dubbio e la visione di un\u2019ipotetica certezza. Qui la filosofia \u00e8. Quando non concilia. Quando sanguina. Marcello Veneziani nel suo \u00abNietzsche e Marx si davano la mano\u00bb, Marsilio, fa un attento richiamo all&#8217;uomo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La tradizione \u00e8 un centro in cui il labirinto \u00e8 richiamo al focolare domestico come avrebbe detto Eliade. Tradurre la tradizione in memoria non \u00e8 trasportare parole. \u00c8 custodire il sacro. \u00c8 sapere che ogni lingua \u00e8 una patria e che ogni esilio \u00e8 una lingua perduta. Il labirinto non \u00e8 prigione. \u00c8 tempio. \u00c8 il luogo dove il Minotauro non \u00e8 mostro, ma enigma. E l\u2019enigma, se lo affronti, diventa casa. Eliade lo sapeva: il centro \u00e8 ovunque. Il focolare \u00e8 dove l\u2019uomo accende il fuoco del mito. E il mito, oggi, \u00e8 tradurre. Tradurre Nietzsche in Marx. Tradurre il tragico in storico. Tradurre la disfatta in eleganza. Perch\u00e9 senza traduzione resta solo la barbarie. Restano solo gli uomini che rendono i popoli barbari perch\u00e9 scambiano la propria certezza per verit\u00e0. Il tempo e la cultura identitaria diventano luoghi del sapere dell\u2019anima. Non folklore. Non museo. Non slogan. L\u2019identit\u00e0 non \u00e8 documento. \u00c8 memoria. \u00c8 radice. E richiamare le radici \u00e8 metafisica dell\u2019anima. La modernit\u00e0 ha barattato il tempo con l\u2019attimo. Ha barattato la cultura con il consumo. Ha barattato l\u2019anima con l\u2019algoritmo. E ha chiamato questo progresso. Ma il progresso senza memoria \u00e8 barbarie che si fa legge. \u00c8 assolutismo che si fa tolleranza. \u00c8 menzogna che si fa consenso.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019anima sa. Sa che il tempo \u00e8 una follia negli attimi solo quando l\u2019attimo rinnega l\u2019eterno. Sa che la cultura \u00e8 identitaria solo quando l\u2019identit\u00e0 \u00e8 apertura, non chiusura. Quando \u00e8 focolare, non filo spinato. Quando \u00e8 traduzione, non monologo. Quando \u00e8 bellezza che promette la felicit\u00e0 senza garantirla. Un vissuto che \u00e8 un confronto non dialettico ma metafisico e qui vengono fuori le differenze tra esistenza tragica e materialismo storico. La dialettica hegeliana vuole la sintesi. Vuole l\u2019Aufhebung. Vuole la pacificazione. Ma Nietzsche non si pacifica. Marx non si pacifica. Veneziani non si pacifica. L\u2019esistenza tragica dice: l\u2019uomo \u00e8 l\u2019animale che sa di morire e canta lo stesso. Il materialismo storico dice: l\u2019uomo \u00e8 l\u2019animale che produce e sar\u00e0 libero quando non produrr\u00e0 pi\u00f9 per altri. Uno guarda il cielo. L\u2019altro guarda la terra. Uno vede la morte del sole. L\u2019altro vede la rivoluzione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma entrambi sanno che la verit\u00e0 non \u00e8 certezza. \u00c8 dubbio della certezza. Entrambi sanno che ogni assolutismo diventa menzogna. Entrambi sanno che la lode \u00e8 catena. E qui si danno la mano. Non per fondare un sistema. Per testimoniare un naufragio. Per dire che la filosofia, se non \u00e8 contraddizione, non \u00e8. La bellezza e il sottosuolo. Dostoevskij nel sottosuolo. Cioran nell\u2019insonnia. Sgalambro nell\u2019empiet\u00e0. Ceronetti per le strade della Vergine. Il sottosuolo \u00e8 dove la bellezza si rifugia quando il mondo diventa decorazione. \u00c8 dove la parola non \u00e8 lode, ma confessione. \u00c8 dove l\u2019onore \u00e8 destino del silenzio. La bellezza non sta nei palazzi. Sta nelle rovine. Perch\u00e9 la visione delle rovine e delle macerie \u00e8 il ricordo che una volta c\u2019\u00e8 stata vita\u2026 ci sono stati gli uomini i popoli o meglio la civilt\u00e0. La bellezza promette la felicit\u00e0 e mostra la disfatta. E proprio per questo \u00e8 vera. Perch\u00e9 non mente. Perch\u00e9 non tradisce. Perch\u00e9 \u00e8 ci\u00f2 che non \u00e8 menzogna e tanto meno tradimento.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma memoria e il ricordo? Non sono archivio. Sono etica. Sono metafisica. Sono l\u2019unico antidoto all\u2019abuso dell\u2019idea. Perch\u00e9 l\u2019idea, quando si fa ideologia, diventa polizia. Diventa gulag. Diventa mercato. La memoria \u00e8 Antigone che seppellisce il fratello contro la legge della citt\u00e0. \u00c8 Socrate che beve la cicuta contro la legge del consenso. \u00c8 l\u2019uomo che ha dignit\u00e0 e vive il destino del silenzio perch\u00e9 sa cosa \u00e8 l\u2019onore. \u00c8 colui che non ha dimenticato perch\u00e9 non ha mai smesso di essere uomo. E allora si pu\u00f2 vivere senza verit\u00e0 o senza la certezza della verit\u00e0? Si pu\u00f2. Ma \u00e8 vivere da sonnambuli. \u00c8 vivere nel finito sentendosi persi. \u00c8 vivere nel tempo come follia di attimi. Occorrerebbe vivere come se non fossimo ancora nati? Ma siamo nati. E allora restiamo. Restiamo con l\u2019obbligo di comprometterci con la ragione, sapendo che la ragione non salva. Restiamo con l\u2019eleganza di chi non tradisce, sapendo che la fedelt\u00e0 non sar\u00e0 lodata.<\/p>\n\n\n\n<p>Nietzsche e Marx si davano la mano sul bordo dell\u2019abisso. Non per salvarsi. Per guardarlo. Per dire che l\u2019abisso, se lo guardi, ti guarda. E che quello sguardo \u00e8 gi\u00e0 filosofia. \u00c8 gi\u00e0 anima. \u00c8 gi\u00e0 patria. Richiamare le radici \u00e8 metafisica dell\u2019anima perch\u00e9 le radici non sono passato. Sono promessa. Sono il focolare domestico che Eliade riconosceva nell&#8217;attraversamento del labirinto. Sono il centro che \u00e8 ovunque. Sono l\u2019infinito che irrompe nel finito e dice: qui nessuno \u00e8 perso. E finch\u00e9 c\u2019\u00e8 un uomo che scrive, che traduce, che ricorda, che custodisce la bellezza nel sottosuolo, la civilt\u00e0 non \u00e8 morta. \u00c8 in esilio. Ma l\u2019esilio, per chi ha dignit\u00e0, \u00e8 gi\u00e0 casa. \u00c8 gi\u00e0 verit\u00e0. \u00c8 gi\u00e0 eternit\u00e0. Mi sembra che potrebbe essere una strada percorribile nella lettura del libro di Veneziani. Perch\u00e9 come egli stesso afferma: \u00ab&#8230;restituire vita e umanit\u00e0 ai due autori, un invito ai lettori di sponde rivali, se esistono ancora sponde, a riconoscersi reciprocamente, a parlarsi e confrontarsi\u00bb. Nietzsche e Marx dunque? Si davano la mano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La tragedia, la materia e l\u2019anima che abitano le radici. A Grottaglie il 30 giugno. 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