{"id":92855,"date":"2026-06-29T13:52:24","date_gmt":"2026-06-29T13:52:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=92855"},"modified":"2026-06-29T13:52:24","modified_gmt":"2026-06-29T13:52:24","slug":"filosofia-della-romania","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=92855","title":{"rendered":"Filosofia della Romania."},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Fantasmi romeni di Carolina Vincenti.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019esilio come viaggio, la nostalgia come tempo, il tragico come scena a Polignano a Mare\u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000282182.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000282182-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-92856\" style=\"width:304px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000282182-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000282182-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000282182-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000282182-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/1000282182-2048x1536.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em>Pierfranco Bruni\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il titolo traccia e crea immaginari che sono&nbsp; gi\u00e0 destino: \u00abFantasmi romeni\u00bb, La Lepre Edizioni, pagg. 112.&nbsp; Carolina Vincenti apre il suo libro con una lettera. Non a un lettore. A un figlio che torna alle radici. La Romania non \u00e8 cartografia. \u00c8 memoria frammentata. \u00c8 diaspora che non \u00e8 dispersione. \u00c8 viaggio che pone al centro il proprio essere e la propria consapevolezza. I dieci ritratti sono figure sospese tra Oriente e Occidente. Li accomuna l\u2019esilio. Ma l\u2019esilio, in Vincenti, non \u00e8 pena. \u00c8 un metodo. Anzi una ermeneutica. \u00c8 un&nbsp; modo di rispondere alla domanda: chi si \u00e8, da dove si viene, quale lingua si parla nei sogni. Con quale linguaggio arrivano i sogni nelle notti in cui il ricordo della Romania si fa memoria. Metafisica della memoria.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019esule \u00e8 l\u2019uomo che non ha casa e per questo costruisce necessari archivi nel tempo. Il conforto dei ricordi \u00e8 filo. La nostalgia vive nei particolari: una casa, il profumo di un albero, la strada Mantuleasa di Eliade. Appartenere \u00e8 un balsamo che genera benessere. L&#8217;appartenenza \u00e8 un&nbsp; riferimento di un nostos che resta aggrovigliato all&#8217;anima. Carolina Vincenti struttura il libro come matrioska. Romania dentro l\u2019esule. Esule dentro la lingua. Lingua dentro il sogno. Una impalcatura dunque a mosaico e ogni tassello ha il suo immaginario in cui l&#8217;onirico \u00e8 attesa.&nbsp; Il caleidoscopio ha nomi. Cioran, genio e fl\u00e2neur fallito. Sergiu Celibidache, idolatrato e ostile alle registrazioni. Brancusi, avanguardia che tace. Paul Celan, poeta dell\u2019agonia sublime. Panait Istrati, Gor\u2019kij dei Balcani. Con loro Mircea Eliade, storico delle religioni e poeta. Con loro Ioan Petru Culianu, gnostico ucciso all\u2019apice. Uno scenario dentro l\u2019esistere che \u00e8 tempo e vissuto. Perch\u00e9 ogni nome \u00e8 scena. Ogni scena \u00e8 esilio. Ogni esilio \u00e8 ricerca di identit\u00e0. Il punto centrale \u00e8 proprio questo.<\/p>\n\n\n\n<p>Mircea Eliade e Emil Cioran sono i due poli. Eliade viaggia tra Oriente e Occidente. India, Portogallo, America. Il suo tema \u00e8 il sacro. Smantella il profano e ritrova il religioso sotto false vesti. Per Eliade non esiste societ\u00e0 areligiosa. Il mito sopravvive travestito. Restano gli archetipi che incidono segni. Indefinibile e infiniti. Cioran si ritira a Parigi. Quartiere latino. Insonnia. Stile. Il suo tema \u00e8 il nulla. \u00c8 estetica del fallimento. \u00c8 prosa che brucia la metafisica. \u00c8 fl\u00e2neur che non crede. Appunto \u00e8 un tracciato in tragico di utopia. Due romeni. Due esili. Eliade cerca il centro. Cioran abita il bordo. Eliade scrive per ritrovare. Cioran scrive per perdere. Eppure l\u2019amicizia regge pi\u00f9 del fuoco. Perch\u00e9 l\u2019esilio \u00e8 patria pi\u00f9 forte della patria. Radice intrecciato a radici.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019esilio romeno del Novecento \u00e8 un&nbsp; fenomeno letterario e filosofico. \u00c8&nbsp; metamorfosi e bilinguismo. L\u2019uomo lascia la lingua madre e trova un\u2019altra lingua. E in quella frattura nasce il pensiero. Non le idee o l&#8217;idea. Il pensiero. \u00c8 ben altra cosa dell&#8217;idea. Cioran smette il romeno nel 1947. Scrive solo in francese. Ma dice: il meglio della dottrina \u00e8 in romeno. Ricirdo \u00abAl culmine della disperazione\u00bb. \u00c8 il suo libro chiave. L\u2019esilio \u00e8 tempo. \u00c8 tempo della nostalgia che non guarda indietro. Guarda dentro. \u00c8 viaggio tra ricerca e consapevolezza filosofica. \u00c8 Romania ascoltata da chi l\u2019ha perduta. Ci\u00f2 che si perde ritorna sotto altri immaginari.<\/p>\n\n\n\n<p>Carolina Vincenti \u00e8 nata a Bucarest, cresciuta a Beirut, vive a Roma. \u00c8 tre citt\u00e0 in una. \u00c8 identit\u00e0 stratificata. Cammina per Bucarest con i fantasmi come lari tutelari. I fantasmi rendono le citt\u00e0 vere pi\u00f9 dei vivi. E tutto in una elegante nobilt\u00e0 che rende l&#8217;estetica la bellezza dei giorni.<\/p>\n\n\n\n<p>La cultura romena \u00e8 sommersa e mai perduta. \u00c8 Cantemir, principe orientalista di confine. \u00c8 Elena Ghica, archeologa con rivoltella che entra nel Monte Athos proibito alle donne. \u00c8 Marta Bibescu, musa proustiana. In una profezia che \u00e8 ricerca profonda del perduto in sentiero ritrovato. Le radici non sono solo terra. Sono la lingua dei sogni. Sono domande che l\u2019esule porta con s\u00e9. Il senso del tragico incide in una cultura della teatralit\u00e0. I romeni a Parigi sono tre volti del destino europeo: il sacro, il nulla, l\u2019assurdo. Eliade, Cioran, Ionesco. Affascinanti viaggi nel misterioso che incantata. Il tragico \u00e8 sapere che l\u2019esilio \u00e8 rifugio e pericolo. \u00c8 solidariet\u00e0 e ombra. \u00c8 patto di silenzio tra chi ha vissuto un secolo e lo ha attraversato come epoca. La teatralit\u00e0 \u00e8 gesto. Brancusi non parla di s\u00e9. Celibidache non registra. Celan scrive l\u2019agonia. Ogni vita \u00e8 messa in scena. Ogni scena \u00e8 confessione senza pubblico e questa confessione diventa un vero e proprio genero letterario. Comunque Vincenti scava tra radici e identit\u00e0. Non trova marmo. Trova ombre. E le ombre parlano. Dicono che l\u2019esilio non \u00e8 fine. \u00c8 inizio. Che la nostalgia non \u00e8 lutto. \u00c8 bussola. Che il tragico non \u00e8 caduta. \u00c8 scena.<\/p>\n\n\n\n<p>La Romania di Vincenti \u00e8 racconto corale. \u00c8 dieci vite che dicono una sola cosa: si pu\u00f2 perdere il paese e ritrovare la voce. Si pu\u00f2 essere senza casa e avere stile. Si pu\u00f2 essere esuli e restare maestri di vita e di conoscenza. L&#8217;eleganza della sapere \u00e8 nella accettazione perch\u00e9 l&#8217;accettazione non \u00e8 rassegnazione ma consapevolezza. E questo, nel tempo della modernit\u00e0 che cancella, \u00e8 atto di resistenza. \u00c8 poesia. Infatti. Il frammento \u00e8 un vivere nel pensare il linguaggio delle radici. Le vere radici sono appunto nella \u00abragione poetica\u00bb che Carolina Vincenti pone come vento rumeno che ha conosciuto Ovidio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>#Il libro sar\u00e0 occasione di incontro a Polignano a Mare il prossimo 11 Luglio in una conversazione tra Carolina Vincenti e Pierfranco Bruni&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fantasmi romeni di Carolina Vincenti. L\u2019esilio come viaggio, la nostalgia come tempo, il tragico come scena a Polignano a Mare\u00a0 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[22],"tags":[],"class_list":["post-92855","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-libros-y-revistas-literatura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/92855","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=92855"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/92855\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":92857,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/92855\/revisions\/92857"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=92855"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=92855"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=92855"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}