{"id":93209,"date":"2026-07-06T07:16:24","date_gmt":"2026-07-06T07:16:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=93209"},"modified":"2026-07-06T07:16:25","modified_gmt":"2026-07-06T07:16:25","slug":"il-diplomatico-di-hemingway","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=93209","title":{"rendered":"Il diplomatico di Hemingway"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Giuseppe Greppi, diplomatico centenario tra Metternich e la Grande Guerra, personaggio di \u00abAddio alle armi\u00bb<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/1863-Constantinopoli-Giuseppe-Greppi-Reggente-della-Legazione-fonte-Immaginario-diplomatico.jpeg\"><img decoding=\"async\" width=\"633\" height=\"1024\" data-id=\"93210\" 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Non era un personaggio immaginario. Era il conte Giuseppe Greppi di Bussero e Corneliano, che Hemingway aveva conosciuto di persona durante la sua convalescenza a Milano nell&#8217;autunno del 1918<\/p>\n\n\n\n<p>Il conte Giuseppe Greppi di Bussero e Corneliano, nato a Milano il 25 marzo 1819 e morto a Roma l\u20198 maggio 1921 all\u2019et\u00e0 di centodue anni, fu uno degli ultimi grandi diplomatici della tradizione ottocentesca europea: nobile, ambasciatore, studioso, saggista. Una figura che attravers\u00f2 per intero il lungo Ottocento, dalle legazioni austriache alle aule del Senato del Regno d\u2019Italia. La sua vita ha la dimensione di un\u2019era geologica: nacque nell\u2019Europa della Restaurazione e mor\u00ec nell\u2019Europa uscita dal primo conflitto mondiale.<\/p>\n\n\n\n<p>Aveva intrapreso la carriera nel 1842, fresco di laurea in giurisprudenza conseguita all\u2019Universit\u00e0 di Pavia, come addetto dell\u2019ambasciata austriaca presso la Santa Sede. Pass\u00f2 poi alla Cancelleria di Stato di Vienna, dove collabor\u00f2 con il principe di Metternich. Le Cinque Giornate di Milano del 1848 segnarono la svolta decisiva: abbandon\u00f2 il servizio imperiale, si trasfer\u00ec a Torino e ader\u00ec all\u2019ambiente liberale piemontese, frequentando Cavour, Massimo d\u2019Azeglio, Vincenzo Gioberti. Nel settembre 1859, con il Risorgimento al suo compimento, entr\u00f2 nel corpo diplomatico del Regno di Sardegna.<\/p>\n\n\n\n<p>La carriera italiana lo port\u00f2 a Londra, Berlino, Atene, Costantinopoli, dove resse la legazione come incaricato d\u2019affari, poi a Stoccarda, Monaco di Baviera, Madrid. Nel 1883, per nomina del Ministro degli Affari Esteri Pasquale Stanislao Mancini, fu destinato come ambasciatore a San Pietroburgo: l\u2019apice di una vicenda diplomatica che aveva attraversato quattro decenni e le cancellerie di mezza Europa. Un dispaccio dell\u2019ambasciatore britannico a Roma del 1886 lo defin\u00ec \u00abdecano dei diplomatici italiani per esperienza e moderazione\u00bb. Collocato a riposo nel 1888, fu nominato senatore del Regno d\u2019Italia il 20 novembre 1891, nella categoria dei diplomatici di lungo servizio.<\/p>\n\n\n\n<p>Greppi fu anche storico e saggista di valore. Tra i suoi scritti, le <em>R\u00e9v\u00e9lations diplomatiques sur les relations de la Sardaigne avec l\u2019Autriche et la Russie pendant la premi\u00e8re et la deuxi\u00e8me coalition<\/em> (Paris, Amyot, 1859) e <em>La scuola del diplomatico<\/em> (Milano, 1892) restituiscono un intellettuale di metodo rigoroso, capace di intrecciare la testimonianza diretta con l\u2019analisi storica. La sua figura fu celebrata nel 1919 da Raffaele De Cesare nel volume <em>Il Conte Giuseppe Greppi e i suoi ricordi diplomatici (1842\u20131888)<\/em> (Roma, Tipografia del Senato), pubblicato proprio nell\u2019anno in cui Greppi compiva il suo secolo di vita. De Cesare, che ne aveva seguito per anni le conversazioni e raccolto diari e corrispondenza, descrisse il vecchio ambasciatore come un \u00abfenomeno di conservazione intellettuale e fisica\u00bb: condizioni di spirito e di salute che avrebbero stupito chiunque, e che bastarono a forgiare una leggenda nella Milano del dopoguerra.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu nell\u2019autunno del 1918 che Ernest Hemingway incontr\u00f2 Greppi. Il giovane scrittore americano, giunto in Italia nel giugno 1918 come volontario della Croce Rossa americana con l\u2019incarico di distribuire generi di conforto alle truppe, era rimasto gravemente ferito in luglio nei pressi di Fossalta di Piave, colpito da una granata austriaca: una ferita che gli sarebbe rimasta nel corpo per il resto della vita, sotto forma di centinaia di schegge. Ricoverato a Milano all\u2019ospedale della Croce Rossa, vi trascorse alcuni mesi di convalescenza, durante i quali frequent\u00f2 la societ\u00e0 milanese e incontr\u00f2 il vecchio ambasciatore. La traccia di quell\u2019incontro sarebbe rimasta impressa nella sua memoria letteraria.<\/p>\n\n\n\n<p>Undici anni dopo, nel 1929, <em>A Farewell to Arms<\/em> dedica al diplomatico l\u2019intero capitolo XXXIV, collocando l\u2019incontro a Stresa, sulla riva piemontese del lago Maggiore e dopo la rotta di Caporetto, costruendo un dialogo memorabile sospeso tra il gioco leggero del biliardo e la riflessione grave su guerra, saggezza e morte. Nel romanzo, il conte Greppi ha novantaquattro anni, visto che Hemingway ritocca l&#8217;et\u00e0 per esigenze narrative rispetto ai novantanove che il diplomatico aveva nel 1918, quando i due si incontrarono nella realt\u00e0, e gioca \u00abcon uno stile facile e sicuro che sorprendeva, nella fragile apparenza dei suoi novant&#8217;anni\u00bb. Il suo destino, annota lo scrittore, \u00abera diventare centenario\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Come scrisse l\u2019Amb. Giuseppe Cerulli Irelli in <em>Affari esteri<\/em> (n. 77, 1988, p. 122), Greppi era \u00abriguardato ed osservato come un vivente cimelio di tempi che furono\u00bb: un uomo la cui vita, stratificata come gli anelli di un albero antico, conteneva in s\u00e9 l\u2019intera storia del continente, \u00abavendo attraversato i regni di Carlo Felice, di Carlo Alberto, di Vittorio Emanuele II, di Umberto I\u00bb. Ed \u00e8 proprio questa profondit\u00e0 di esperienza a conferire ai suoi scambi con Hemingway quella qualit\u00e0 particolare che va oltre la semplice conversazione: quando il protagonista gli chiede \u00abChe cosa pensa sinceramente della guerra?\u00bb, il conte risponde con quattro parole: \u00abMi pare una cosa stupida\u00bb. E quando Frederic Henry, sorpreso dalla sua lucidit\u00e0, la confonde con la saggezza, Greppi lo corregge con quella distinzione sottile che separa la rassegnazione dall\u2019intelligenza: \u00abCaro ragazzo, questa non \u00e8 saggezza. \u00c8 cinismo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Di seguito, alcuni estratti del capitolo XXXIV di <em>Addio alle armi<\/em> dedicato all&#8217;incontro tra Frederic Henry e il conte Greppi.<\/p>\n\n\n\n<p>*<\/p>\n\n\n\n<p>Ernest Hemingway, <em>Addio alle armi<\/em> (1929), cap. XXXIV [estratti]<\/p>\n\n\n\n<p><em>Il conte Greppi aveva novantaquattro anni; era stato giovane ai tempi di Metternich e, adesso, era un vecchio signore dai capelli e dai baffi bianchi, pieno di distinzione. Aveva servito in diplomazia sotto l\u2019Austria e poi con l\u2019Italia, e i ricevimenti che dava per i suoi compleanni facevano data nella societ\u00e0 milanese. Il suo destino era diventare centenario. Giocava al biliardo con uno stile facile e sicuro che sorprendeva, nella fragile apparenza dei suoi novant\u2019anni.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Trovai il conte Greppi che registrava da solo i suoi colpi e pareva davvero fragile nella luce che lo colpiva dall\u2019alto. Su un tavolino da gioco, stava un secchiello d\u2019argento, sporgevano di tra il ghiaccio le incollature di due bottiglie di champagne. Il conte Greppi si drizz\u00f2 vedendomi entrare, mi venne incontro e mi stese la mano.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 <em>Sono cos\u00ec contento che sia venuto. \u00c8 molto gentile da parte sua di giocare con me. \u2014 \u00c8 stato molto gentile lei a chiamarmi. \u2014 Come sta? Si \u00e8 ristabilito del tutto? So che \u00e8 rimasto ferito, sull\u2019Isonzo. Spero che sar\u00e0 completamente a posto. \u2014 Sto benissimo, grazie. E per lei sono passati bene questi mesi? \u2014 Oh, io sto sempre bene ma invecchio. Non mi mancano adesso i segni dell\u2019et\u00e0. \u2014 Non riesco a crederlo. \u2014 S\u00ec. Vuole saperne una? Adesso, vede, provo un certo sollievo quando parlo l\u2019italiano. Cerco di farmi forza, ma appena sono un po\u2019 stanco trovo che \u00e8 riposante parlare italiano. \u00c8 un avvertimento che invecchio. \u2014 Parliamo in italiano. Mi sento anch\u2019io un po\u2019 stanco. \u2014 Oh, ma se lei \u00e8 stanco le riuscir\u00e0 pi\u00f9 facile parlare in inglese. \u2014 Americano. \u2014 Gi\u00e0, americano. Parli americano, la prego. \u00c8 una lingua bellissima l\u2019americano.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>[&#8230;] Riprendemmo a giocare, bevendo champagne tra un colpo e l\u2019altro e chiacchierando in italiano, ma poco, tutti intenti al gioco; il conte Greppi fece cento e uno lasciandomi a novantaquattro, e sorrise battendomi un leggero colpo sulla spalla.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 <em>Ora berremo l\u2019altra bottiglia e lei mi parler\u00e0 della guerra. Non volle sedersi prima di me. \u2014 Se parlassimo di qualche cosa d\u2019altro? domandai. \u2014 Non vuole parlare di guerra? Bene. Che cosa ha letto di bello in questi mesi? \u2014 Non ho letto nulla. Temo di diventare cretino. \u2014 Certo no. Ma bisogna leggere.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>[&#8230;] \u2014 Povero ragazzo! Ma nessuno di noi si intende dell\u2019anima. Lei \u00e8 credente? \u2014 Quando \u00e8 buio.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il conte Greppi sorrise, facendo girare il bicchiere tra le dita.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 <em>Io speravo di diventarlo invecchiando, ma non posso dire d\u2019esserci riuscito. E mi spiace molto. \u2014 Desidera di vivere anche dopo la morte? gli domandai. [&#8230;] \u2014 Secondo il genere di vita. Questa d\u2019ora, s\u00ec, a me pare seducentissima. Vorrei viverla sempre. Sorrise. Del resto, ci son gi\u00e0 quasi riuscito.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 <em>Quante cose le sembreranno strane, se invecchier\u00e0 come me. \u2014 Ma lei non ha nulla d\u2019un vecchio. \u2014 S\u00ec, il mio corpo \u00e8 invecchiato. A volte temo che un dito mi si spezzi e cada come un\u2019asticciola di creta. E intanto lo spirito non invecchia. Non \u00e8 molto pi\u00f9 savio di prima. \u2014 Lei \u00e8 pieno di saggezza. \u2014 No, \u00e8 una leggenda la saggezza dei vecchi. Non diventano saggi. Diventano solo prudenti. \u2014 Forse sar\u00e0 questo esser savi? \u2014 Ma \u00e8 molto sgradevole, questo modo di esserlo. Lei che cosa apprezza di pi\u00f9? \u2014 Le persone che amo. \u2014 Anch\u2019io. E non \u00e8 essere savi. \u00c8 attaccato molto alla vita? \u2014 S\u00ec. \u2014 Anch\u2019io. Perch\u00e8 \u00e8 tutto quello che ho.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 <em>Che cosa pensa sinceramente della guerra? gli domandai. \u2014 Mi pare una cosa stupida. \u2014 Chi vincer\u00e0 alla fine? \u2014 L\u2019Italia. \u2014 Perch\u00e9? \u2014 \u00c8 il paese pi\u00f9 giovane. \u2014 Sempre vincono i paesi pi\u00f9 giovani? \u2014 Per un certo tempo s\u00ec, vincono i paesi giovani. \u2014 E dopo? \u2014 Invecchiano. \u2014 E diceva di non essere saggio! \u2014 Caro ragazzo, questa non \u00e8 saggezza. \u00c8 cinismo. \u2014 A me pare saggezza. \u2014 Non esattamente. Potrei citarle anche degli esempi in contrario. Ma non \u00e8 sbagliato del tutto.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>[&#8230;] Il conte Greppi si alz\u00f2.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 <em>Spero che avr\u00e0 molta fortuna. Che sar\u00e0 sempre felice e sano. \u2014 Grazie. Io le auguro di vivere sempre. \u2014 Grazie. \u00c8 quasi fatto. Ma se mai diventer\u00e0 religioso, preghi per me dopo la mia morte. Sto gi\u00e0 incaricandone gli amici. Speravo di diventare credente, ma non \u00e8 stato cos\u00ec.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Credetti d\u2019intravedere un sorriso amaro, ma non ne fui certo; era tanto vecchio, aveva il viso cos\u00ec fitto di rughe, che ogni sorriso impegnava tutti i lineamenti e si perdevano le sfumature.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u2014 <em>Non \u00e8 impossibile ch\u2019io diventi credente. In ogni caso pregher\u00f2 per lei. \u2014 Ho sempre immaginato di aver la fede al momento di morire. Tutti i miei sono morti cos\u00ec; ma non so come, non \u00e8 il mio caso. \u2014 Forse \u00e8 presto per dirlo. \u2014 Forse \u00e8 gi\u00e0 tardi. Forse sono passato al di l\u00e0 dei sentimenti religiosi. \u2014 I miei nascono nel buio. \u2014 Pure \u00e8 innamorato. Non dimentichi che \u00e8 un sentimento religioso. \u2014 Lei crede? \u2014 Certo. Fece un passo verso il tavolino. \u00c8 stato veramente gentile a venire. \u2014 Mi sono divertito moltissimo.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giuseppe Greppi, diplomatico centenario tra Metternich e la Grande Guerra, personaggio di \u00abAddio alle armi\u00bb di Arturo Var\u00e8 Nel capitolo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[22],"tags":[],"class_list":["post-93209","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-libros-y-revistas-literatura"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/93209","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=93209"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/93209\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":93213,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/93209\/revisions\/93213"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=93209"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=93209"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=93209"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}