{"id":9339,"date":"2020-01-25T12:50:08","date_gmt":"2020-01-25T12:50:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=9339"},"modified":"2020-01-26T20:55:49","modified_gmt":"2020-01-26T20:55:49","slug":"quando-i-capitani-di-finanza-sono-arroganti-e-pensano-di-essere-superuomini-di-michele-schiavoni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=9339","title":{"rendered":"Quando i capitani di finanza sono arroganti e pensano di essere superuomini &#8211; di Michele Schiavoni"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/images.jpeg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-9340\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/images.jpeg\" alt=\"\" width=\"219\" height=\"230\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/images.jpeg 219w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/images-143x150.jpeg 143w\" sizes=\"(max-width: 219px) 100vw, 219px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quando i capitani di finanza sono arroganti e pensano di essere superuomini.<br \/>\nLe storie delle multinazionali Eternit e dell\u2019ILVA di Taranto hanno diversi punti in comune, uno in particolare: il disastro ambientale e le morti causate dalla produzione di materiali nocivi per l\u2019ambiente e per le persone, derivanti dalla lavorazione dell\u2019amianto e dalle polveri sprigionate dagli stabilimenti delle fonderie della citt\u00e0 jonica.<br \/>\nL\u2019antico dilemma sullo sfruttamento del bisogno sembra non avere soluzioni, peggio non si riesce a sradicare per molteplici concause: penuria di lavoro, radicate e insuperabili barriere culturali e ossidati costumi sociali resistenti alla legalit\u00e0. La sicurezza e la salute, ovunque, in particolare nelle aree povere e a bassa offerta di lavoro, risultano inconciliabili per mancanza di alternative. Per la sopravvivenza in quei territori si \u00e8 costretti a compiere sacrifici coinvolgendo intere comunit\u00e0. Sono queste le catene che bisogna spezzare per liberare territori e cittadini dal dilemma bisogni-profitti senza rinunciare alla sicurezza del lavoro e della salute. La bonifica e la riconversione delle aree di Taranto, Casale Monferrato in Italia e Niederunnen ed altri piccoli comuni in Svizzera vanno affrontate con determinazione e alimentate da nuove visioni di sviluppo sostenibile, che si riconcili con il territorio e con l\u2019occupazione.<br \/>\nStupisce la notizia apparsa negli ultimi giorni in alcuni quotidiani svizzeri e italiani sulle affermazioni offensive e spregiative del faccendiere svizzero Stefan Schmidheiny, uno dei capitani di finanza di multinazionali, sul disastro sanitario e ambientale causato dalla sua azienda, l\u2019Eternit.<br \/>\nL\u2019Eternit di propriet\u00e0 del magnate svizzero Stefan Schmidheiny nel secolo scorso ha prodotto per anni l\u2019amianto nella sua sede di Niederunnen (Svizzera), dove lavoravano migliaia di emigrati italiani, a Casale Monferrato (Alessandria), Bagnoli (Napoli) e Rubiera (Reggio Emilia) causando migliaia di ammalati cronici di asbestosi e centinaia di morti. In Svizzera numerose famiglie italiane piangono i propri cari, mentre in Italia si parla di oltre 3000 operai affetti da malattie polmonari croniche e tumori; solo nella provincia di Alessandria, di 392 morti. Da oltre quarant\u2019anni \u00e8 risaputo che l\u2019amianto \u00e8 nocivo e ha conseguenze letali, successivamente ne \u00e8 stata vietata la produzione e le famiglie delle vittime, ex operai di quest\u2019azienda, si sono organizzati in associazioni costituendosi parte civile nei processi contro la multinazionale.<br \/>\nIl caso Eternit \u00e8 il primo al mondo in cui i vertici aziendali vengono condannati, costituendo un precedente importante che potrebbe dare il via a decine di processi in tutta Europa. La notizia della condanna a 18 anni del magnate Stephan Schmidheiny ha generato polemiche in Italia e in Svizzera, tant\u2019\u00e8 che lo stesso \u201ccapitano di finanza o di sventura\u201d, ben inserito in societ\u00e0 e banche multinazionali come anche in istituzioni internazionali, si definisce \u00abperseguitato\u00bb dai magistrati di un Paese \u00abfallito\u00bb. \u00ab\u2026 Quarant&#8217;anni dopo si viene accusati di omicidi di massa e perseguitati per decenni. Cosa posso fare?\u00bb, dice anche di aver sviluppato dentro di s\u00e9 un odio per gli italiani e di averlo elaborato. \u00abOra quando penso all&#8217;Italia provo solo compassione per tutte le persone buone e oneste che sono costrette a vivere in questo stato fallito\u00bb.<br \/>\nA fronte della bassezza e delle imperdonabili offese, davvero compassionevoli, alle quali si \u00e8 lasciato andare questo capitano di finanza, ricordo con ammirazione un gigante della finanza italiana, quell\u2019 Adriano Olivetti che in quell\u2019area industriale del Piemonte fece delle sue aziende un modello di progresso del mondo del lavoro e della tutela degli operai. Non esiste paragone, n\u00e9 morale, n\u00e9 di interessi economici tra il modello svizzero alla Schmidheiny e quello italiano dell\u2019allora Olivetti. Due modi e due mondi diversi per dare senso al progresso, che crea ricchezza e emancipazione sociale quando \u00e8 costruito su valori etici e sostenibili, che genera morti e disperazione quando \u00e8 spinto al cieco profitto finanziario sulla pelle dei bisognosi. L\u2019Italia, signor Schmidheiny non centra nulla con la sua avarizia e povert\u00e0 di valori, pu\u00f2 solo aprirle la coscienza e insegnarle ad essere pi\u00f9 giusto verso se stesso e verso chi l\u2019ha arricchito.<br \/>\nLe cagionevoli esternazioni di questo bellimbusto, molto gravi e offensive verso il nostro Paese vanno perseguite con la richiesta di pubbliche scuse al popolo italiano e alla nazione.<br \/>\nMichele Schiavone<\/p>\n<p><em>L&#8217;opinioni da chi scrivono, apartengono solo a loro. La direzione del sito non necessariamente condivide quello che si scrive.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Quando i capitani di finanza sono arroganti e pensano di essere superuomini. 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