{"id":93844,"date":"2026-07-20T19:25:02","date_gmt":"2026-07-20T19:25:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=93844"},"modified":"2026-07-20T19:25:02","modified_gmt":"2026-07-20T19:25:02","slug":"il-san-francesco-dassisi-di-pierfranco-bruni-e-un-pellegrinaggio-verso-una-spiritualita-di-perfetta-letizia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=93844","title":{"rendered":"Il San Francesco d\u2019Assisi di Pierfranco Bruni \u00e8 un pellegrinaggio verso una spiritualit\u00e0 di perfetta letizia\u00a0"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/1000297528.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"750\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/1000297528-750x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-93845\" style=\"width:322px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/1000297528-750x1024.jpg 750w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/1000297528-220x300.jpg 220w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/1000297528-768x1049.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/1000297528-1125x1536.jpg 1125w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/1000297528-1500x2048.jpg 1500w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/1000297528.jpg 1875w\" sizes=\"(max-width: 750px) 100vw, 750px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em>Marilena Cavallo\u00a0<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Nel percorso umano e spirituale di Pierfranco Bruni, il libro dedicato a San Francesco \u00abEdificare la Gioia\u00bb, Pellegrini Editore, si presenta come una soglia: un invito ad attraversare un varco interiore,&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>a lasciarsi condurre in un territorio dove la parola non \u00e8 mai semplice descrizione, ma diventa&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>eco di un cammino. \u00c8 un testo che non si limita a&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>raccontare, ma accompagna. Non spiega soltanto, ma apre. E lo fa scegliendo come compagno&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>di viaggio una figura che continua a parlare con&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>una forza sorprendente: San Francesco d\u2019Assisi,&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>colto non come icona immobile, ma come uomo&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>in cammino, pellegrino della propria anima prima ancora che delle strade del mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Bruni non guarda Francesco come un modello da imitare, bens\u00ec come una presenza viva che&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>interroga. Il suo sguardo si posa sul momento&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>decisivo in cui il giovane di Assisi comprende&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>che la vita non pu\u00f2 essere trattenuta nelle forme che fino ad allora lo avevano rassicurato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 l\u2019istante in cui avverte una chiamata che non&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>assomiglia a un ordine, ma a un richiamo sottile, quasi un sussurro che nasce dal profondo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Una voce che non impone, ma invita. Una voce&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>che chiede di lasciare ci\u00f2 che \u00e8 caducit\u00e0, ci\u00f2 che&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>appartiene a un\u2019esistenza costruita su equilibri&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>fragili, su desideri che si consumano in fretta, su&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>certezze che non reggono alla prova del tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 qui che il saggio trova il suo nucleo pi\u00f9&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>intenso: l\u2019itinerarium mentis in Deum, il viaggio&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>della mente verso Dio. Non un\u2019ascesa astratta,&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>non un esercizio intellettuale, ma un movimento&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>dell\u2019essere che coinvolge tutto: pensiero, corpo,&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>memoria, ferite, stupori. Francesco non sale verso Dio come chi vuole raggiungere una vetta,&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>ma come chi si lascia condurre da una luce che&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>cresce dentro. \u00c8 un itinerario che non procede&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>per conquiste, ma per spoliazioni. Non per accumulo, ma per liberazione. \u00c8 il cammino di&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>chi comprende che per vedere davvero occorre&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>prima svuotarsi, e che la verit\u00e0 non si afferra: si&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>accoglie.<\/p>\n\n\n\n<p>Bruni mostra come questo processo non sia&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>un gesto eroico, ma un atto di fiducia. Francesco&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>abbandona ci\u00f2 che era stato, non per disprezzo,&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>ma perch\u00e9 sente che la vita gli chiede un passo&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>ulteriore. \u00c8 un abbandono che non ha il sapore&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>della rinuncia, ma quello della nascita. E in questa nascita si rivela una scoperta che il saggio&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>illumina con delicatezza: la semplicit\u00e0 evangelica, quella che Ges\u00f9 indica quando invita a guardare i gigli del campo, pi\u00f9 splendenti del saggio&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Salomone pur senza alcuna fatica. Francesco&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>riconosce in quei gigli un modo nuovo di stare&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>nel mondo: non come padroni, ma come creature; non come costruttori di grandezze, ma come&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>testimoni di una bellezza che non ha bisogno di&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>ornamenti.<\/p>\n\n\n\n<p>La forza di queste pagine sta proprio qui:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>nel mostrare che la semplicit\u00e0 non \u00e8 povert\u00e0 di&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>pensiero, ma profondit\u00e0 che non teme la trasparenza. \u00c8 la capacit\u00e0 di vedere l\u2019essenziale senza&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>smarrirsi nel superfluo. \u00c8 la libert\u00e0 di chi non&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>ha pi\u00f9 bisogno di difendere un\u2019immagine di s\u00e9,&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>perch\u00e9 ha trovato una verit\u00e0 pi\u00f9 grande in cui&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>riposare. Bruni restituisce questa verit\u00e0 con una&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>scrittura che non pretende di spiegare Francesco, ma di avvicinarlo. E nel farlo, avvicina anche noi a quella dimensione in cui la vita torna a&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>essere ascolto, stupore, gratitudine.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo sguardo poi si allarga oltre la figura di&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Francesco d\u2019Assisi, intrecciando un dialogo&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>che attraversa secoli e sensibilit\u00e0 diverse. Non&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>si tratta di un confronto accademico, n\u00e9 di un&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>esercizio di erudizione: \u00e8 un incontro di voci&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>che, pur appartenendo a epoche lontane, condividono la stessa tensione verso una verit\u00e0 che&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>illumina la vita quotidiana. Bruni osserva come&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>il giovane di Assisi abbia interpellato non solo il&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>suo tempo, ma anche i pastori della Chiesa che&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>gli furono contemporanei. Il suo modo di vivere&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>il Vangelo, cos\u00ec diretto e disarmante, costrinse&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>i papi dell\u2019epoca a misurarsi con una radicalit\u00e0&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>che non poteva essere ignorata. La sua presenza&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>non fu mai contestazione, eppure mise in luce&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>ci\u00f2 che rischiava di diventare abitudine. La sua&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>povert\u00e0 non era protesta, ma rivelazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il filo del confronto si prolunga fino ai nostri&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>giorni. Bruni lo riprende mettendo in relazione&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Francesco con figure che hanno segnato la spiritualit\u00e0 contemporanea. Tra queste, emerge Tonino Bello, vescovo capace di un linguaggio che&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>univa fermezza e tenerezza. In lui, Bruni riconosce un\u2019eco della libert\u00e0 francescana: la capacit\u00e0&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>di parlare agli ultimi senza paternalismi, di denunciare senza durezza, di custodire la speranza&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>anche quando la storia sembra contraddirla. Tonino Bello non imitava Francesco: lo respirava.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E in questo respiro trovava la forza di proporre&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>una Chiesa che non teme di chinarsi, perch\u00e9 sa&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>che solo chi si abbassa pu\u00f2 vedere i volti che la&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>fretta cancella.<\/p>\n\n\n\n<p>Il dialogo si estende poi ai papi del nostro&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>tempo. Benedetto XVI, con la sua profondit\u00e0 teologica, appare come colui che riconosce&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>in Francesco la purezza di un cuore che cerca&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Dio senza deviazioni. Papa Francesco, con il&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>suo stile diretto e la sua attenzione agli scartati,&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>sembra raccogliere l\u2019eredit\u00e0 del Poverello nella&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>concretezza dei gesti. E Leone XIII, pontefice&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>di un\u2019epoca complessa, viene richiamato per la&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>sua capacit\u00e0 di leggere i cambiamenti sociali&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>senza perdere il riferimento alla dignit\u00e0 umana.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In tutti, Bruni individua un tratto comune: la&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>consapevolezza che la santit\u00e0 non \u00e8 un altrove&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>irraggiungibile, ma una forma di vita che si costruisce giorno dopo giorno.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa convinzione emerge con forza anche&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>nel dialogo che il saggio apre con altri santi:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Francesco di Paola, Sant\u2019Antonio di Padova,&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Bartolo Longo. Ognuno di loro incarna una via&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>diversa, eppure tutti mostrano come la santit\u00e0&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>possa germogliare nelle pieghe dell\u2019esistenza&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>ordinaria. Francesco di Paola, con la sua austerit\u00e0, ricorda che la libert\u00e0 nasce dal distacco. Antonio, predicatore instancabile, testimonia che&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>la parola diventa feconda quando nasce da un&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>cuore pacificato. Bartolo Longo, segnato da un&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>passato difficile, dimostra che nessuna storia \u00e8&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>perduta quando si lascia entrare una luce nuova.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Bruni non li accosta per creare paragoni, ma per&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>mostrare come la grazia sappia assumere forme&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>imprevedibili.<\/p>\n\n\n\n<p>Il saggio si arricchisce ancora di un dialogo&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>inatteso con due figure del pensiero contemporaneo: Mar\u00eda Zambrano e Francesco Grisi. Entrambi hanno dedicato pagine intense alla figura&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>di Francesco, cogliendone aspetti che sfuggono&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>alla lettura tradizionale. Zambrano vede in lui&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>l\u2019uomo che restituisce alla ragione la sua dimensione luminosa, capace di ascoltare ci\u00f2 che non&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>si impone. Grisi, invece, ne sottolinea la forza&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>poetica: la capacit\u00e0 di trasformare la vita in un&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>canto che non nasce dall\u2019euforia, ma dalla verit\u00e0. Bruni intreccia queste interpretazioni con&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>finezza, mostrando come il Poverello continui a&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>generare pensiero, a provocare domande, a suggerire percorsi interiori.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella sezione pi\u00f9 poetica, Pierfranco Bruni&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>lascia emergere una dimensione narrativa che si&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>ispira alla vita di Francesco. Le pagine assumono il ritmo di un racconto che si muove tra simboli, immagini e intuizioni. \u00c8 come se la storia&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>del Santo diventasse una stoffa da toccare, un&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>tessuto che vibra sotto le dita. Bruni non descrive: evoca. Non ricostruisce: ascolta. E da questo&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>ascolto nasce una serie di scene che sembrano&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>provenire da un tempo sospeso, dove la realt\u00e0 si&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>intreccia con la visione.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra queste immagini, una delle pi\u00f9 suggestive \u00e8 quella del Cavaliere errante. Una figura&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>che incarna il desiderio umano di difendere il&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>bene attraverso la forza, di affermare la giustizia brandendo una spada. Il Cavaliere \u00e8 pronto a&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>combattere, convinto che il mondo si salvi attra<\/p>\n\n\n\n<p>verso il coraggio armato. Francesco gli si avvicina con passo leggero, senza giudizio. Non gli&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>chiede di rinnegare il suo ardore, ma di orientarlo altrove. Gli propone una sfida pi\u00f9 grande di&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>qualsiasi battaglia: deporre la spada e intraprendere l\u2019avventura dello spirito. \u00c8 un invito che&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>non umilia, ma libera. Il Cavaliere comprende&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>che la vera forza non nasce dal metallo, ma dalla&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>capacit\u00e0 di custodire la pace dentro di s\u00e9. In questo incontro immaginario, Bruni mostra come la&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>poesia possa diventare rivelazione: un modo per&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>dire ci\u00f2 che la prosa non riesce a contenere.<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019altra scena potente \u00e8 quella del lupo. Nella tradizione, il lupo rappresenta la paura, l\u2019istinto che minaccia, la parte oscura che si vorrebbe&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>eliminare. Bruni riprende l\u2019episodio di Gubbio,&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>ma lo rilegge con una delicatezza nuova. Francesco non invita a uccidere il lupo, n\u00e9 a scacciarlo. Propone qualcosa di pi\u00f9 audace: andare a&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>parlargli. \u00c8 un gesto che rovescia ogni logica di&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>difesa. Parlare al lupo significa riconoscere che&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>anche ci\u00f2 che spaventa ha un linguaggio, una&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>ferita, un bisogno. Significa credere che il male&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>non si vince con la violenza, ma con un incontro&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>che scioglie la paura. In questa immagine, Bruni&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>coglie l\u2019essenza della spiritualit\u00e0 francescana: la&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>fiducia che ogni creatura, anche la pi\u00f9 inquietante, pu\u00f2 essere raggiunta da una parola di pace.<\/p>\n\n\n\n<p>Il saggio si arricchisce poi di un dialogo&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>immaginario tra Tommaso da Celano e Bonaventura da Bagnoregio, due tra i pi\u00f9 importanti&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>narratori della vita del Santo. Tommaso, attento&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>ai dettagli del quotidiano, sembra raccogliere i&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cgranelli\u201d della vita di Francesco: piccoli gesti,&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>sguardi, intuizioni che rivelano la sua umanit\u00e0&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>pi\u00f9 autentica. Bonaventura, invece, \u00e8 abituato al&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>codice, alla lampada che illumina il pensiero teologico. Le sue parole cercano ordine, struttura,&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>significato. Bruni li fa incontrare in un dialogo&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>che non contrappone, ma armonizza. Tommaso&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>porta la freschezza della vita vissuta; Bonaventura offre la profondit\u00e0 della riflessione. Insieme, restituiscono un Francesco che non \u00e8 n\u00e9&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>solo mistico n\u00e9 solo uomo del popolo, ma una&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>sintesi viva di entrambe le dimensioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa scena, costruita con cura, mostra la&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>capacit\u00e0 di Bruni di trasformare la storia in poesia. Non inventa per capriccio, ma per rivelare&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>ci\u00f2 che spesso sfugge: la santit\u00e0 come intreccio di gesti semplici e intuizioni luminose. La&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>poesia diventa cos\u00ec un modo per avvicinarsi a&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Francesco senza imprigionarlo in un\u2019immagine&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>rigida. \u00c8 un linguaggio che permette di respirare&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>la sua libert\u00e0, di cogliere la sua leggerezza, di&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>intuire la sua profondit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>In queste pagine finali, il lettore percepisce che il saggio vuole far sentire la presenza&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>di Francesco. Bruni costruisce un percorso che&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>invita a guardare la vita con occhi pi\u00f9 attenti,&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>a riconoscere la bellezza nascosta nei dettagli,&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>a credere che ogni giorno possa contenere un&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>frammento di luce. La poesia diventa allora un&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>ponte: un modo per attraversare il tempo e ritrovare, nel cuore del presente, la voce di un uomo&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>che continua a parlare attraverso la semplicit\u00e0&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>dei suoi gesti e la forza della sua visione.<\/p>\n\n\n\n<p>Sotteso nella tramatura del saggio vibra il&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>tema della Perfetta letizia, affidato da Francesco al suo fedele frate Leone. \u00c8 un episodio che&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>attraversa i secoli come una scintilla capace di&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>illuminare il senso pi\u00f9 profondo del cammino&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>umano. Bruni lo accoglie non come un semplice aneddoto, ma come una chiave interpretativa&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>dell\u2019intera esperienza francescana. La Perfetta&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>letizia non coincide con il successo, n\u00e9 con il&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>riconoscimento, n\u00e9 con la consolazione immediata. \u00c8 qualcosa di pi\u00f9 sottile e pi\u00f9 forte: la capacit\u00e0 di rimanere nella pace anche quando tutto&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>sembra contraddire il desiderio del cuore. Francesco lo spiega a Leone con parole che sorprendono: la gioia vera nasce quando si accetta di&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>essere fraintesi, respinti, dimenticati, e tuttavia&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>si continua ad amare.<\/p>\n\n\n\n<p>Bruni coglie in questo insegnamento una verit\u00e0 che tocca la radice dell\u2019esistenza. La letizia&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>non \u00e8 un\u2019emozione, ma una postura interiore. \u00c8&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>la libert\u00e0 di non dipendere dagli esiti, di non misurare la vita con il metro del successo, di non&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>lasciarsi imprigionare dall\u2019orgoglio ferito. \u00c8 un&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>cammino che richiede coraggio, perch\u00e9 invita a&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>guardare oltre l\u2019apparenza. Leone ascolta, e nel&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>suo ascolto si riflette il nostro: la fatica di comprendere, la resistenza a lasciarsi trasformare, la&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>paura di perdere ci\u00f2 che crediamo indispensabile. Eppure, proprio in questa fragilit\u00e0, Bruni&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>vede la possibilit\u00e0 di un\u2019apertura nuova.<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019altra presenza, quella di Sorella Provvidenza accompagna Francesco lungo tutto il suo&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>cammino e affascina Bruni. Non \u00e8 un personaggio, ma una forza discreta che attraversa la vita&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>del Santo come un filo d\u2019oro. Bruni la descrive&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>come una compagna silenziosa, capace di manifestarsi nei momenti pi\u00f9 inattesi: un pane condiviso, un riparo improvviso, un volto amico,&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>un gesto di misericordia. La Provvidenza ricorda che la vita \u00e8 custodita anche quando sembra&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>esposta al vento. \u00c8 una presenza che non impone, ma sostiene. Non promette, ma accompagna.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, il Cantico della luce, attraversa l\u2019animo di Francesco e continua a incantare chi si avvicina alla sua storia come un modo di guardare&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>il mondo. Essa rappresenta la capacit\u00e0 di riconoscere che ogni creatura porta in s\u00e9 un riflesso del&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>mistero. \u00c8 la consapevolezza che la bellezza non&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00e8 un ornamento, ma una rivelazione. Bruni, con&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>la sua sensibilit\u00e0 filosofica e poetica, si lascia affascinare da questa luce e la restituisce al lettore&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>come un invito a riscoprire la propria interiorit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Il dialogo tra Francesco e Leone, la presenza&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>di Sorella Provvidenza, il canto della luce: tutto&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>converge verso una conclusione che non chiude, ma apre. Bruni non offre risposte definitive,&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>perch\u00e9 sa che la spiritualit\u00e0 francescana non si&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>lascia imprigionare in formule. Propone piuttosto un cammino, un orientamento, una possibilit\u00e0. La Perfetta letizia diventa allora un modo di&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>abitare il mondo con profondit\u00e0. La Provvidenza&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>una compagna che insegna a fidarsi. La luce un&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>richiamo a guardare oltre la superficie. Il lettore&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>percepisce che il saggio non \u00e8 solo un omaggio&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>a Francesco, ma un invito a lasciarsi trasformare dalla sua esperienza. Bruni accompagna con&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>delicatezza, senza forzare, senza imporre. La&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>sua scrittura suggerisce, accarezza, apre spazi&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>interiori. E cos\u00ec, la prefazione si conclude come&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>un varco: un passaggio che invita a entrare nel&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>testo con cuore disponibile, pronto a lasciarsi&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>sorprendere da un cammino che continua a parlare attraverso i secoli. Un cammino che, ancora&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>oggi, insegna a riconoscere la gioia nelle pieghe&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>dell\u2019umilt\u00e0, la bellezza nella semplicit\u00e0, la luce&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>nel quotidiano.<\/p>\n\n\n\n<p>Il cammino di Francesco diventa un punto di&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>incontro tra esperienze diverse. \u00c8 una sorgente&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>che continua a nutrire chi cerca un modo autentico di abitare il mondo. Bruni accompagna&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>questo percorso con una scrittura che invita a&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>sostare, a lasciarsi interrogare, a riconoscere che&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>la santit\u00e0 non \u00e8 un privilegio per pochi, ma una&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>possibilit\u00e0 che si apre ogni volta che si sceglie la&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>verit\u00e0, la misericordia, la semplicit\u00e0. \u00c8 un invito&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>a guardare la vita con occhi nuovi, come se ogni&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>giorno fosse un inizio.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa prefazione vuole, dunque, essere un&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>invito: non a leggere soltanto, ma a lasciarsi toccare. A entrare in un cammino che non appartiene solo a Francesco, ma a ogni uomo che, almeno una volta, ha sentito dentro di s\u00e9 una chiamata che non sapeva nominare. Una chiamata che&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>chiede di lasciare ci\u00f2 che pesa e di riconoscere,&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>con occhi nuovi, la bellezza semplice dei gigli&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>che continuano a fiorire, silenziosi, lungo le&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>strade del mondo, per \u201cedificare la gioia\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Marilena Cavallo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Marilena Cavallo\u00a0 Nel percorso umano e spirituale di Pierfranco Bruni, il libro dedicato a San Francesco \u00abEdificare la Gioia\u00bb, Pellegrini [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[42],"tags":[],"class_list":["post-93844","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-religion"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/93844","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=93844"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/93844\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":93846,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/93844\/revisions\/93846"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=93844"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=93844"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=93844"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}