{"id":93879,"date":"2026-07-21T21:27:32","date_gmt":"2026-07-21T21:27:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=93879"},"modified":"2026-07-21T21:27:32","modified_gmt":"2026-07-21T21:27:32","slug":"la-legge-elettorale-e-i-suoi-dintorni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=93879","title":{"rendered":"LA LEGGE ELETTORALE E I SUOI DINTORNI"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Le radici della palude istituzionale italiana<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/BENEDETTO-CROCE-1.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"731\" height=\"1024\" data-id=\"93880\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/BENEDETTO-CROCE-1-731x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-93880\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/BENEDETTO-CROCE-1-731x1024.jpg 731w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/BENEDETTO-CROCE-1-214x300.jpg 214w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/BENEDETTO-CROCE-1-768x1075.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/BENEDETTO-CROCE-1.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 731px) 100vw, 731px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Alcide_de_Gasperi.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"250\" height=\"332\" data-id=\"93881\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Alcide_de_Gasperi.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-93881\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Alcide_de_Gasperi.jpg 250w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Alcide_de_Gasperi-226x300.jpg 226w\" sizes=\"(max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/images.webp\"><img decoding=\"async\" width=\"577\" height=\"415\" data-id=\"93882\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/images.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-93882\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/images.webp 577w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/images-300x216.webp 300w\" sizes=\"(max-width: 577px) 100vw, 577px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p><em>di Giuseppe Lalli<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il travagliato percorso parlamentare della legge elettorale, al centro della cronaca politica di questi giorni, riporta d\u2019attualit\u00e0 il tema delle regole istituzionali. Data la loro fondamentale rilevanza, tali norme dovrebbero essere sottratte allo scontro partitico, che nel nostro paese degenera spesso in una lacerante conflittualit\u00e0 permanente.<\/p>\n\n\n\n<p>Quante volte si \u00e8 sentito dire che con la legge elettorale non si mangia? Eppure, in Italia, il sistema di voto viene modificato con estrema frequenza, quasi ad ogni cambio di legislatura. In questa malaugurata prassi si annida un\u2019anomalia tutta italiana, che affonda le sue radici strutturali agli albori della stagione repubblicana, come vedremo di seguito. A riprova che si tratta di un\u2019anomalia, e prendendo come punto di riferimento due tra le principali democrazie parlamentari europee, si pu\u00f2 osservare come modelli elettorali diversi garantiscano stabilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>In Germania, un sistema proporzionale con significativi correttivi maggioritari \u00e8 rimasto sostanzialmente invariato dal dopoguerra, assicurando governi stabili, anche quando sono il frutto di un compromesso (<em>Gro\u00dfe Koalition<\/em>) tra i due schieramenti nessuno dei quali abbia ottenuto nel Parlamento (il<em> Bundestag<\/em>) un numero sufficiente di seggi. Nel Regno Unito, pur in assenza di una Costituzione scritta, il sistema maggioritario uninominale si conferma solido, sebbene penalizzi la terza forza politica, i Liberal Democratici, cronicamente sottorappresentata.<\/p>\n\n\n\n<p>Prima ancora di confrontarsi sui programmi, le forze politiche dovrebbero accordarsi sulle regole del gioco. Se ci\u00f2 non avviene, la causa risiede non solo nell\u2019immaturit\u00e0 della classe dirigente nostrana, ma soprattutto nella sistematica e reciproca delegittimazione tra i due opposti schieramenti. Si tratta di un atteggiamento radicato in una memoria storica con cui i principali attori partitici non hanno mai fatto i conti fino in fondo. Nel secondo dopoguerra, gli stessi intellettuali preferirono rimuovere il recente passato del Paese o demonizzarlo, anzich\u00e9 promuovere un dibattito maturo in un clima di autentica riconciliazione nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 che \u00e8 mancato in Italia \u00e8 un\u2019autentica cultura politica liberale e, per troppo tempo, lo scontro si \u00e8 concentrato sui sistemi anzich\u00e9 sui programmi, alimentando una sterile contrapposizione ideologica. Ne \u00e8 la prova il fatto che il linguaggio politico risulti ancora dominato da termini come \u201cfascista\u201d e \u201ccomunista\u201d, mentre in una democrazia liberale matura il confronto dovrebbe contrapporre (liberal)conservatori e (liberal)progressisti.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019immobilismo istituzionale affonda le sue radici nella storia del secondo dopoguerra, come si accennava. La stessa Costituzione, nel suo spirito, inclina verso un sistema proporzionale puro: essa \u00e8 figlia di una stagione segnata dall\u2019uscita dalla dittatura, quando il timore di derive autoritarie spinse ad evitare incentivi istituzionali verso \u201cl\u2019uomo forte\u201d. Si afferm\u00f2 cos\u00ec una cultura dell\u2019emergenza, erede dello spirito del Comitato di Liberazione Nazionale, che ha finito per cristallizzarsi ben oltre la sua stagione.<\/p>\n\n\n\n<p>La ripulsa per ogni parvenza di presidenzialismo ha portato all\u2019adozione di un ordinamento istituzionale liberale e garantista, che ha per\u00f2 favorito, nei fatti, l\u2019inerzia e il non governo, evocando spesso la pratica del trasformismo. Da questa scelta \u00e8 derivata la necessit\u00e0 di compromessi ideologici e perfino \u201csemantici\u201d tra forze politiche antitetiche, tanto che <strong>Benedetto Croce<\/strong> (1866-1952) paragon\u00f2 l\u2019architettura istituzionale uscita dall\u2019accordo dei partiti nell\u2019Assemblea Costituente a un \u201circocervo\u201d, animale mitologico met\u00e0 capra e met\u00e0 cervo.<\/p>\n\n\n\n<p>A ci\u00f2 si aggiunse un sistema elettorale proporzionale concepito per rendere il Parlamento lo \u201cspecchio del paese\u201d \u2013 come amava ripetere un interessato <strong>Palmiro Togliatti <\/strong>(1893-1964), capo indiscusso del pi\u00f9 grosso partito comunista dell\u2019Occidente \u2013, ossia un censimento perfetto delle articolazioni ideologiche nazionali.<\/p>\n\n\n\n<p>Il risultato \u00e8 stato una democrazia liberale incompiuta, con governi guidati da un partito, la Democrazia Cristiana, di fatto \u201calternativo a s\u00e9 stesso\u201d. Un\u2019egemonia che in ogni caso, pur con limiti e incertezze, ha saputo guidare il Paese in maniera soddisfacente e all\u2019altezza della sua tradizione migliore. Il prezzo pagato \u00e8 stato tuttavia l\u2019immobilismo e una sistematica ingovernabilit\u00e0: i governi della cosiddetta \u201cPrima Repubblica\u201d duravano mediamente poco pi\u00f9 di un anno, un periodo troppo breve per attuare qualsiasi programma.<\/p>\n\n\n\n<p>Di questa anomalia strutturale si avvide ben presto<strong> Alcide De Gasperi<\/strong> (1881-1954), che promosse, senza successo, una legge elettorale con premio alla coalizione che avesse ottenuto la maggioranza assoluta dei voti \u2013 ribattezzata demagogicamente \u201clegge truffa\u201d dalle opposizioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Come ci insegna <strong>Giovanni Sartori <\/strong>(1924-2017), alla cui lezione lo scrivente si \u00e8 formato, una buona legge elettorale deve bilanciare due esigenze: garantire ai cittadini di specchiarsi nel Parlamento (rappresentanza) e permettere loro di scegliere in anticipo chi li governer\u00e0 (governabilit\u00e0). Per farlo, il legame tra voti e seggi deve essere proporzionale, ma non cos\u00ec rigido da frammentare il quadro politico e riconsegnare ai partiti il potere di fare accordi post-elettorali, scavalcando la volont\u00e0 degli elettori.<\/p>\n\n\n\n<p>Da ci\u00f2 deriva l\u2019esigenza di garantire alla coalizione vincente una maggioranza parlamentare solida e, auspicabilmente, coesa. Non esiste un sistema elettorale ideale. Nella storia delle democrazie liberali lo si \u00e8 spesso considerato come la \u201cpietra filosofale\u201d in grado di risolvere i problemi di rappresentanza, sebbene nessuna regola, anche perfetta, pu\u00f2 assolvere al difficile compito di governare la complessit\u00e0 sociale.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 necessario compiere una scelta chiara: tornare all\u2019immobilismo della \u201cPrima Repubblica\u201d \u2013 pur con tutto il rispetto per i suoi protagonisti e per il contesto storico che l\u2019ha determinata \u2013 oppure abbracciare la trasparenza di un sistema basato sull\u2019alternanza, in cui gli elettori decidono di volta in volta chi debba governare e chi debba fare opposizione. Senza contare che assegnare alle segreterie dei partiti il potere di nominare, di fatto, i membri del Parlamento sortisce l\u2019effetto di allontanare dalla politica un numero crescente di cittadini. Questo distacco \u00e8 aggravato dal fatto che i partiti odierni, a differenza di quelli del secolo scorso radicati nel tessuto sociale, riscuotono presso l\u2019opinione pubblica sempre meno credito.<\/p>\n\n\n\n<p>La tesi secondo la quale, per stabilire chi debba governare e chi stare all\u2019opposizione, occorrerebbe passare a una repubblica presidenziale appare del tutto pretestuosa. Pur convenendo che il presidenzialismo sarebbe la via maestra, in un Paese \u201cconservatore\u201d come l\u2019Italia una riforma del genere \u00e8 impensabile. Gli elettori, infatti, non sono disposti a cambiare la Costituzione nemmeno per la riforma minimale della separazione delle carriere dei magistrati, figuriamoci per passare a una Repubblica presidenziale.<\/p>\n\n\n\n<p>Basterebbe invece adottare una buona legge elettorale, come dimostrano i modelli richiamati di Germania e Regno Unito. Ma a condizione di un pieno reciproco \u201criconoscimento\u201d dei due schieramenti in lizza, in un confronto sui programmi, facendola finita una buona volta con le accuse di \u201cfascista\u201d e \u201ccomunista\u201d, archeologia semantica che non giova pi\u00f9 a nessuno.<\/p>\n\n\n\n<p>Stupisce alquanto, ma a ben pensarci nemmeno troppo, l\u2019atteggiamento di quei leader e partiti che fino a poco tempo fa consideravano le liste bloccate dei candidati al parlamento un <em>vulnus<\/em> democratico e che oggi, al contrario, accusano di lesa democrazia chiunque voglia metterci mano. Rassegniamoci: in Italia, purtroppo, l\u2019incoerenza non paga dazio.<\/p>\n\n\n\n<p>Con la legge elettorale non si mangia? \u00c8 una facile propaganda populista. In realt\u00e0, tutto ci\u00f2 che rende pi\u00f9 trasparente la rappresentanza e agevola il processo decisionale, riduce il \u201ccosto\u201d della politica e incide favorevolmente sull\u2019economia. Quindi propizia le condizioni per \u201cmangiare\u201d meglio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Tutte l\u2019opinioni versati nel sito correspondono solo a chi la manifesta. Non e necessariamente l\u2019opinione della Direzione<\/em><\/strong><br><br><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le radici della palude istituzionale italiana di Giuseppe Lalli Il travagliato percorso parlamentare della legge elettorale, al centro della cronaca [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[35],"tags":[],"class_list":["post-93879","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-opiniones"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/93879","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=93879"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/93879\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":93883,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/93879\/revisions\/93883"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=93879"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=93879"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=93879"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}