{"id":94091,"date":"2026-07-25T10:50:05","date_gmt":"2026-07-25T10:50:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=94091"},"modified":"2026-07-25T10:50:06","modified_gmt":"2026-07-25T10:50:06","slug":"il-calcio-come-metafora-della-vita-dello-spirito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=94091","title":{"rendered":"IL CALCIO COME METAFORA DELLA VITA DELLO SPIRITO"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>La lezione di San Josemaria Escriv\u00e1 e la vera solidariet\u00e0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-5 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/SPAGNA-MONDIALI.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"195\" height=\"183\" data-id=\"94092\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/SPAGNA-MONDIALI.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-94092\"\/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/MARADONA.webp\"><img decoding=\"async\" width=\"250\" height=\"366\" data-id=\"94093\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/MARADONA.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-94093\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/MARADONA.webp 250w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/MARADONA-205x300.webp 205w\" sizes=\"(max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/LEONE-XIV.webp\"><img decoding=\"async\" width=\"147\" height=\"228\" data-id=\"94094\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/LEONE-XIV.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-94094\"\/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/PELE.webp\"><img decoding=\"async\" width=\"390\" height=\"280\" data-id=\"94095\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/PELE.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-94095\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/PELE.webp 390w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/PELE-300x215.webp 300w\" sizes=\"(max-width: 390px) 100vw, 390px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/ESCRIVA-CAMMINO.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"250\" height=\"386\" data-id=\"94096\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/ESCRIVA-CAMMINO.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-94096\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/ESCRIVA-CAMMINO.jpg 250w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/ESCRIVA-CAMMINO-194x300.jpg 194w\" sizes=\"(max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p>di <strong>Giuseppe Lalli<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La vittoria della nazionale di calcio della <strong>Spagna<\/strong> ai Mondiali racchiude un profondo significato. Essa esprime, in primo luogo, la capacit\u00e0 di condurre un vero gioco di squadra rispetto ad un\u2019impostazione che fa leva principalmente sul talento individuale: \u00e8 il trionfo dell\u2019organizzazione tattica rispetto all\u2019abilit\u00e0 dei singoli.<\/p>\n\n\n\n<p>Per tutta la durata dell\u2019incontro la formazione iberica ha condotto un vero e proprio assedio alla porta della formazione argentina, esprimendosi in un palleggio sapiente e persino spettacolare: passaggi corti e continui movimenti senza palla a tutto campo. Tutti in difesa e tutti in attacco, persino \u2013 in qualche modo \u2013 il portiere, che grazie ad un\u2019intemerata uscita fuori dall\u2019area ha sventato l\u2019unica insidia che nel primo tempo \u00e8 venuta da<strong> Lionel Messi<\/strong>, che per il resto della partita non ha quasi toccato palla.<\/p>\n\n\n\n<p>La lezione che ci viene \u00e8 che, quale che sia il valore aggiunto dei singoli fuoriclasse, \u00e8 sempre il gioco di squadra ad essere decisivo. Un brevissimo, sommario e parziale <em>excursus<\/em> nella storia dei <strong>Mondiali<\/strong> ci pu\u00f2 mostrare questa elementare verit\u00e0, che spesso si dimentica in nome del divismo: il talento puro brilla solo dentro un\u2019architettura collettiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Fissiamo per un attimo l\u2019attenzione su <strong>Pel\u00e9 <\/strong>(Edson Arantes do Nascimento) e <strong>Diego Armando Maradona<\/strong>, per universale giudizio i due giganti della storia del calcio. La nazionale brasiliana si aggiudic\u00f2 consecutivamente i campionati mondiali di calcio del 1958 e del 1962. Nell\u2019edizione del 1958, il contributo del diciassettenne Pel\u00e9 risult\u00f2 determinante per la vittoria finale della compagine sudamericana.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel torneo del 1962, la leggendaria squadra verdeoro si riconferm\u00f2 campione del mondo: nonostante l\u2019infortunio di <strong>Pel\u00e9<\/strong>, un solido gioco di squadra riusc\u00ec a esaltare e far fiorire il talento puro di <strong>Garrincha<\/strong>. Al di l\u00e0 dei singoli elementi di spicco, entrambi i successi poggiarono su una solida organizzazione collettiva e su una rosa di elevato valore tecnico, che annoverava calciatori del calibro di <strong>Didi<\/strong>, <strong>Vav\u00e1<\/strong>, <strong>Zagallo <\/strong>e <strong>Nilton Santos<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1958, l\u2019innovativo 4-2-4 introdotto dal commissario tecnico <strong>Vicente Feola<\/strong> garant\u00ec al Brasile una straordinaria solidit\u00e0 a centrocampo. Questo equilibrio liber\u00f2 l\u2019estro di due geni assoluti come <strong>Pel\u00e9<\/strong> e <strong>Garrincha<\/strong>, esentandoli da eccessivi compiti di ripiegamento. Quattro anni pi\u00f9 tardi, nel 1962, il successore <strong>Aymor\u00e9 Moreira<\/strong> opt\u00f2 per un pi\u00f9 prudente 4-3-3: l\u2019arretramento strategico di un\u2019ala sulla linea mediana serv\u00ec a proteggere una rosa anagraficamente pi\u00f9 matura rispetto a quella di Svezia \u201858.<\/p>\n\n\n\n<p>La bont\u00e0 di questa intuizione tattica emerse chiaramente proprio nel momento pi\u00f9 drammatico, ovvero l\u2019infortunio di <strong>Pel\u00e9<\/strong>: l\u2019intelaiatura collettiva della Sele\u00e7\u00e3o si dimostr\u00f2 talmente collaudata e granitica da sopperire alla perdita del suo fuoriclasse e guidare la squadra al secondo trionfo mondiale consecutivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1970 (mondiale che vide l\u2019Italia in finale dopo la esaltante vittoria contro la Germania) <strong>Pel\u00e8<\/strong> fu di nuovo un protagonista importante, ma fu solo un\u2019arma in pi\u00f9 di una squadra ben amalgamata che annoverava giocatori come: <strong>Jairzinho<\/strong>, inarrestabile ala destra; <strong>Rivelino<\/strong>, centrocampista offensivo con una potenza di tiro devastante; <strong>Tost\u00e3o<\/strong>, attaccante atipico e geniale; <strong>Gerson<\/strong>, brillante regista della squadra; <strong>Carlos Alberto<\/strong>, leggendario terzino destro.<\/p>\n\n\n\n<p>Spostando lo sguardo dal Brasile all\u2019<strong>Argentina<\/strong>, l\u2019altra grande protagonista del mitico calcio latino-americano, la dinamica cambia ma la sostanza resta la stessa. L\u2019epopea del 1986 mostrer\u00e0 come persino l\u2019individualismo geniale di quella forza della natura che era <strong>Maradona<\/strong> avesse bisogno di una solida strategia di supporto per trasformare la classe pura in vittoria mondiale.<\/p>\n\n\n\n<p>Si \u00e8 scritto che <strong>Maradona<\/strong> vinse il Mondiale del 1986 da solo, ma si tratta, evidentemente, soltanto di un\u2019iperbole giornalistica. In realt\u00e0 il commissario tecnico<strong> Carlos Bilardo<\/strong> escogit\u00f2 una difesa a tre solidissima e un centrocampo di \u201coperai\u201d (come <strong>Giusti<\/strong>, <strong>Batista <\/strong>ed <strong>Enrique<\/strong>) il cui compito era esclusivamente quello di coprire le spalle a Diego Armando. Questo lavoro oscuro favor\u00ec giocatori come <strong>Valdano<\/strong> e <strong>Burruchaga<\/strong>, che segnarono reti decisive sfruttando gli spazi aperti dalle marcature raddoppiate sul <em>\u201cpibe de oro\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Qualcosa del genere \u00e8 successo nel 2022 con l\u2019Argentina di <strong>Lionel Scaloni<\/strong>, che mise in piedi una squadra disposta a sacrificarsi al massimo per il suo fuoriclasse, <strong>Lionel Messi<\/strong>. Insomma: dietro un grande campione c\u2019\u00e8 sempre una grande squadra.<\/p>\n\n\n\n<p>Viene alla mente un altro spagnolo, \u201callenatore di anime\u201d, <strong>San Josemar\u00eda Escriv\u00e1 de Balaguer <\/strong>(1902-1975), il fondatore dell\u2019Opus Dei, che soleva ripetere concetti applicabili anche ai mediani di fatica che corrono per coprire il fuoriclasse. Al punto 624 di <em>Cammino<\/em>, il suo capolavoro di ascetica, si legge: \u00abOgni pezzo al suo posto\u00bb, e subito dopo l\u2019autore si chiede: \u00abChe rimarrebbe di un quadro di Vel\u00e1zquez se ogni colore se ne andasse per conto suo, ogni filo della tela si sciogliesse, ogni pezzo di legno del telaio si separasse dagli altri?\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec come nel calcio la ricerca della gloria personale distrugge il gioco collettivo, <strong>Escriv\u00e1<\/strong> condanna l\u2019individualismo egoista. Egli esorta a essere come \u00abla vecchia pietra nascosta nelle fondamenta\u00bb, che non si vede ma sostiene l\u2019intero edificio. Nel calcio, sono proprio i difensori e i centrocampisti che sostengono i goal di Pel\u00e9 o Messi: \u00abOh, fossi tu come la vecchia pietra nascosta nelle fondamenta, sotto terra, dove nessuno ti veda: proprio per te la casa non croller\u00e0\u00bb (<em>Cammino<\/em><em>,<\/em> 590<\/p>\n\n\n\n<p>Oppure: \u00abNon fare&#8230; lo sciocco: \u00e8 vero che \u2013 al massimo \u2013 hai il ruolo di una piccola vite in questa grande impresa di Cristo. Sai per\u00f2 che cosa significa che la vite non stringa abbastanza o salti dal suo posto? Si allenteranno pezzi pi\u00f9 grandi o andranno in frantumi gli ingranaggi. Il lavoro rallenter\u00e0. Forse si render\u00e0 inutile tutto il meccanismo. Che gran cosa essere una piccola vite!\u00bb (<em>Cammino<\/em>, 830).<\/p>\n\n\n\n<p>Sostituendo, con un pizzico di fantasia e di poesia, i termini spirituali con quelli sportivi, non \u00e8 forse questo il ritratto perfetto del Brasile di Pel\u00e9 e Garrincha nel 1962, dell\u2019Argentina di Messi nel 2022 o della Spagna di <strong>Luis de la Fuente<\/strong>, capace il 19 luglio 2026 di dominare il gioco e salire nuovamente sul tetto del calcio internazionale?<\/p>\n\n\n\n<p>Occasioni come i Mondiali di calcio \u2013 sport da sempre popolarissimo in Italia, dove per\u00f2 una miope logica di club e l\u2019eccessiva esterofilia dei campionati ne stanno desertificando il vivaio, condannando la Nazionale a una prolungata assenza dai massimi palcoscenici internazionali \u2013 evocano tra i tifosi della propria squadra nazionale una solidariet\u00e0 fortemente emotiva, ma altrettanto passeggera. Per un momento sembra che gli interessi individuali si sommino in un interesse comune.<\/p>\n\n\n\n<p><a><\/a> Giova, a tale riguardo, sottolineare due concetti che papa <strong>Leone XIV<\/strong> richiama nella sua recente enciclica, la <em>Magnifica Humanitas<\/em>. Egli ricorda che il principio di solidariet\u00e0 non definisce un sentimento, ma evoca una vera e propria forma sociale e politica da incarnare, mentre il bene comune non \u00e8 da intendersi come la semplice somma di interessi individuali, ma piuttosto come la forma sociale in cui si riconosce la dignit\u00e0 di ciascuno. Affermazioni chiare ed inequivocabili.<\/p>\n\n\n\n<p>Nessun uomo \u00e8 un\u2019isola e cos\u00ec come nel calcio si vince insieme \u2013 ciascuno con la sua individuale abilit\u00e0 \u2013, lo stesso vale per la vita del cristiano: <strong>non si cammina n\u00e9 ci si salva da soli, ma si \u00e8 chiamati a formare una comunit\u00e0 che cresce, sostiene e testimonia l\u2019amore di Dio nel mondo.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La lezione di San Josemaria Escriv\u00e1 e la vera solidariet\u00e0 di Giuseppe Lalli La vittoria della nazionale di calcio della [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-94091","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-deportes"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/94091","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=94091"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/94091\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":94097,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/94091\/revisions\/94097"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=94091"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=94091"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=94091"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}