{"id":9414,"date":"2020-01-31T10:40:11","date_gmt":"2020-01-31T10:40:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=9414"},"modified":"2020-01-31T10:40:11","modified_gmt":"2020-01-31T10:40:11","slug":"migranti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=9414","title":{"rendered":"Migranti"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/20191219_095709_resized.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-9415\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/20191219_095709_resized.jpg\" alt=\"\" width=\"1366\" height=\"1968\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/20191219_095709_resized.jpg 1366w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/20191219_095709_resized-208x300.jpg 208w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/20191219_095709_resized-768x1106.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/20191219_095709_resized-711x1024.jpg 711w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/20191219_095709_resized-104x150.jpg 104w\" sizes=\"(max-width: 1366px) 100vw, 1366px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Recensione a \u00abL&#8217;accoglienza delle persone migranti. Modelli di incontro e socializzazione\u00bb<br \/>\nAA.VV. (a cura di Tiziana Grassi), One Group Edizioni, L\u2019Aquila, 2019<\/p>\n<p>di Nicola F. Pomponio<\/p>\n<p>TORINO &#8211; Il corposo volume che si presenta ci appare come una grande, importante scommessa. In un duplice senso. Innanzi tutto in senso editoriale. Pubblicare un testo cos\u00ec complesso e sfaccettato \u00e8 una fatica e un impegno senz&#8217;altro notevole per la casa editrice che l&#8217;ha curato (One Group Edizioni, una piccola casa editrice dell\u2019Aquila ma con ottimi libri pubblicati). Ma la scommessa \u00e8 ancor pi\u00f9 importante dal punto di vista culturale e metaculturale. Il volume vede la luce in un periodo caratterizzato da contrapposizioni e lacerazioni importanti all&#8217;interno della societ\u00e0 italiana sulla questione dell&#8217;immigrazione.<\/p>\n<p>In questo contesto il bel libro prende posizione in modo netto e con dovizia di argomentazioni fin dal titolo. Non ci appare assolutamente casuale che in esso non si parli solo di migranti ma si utilizzi l&#8217;espressione \u00abpersone migranti\u00bb; quel \u00abpersone\u00bb apre immediatamente prospettive che i luoghi comuni e le aberrazioni xenofobe vogliono negare: i migranti sono persone esattamente come chi in questo momento sta scrivendo questa recensione (o chi la sta leggendo), sono persone come tutte le persone che quotidianamente s&#8217;incontrano, con i loro sogni, speranze, sconfitte e vittorie.<\/p>\n<p>Sono persone da trattare come soggetti, non come oggetti, e trattare un uomo come soggetto significa \u00abriconoscere che non lo si pu\u00f2 definire, classificare, che \u00e8 inesauribile, colmo di speranze e che, egli solo, pu\u00f2 disporre delle sue speranze\u00bb (Mounier \u00abIl personalismo\u00bb). Altrettanto importante il sottotitolo: la questione delle migrazioni \u00e8 affrontata nella prospettiva dell&#8217;incontro (non dello scontro) e della socializzazione, della integrazione. Questi sono i due fili rossi, cio\u00e8 i migranti come persone inserite in un processo di integrazione, che scandiscono tutti i numerosi interventi del volume. Il testo, con la prefazione del Presidente del Parlamento Europeo On. David Sassoli, \u00e8 diviso in tre sezioni che affrontano la situazione attuale, le buone pratiche dell&#8217;integrazione e la questione del rapporto tra le migrazioni e le descrizioni nei mezzi di comunicazione.<\/p>\n<p>Sono quasi cento interventi che restituiscono un&#8217;immagine incredibilmente ricca, densa, sfaccettata di questo fenomeno e che aiutano a comprendere sia le difficolt\u00e0 sia le enormi potenzialit\u00e0 che l&#8217;arrivo dei migranti porta con s\u00e9 nella nostra societ\u00e0. Giustamente il libro sviluppa una tesi espressa a chiare lettere dalla curatrice Tiziana Grassi: \u00abnon ha senso&#8230;interpretare e gestire le migrazioni in corso come evento straordinario o eccezionale congiuntura del momento\u00bb (pag.19). E se questa impostazione \u00e8 corretta, come siamo profondamente convinti, diventa ancor pi\u00f9 meschino e inconcludente, se non per chi mesta nel torbido, derubricare le migrazioni sotto il titolo della cosiddetta \u00absicurezza\u00bb.<\/p>\n<p>Questa semplificazione non pu\u00f2 comprendere n\u00e9 i drammi personali degli attori coinvolti n\u00e9 tantomeno la dimensione planetaria del fenomeno; si pensi all&#8217;esplosione demografica dell&#8217;Africa o ai nessi tra migrazioni e guerre o al rapporto tra crisi economiche (talvolta indotte proprio dall&#8217;Occidente) e migrazioni, per tacere della relazione con i cambiamenti climatici o dello sfruttamento che le nostre mafie (anche in combutta con malavitosi anch\u2019essi migranti) fanno del lavoro di persone ridotte in schiavit\u00f9. Il quadro si complica immediatamente. Ridurre l&#8217;immigrazione a problema di sicurezza appare cos\u00ec non solo fuorviante ma, in ultima analisi, profondamente errato.<\/p>\n<p>Il libro ha il pregio di raccogliere tante voci senza mai tacere le difficolt\u00e0 che l&#8217;integrazione incontra nella nostra realt\u00e0; difficolt\u00e0 concrete e difficolt\u00e0 di comprensione quando ci s&#8217;imbatte in culture e visioni del mondo talvolta molto diverse dalla nostra. L&#8217;incontro con uno straniero, soprattutto in questi casi, non \u00e8 mai facile ma, al contempo, pu\u00f2 essere qualcosa di estremamente arricchente per l&#8217;intera societ\u00e0. Diventano cos\u00ec di notevole interesse le annotazioni su chi \u00abce l&#8217;ha fatta\u00bb scoprendo in tal modo altri aspetti dei fenomeni migratori in cui l&#8217;immigrato \u00e8 liberato dal luogo comune del barcone alla deriva (troppo spesso nella narrazione giornalistica questa \u00e8 l&#8217;unica rappresentazione data dell&#8217;immigrazione) e non solo si integra ma contribuisce attivamente, in prima persona al progresso materiale e spirituale della societ\u00e0.<\/p>\n<p>Una societ\u00e0, quella italiana, sempre pi\u00f9 anziana, con sempre meno figli e sempre pi\u00f9 dipendente proprio dai fenomeni migratori che qualcuno invece vuole presentare come la fonte di ogni male, disconoscendo il lavoro prezioso che questi uomini e donne fanno quotidianamente contribuendo alla creazione della ricchezza nazionale. Diventa cos\u00ec importante il tema di come il fenomeno della migrazione venga narrato nei media.<\/p>\n<p>La terza parte del libro \u00e8 tutta dedicata a questo aspetto e la sua lettura risulta molto proficua per la quantit\u00e0 di nessi che vengono evidenziati. Non solo c&#8217;\u00e8 stata in Italia una rapidissima evoluzione dell&#8217;atteggiamento dell&#8217;opinione pubblica nei confronti dei migranti (iniziata all&#8217;inizio degli anni &#8217;90 con l&#8217;immigrazione albanese) ma lo spazio dedicato dai media al fenomeno, in termini talvolta ripetitivamente ossequiosi verso le posizioni pi\u00f9 intolleranti, \u00e8, stando alle statistiche riportate, assolutamente sproporzionato.<\/p>\n<p>Queste annotazioni dovrebbero far riflettere gli operatori dell&#8217;informazione e dovrebbero portare a chiederci fino a che punto conosciamo veramente il problema e fino a che punto pensiamo la questione in modo corretto utilizzando le informazioni fornite dai mass-media. In conclusione non si pu\u00f2 non restare colpiti e ammirare un lavoro cos\u00ec notevole e cos\u00ec importante come questo. Una lettura mai noiosa bens\u00ec arricchente, stimolante e che aiuta a comprendere i tempi in cui viviamo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Recensione a \u00abL&#8217;accoglienza delle persone migranti. Modelli di incontro e socializzazione\u00bb AA.VV. 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