{"id":94155,"date":"2026-07-27T09:54:58","date_gmt":"2026-07-27T09:54:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=94155"},"modified":"2026-07-27T09:54:58","modified_gmt":"2026-07-27T09:54:58","slug":"lipocrisia-semantica-di-fronte-alla-violenza-politico-sociale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=94155","title":{"rendered":"L&#8217;ipocrisia semantica di fronte alla violenza politico-sociale"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-table\"><table class=\"has-fixed-layout\"><tbody><tr><td><em>Carlo Di Stanislao<\/em><\/td><\/tr><\/tbody><\/table><\/figure>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Carlo-Di-Stanislao-1-1-1-1-1.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"932\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Carlo-Di-Stanislao-1-1-1-1-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-94156\" style=\"width:240px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Carlo-Di-Stanislao-1-1-1-1-1.jpg 960w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Carlo-Di-Stanislao-1-1-1-1-1-300x291.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/Carlo-Di-Stanislao-1-1-1-1-1-768x746.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>\u200b\u00ab<em>Quando il linguaggio politico viene piegato all&#8217;autoassoluzione, il giudizio morale si trasforma nell&#8217;alibi perfetto per evitare di guardare le proprie responsabilit\u00e0.\u00bb<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u2014 Norberto Bobbio<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>\u200bL&#8217;analisi dell&#8217;<strong>ipocrisia<\/strong>&nbsp;nel dibattito pubblico contemporaneo rivela un meccanismo psicologico e culturale profondamente radicato, capace di ridefinire sistematicamente i confini della realt\u00e0 politica pur di preservare un&#8217;incrollabile presunzione di superiorit\u00e0 morale. Quando la violenza esplode nelle piazze, nei cantieri delle infrastrutture strategiche, nelle aule universitarie o nei pressi delle redazioni giornalistiche, la prima reazione di un certo stabilimento intellettuale consiste spesso in una spettacolare operazione di cosmesi linguistica. Invece di interrogarsi sulle matrici ideologiche, sulle complicit\u00e0 culturali e sui lunghi anni di indulgenza che hanno nutrito e legittimato la radicalizzazione di determinati movimenti, si preferisce ricorrere a un automatismo consolidato: appiccicare l&#8217;etichetta di&nbsp;<strong>fascismo<\/strong>&nbsp;o di&nbsp;<strong>parafascismo<\/strong>&nbsp;a qualunque condotta violenta, prescindendo completamente dalla storia e dalle idee di chi quella violenza l&#8217;ha materialmente praticata.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">\u200bIl riflesso condizionato della rimozione semantica<\/h2>\n\n\n\n<p>\u200bQuesto fenomeno di vera e propria&nbsp;<strong>rimozione semantica<\/strong>&nbsp;produce un duplice effetto consolatorio. Da un lato, consente di condannare l&#8217;atto incriminato soddisfacendo le forme del decoro democratico; dall&#8217;altro, permette di esternalizzare totalmente la colpa, collocando l&#8217;aggressore al di fuori del proprio orizzonte ideale. Se un gruppo di estremisti incappucciati assalta un cantiere ad alta velocit\u00e0, incendia i mezzi delle forze dell&#8217;ordine e ferisce decine di agenti con molotov e pietre, la qualificazione di tali atti come \u00abmetodi parafascisti\u00bb diventa lo scudo perfetto. La logica sottesa a questa narrazione \u00e8 lineare ma fallace: la violenza, essendo per sua natura abietta e incostituzionale, non pu\u00f2 appartenere al nostro campo d&#8217;origine; pertanto, deve per forza essere catalogata sotto la figura antropologica e politica del nemico storico per eccellenza.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bSiamo di fronte alla riproposizione aggiornata di una grammatica che affonda le sue radici nella stagione pi\u00f9 cupa del secondo Novecento italiano. Quando gli estremismi di sinistra insanguinavano il Paese, una parte del mondo intellettuale ed extraparlamentare fatic\u00f2 a lungo a recidere i legami con la lotta armata, rifugiandosi nel celebre e autoassolutorio eufemismo dei&nbsp;<strong>\u00abcompagni che sbagliano\u00bb<\/strong>. Oggigiorno, la formula sembra essersi capovolta nella forma, ma \u00e8 rimasta identica nella sostanza profonda: i compagni che sbagliano non vengono pi\u00f9 giustificati in quanto compagni, ma vengono semanticamente espulsi dalla propria comunit\u00e0 politica e rinominati come fascisti nel preciso istante in cui la loro condotta diventa indifendibile agli occhi dell&#8217;opinione pubblica.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">\u200bLa retorica dello squadrismo altrui<\/h2>\n\n\n\n<p>\u200bL&#8217;elenco degli episodi in cui questa dinamica trova applicazione si fa di giorno in giorno pi\u00f9 lungo e articolato. Quando la sede di un quotidiano viene presa d&#8217;assalto da appartenenti ai centri sociali, il giudizio immediato parla di&nbsp;<strong>squadrismo<\/strong>. Quando un professore universitario viene aggredito fisicamente durante la lezione perch\u00e9 bollato come \u00absionista\u00bb, si grida al metodo squadrista. Quando a giornalisti, intellettuali o parlamentari viene impedito di prendere la parola negli atenei a colpi di intimidazioni, urla e barricate, il termine di paragone evocato \u00e8 sempre il medesimo. Persino nelle stazioni ferroviarie devastate, nei cortei che trasformano le strade cittadine in campi di battaglia e nelle occupazioni violente di sedi aziendali strategiche, l&#8217;unica lente interpretativa tollerata sembra essere quella che riconduce ogni devastazione all&#8217;universo simbolico della destra eversiva.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bTuttavia, la categoria dello squadrismo, usata in modo inflazionato come categoria universale di riprovazione, finisce per oscurare la specificit\u00e0 del problema. Rifiutarsi di riconoscere che esiste un&#8217;estremismo radicale nato e cresciuto nell&#8217;alveo della cultura anti-sistema di matrice progressista o antagonista significa rifiutarsi di fare i conti con le proprie responsabilit\u00e0 storiche e culturali. Non si tratta di stabilire mendaci equiparazioni o false equivalenze formali tra destre e sinistre, bens\u00ec di esercitare il dovere della&nbsp;<strong>ricostruzione critica<\/strong>. Se per decenni si sono tollerate narrazioni che dipingevano le forze dell&#8217;ordine come avversari di classe, o se si \u00e8 fatto finta di non vedere come l&#8217;antisionismo radicale stesse scivolando pericolosamente verso forme aperte di antisemitismo, non ci si pu\u00f2 oggi stupire dei frutti avvelenati raccolti nelle piazze.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">\u200bLa trappola dell&#8217;autoassoluzione e il dovere della verit\u00e0<\/h2>\n\n\n\n<p>\u200bLa presunzione di una connaturata&nbsp;<strong>superiorit\u00e0 morale<\/strong>&nbsp;rappresenta il pi\u00f9 solido ostacolo alla maturazione di un&#8217;autentica cultura democratica. Chi si ritiene ontologicamente depositario del bene e della giustizia sociale tende inevitabilmente a considerare la violenza come un virus alieno, un corpo estraneo inoculato da agenti esterni. Ma la politica reale non vive di astrazioni consolatorie. Le cinghie di trasmissione tra i cattivi maestri della propaganda e l&#8217;azione violenta dei militanti d&#8217;area esistono, e operano precisamente l\u00e0 dove la critica razionale viene sostituita dalla demonizzazione dell&#8217;avversario.<\/p>\n\n\n\n<p>\u200bSe un&#8217;area politica chiede con forza alla parte opposta di fare i conti con i propri fantasmi storici e con le proprie nostalgie \u2014 richiesta del tutto legittima e doverosa in una democrazia matura \u2014, deve dimostrare la medesima spietata onest\u00e0 intellettuale nei confronti di se stessa. Continuare a bollare come \u00abparafascista\u00bb ogni molotov lanciata da un antagonista No Tav, o come \u00absquadrista\u00bb ogni urlo antisemita intonato in un ateneo, non \u00e8 un atto di coraggio politico: \u00e8 il rifugio della pigrizia ideologica. Riconoscere le cose con il loro nome, analizzare le radici dell&#8217;estremismo all&#8217;interno dei propri confini e recidere senza infingimenti ogni forma di contiguit\u00e0 culturale \u00e8 l&#8217;unico modo per superare l&#8217;era della finzione semantica e restituire credibilit\u00e0 al discorso pubblico.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Tutte l\u2019opinioni versati nel sito correspondono solo a chi la manifesta. Non e necessariamente l\u2019opinione della Direzione<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carlo Di Stanislao \u200b\u00abQuando il linguaggio politico viene piegato all&#8217;autoassoluzione, il giudizio morale si trasforma nell&#8217;alibi perfetto per evitare di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[35],"tags":[],"class_list":["post-94155","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-opiniones"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/94155","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=94155"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/94155\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":94157,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/94155\/revisions\/94157"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=94155"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=94155"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=94155"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}