{"id":94194,"date":"2026-07-28T09:34:25","date_gmt":"2026-07-28T09:34:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=94194"},"modified":"2026-07-28T09:35:48","modified_gmt":"2026-07-28T09:35:49","slug":"san-lorenzo-del-vallo-intreccio-di-civilta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=94194","title":{"rendered":"SAN LORENZO DEL VALLO. INTRECCIO DI CIVILT\u00c0"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/1000304143.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/1000304143-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-94197\" style=\"width:336px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/1000304143-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/1000304143-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/1000304143-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/1000304143-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/1000304143-2048x1536.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em>Micol Bruni*<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>C&#8217;\u00e8 sempre una storia che diventa memoria oltre a restare il simbolico attraverso i suoi monumenti. San Lorenzo del Vallo \u00e8 un palinsesto di storie. Non ha una storia sola. Le ha tutte, sovrapposte senza cancellarsi. \u00c8 terra dentro la Cora di Sibari, dove il tempo non corre: si stratifica. Greco, romano, albanese. Una civilt\u00e0 a intreccio. I nostri studi lo hanno profondamente testimoniato. La grecit\u00e0 ha una profonda sacralit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto parte dalla Cora. San Lorenzo nutre Sibari e quando Sibari cade restano la campagna il mito i simboli. Restano le arule greche fittili. Piccoli altari di terracotta. Non templi, focolari. \u00c8 il sacro popolare nella sua origine e Demetra e Persefone, il grano che muore e ritorna, il voto fatto con le mani. Qui il mito \u00e8 pratica. \u00c8 nostos prima del nome: ritorno ciclico a un\u2019origine da rifondare ogni anno. Il 10 di agosto.<\/p>\n\n\n\n<p>Arrivano i romani e lasciano le monete repubblicane. Bronzo e argento che girano, che misurano, che dicono: questa terra \u00e8 nell\u2019impero ma non si perde. Lascia strade e archeologia. Lascia anche il nome di Spartaco.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 passato di qui con il suo passo e la sua violenza. Con la sua volont\u00e0 di libert\u00e0 e la sua fuga. Perch\u00e9 la Calabria \u00e8 terra di fughe e di ritorni, di boschi e di valli. Spartaco diventa archetipo calabrese. Ovvero l\u2019uomo senza catene.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Quando Roma si spezza, resta il tracciato dei passi da seguire. Ci sono secoli di mezzo. Secoli di mezzo tra Bizantini, Normanni, feudatari. Gli Alarcon, nome spagnolo su terra italica. Torri e decime. E c&#8217;\u00e8 sempre il contadino che semina e il rito che tiene insieme la comunit\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>San Lorenzo non ha grandi monumenti. Ha memoria calpestata. Il nodo si stringe nel XV secolo. Arrivano gli arb\u00ebresh\u00eb. Fuggono e fondano. Portano lingua, rito bizantino, icone, canti, costumi rossi e verdi. Non cancellano. Si innestano.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il greco e il romano restano un vessillo. L\u2019albanese canta l&#8217;ortodossia. Il mondo Balcani adriatico si intreccia con quello greco mediterraneo ma c&#8217;\u00e8 lo stesso Dio detto in due lingue. Il sacro torna domestico come le arule, come i lari come San Francesco di Paola che lascia il segno. Cambia la parola ma non il gesto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il paolano taumaturgo incontra gli Albanesi. San Lorenzo \u00e8 un paese profondamente religioso. La Pala mariana \u00e8 fedelt\u00e0 al Rosario. \u00c8 giusto che se ne parli. \u00c8 giusto riscrivere i frammenti delle eredit\u00e0 che la modernit\u00e0 ha dimenticato. Si resta comunque custodi di un tracciato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>San Lorenzo \u00e8 un tracciato. Una moneta repubblicana. Scavi un\u2019arula. Ascolti una k\u00ebng\u00eb. Ossrrvi la Pala. Non purezza. Stratificazione. Non origine unica. Ritorni.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Come il grano. Come il nostos. E il castello degli Alarcon a forma quadrata trionfa con il suo senso regale. Un viaggio fatto di etnie e di contaminazioni. La lingua \u00e8 calabra ma ha il suo \u00abmeticciato\u00bb con koin\u00e8 greche arabe albanesi spagnole.<\/p>\n\n\n\n<p>La storia va letta non solo con i suoi fatti ma anche con la llingua. I linguaggi dalla oralit\u00e0 in poi sono manifestazioni della conoscenza che noi chiamiamo a volte leggenda e culturale popolare.<\/p>\n\n\n\n<p>(Sono frammenti di un diario che mio padre mi consegna tutti i giorni. Dai quali sento quell&#8217;appartenenza che lui chiama spesso nei suoi scritti metafisica del ritorno).<\/p>\n\n\n\n<p><em>*Storica delle Minoranze&nbsp;<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Micol Bruni* C&#8217;\u00e8 sempre una storia che diventa memoria oltre a restare il simbolico attraverso i suoi monumenti. 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