{"id":94631,"date":"2026-07-31T09:51:43","date_gmt":"2026-07-31T09:51:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=94631"},"modified":"2026-07-31T09:51:43","modified_gmt":"2026-07-31T09:51:43","slug":"cioran-tragico-e-destino-abitare-le-macerie-in-utopia-di-viaggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=94631","title":{"rendered":"CIORAN. TRAGICO E DESTINO. ABITARE LE MACERIE IN UTOPIA DI VIAGGIO"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/1000306317.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/1000306317-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-94632\" style=\"width:384px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/1000306317-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/1000306317-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/1000306317-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/1000306317-1536x1152.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/1000306317-2048x1536.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em>Pierfranco Bruni<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>In Cioran il senso tragico non \u00e8 balcanico o adriatico. C&#8217;\u00e8 il drammatico. Il tragico di Cioran \u00e8 profondamente greco. Quel mondo greco del latino Ovidio che conosce l&#8217;esilio in Romania. Siamo invasi dalle macerie. &nbsp;Non quelle dei muri. Quelle dell\u2019anima. &nbsp;Rotolano dentro, silenziose. Sono rovine che il tempo moderno chiama \u201crelativismo\u201d. &nbsp;Un relativismo senza tempo, senza misura, senza peso. &nbsp;Tutto vale uguale. Nulla vale davvero. &nbsp;E l\u2019uomo resta scoperto.<\/p>\n\n\n\n<p>Cioran abita qui. &nbsp;Non come maestro. Come testimone del tragico. &nbsp;Il tragico non \u00e8 sventura. \u00c8 lucidit\u00e0. \u00c8 lo sguardo che non si lascia consolare dalle utopie. &nbsp;Il tragico dell\u2019utopia \u00e8 la nostra epoca. Ha promesso approdi e ha lasciato deserti. &nbsp;Ho dovuto scendere nei suoi inferi. Ma non solo nei suoi.&nbsp; Negli inferi dei labirinti dove ho incontrato ombre che parlavano. E oltre le ombre, fantasmi. I nostri. I miei.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono sceso in quell&#8217;esilio senza approdo. Ho parlato con Eliade, con Ionesco, con Horia, con Zambrano.&nbsp; Esili, una sola condizione. esistere senza finzioni. &nbsp;Eliade cercava il simbolo per non smarrire il centro. &nbsp;Horia cercava la memoria per non tradire l\u2019origine. Ionesco ha cercato la parola nell&#8217;assurdo. Zambrano cercava la ragione poetica per non spegnere la luce interna. &nbsp;Nessuno chiedeva una patria. Chiedevano una lingua per dire la distanza. L\u2019esilio non \u00e8 geografia. \u00c8 stato ontologico. &nbsp;La condizione umana \u00e8 condizione di esistere. Stare nella soglia, senza riempirla di rumore.<\/p>\n\n\n\n<p>In tragico di utopia (Solfanelli) ho abitato le presenze nelle assenze. Per Cioran il destino non \u00e8 fatalit\u00e0. \u00c8 responsabilit\u00e0. &nbsp;\u00c8 la maceria che decidi di non rimuovere, perch\u00e9 ti dice chi sei. &nbsp;Senza destino siamo cronaca. Con il destino diventiamo figura. Il moderno ha rimosso il destino. Lo ha sciolto nell\u2019indifferenza. &nbsp;Ha sostituito il tragico con l\u2019opinione. &nbsp;Cos\u00ec le rovine non si abitano. Si calpestano. &nbsp;E l\u2019anima si assottiglia. Si vive completamente una filosofia delle rovine. Perch\u00e9 mi sono posto una domanda. Che fare delle macerie? &nbsp;Non restaurarle. Non musealizzarle. Abitarle. &nbsp;Abitare le rovine significa riconoscere che la bellezza c\u2019\u00e8 stata e ha lasciato traccia. &nbsp;Significa accettare l\u2019oblio come parte del rito. &nbsp;Significa parlare piano, come tra ombre. Qui la filosofia non costruisce sistemi. Rigenera Pensiero. &nbsp;Entra nel labirinto e non pretende l\u2019uscita. Pretende la luce che cambia mentre cammini. &nbsp;\u00c8 filosofia degli specchi: rimanda, deforma, rivela. &nbsp;\u00c8 sciamanesimo della misura tra Oriente e Occidente, i quali si guardano nella stessa conchiglia. Si ascoltano con il rumoreggiare degli echi. Sempre oltre l\u2019utopia e dentro il tragico.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019utopia \u00e8 crollata perch\u00e9 voleva abolire il tempo. &nbsp;Il tragico lo attraversa. &nbsp;Non promette salvezza. Offre intensit\u00e0. &nbsp;E l\u2019intensit\u00e0, quando \u00e8 vera, diventa destino. Vivere \u00e8 scegliere di restare svegli tra le rovine. &nbsp;\u00c8 dire no al relativismo che anestetizza. &nbsp;\u00c8 dire s\u00ec a un peso che d\u00e0 forma. C&#8217;\u00e8 un punto che diventa un appunto. Non cerchiamo case nuove tra le macerie. &nbsp;Cerchiamo sguardi antichi. &nbsp;Sguardi che sanno dire: \u201csono qui\u201d. &nbsp;E nel dirlo sembrano tenere in piedi il mondo. Cioran non consola. Dis-vela. &nbsp;E nel dis-velo l\u2019uomo ritrova la sua misura. Ovvero n\u00e9 Dio n\u00e9 nulla. &nbsp;Uomo. Con il tragico sulle spalle e il destino nelle mani. Dove si andr\u00e0.&nbsp; Dove andremo? L&#8217;utopia \u00e8 gi\u00e0 superata? Proprio per questo a dis-misura di umano il tragico \u00e8 un sabotaggio della quiete.&nbsp; Non sapremo mai essere quiete. Io e Cioran. Ma isola che conoscono la dissolvenza del giorno che scende verso il tramontare del tramonto stesso. Capricci di un troppo vissuto. Con il volto e l\u2019abisso del naufrago.<\/p>\n\n\n\n<p>La filosofia che non volle rinunciare alla confessione abita il tragico e il resto si fa utopia. Tragico e destino. Siamo invasi dalle macerie. Le macerie rotolano nelle nostre anime. Sono rovine. Il tempo moderno \u00e8 solo relativismo moderno senza tempo. In tragico di utopia. \u00c8 il mio scendere negli inferi non solo di Cioran. Ma nei labirinti che hanno incontrato le ombre. Oltre le ombre i fantasmi. Ho parlato con Eliade con Horia con Ionesco con Zambrano con Leuc\u00f2&#8230; &nbsp;Con l&#8217;esilio senza cercare un approdo. La condizione umana \u00e8 nella condizione di esistere del singolo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pierfranco Bruni In Cioran il senso tragico non \u00e8 balcanico o adriatico. C&#8217;\u00e8 il drammatico. 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