{"id":94646,"date":"2026-07-31T19:36:27","date_gmt":"2026-07-31T19:36:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=94646"},"modified":"2026-07-31T19:36:27","modified_gmt":"2026-07-31T19:36:27","slug":"il-mondo-e-in-vendita-salvo-esaurimento-scorte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/?p=94646","title":{"rendered":"IL MONDO \u00c8 IN VENDITA. SALVO ESAURIMENTO SCORTE"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/For-sale-ev.jpg\"><img decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"576\" src=\"http:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/For-sale-ev-1024x576.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-94647\" style=\"width:346px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/For-sale-ev-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/For-sale-ev-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/For-sale-ev-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/For-sale-ev-1536x864.jpg 1536w, https:\/\/www.ecoitaliano.com.ar\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/For-sale-ev.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><em>di\u00a0Giuseppe Arn\u00f2<\/em><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><em>Il denaro non spiega tutte le guerre, ma difficilmente arriva in ritardo. E nel grande mercato globale, tra dazi, sanzioni e algoritmi, qualcuno compra, qualcuno vende e qualcun altro paga il conto.<\/em><\/h3>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>C&#8217;\u00e8 un vecchio detto che, tradotto dal buon senso popolare alla diplomazia internazionale, potrebbe suonare pi\u00f9 o meno cos\u00ec:&nbsp;<strong>senza soldi non si cantano messe<\/strong>. E, a giudicare da come va il mondo, nemmeno si fanno guerre, si costruiscono alleanze, si impongono sanzioni o si promettono paci durature.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abC&#8217;est l&#8217;argent qui fait la guerre\u00bb, dicono i francesi. Forse \u00e8 un&#8217;esagerazione. La storia, del resto, \u00e8 troppo complicata per essere spiegata con un solo portafoglio. Le guerre nascono anche dall&#8217;ideologia, dal nazionalismo, dalla religione, dalla vendetta, dalla paura e dalla sete di potere. Ridurre tutto a una questione economica sarebbe come sostenere che un matrimonio fallisce soltanto perch\u00e9 il conto del ristorante era troppo salato.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma guai a dimenticare il denaro.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 il denaro, nella storia dell&#8217;umanit\u00e0, ha una curiosa abitudine:&nbsp;<strong>non \u00e8 quasi mai il protagonista ufficiale, ma spesso conosce molto bene il copione<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Basta guardare alla politica internazionale dei nostri giorni. Si parla di valori, di principi, di sicurezza, di democrazia e di pace. Tutte cose rispettabilissime. Poi arrivano i dazi, le sanzioni, gli embarghi, il congelamento dei beni, le restrizioni commerciali, le guerre tecnologiche e le battaglie per il controllo delle materie prime e dei mercati. E improvvisamente ci accorgiamo che, dietro le grandi parole, c&#8217;\u00e8 sempre qualcuno che sta facendo i conti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mondo moderno ha semplicemente cambiato il modo di combattere.<\/p>\n\n\n\n<p>Un tempo si mandavano gli eserciti. Oggi, quando possibile, si mandano i mercati.<\/p>\n\n\n\n<p>La guerra economica \u00e8 diventata una sorta di conflitto senza uniforme. Non si vedono necessariamente carri armati alle frontiere, ma si possono vedere aziende costrette a lasciare un Paese, investimenti bloccati, banche escluse, merci che non arrivano, tecnologie che non vengono vendute e mercati che improvvisamente chiudono le porte.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 una guerra pi\u00f9 elegante, almeno in apparenza. Si combatte in giacca e cravatta, davanti a un computer, con una firma digitale e qualche comunicato stampa. Il rumore dei cannoni viene sostituito dal clic di una tastiera.<\/p>\n\n\n\n<p>E il bello, si fa per dire, \u00e8 che tutti possono continuare a dichiararsi favorevoli alla pace.<\/p>\n\n\n\n<p>La globalizzazione aveva promesso un mondo pi\u00f9 interdipendente, nel quale commerciare sarebbe stato pi\u00f9 conveniente che combattersi. Per un certo periodo sembrava davvero che il commercio potesse diventare il grande pacificatore della storia.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi abbiamo scoperto che anche il commercio pu\u00f2 diventare un&#8217;arma.<\/p>\n\n\n\n<p>E cos\u00ec, mentre il mondo si era abituato a vivere globalizzato, eccoci ora alle prese con la&nbsp;<strong>deglobalizzazione<\/strong>. Le frontiere economiche tornano a pesare, le catene produttive vengono ripensate, i grandi blocchi si guardano con crescente diffidenza e ciascuno cerca di dipendere il meno possibile dall&#8217;altro.<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma, ci eravamo illusi di avere finalmente un mondo senza muri e adesso stiamo tornando a costruirli. Solo che, questa volta, non sempre sono di cemento: spesso sono fatti di dazi, chip, brevetti, algoritmi e restrizioni commerciali.<\/p>\n\n\n\n<p>E qui entra in scena la nuova arma letale:&nbsp;<strong>la tecnologia<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Non quella dei film d&#8217;azione, naturalmente, dove bastano Mel Gibson e Danny Glover per salvare il mondo all&#8217;ultimo minuto. Quella vera, molto pi\u00f9 silenziosa e sofisticata. L&#8217;intelligenza artificiale, i dati, gli algoritmi, la capacit\u00e0 di controllare le informazioni e le infrastrutture digitali.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi, in certi casi, per mettere in difficolt\u00e0 un Paese potrebbe non servire bombardarlo. Potrebbe bastare impedirgli di accedere alla tecnologia di cui ha bisogno.<\/p>\n\n\n\n<p>La nuova guerra, insomma, potrebbe essere combattuta senza sparare un colpo.<\/p>\n\n\n\n<p>E mentre noi discutiamo se sia meglio la globalizzazione o la deglobalizzazione, il denaro continua tranquillamente a fare quello che ha sempre fatto:&nbsp;<strong>cercare il potere e seguire il potere<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Naturalmente, qualcuno potrebbe obiettare che le grandi guerre della storia non sono nate per motivi economici. Ed \u00e8 vero. Non tutte, almeno. La Prima guerra mondiale, la Seconda, i conflitti etnici e religiosi, la Guerra fredda, il terrorismo: ogni vicenda ha la propria complessit\u00e0 e non pu\u00f2 essere infilata tutta dentro una cassaforte.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma l&#8217;economia, direttamente o indirettamente, \u00e8 quasi sempre l\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Un popolo affamato pu\u00f2 ribellarsi per ideologia, ma la fame resta fame. Un Paese pu\u00f2 combattere per il prestigio nazionale, ma dietro il prestigio spesso ci sono risorse, territori, commerci, energia. Un&#8217;alleanza pu\u00f2 nascere da affinit\u00e0 politiche, ma prima o poi qualcuno presenta il conto delle spese.<\/p>\n\n\n\n<p>E cos\u00ec, tra un vertice internazionale e un altro, tra una stretta di mano e un tweet, il mondo continua a muoversi secondo una regola antica:&nbsp;<strong>chi possiede qualcosa che gli altri desiderano, prima o poi scopre di avere un certo potere<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il problema \u00e8 capire quanto questo potere venga usato per costruire e quanto per dominare.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 il denaro, in fondo, non \u00e8 cattivo. \u00c8 semplicemente denaro. Pu\u00f2 finanziare una scuola o una guerra, costruire un ospedale o un arsenale, sostenere la ricerca o comprare consenso. Dipende da chi lo possiede e, soprattutto, da chi decide come spenderlo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il guaio comincia quando il denaro smette di essere uno strumento e diventa il padrone.<\/p>\n\n\n\n<p>A quel punto anche la politica rischia di trasformarsi in una grande azienda, la diplomazia in una trattativa commerciale e la pace in un contratto con clausole scritte in caratteri cos\u00ec piccoli che nessuno riesce pi\u00f9 a leggerle.<\/p>\n\n\n\n<p>E allora eccoci qui, a camminare sul filo del rasoio, in un mondo che si proclama moderno ma continua a comportarsi secondo logiche antichissime.<\/p>\n\n\n\n<p>Cambiano le armi, cambiano le tecnologie, cambiano i protagonisti. Ma il vecchio binomio&nbsp;<strong>denaro-potere<\/strong>&nbsp;continua a resistere a tutte le rivoluzioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse perch\u00e9, in fondo, il mondo \u00e8 sempre stato un grande mercato.<\/p>\n\n\n\n<p>Solo che oggi abbiamo finalmente capito una cosa:&nbsp;<strong>non tutto \u00e8 in vendita.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il problema \u00e8 che, ogni tanto, arriva qualcuno con un&#8217;offerta.<\/p>\n\n\n\n<p>E qualcuno, dall&#8217;altra parte del tavolo, \u00e8 disposto ad ascoltarla.<\/p>\n\n\n\n<p>Hermann Hesse, ne&nbsp;<em>Il lupo della steppa<\/em>, lasciava una riflessione che conserva una sorprendente attualit\u00e0: \u00abSempre \u00e8 stato cos\u00ec e cos\u00ec sar\u00e0 sempre: il tempo e il mondo, il denaro e il potere apparterranno ai piccoli e ai superficiali, mentre gli altri, i veri uomini, non avranno niente\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Chiss\u00e0 se il messaggio arriver\u00e0 a destinazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse no. Perch\u00e9, nel frattempo, il mondo \u00e8 in vendita.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Salvo esaurimento scorte.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Montanelli, se permettete<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Montanelli, davanti a tutto questo, probabilmente avrebbe sorriso con quella sua aria di chi aveva gi\u00e0 visto il film e conosceva anche il finale.<\/p>\n\n\n\n<p>Avrebbe forse ricordato che gli uomini cambiano, i governi cadono, le ideologie passano e perfino gli imperi finiscono. Il denaro, invece, ha una resistenza straordinaria: cambia padrone, cambia divisa, cambia banca, ma trova sempre il modo di sopravvivere.<\/p>\n\n\n\n<p>E noi?<\/p>\n\n\n\n<p>Noi continuiamo a discutere su chi abbia ragione.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo, qualcuno conta i soldi.<\/p>\n\n\n\n<p>E, come accade spesso nella grande commedia umana,\u00a0<strong>il conto finale arriva sempre a chi non ha partecipato alla cena<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Tutte l\u2019opinioni versati nel sito correspondono solo a chi la manifesta. Non e necessariamente l\u2019opinione della Direzione<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0Giuseppe Arn\u00f2 Il denaro non spiega tutte le guerre, ma difficilmente arriva in ritardo. 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